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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 130 del 22/01/2009


Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Amoruso, Caliendo, Carrara, Caselli, Castelli, Ciampi, D'Alì, Davico, De Angelis, Dell'Utri, Delogu, Giovanardi, Gramazio, Malan, Mantica, Mantovani, Martinat, Mugnai, Nespoli, Palma, Pera, Pisanu, Saccomanno, Sciascia e Viespoli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Berselli, per attività della 2a Commissione permanente; Marcenaro, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Unione dell'Europa occidentale.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Scarpa Bonazza Buora Paolo, Allegrini Laura, Comincioli Romano, Delogu Mariano, Fasano Vincenzo, Giordano Basilio, Mazzaracchio Salvatore, Piccioni Lorenzo, Piccone Filippo, Santini Giacomo, Sanciu Fedele

Disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti alimentari (1331)

(presentato in data 21/1/2009);

senatore D'Ambrosio Lettieri Luigi

Disposizioni in materia di avanzamento degli ufficiali appartenenti ai ruoli delle Forze armate, di cui all'articolo 53 della legge 10 maggio 1983, n. 212, e all'articolo 6 della legge 6 agosto 1991, n. 255 (1332)

(presentato in data 21/1/2009).

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 15 al 21 gennaio 2009)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 24

AMATO: sull'ordine pubblico in provincia di Pisa (4-00167) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

AMORUSO: sulla situazione politica dello Zimbabwe (4-00801) (risp. SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri)

BELISARIO: sulla carenza di personale della Polizia di Stato in provincia di Potenza (4-00304) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

BOSONE: sulla chiusura dell'ufficio di Polizia ferroviaria della stazione di Mortara (Pavia) (4-00256) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

BRUNO: sull'istituzione di un Comitato nazionale per le celebrazioni del V centenario della nascita di Bernardino Telesio (4-00025) (risp. BIONDI, ministro per i beni e le attività culturali)

BUTTI: sull'istituzione di un commissariato di Pubblica sicurezza a Mariano Comense (Como) (4-00227) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

CASSON: sull'attività degli steward addetti ai servizi di vigilanza negli stadi (4-00413) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

COMPAGNA ed altri: sulle manifestazioni contro lo Stato di Israele promosse da un'associazione denominata "Free Palestine" in concomitanza con la Fiera del libro di Torino dedicata ad Israele (4-00001) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

CORONELLA: sull'insediamento abusivo di stranieri di etnia rom a Maddaloni (Caserta) (4-00081) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

DEL VECCHIO ed altri: sulle celebrazioni per la ricorrenza del 4 novembre (4-00703) (risp. LA RUSSA, ministro della difesa)

GENTILE ed altri: sugli incarichi di magistrati del Tar Lazio e del Consiglio di Stato presso gli organi di giustizia sportiva di FIGC e CONI (4-00623) (risp. VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento)

GHEDINI ed altri: sul ritardo nei pagamenti delle commesse da parte delle pubbliche amministrazioni (4-00944) (risp. BRUNETTA, ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione)

LANNUTTI ed altri: sul blocco di un intero quartiere della città di Roma in occasione del matrimonio di Briatore (4-00179) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

sul licenziamento di un dipendente del Cra (4-00592) (risp. ZAIA, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali)

MARINARO: su un'operazione di polizia all'interno di un liceo romano (4-00258) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

MUGNAI: su una manifestazione antiproibizionista a Pisa (4-00092) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

PEDICA: sull'accertamento dei fatti accaduti nel corso dell'irruzione di agenti della Polizia nella scuola Diaz di Genova in occasione del vertice G8 del 2001 (4-00319) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

sulla necessità di controlli più rigorosi per la concessione delle licenze di porto d'armi (4-00377) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

PERDUCA, PORETTI: sulle iniziative per l'accoglienza di alcuni detenuti di Guantanamo (4-00942) (risp. SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri)

TOMASSINI: sul rinnovo della carica di Presidente della Federazione italiana sport equestri (FISE) (4-00658) (risp. VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento)

