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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 132 del 26/01/2009


PARDI (IdV). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PARDI (IdV). Signor Presidente, mi associo alle parole così trattenute che la collega Soliani ha trovato per fotografare un insieme di vicende tanto incresciose e condivido anche il richiamo del collega D'Alia.

Mi limiterò ad aggiungere qualche notazione di carattere critico. Sulla natura dei fatti, credo si potrebbe aggiungere, a quanto la collega Soliani ha detto, la lettura dell'intervista dolente che Franca Rame ha rilasciato oggi al giornalista Fabrizio Roncone del «Corriere della Sera», nella quale riesce a trattare un argomento che ha conosciuto di persona con tatto e anche con una certa sapienza, quella della distanza. È istruttivo leggerla, perché da una voce che potrebbe inneggiare alla vendetta esce, invece, una parola di riflessione e di saggezza.

Questo chiama in causa il saltare dei nervi che spesso si verifica di fronte a vicende di questo genere. Infatti, appena accade un fatto di questo tipo, viene fuori subito il meccanismo del dare messaggi rutilanti all'opinione pubblica, dello scatenare i peggiori istinti; viene fuori, ad esempio, la confusione tra il carcere preventivo e la giusta punizione, che deve riguardare la certezza della pena per chi compie questi atti, insinuando nell'opinione pubblica il fatto che già con la carcerazione preventiva si potrebbe determinare una punizione, mentre sappiamo che da questo punto di vista c'è un profondo errore giuridico.

L'idea del farsi giustizia da sé poi innesca delle reazioni vaste, totalmente dislocate, come il caso in cui ignoti assalitori, facendosi forti di una violenza di gruppo esecrabile, sono andati a punire non gli autori, perché quelli non li ha trovati nessuno, ma ha individuato un gruppo di rumeni come potenziali correi virtuali; c'è stata una sorta di assalto con una certa vocazione al linciaggio che dice troppe cose sul modo con cui la mentalità collettiva non sa trattenersi di fronte a fatti di questo tipo. L'esigenza di giustizia è una cosa, l'esigenza di linciaggio è completamente un'altra.

C'è una sorta di pervertimento dei sensi dentro questo modo di affrontare gli argomenti e non aiuta la tecnica che appare abbastanza dominante nella gestione degli strumenti dell'opinione pubblica. Non voglio farne una tragedia, ma non posso fare a meno di ricordare che, nei mesi precedenti alle elezioni, il centrodestra, con i suoi mezzi di comunicazione e con la sua ampia disponibilità su questo terreno, ha utilizzato fino in fondo l'allarme sociale determinato da fatti come questi - violenze di gruppo, stupri e così via - proprio a fini di competizione sulla scena elettorale. Il centrosinistra veniva fotografato come un Governo imbelle, che non riusciva a fronteggiare simili situazioni e si prometteva ovviamente un atteggiamento diverso da parte del centrodestra. Purtroppo si vede che, di fronte a fatti del genere, anche il centrodestra è totalmente impari, perché sono fatti che è difficile prevenire, è difficile controllare.

In proposito, secondo me, non fa tanto scandalo la battuta infelicissima del Presidente del Consiglio che rivela più che altro una dimensione di subcultura; preoccupa piuttosto il fatto che i suoi mezzi di comunicazione, da decenni, abbiano rappresentato la donna, la femmina, la femmina bella, desiderabile, assaltabile, come un oggetto non oscuro del desiderio collettivo; questa idea che la donna, proiettata nella mente dell'uomo, del maschio aggressore, continuamente presente su tutte le pagine, su tutti gli schermi, in tutte le manifestazioni, in tutte le rappresentazioni... (Commenti dei senatori Collino, De Feo e Gramazio).

Colleghi,è così. Voi avete un Presidente del Consiglio che è il proprietario di mezzi di comunicazione che da decenni... (Vivaci commenti dal Gruppo PdL. Richiami del Presidente). Può non piacervi, ma è la dura, schifosissima realtà. Avete un Presidente del Consiglio che possiede dei mezzi di comunicazione che, da decenni, esercitano un'influenza di pervertimento sull'opinione pubblica, proponendo dei modelli di donna, di femmina assaltabile... (Vivaci commenti dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Colleghi, fate concludere il senatore Pardi; ha ancora 38 secondi.

PARDI (IdV). Ci tenevo a dirlo perché non esiste unzione, ipocrisia che possa nascondere questo stato di cose. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).