BODEGA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BODEGA (LNP). Signora Presidente, il Giorno della Memoria è ormai inciso nella coscienza democratica dei popoli e delle Nazioni che, dopo le atrocità naziste, dopo la Seconda guerra mondiale, hanno intrapreso il cammino della libertà e hanno coniugato lo sviluppo economico con il progresso civile.
Oltre 6 milioni di ebrei morti su una stima di circa 12 milioni di morti nei campi di concentramento nazisti; migliaia e migliaia sono stati i deportati nei lager tedeschi, quasi tutti nell'attuale Polonia; deportati per motivi politici, ma moltissimi di loro, soprattutto del Nord Italia e nel contesto delle fabbriche, erano semplicemente dei giovani che scioperavano contro il regime perché stanchi della guerra.
Tutti questi morti rappresentano una ferita profonda, una ferita che non si rimargina e che, purtroppo, vicende anche recenti riportano in luce nel segno e nel nome di risentimenti e di rancori: i fondamentalismi.
È in questo senso che il Giorno della Memoria non si connota come un anniversario rituale, ma sa sempre suscitare forti emozioni e dischiudere la memoria per non dimenticare. L'oblio è il peggiore nemico di chi voglia cercare riscatto e soprattutto evitare per il futuro quelle turpi pagine che sono la macchia più buia del XX secolo.
Ma non basta ricordare, non è sufficiente leggere i libri di storia: occorre allenarsi al rispetto dell'uomo in tutte le sue espressioni, in una dimensione di reciprocità, di mutuo riconoscimento delle singole peculiarità.
È con questo spirito che non celebriamo la Shoah, ma la eleggiamo a silenziosa lezione di questa giornata carica di dolore, ma ricca di insegnamenti. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).