TOTARO: sulla presentazione di un libro presso la sala consiliare del Comune di San Giuliano Terme (Pisa) (4-00333) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

VALDITARA ed altri: sulle iniziative di contrasto alla criminalità ad Andora (Savona) nel periodo estivo (4-00369) (risp. MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno)

Interpellanze

NEROZZI, TREU, ZANDA, ROILO, BLAZINA, BERTUZZI, MARCUCCI, GHEDINI, BIONDELLI, MUSI, DONAGGIO, ADRAGNA, CERUTI, PASSONI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

la social card è stata annunciata più volte dal Governo, già a partire dal mese di luglio 2008, come il principale strumento di lotta alla povertà. Doveva interessare 1.300.000 soggetti e costare, a regime, 450 milioni di euro;

allo stato attuale la misura si è rilevata del tutto inadeguata e ingiusta, e per migliaia di persone anziane una vera beffa;

i dati parlano chiaro: rispetto alla cifra di 1.300.000 soggetti potenziali che avrebbero dovuto beneficiare della "carta acquisti" circa 580.000 persone hanno presentato richiesta entro il 31 dicembre 2008, di queste circa 420.000 hanno ricevuto una carta attiva. Le rimanenti sono state respinte dall'Inps, in assenza di una risposta motivata da parte dell'istituto previdenziale per circa 150.000 domande respinte;

infatti, risulta che l'Inps, a livello sia nazionale che locale, non comunica agevolmente i dati e non risponde, specialmente a livello locale, alle richieste di approfondimento avanzate dalle organizzazioni sindacali;

per quanto concerne i requisiti di accesso alla carta acquisti, questi risultano pensati per ridurre al minimo la platea dei beneficiari. Oltre ad un limite estremamente restrittivo del reddito pensionistico, in alcuni casi si è in presenza di un vero e proprio percorso ad ostacoli per il riconoscimento del diritto alla social card. Ad esempio, tra le varie prescrizioni (come una seconda utenza elettrica e del gas, o più di un veicolo) vi sono quelle relative al patrimonio mobiliare ed immobiliare, già valutate ai fini dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Ciò introduce, quindi, una doppia valutazione degli stessi elementi, con risultati paradossali ed iniqui;

inoltre, la disponibilità di un garage o la proprietà del 25 per cento di un ulteriore immobile ad uso abitativo escludono dal diritto alla carta, anche se in sede di ISEE gli stessi non hanno determinato il superamento dei 6.000 euro;

si è in presenza, quindi, della volontà da parte dell'Esecutivo di introdurre vincoli estranei alla determinazione del reddito ed utili bensì al contenimento del numero dei beneficiari finali;

ad opinione degli interroganti, ancora una volta, il Governo continua a puntare su una politica di annunci senza contenuti, con l'aggravante che in questo caso si gioca sulla pelle di migliaia di persone, le più deboli. Non basta chiedere scusa,

si chiede di sapere:

se il Governo ritenga necessario fornire informazioni precise sull'applicazione di questa misura (cioè il numero dei beneficiari e la loro condizione: pensionistica, di reddito, eccetera) e sulla consistenza delle risorse effettivamente impegnate;

se il Governo abbia intenzione di proseguire questa misura o di correggerne le storture;

più in generale che cosa intenda fare per rispondere alla drammatica situazione economica delle famiglie italiane e in particolare di quelle più povere, dei disoccupati, dei precari, degli anziani.

