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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 130 del 22/01/2009


D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, voteremo a favore di questo emendamento. Capisco le ragioni dei colleghi di maggioranza ed apprezzo il lavoro che anche il presidente Vizzini ha fatto nel tentativo di contenere i guasti di una intrusione nelle prerogative autonomistiche ma vorrei senza polemica dire al collega Cabras che dobbiamo intenderci. Se a voi sta bene così come previsto, perché così è scritto, il comma 1 dell'articolo 21 - così non ci giriamo attorno ed evitiamo il conformismo del «volemose bene» anche quando sul merito ci sono divisioni profonde come in questo caso - per cui tutti gli organi di programmazione economica, dal CIPE in poi, nella fase transitoria del federalismo fiscale, vengono sostituiti da una cabina di regia composta da quattro Ministri, che devono fare la ricognizione delle opere pubbliche e degli interventi mirati all'attuazione del quinto comma dell'articolo 119, sul piano politico è legittimo, purché ne siamo consapevoli, ma per noi non va bene.

In secondo luogo, se questa disposizione fosse aggiuntiva al rispetto, perché vi è la clausola costituzionale che le condizioni di maggior favore sotto il profilo dell'autonomia si attribuiscono anche alle Regioni a Statuto speciale, allora saremmo d'accordo. Ma poiché il testo, così come è scritto, sembra essere sostitutivo delle norme statutarie che prevedono come lo Stato intervenga anche nelle materie, di cui all'articolo 119, per garantire la coesione sociale, vi renderete conto che questo determina che i fondi che lo Stato dovrebbe dare alle Regioni a Statuto speciale, da anni ed in particolar modo - parlo per la Sicilia - sul contributo di solidarietà nazionale, di cui all'articolo 38 dello Statuto, ce li scordiamo e ci scordiamo il contenzioso in atto, che serve a regolare in maniera certa e stabile i rapporti finanziari, federali, quelli sì veramente federali, tra lo Stato ed il sistema delle autonomie speciali.

In terzo luogo, se voi siete d'accordo - lo dico al collega Bianco senza alcun tipo di polemica, anzi proprio nello spirito di un confronto costruttivo - sul fatto che, ai fini della ripartizione delle risorse, anche con riguardo al criterio della insularità e per garantire diritti costituzionalmente garantiti, come quello dei collegamenti con le isole, e non solo minori, collega Bianco, perché la continuità territoriale esiste pure da Reggio Calabria alla Sicilia.

BIANCO (PD). Non ho detto questo!

D'ALIA (UDC-SUP-Aut). Questi diritti cosiddetti costituzionalmente garantiti non possono e non devono rientrare negli interventi speciali, cioè quelli relativi al quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione, perché se li fate rientrare lì, peraltro con una legge ordinaria, vanificate esattamente il sistema attraverso cui lo Stato deve continuare ad intervenire in via ordinaria per garantire alcuni diritti costituzionalmente garantiti per i territori più svantaggiati. Questo è il tema politico. Dopodiché, rispetto le opinioni di tutti, ma almeno cerchiamo di stare alle questioni così come sono scritte nelle norme che si stanno votando. (Applausi del senatore Fosson).