MORANDO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORANDO (PD). Signor Presidente, le chiedo di poter conoscere il testo dell'ordine del giorno (ormai l'emendamento, per decisione del suo proponente, è stato ritirato).
PRESIDENTE. Lo stiamo per leggere.
MORANDO (PD). Non volevo limitarmi a questo, signor Presidente. Al di là della conoscenza, pur essenziale, del contenuto dell'ordine del giorno, vorrei esprimere la mia opinione su questo punto, poiché immagino che l'ordine del giorno sia un testo che traduce letteralmente il contenuto dell'emendamento.
Quanto sto per dire vale per l'emendamento, così come per l'ordine del giorno di conseguenza.
Avrei votato contro questo emendamento, e voterò personalmente - al di là dell'orientamento del mio Gruppo, che non conosco - anche contro l'ordine del giorno, a meno che (e questo sarebbe valso per l'emendamento, esattamente come vale per l'ordine del giorno) il proponente non sia disponibile ad introdurvi un punto, che considero assolutamente essenziale in questo confronto, e la cui assenza mi fa ritenere che l'emendamento (e il conseguente ordine del giorno) sia solo un'operazione di tipo propagandistico.
Perché in Italia abbiamo una pressione fiscale così elevata? Se non rispondiamo con precisione a questa domanda, tutto il dibattito conseguente è privo del necessario fondamento. La risposta la conosciamo tutti: abbiamo una pressione fiscale molto elevata, anche a paragone di quella mediamente elevata, nel contesto globale dell'economia mondiale, degli altri grandi Paesi dell'Unione europea, perché abbiamo un elevato livello del debito pubblico accumulato nel corso degli anni e perché, malgrado gli anni passino, non siamo stati in grado - né il centrosinistra, diciamo le cose come stanno, né il centrodestra - di mettere davvero e definitivamente sotto controllo l'evoluzione della spesa corrente primaria. Allora, non c'è dubbio che dobbiamo fare il passo decisivo. Adesso governa il centrodestra, che ha di fronte la responsabilità principale di realizzarlo; spero che presto tornerà al Governo il centrosinistra, per cui, se non ci avrà pensato il centrodestra, dovremo pensarci noi.
Ma il punto cruciale è che si può credibilmente affrontare il tema della definizione anno per anno, e pluriennalmente, di un obiettivo di pressione fiscale in riduzione (sapete che la pressione fiscale è la somma di tutti i tributi e contributi in rapporto al prodotto interno lordo), soltanto se contestualmente - ecco quello che non c'è - nel Documento di programmazione economico-finanziaria, e nella relativa risoluzione parlamentare, è contenuto un obiettivo separato, ed altrettanto individuato puntualmente, di riduzione della spesa corrente primaria. In tutti gli altri casi la definizione di un obiettivo di riduzione della pressione fiscale è priva del necessario fondamento nella realtà della scelta politica di gestione di bilancio.
Ecco perché, se il senatore Baldassarri introduce nell'ordine del giorno - così come non ha fatto invece nell'emendamento - l'esigenza che nel DPEF, come qui è scritto, ci sia, certo, un obiettivo di riduzione della pressione fiscale e contemporaneamente un altrettanto puntuale e impegnativo obiettivo di riduzione della spesa corrente primaria, allora abbiamo un orientamento convergente e possiamo votare assieme. Al contrario, se non c'è l'obiettivo di riduzione della spesa corrente primaria, si tratta di una presa in giro e onestamente, professor Baldassarri, questo non è il posto, per quanto mi riguarda. (Applausi dal Gruppo PD).