(2-00055)

Interrogazioni

BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RUSCONI, DE CASTRO, PIGNEDOLI, ANTEZZA, DI GIOVAN PAOLO, ANDRIA, GARAVAGLIA Mariapia, RANDAZZO, DI GIROLAMO Leopoldo - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nel corso dell'ultimo anno vi sono state numerose pronunce della Corte di Cassazione che hanno, con motivazioni pressoché identiche, introdotto nell'ordinamento italiano un principio di diritto comportante diverse conseguenze di natura dirompente, quale l'assoggettabilità di tutti i fabbricati rurali al pagamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) ;

tale previsione, a parere dei giudici della Suprema corte, si applica tanto agli immobili già iscritti che a quelli ancora da iscrivere al catasto fabbricati;

tale interpretazione normativa ha determinato l'insorgere di un grave e diffuso problema in capo a tutti gli agricoltori possessori di fabbricati rurali che, in ossequio alla normativa attualmente vigente in merito al pagamento dell'imposta comunale sugli immobili, hanno corrisposto il dovuto in relazione al valore del terreno, comprensivo di quello degli eventuali fabbricati;

a seguito delle citate sentenze, moltissimi Comuni si sono attivati per il recupero dell'ICI relativamente alle annualità in decadenza al 31 dicembre 2008, attivando una procedura che avrà come prefigurabile esito l'insorgere di un'enorme mole di contenzioso giudiziario tra gli agricoltori e gli stessi Comuni,

si chiede di sapere se alla luce dei fatti esposti in premessa il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno chiarire attraverso atti di propria competenza l'eventuale assoggettabilità dei fabbricati rurali al pagamento dell'imposta comunale sugli immobili, allo scopo di evitare inutili e costosi contenziosi e salvaguardare un comparto economico già gravato dagli effetti di una perdurante crisi strutturale.

(3-00487)

SBARBATI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:

il decreto-legge n. 15 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 488 del 1992, prevedeva incentivi dello Stato (da erogarsi in due quote annuali) in favore di imprese del settore turistico, commercio e industria allo scopo di favorire l'occupazione e incrementare le certificazioni ambientali delle stesse;

molte aziende che avevano partecipato ai bandi, pur nel rispetto degli obblighi previsti e dopo l'erogazione della prima rata, non sono riuscite a percepire le quote relative alla seconda rata/saldo per via di una modifica apportata alla legge finanziaria per il 2008 che modificava il tempo della cosiddetta perenzione amministrativa, riducendo da sette a tre anni il periodo di iscrizione nel bilancio delle pubbliche amministrazioni dei residui delle spese in conto capitale relativi sia al pagamento di corrispettivi per appalti, forniture di beni e servizi, che di stanziamenti a favore delle imprese, senza tener conto delle opere e degli investimenti in corso;

la Corte dei conti, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2007, non riteneva peregrina l'ipotesi, per far fronte alle richieste dei creditori, della reiscrizione in bilancio di una consistente quota delle relative somme, trasferite nel conto del patrimonio;

considerato che fra le priorità del Governo c'è quella di rilanciare l'economia anche favorendo la produttività e l'occupazione,

si chiede di conoscere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano urgente lo sblocco dei fondi oggetto di perenzione, che, oltre ad essere un diritto acquisito delle imprese che hanno rispettato gli obblighi contrattuali, non richiedono stanziamenti di ulteriori risorse, ma l'utilizzo di quelle già appostate in bilancio;

se in un momento di particolare difficoltà economica non ritengano di dover salvare almeno quelle aziende che vantano il credito verso lo Stato per evitarne il fallimento, il ricorso all'usura o a forme di indebitamento legale che aggraverebbero certamente la loro delicata situazione finanziaria e metterebbero in difficoltà il personale;

se non ritengano di dover onorare un impegno dello Stato, visto che la maggior parte dei finanziamenti della legge n. 488 del 1992 hanno avuto quali beneficiari aziende turistiche (62 delle quali operanti nelle isole minori), già fortemente penalizzate perché legate della stagionalità e che attendono da più di un anno e mezzo di ricevere quanto di loro spettanza.

