Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 133 del 27/01/2009


Seguito della discussione del disegno di legge:

(1315) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

 

Discussione della questione di fiducia

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale, ha avuto luogo la discussione generale ed il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati.

AZZOLLINI (PdL). In qualità di Presidente della Commissione bilancio, riferisce sui profili di copertura del testo su cui è stata posta la questione di fiducia. La Commissione ha considerato esauriente la relazione prodotta dal Governo la quale attesta che il provvedimento non peggiora i saldi di finanza pubblica.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulla questione di fiducia.

VIMERCATI (PD). Dopo l'esperienza positiva della riforma per il federalismo fiscale, sarebbe stato lecito attendersi da parte del Governo la ricerca di un ampio confronto su un tema - la crisi economica - che richiede scelte forti e condivise. Il Parlamento è stato invece espropriato e umiliato dall'ennesimo ricorso alla fiducia su un provvedimento inadeguato ad affrontare la recessione e le sue pesanti ricadute occupazionali. Dopo aver sperperato risorse nella soppressione totale dell'ICI e nel salvataggio di Alitalia, l'Esecutivo non è in grado di reperire fondi per sostenere i precari e per realizzare opere strategiche. L'investimento nelle infrastrutture materiali e immateriali, universalmente considerato la leva principale delle politiche anticicliche, è esiguo: le opere legate a Expo Milano 2015 e all'alta velocità sono bloccate e la boccata d'ossigeno alle Ferrovie dello Stato, di cui all'articolo 25, va solo a compensare il pesante taglio deliberato con la finanziaria; le risorse per il trasporto regionale sono insufficienti, mentre sarebbe necessario un piano straordinario per i pendolari. Quanto al nodo Malpensa, la liberalizzazione dei diritti di volo per le rotte intercontinentali è un passo positivo ma resta irrisolto il problema del trasporto delle merci, che ha arrecato danni ingenti alle imprese lombarde. E' evidente, infine, che l'aumento dell'IVA sulle televisioni satellitari, di cui all'articolo 31, favorisce gli interessi aziendali del Presidente del Consiglio. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

FONTANA (PD). Denunciare la degenerazione dei rapporti tra Governo e Parlamento non costituisce un mero esercizio retorico: la gravità della situazione economica, che mette a rischio la coesione sociale, richiederebbe una classe dirigente capace di elaborare un progetto condiviso. L'opposizione è stata disponibile al confronto e non ha praticato alcuna forma di ostruzionismo, ma il Governo ha fatto ricorso allo strumento fiduciario per superare contraddizioni interne alla maggioranza. Di fronte ad una crisi recessiva che sta mettendo in discussione i fondamentali dell'economia, sconcertano la pochezza della politica anticiclica del Governo e il divario tra misure annunciate e provvedimenti effettivi. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).

CARLINO (IdV). La posizione della questione di fiducia ha impedito al Parlamento di migliorare un testo insufficiente ad affrontare una crisi di portata mondiale. In tema di lavoro, l'Italia dei Valori ha posto l'accento sulla necessità di sostenere il potere d'acquisto di salari e pensioni, di tutelare in modo particolare i precari, di intervenire sugli ammortizzatori sociali ponendo mano ad una riforma del welfare, anziché utilizzando la misura tampone della concessione in deroga della cassa integrazione. Conseguentemente erano stati presentati emendamenti per trasformare il bonus a vantaggio delle famiglie in una misura permanente, per innalzare le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente, per aumentare gli assegni familiari e per estendere l'indennità di disoccupazione. (Applausi dal Gruppo IdV).

BAIO (PD). In un momento di particolare sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, sarebbe stato auspicabile da parte del Governo un atteggiamento più rassicurante, mentre esso, non solo non accetta il confronto con le opposizioni per adottare provvedimenti anticrisi quanto più possibile condivisi, ma con il voto di fiducia dimostra di non poter neppure contare sul pieno sostegno della propria maggioranza. La grave situazione economica esige scelte coraggiose in primo luogo a favore delle famiglie: per tale motivo il Partito Democratico ha riproposto in Aula una serie di emendamenti indirizzati alla promozione della famiglia, attraverso lo stanziamento di fondi per l'incremento dei servizi - in particolare la costruzione di asili nido - e la riduzione dell'imposizione fiscale, nonché per il sostegno alla natalità e per la realizzazione degli Obiettivi di Lisbona. Invece il Governo elargisce un bonus, peraltro una tantum, che per l'82 per cento andrà a single e coppie senza figli, per di più penalizzando le coppie stabili rispetto a quelle conviventi e perciò disincentivando i giovani al matrimonio e all'assunzione di responsabilità. Un provvedimento che, in una congiuntura di grave crisi, avrebbe dovuto dare sostegno alle famiglie con figli si rivela una assurda ingiustizia ai loro danni. (Applausi dal Gruppo PD).

