LANNUTTI (IdV). Il Governo non sembra avere l'esatta percezione degli effetti sul sistema economico-finanziario nazionale della crisi che sta investendo l'intero pianeta, con pesanti ricadute sull'economia reale e la conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. A differenza delle scelte operate dai Governi di numerosi altri Paesi, dove sono state varate misure anticicliche e assunti impegni per investimenti pubblici, l'Esecutivo propone infatti una manovrina anticrisi del tutto insufficiente a fronteggiare la recessione in atto. L'intervento è infatti praticamente a saldo zero, con la conseguenza che, sul piano della spesa, le misure indicate sono sottofinanziate, come nel caso della social card, e prive di effetti concreti sulle famiglie e sulle imprese mentre, sul piano delle entrate, si assiste ad un incremento delle entrate tributarie. Tanta cautela nella proposta di un pacchetto anticrisi non sembra peraltro ascrivibile alla necessità di stabilizzare il debito pubblico, considerato che gli atti precedenti del Governo sono andati in senso opposto in particolare con le scelte operate dal Governo di accollare alla fiscalità generale la vicenda Alitalia e di abolire l'ICI. L'Italia dei Valori aveva proposto misure di segno opposto, tese al sostegno dei redditi e al rilancio dell'economia nonché al taglio degli sprechi, colpendo in particolare le rendite e i redditi sommersi. Anche l'intervento operato in materia di mutui appare fallimentare considerato che è in ritardo rispetto ad altri Paesi e comporta costi aggiuntivi per i detentori di mutui a tasso variabile e nessun sostegno per i detentori di mutui a tasso fisso. (Applausi dai Gruppi IdV e delle senatrici Soliani e Biondelli).