(3-00488)

BLAZINA, PEGORER, PERTOLDI, ROILO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

il fenomeno delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro costituisce per il nostro Paese uno dei problemi più delicati da affrontare e da risolvere con somma urgenza;

desta allarme anche la situazione della sicurezza sul lavoro in Friuli-Venezia Giulia dove tra il 10 ed il 17 gennaio 2009 hanno tragicamente perso la vita tre operai;

in particolare, il 10 gennaio ha perso la vita Dusan Poldini, operaio di 37 anni straziato da una gru in movimento sulla banchina della ferriera di Servola (Trieste); successivamente, il 15 gennaio, a Premariacco (Udine), ha perso la vita Enrico Tami, autotrasportatore della ditta La.So.Le Est, impresa di produzione di elementi per sedie; ancora, in data 17 gennaio, ha perso la vita Mauro Burg, dipendente della Compagnia portuale di Monfalcone mentre svolgeva un lavoro da esterno presso la cartiera Burgo di Duino (Trieste);

considerato che tale drammatica escalation richiede l'attuazione di tutte le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro su tutto il territorio nazionale,

si chiede di sapere:

quali misure il Ministro in indirizzo abbia adottato o intenda adottare al fine di affrontare in modo risolutivo le cause che determinano in Friuli-Venezia Giulia come nelle altre regioni italiane un continuo aumento degli infortuni sul lavoro in generale e di quelli mortali in particolare;

se, nell'ambito delle proprie competenze, non ritenga opportuno predisporre ogni atto idoneo affinché le strutture preposte alla sicurezza sul lavoro - a livello regionale, provinciale e territoriale - realizzino un coordinamento delle attività ispettive, di prevenzione e sulla sicurezza del lavoro;

se, in generale, non ritenga opportuno dotare, sull'intero territorio nazionale, gli uffici dell'Ispettorato del lavoro, dei servizi per la sicurezza e le aziende sanitarie locali degli organici e dei finanziamenti necessari allo svolgimento dei compiti loro assegnati.

(3-00489)

MARCUCCI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

il provvedimento di riforma del regolamento del Ministero per i beni e le attività culturali (decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233), presentato dal Ministro in indirizzo al Consiglio superiore dei beni culturali, prevede la riduzione di tre posti dirigenziali in Toscana, di cui, probabilmente, almeno uno riguarderà una Soprintendenza;

voci insistenti identificano nella Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara uno dei possibili posti dirigenziali da sopprimere, mentre tale Soprintendenza svolge un ruolo di grande importanza in un'area caratterizzata dalla presenza di un ingente patrimonio da tutelare, per quanto riguarda sia i beni storico-artistici, sia i beni architettonici e il paesaggio: nel solo anno 2008 sono infatti state istruite 1.290 pratiche relative alla tutela diretta e 5.400 pratiche relative alla tutela paesaggistica, mentre il personale impiegato è costituito da 65 unità, solo in minima parte distaccate inizialmente dalla Soprintendenza di Pisa;

tale Soprintendenza, con sede a Lucca, è sì di recente istituzione, ma la sua creazione avvenuta nel settembre 2004 (con operatività effettiva dal gennaio 2005) da parte dell'allora ministro Urbani e successivamente confermata durante il ministero Buttiglione e in quello Rutelli, si rese necessaria proprio per meglio adempiere alle funzioni di tutela e salvaguardia avvicinando al territorio di riferimento la sede dirigenziale,

si chiede di sapere secondo quali criteri il Ministro in indirizzo intenda procedere per giungere alla scelta dei posti dirigenziali da sopprimere in Toscana e se corrisponda al vero l'ipotesi che uno dei criteri, se non addirittura il criterio esclusivo, possa essere quello della mera valutazione dell'anzianità di istituzione, criterio che penalizzerebbe la realtà di Lucca senza un'adeguata valutazione complessiva.

(3-00490)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

MONGIELLO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

la provincia di Foggia si segnala negativamente per il più basso tasso di occupazione femminile in Italia e per uno tra i più elevati indici di disoccupazione giovanile;

in tale problematico contesto territoriale si segnala il licenziamento di quattro donne dipendenti della Servizi Informatici srl, società che opera a San Severo (Foggia), anche al servizio di due istituti di credito, e che contava 22 addetti;

a subire l'allontanamento dal posto di lavoro sono state le sole assunte - tre con contratto a tempo indeterminato, una con contratto triennale di apprendistato - iscritte alla Cgil;