DONAGGIO (PD). La gravità della crisi che sta colpendo i cittadini e le famiglie italiane avrebbe richiesto uno sforzo unitario verso soluzioni concrete idonee a far fronte al disagio delle fasce più deboli della società, ma il Governo, invece di fare leva sui principi di coesione e solidarietà che dovrebbero unire il Paese, alimenta le divisioni politiche e sociali, ivi comprese quelle sindacali. Il clima di fattiva collaborazione e di disponibilità verso l'opposizione che ha caratterizzato l'approvazione del decreto sul federalismo fiscale non sembra, a questo punto, destinato a ricrearsi. Con un atteggiamento populista e massimalista si stanno anzi compiendo errori che sovrappongono alla crisi economica una crisi di valori e del senso di appartenenza dei cittadini alla comunità. Emblematiche dello spirito e dell'efficacia delle politiche adottate sono l'istituzione di un fondo per gli investimenti nelle Ferrovie che trascura completamente il trasporto ferroviario locale, quello utilizzato da milioni di lavoratori pendolari, e la mancata previsione di interventi utili a risolvere l'inaccettabile, cronico ritardo nei pagamenti alle imprese che forniscono servizi allo Stato. Voterà pertanto contro la fiducia. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Carlino).

ARMATO (PD). La crisi economica poteva essere, come richiesto dal Presidente della Repubblica, per rendere l'Italia "più giusta" e per intervenire in modo risolutivo sul tradizionale divario Nord-Sud. Invece il Governo ha adottato un provvedimento anticrisi inidoneo a sostenere le famiglie e le imprese e non muta indirizzo rispetto alla politica sinora adottata nei confronti del Mezzogiorno, cui sono state sottratte in modo sistematico le risorse del Fondo per le aree sottosviluppate per garantire la copertura a numerosi altri provvedimenti di spesa. L'improduttivo o inefficace utilizzo da parte delle classi dirigenti meridionali delle risorse finora destinate allo sviluppo delle aree più deboli del Paese non può costituire l'alibi per una operazione che, impedendo politiche di investimento al Sud, fa perdere all'intero Paese una occasione di crescita e di modernizzazione. Stupisce che i senatori meridionali della maggioranza non abbiano piena consapevolezza di questa realtà e non si oppongano alle scelte del Governo. (Applausi dal Gruppo PD). Allega ai Resoconti della seduta una integrazione al testo dell'intervento. (v. Allegato B)

 

Presidenza della vice presidente BONINO

LANNUTTI (IdV). In assenza di atteggiamenti ostruzionistici da parte dell'opposizione, che anzi ha espresso un giudizio positivo su alcune delle misure contenute nel decreto (l'elargizione di risorse alle famiglie, il blocco delle tariffe, le misure sull'IVA, l'IRES e l'IRAP, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali), il ricorso da parte del Governo alla decretazione d'urgenza e alla fiducia impedisce un confronto reale sul provvedimento che avrebbe potuto essere meglio adeguato alle reali esigenze prodotte dalla crisi economica. Sarebbe stato auspicabile effettuare un taglio reale degli sprechi finalizzato ad una redistribuzione del reddito, tassare i redditi miliardari e puntare sulla crescita e sulle nuove risorse tributarie che essa avrebbe determinato; il bonus per le famiglie avrebbe dovuto avere un importo ed una platea di beneficiari ben maggiori; si sarebbe dovuto detassare salari e pensioni; l'autorizzazione alla Cassa depositi e prestiti all'utilizzo dei risparmi postali di milioni di cittadini per investimenti in campo infrastrutturale andrebbe sottoposta a maggiori vincoli. Le misure contenute nel decreto risultano complessivamente dispersive ed insufficienti rispetto alla manovra ben più ambiziosa annunciata dal ministro Tremonti all'indomani del profilarsi della crisi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