il licenziamento, peraltro sottoscritto dall'ex amministratore delegato della società, è avvenuto immediatamente a ridosso dell'iscrizione al sindacato e della nomina della delegata aziendale;

per tali ragioni, anche a seguito del fallimento di ogni trattativa con l'azienda, la Cgil ha deciso di impugnare il licenziamento prefigurando una condotta antisindacale;

nella sola provincia di Foggia sono ormai una decina i casi in cui il sindacato è costretto ad invocare la tutela ex articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per contrastare licenziamenti dubbi sotto il profilo procedurale, la cui frequenza lascia presumere l'esistenza di una sorta di strategia di contenimento e/o annullamento dell'azione sindacale all'interno delle aziende,

si chiede di sapere:

quali misure e provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il ripristino della piena legalità e agibilità sindacale all'interno della Servizi Informatici srl;

in generale, quali iniziative intenda adottare per scongiurare il rischio che la crisi economica in atto sia strumentalizzata dalle imprese al fine di comprimere il diritto costituzionalmente garantito allo svolgimento dell'attività sindacale.

(3-00486)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MUSSO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

per l'aeroporto di Salerno (Costa d'Amalfi), operante dal mese di agosto 2008, non era presente in origine una compagnia aerea di riferimento, bensì solo un'agenzia di viaggi e broker di servizi aerei, la Global Aviation Network Unipersonale s.r.l. (GAN), facente riferimento ad un "partner tecnico" quale la compagnia aerea spagnola Orion Air per operare su Milano, Torino, Barcellona e Bucarest;

la citata GAN ha emesso biglietti aerei usufruendo successivamente degli aeromobili Orion Air per la sua clientela;

il 19 dicembre 2008, in maniera del tutto imprevista ed incontrollata, nonostante molti utenti avessero ricevuto una e-mail di conferma del volo fino a due giorni prima della partenza, i voli sono stati "sospesi", o per meglio dire annullati;

secondo Orion Air, GAN non le avrebbe corrisposto gli importi relativi ad alcuni voli, mentre quest'ultima, in un comunicato stampa, ha imputato l'interruzione dei servizi soprattutto alla crisi finanziaria ed al caro greggio, oltre che alla politica locale;

alcune fonti riportano che più di 3000 consumatori hanno acquistato biglietti da GAN senza che vi siano notizie relative a rimborsi, sostituzione di biglietti per voli su aeroporti limitrofi o compensazioni di sorta, ed hanno anche dovuto sostenere costi ingenti per l'acquisto di altri biglietti (da altre compagnie) per poter trascorrere le vacanze di Natale in famiglia;

in vista della riorganizzazione del mercato aereo sarebbe opportuno che l'Ente nazionale per l'aviazione civile vigilasse non solo sulle compagnie in procinto di ricevere concessioni pubbliche ma anche su quelle che, d'un tratto, senza preavviso, sospendono i servizi;

tale vicenda non ha trovato grande risalto sulla stampa nazionale, probabilmente offuscata dalle concomitanti proteste dei lavoratori di Alitalia a Fiumicino,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia disposto o non ritenga utile disporre dettagliati accertamenti ed eventuali provvedimenti in merito alla vicenda.

(4-01027)

BUTTI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

la società AFL S.p.A. di Dongo (Como) è una storica azienda fondata nel 1839 (Società delle Ferriere) che produce raccordi in ghisa malleabile e che installò il primo altoforno Lombardo e che attivò il primo impianto di laminazione d'Italia;

la AFL S.p.A. circa un anno e sei mesi fa richiedeva la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale del settore ghisa per 130 dipendenti. Il piano prevedeva l'acquisizione di una società satellite della Fiat a Carmagnola con i relativi macchinari ed ordini;

purtroppo l'evoluzione della crisi economica ed industriale ha peggiorato notevolmente la situazione. Il 16 gennaio 2009 si è svolto un incontro tra alcuni parlamentari e le rappresentanze sindacali, per ridefinire i termini per la concessione della proroga della cassa integrazione straordinaria;

la prima tranche della cassa integrazione è infatti scaduta a settembre 2008; nei prossimi giorni verrà firmato un decreto dalla Direzione generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all'occupazione presso il Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, con cui si prevede proprio la proroga fino al marzo 2009 della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza del piano di ristrutturazione della AFL S.p.A di Dongo;

se il Ministro in indirizzo intenda concedere la proroga fino a marzo 2009 per la concessione della cassa integrazione straordinaria ai lavoratori della AFL di Dongo e se, come annunciato, vi sarà anche una terza tranche (dopo aver valutato la consistenza del piano industriale dell'azienda in crisi) nell'ambito della stessa concessione.

(4-01028)

GRAMAZIO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

l'interrogante condivide i contenuti dell'atto di sindacato ispettivo presentato il 20 gennaio 2009 in Consiglio regionale del Lazio dai consiglieri Simone Gargano, Tommaso Luzzi, Antonio Cicchetti ed altri;

con bando di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 7 gennaio 2009, veniva indetta dall'azienda Policlinico Umberto I una gara comunitaria, a procedura aperta, ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, per l'affidamento in global service, dei seguenti servizi: pulizia, sanificazione ambientale e raccolta rifiuti sanitari assimilati agli urbani; fornitura di materiale igienico e gestione dei distributori; disinfestazione e derattizzazione; pulizia e manutenzione delle aree esterne; logistica; lavanolo; ristorazione;

l'ammontare complessivo dell'appalto, su base annuale, appare così ripartito: importo per servizi 24.000.000 euro; importo per oneri per la sicurezza derivanti dal documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI) per anno 200.313,92 euro, per un totale di 24.200.313,92 euro;

tali servizi attualmente risultano affidati singolarmente ai seguenti gestori: il servizio di pulizia a "La Pul-Tra" per un importo di 10.000.000 di euro; il servizio di mensa a "La Pul-Tra e Innova" per un valore di 4.000.000 di euro; il servizio di lavanderia a "Lavin" per un valore di 5.000.000 di euro; il servizio di logistica a "Tra.Ser" per un valore di 2.000.000 di euro; il servizio di nettezza urbana a "La Pul-Tra" per un importo di 300.000 euro; il servizio di trasporti a "Tra.Ser" per 200.000 euro;

la durata contrattuale dell'appalto è fissata in nove anni, decorrenti dalla data di avvio del servizio, come certificato dal verbale di consegna;

il combinato disposto degli articoli 7 e 13 del suddetto bando sancisce quale requisito di partecipazione alla gara il possesso, da parte dei soggetti concorrenti, indipendentemente dalla forma giuridica prescelta (sia essa in forma individuale che associata) dei seguenti requisiti di capacità economica e finanziaria: l'aver realizzato nell'ultimo triennio un fatturato globale al netto dell'IVA non inferiore complessivamente a 108.000.000 di euro; l'aver realizzato nell'ultimo triennio un fatturato specifico, inerente ai servizi nel settore oggetto di gara, presso aziende sanitarie locali o aziende ospedaliere o presso equivalenti strutture private, di un valore non inferiore complessivamente a 54.000.000 di euro, al netto dell'IVA (in presenza di giustificati motivi, ivi compreso quello concernente la costituzione o l'inizio dell'attività da meno di tre anni, il concorrente potrà provare la propria capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento la cui idoneità sarà apprezzata dall'azienda); l'aver effettuato negli ultimi tre anni i principali servizi, oggetto di gara, attestati da un documento su cui si riportano il rispettivo importo, la data e il destinatario, dai quali si evinca l'esperienza maturata presso strutture ospedaliere;