SCANU (PD). Il provvedimento in esame è inadeguato alle necessità del Paese ed è il naturale prodotto di un Governo che pensa di poter superare la fase più difficile della crisi con atteggiamenti falsamente rassicuranti e misure di facciata. Tra queste va certamente annoverata la detassazione degli straordinari, misura particolarmente pubblicizzata ma in sé contraddittoria e persino beffarda in un mondo del lavoro minato dalla crisi, nel quale lo straordinario è un istituto quasi scomparso: più utile sarebbe stata una riorganizzazione del lavoro ordinario. Mortificante nei confronti del cittadino indigente appare la misura della social card, prova della distanza che separa il Governo dalle reali esigenze dei cittadini. In tale contesto si inseriscono a pieno titolo l'invito a mantenere invariato il livello dei consumi delle famiglie e la previsione di affrontare i problemi della sicurezza pubblica affidando alle Forze armate compiti impropri. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

PARDI (IdV). L'attività legislativa del Parlamento appare sempre più condizionata dalle scelte del Governo che non soltanto impone la decretazione d'urgenza e impedisce l'azione emendativa con il ricorso al voto di fiducia, ma vanifica anche il bicameralismo limitando l'esame ad una soltanto delle Camere e chiamando l'altra a ratificare le decisioni assunte dalla prima. Il provvedimento in esame appare del tutto sproporzionato alla gravità della crisi che colpisce gli italiani, i quali avevano già visto progressivamente peggiorare il proprio tenore di vita per la perdita del potere d'acquisto di stipendi e salari dovuto al mancato controllo dei fenomeni speculativi che hanno caratterizzato il passaggio all'euro, per la scarsa propensione del centrodestra ad una seria politica di lotta all'evasione fiscale, per la sottostima costante del tasso d'inflazione programmata e per la flessibilizzazione selvaggia del lavoro. A fronte delle dichiarazioni di Washington, quando aveva ipotizzato una manovra da 80 miliardi di euro, il ministro Tremonti è giunto ad un provvedimento che reca addirittura un saldo positivo, un risparmio di risorse. Il Governo Berlusconi non soltanto non mette in campo misure adeguate alla crisi in atto, ma non offre neppure garanzie circa la volontà di difendere i conti pubblici con la quale giustifica le proprie scelte, come dimostrano l'aumento della spesa e lo sperpero di ingenti risorse, che ora sarebbero preziose, per l'abolizione dell'ICI - l'unica imposta federalista- e per la fallimentare operazione Alitalia. Sono ragioni più che sufficienti per negare la fiducia al Governo. (Applausi dal Gruppo IdV).

VACCARI (LNP). Il Governo e la maggioranza stanno intervenendo in maniera efficace per contrastare la grave crisi economica che sta colpendo l'Italia e il continente, predisponendo importanti interventi di sostegno all'economia reale, senza però mettere in discussione l'equilibrio dei conti pubblici. In particolare, l'Esecutivo sta riservando grande attenzione al sostegno del reddito delle famiglie, dei soggetti più svantaggiati e delle piccole e medie imprese, che costituiscono la pietra angolare del sistema produttivo italiano. Va inoltre valutato positivamente l'accordo sul nuovo modello di contrattazione, che avrà effetti positivi sul salario dei lavoratori dipendenti. Un segnale di grande importanza, ottenuto grazie alla pervicace azione politica della Lega Nord, è infine giunto dall'approvazione in prima lettura in Senato del disegno di legge delega sul federalismo fiscale, che consentirà una diminuzione della pressione fiscale e una più efficiente allocazione delle risorse.

DE CASTRO (PD). Gli altri grandi Paesi europei che hanno recentemente varato dei provvedimenti di stimolo all'economia hanno incluso nei loro pacchetti anticrisi misure finalizzate al rilancio del settore agroalimentare e ittico. Il Governo Berlusconi, invece, non solo non ha previsto alcuna misura per sostenere il comparto, ma ha recentemente eliminato, attraverso il cosiddetto decreto milleproroghe, anche i modesti miglioramenti faticosamente realizzati con il decreto sulla competitività agroalimentare. Il settore andrebbe invece sostenuto con vigore, alla luce del recente aumento dei costi di produzione e della caduta dei prezzi dei prodotti alimentari all'origine. Il Partito Democratico ha quindi proposto, attraverso i suoi emendamenti, misure straordinarie di sostegno, lo stanziamento di risorse per aumentare la competitività e favorire il ricambio generazionale e misure fiscali tese ad aiutare le aree svantaggiate. La politica del Governo manca invece di qualsiasi prospettiva di ampio respiro e non propone gli interventi strutturali necessari: per tale motivo il voto sul disegno di legge di conversione sarà convintamene negativo. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulla questione di fiducia e rinvia il seguito della discussione del disegno di legge in titolo alla seduta pomeridiana.