l'art. 14 del medesimo bando sancisce che i concorrenti, partecipanti in forma di imprese, appositamente e temporaneamente raggruppate o raggruppande (RTI), ed i consorzi potranno cumulare i propri requisiti di idoneità economico-finanziaria e tecnica-professionale per il raggiungimento dei livelli minimi di capacità richiesti dalle norme di gara, secondo alcune regole: nello specifico, i requisiti di idoneità economico-finanziaria dovranno essere posseduti almeno al 60 per cento dalla capogruppo mandataria o indicata come tale, in caso di raggruppamento non ancora costituito, oppure, in caso di consorzio, da una delle imprese consorziate che partecipano alla presente procedura di gara, mentre il restante 40 per cento deve essere posseduto cumulativamente dalle mandanti o dalle imprese consorziate concorrenti, ciascuna delle quali deve possedere almeno il 10 per cento;

dall'analisi del bando di gara risultano esclusi dall'affidamento determinati servizi, seppur di natura funzionale alla gestione della struttura ospedaliera, quali: la vigilanza; il servizio infermieristico; il servizio di navetta per gli utenti; il trasporto dei malati;

gli attuali gestori dei servizi, alla luce dello "sbarramento" economico contenuto nel bando, sono impediti dal partecipare all'affidamento, sia come imprese singole che come associazioni temporanee di imprese (nonostante la regolarità tenuta sia nella gestione dei servizi che sotto il profilo squisitamente occupazionale);

considerato che:

il bando così predisposto, ad avviso dell'interrogante, non appare rispettare i principi fondamentali di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità in materia di affidamento di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, così come sanciti dall'ordinamento italiano nonché dalla normativa europea;

il medesimo, infatti, non permette alle società individualmente titolari dei servizi di poter partecipare alla gara, sia in forma singola che associata, stante l'abnormità ed eccessività dei requisiti di capacità economico-finanziaria;

tra i citati requisiti di capacità economico-finanziaria vi è l'aver realizzato un fatturato globale triennale pari a 108.000.000 euro nonché un fatturato specifico per i servizi, di 54.000.000 euro, che estromette di fatto dalla libera facoltà di partecipazione gran parte (o quasi tutti) dei soggetti economici, operanti nel territorio nazionale, a vantaggio e garanzia di un limitato numero di imprese; e ciò, peraltro, è in palese contrasto sia con i principi generali del nostro ordinamento che con quelli specifici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006;

appare altresì sproporzionata, sperequata, arbitraria ed iniqua, rispetto anche alle finalità proprie della tecnica di affidamento dei servizi in global service, l'apposizione di un termine di durata novennale del contratto, stante l'evidente situazione di privilegio conseguente al regime di "esclusiva" che si verrebbe a creare in favore di un solo soggetto ed a scapito di eventuali altri operatori economici;

la fissazione di un corrispettivo contrattuale "aperto", pari a 24.000.000 euro annui, eventualmente revisionabile in caso di ipotesi normativamente previste, determinerebbe il venir meno dei benefici scaturenti dall'espletamento della gara a procedura aperta, che, poiché fondata sul criterio del prezzo più basso o dell'offerta economicamente più vantaggiosa, non manterrebbe più le menzionate utilità insite nella citata procedura di affidamento;

l'affidamento in global service si sostanzia in una procedura che trae fondamento nel criterio che privilegia l'ottimizzazione delle risorse a fronte della riduzione dei costi, mentre il bando de quo, così come predisposto, appare celare, ad avviso dell'interrogante, una procedura tutt'altro che aperta, ovvero una vera e propria trattativa con un (o quasi uno solo) preordinato operatore economico, in violazione sia delle finalità della procedura di affidamento in global service che delle regole nazionali e sovranazionali in materia di libera concorrenza ed economicità;

a riguardo, la legge 10 ottobre 1990, n 287, in materia di tutela della concorrenza, sancisce espressamente il divieto di intese restrittive della concorrenza che abbiano l'effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza, all'interno del mercato nazionale, attraverso attività consistenti nel fissare direttamente o indirettamente i prezzi o le altre condizioni contrattuali, nel ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento, nell'applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse o per prestazioni equivalenti così da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;

la modalità di affidamento dei servizi prescelta dall'amministrazione de quo non appare rispondente alle attuali esigenze dell'ente poiché, stante la non rispondenza dei criteri di scelta dell'operatore economico eventualmente aggiudicatario della gara, nonché l'evidente assenza di una effettiva riduzione dei costi, considerato sia l'importo annuale di base del contratto che la concreta ed effettiva buona gestione dei medesimi servizi da parte degli attuali gestori, mentre sembra idonea a produrre il solo potenziale accrescimento dei costi;

la tecnica dell'affidamento in global service, per sua natura, dovrebbe ricomprendere la pluralità dei servizi da assegnare, mentre, nel caso in questione, risultano esclusi i servizi di vigilanza, infermieristico, di navetta per gli utenti e di trasporto malati;

il presente bando di gara si manifesta palesemente contraddittorio nel suo contenuto, anche alla luce del fatto che i servizi di mensa, logistica e lavanderia, per loro caratteristica necessitanti di impianti esterni, appaiono accorpati, mentre i servizi di vigilanza, infermieristico e di navetta, richiedenti impianti interni, risultano esclusi;

l'ottimizzazione delle risorse ben potrebbe ottenersi con l'indizione di una gara basata sui medesimi criteri di aggiudicazione già espletati ed in virtù dei quali si è proceduto all'affidamento dei singoli servizi alle imprese alle quali attualmente è affidata la gestione dei medesimi;

appare, altresì, evidente l'assenza anche dell'opportunità economica della citata tecnica di affidamento, stante l'inesistenza di una riduzione considerevole dei costi a carico dell'azienda mentre, nello stesso tempo, verrebbero penalizzate le attuali imprese operanti nel settore all'interno del Policlinico Umberto I con un depauperamento della loro capacità imprenditoriale che potrebbe avere, in futuro, anche gravi ripercussioni dal punto di vista occupazionale,

l'interrogante chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto nelle premesse e quale sia la loro valutazione del bando richiamato, che, così com'è formulato, esclude, di fatto, aziende che già operano con professionalità sul territorio del Lazio per i medesimi servizi richiamati nel bando.

(4-01029)

SARO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

"Safilo" è un gruppo internazionale quotato in borsa, leader mondiale nell'occhialeria di alta gamma e lusso;

detto gruppo conta sei stabilimenti produttivi, quattro dei quali in Italia - due nella provincia di Udine (Martignacco e Precenicco) - ed è presente in oltre cento paesi nel mondo dove commercializza i prodotti attraverso proprie filiali e distributori esclusivi;

considerato che:

la crisi economica mondiale ha colpito anche le aziende del gruppo Safilo, facendo registrare una contrazione degli ordinativi pari al 40 per cento;

nello stabilimento di Martignacco, in particolare, lunedì 19 gennaio 2009 sono già state collocate in cassa integrazione 100 persone;

del pari, l'azienda potrebbe mettere in cassa integrazione altri 620 lavoratori (sui 670 complessivi) a partire dal 2 febbraio 2009;

alla fine del mese di marzo avrà termine la cassa ordinaria;

i lavoratori dello stabilimento friulano di Precenicco, al momento in produzione, temono, a loro volta, di essere collocati in cassa integrazione,

l'interrogante chiede di sapere:

se risultino al Ministro in indirizzo i procedimenti di cassa integrazione adottati dal gruppo Safilo per i lavoratori dello stabilimento friulano di Martignacco;

se il Ministro sia a conoscenza degli intendimenti del gruppo Safilo relativi ai lavoratori di Precenicco;

se e con quali mezzi intenda intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali di entrambi gli stabilimenti friulani;

infine, se risulti un piano strategico di rilancio del gruppo sull'intero territorio italiano, con particolare riguardo alla regione Friuli-Venezia Giulia.

(4-01030)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

6a Commissione permanente (Finanze e tesoro):

3-00487, dei senatori Bertuzzi ed altri, sul pagamento dell'ICI per fabbricati rurali;

7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

3-00490, del senatore Marcucci, sull'ipotesi di sopprimere il posto dirigenziale nella Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara;

11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale):

3-00489, dei senatori Blazina ed altri, sulla prevenzione e la sicurezza sul lavoro.