PRESIDENTE. Colleghi, molti degli ultimi interventi erano tesi a sollecitare risposte ad interrogazioni cui il Governo non ha ancora dato risposta: il senatore Lannutti, per primo, poi il senatore Menardi, il senatore Lusi ed ora il senatore Ceccanti.
La questione delle interrogazioni e del sindacato ispettivo nel suo insieme rappresenta ormai un problema serio ed aperto che porrò al Presidente nelle sedi che sono proprie affinché vi sia un richiamo forte nei confronti del Governo e perché si possa contare su risposte che seguano ritmi regolari, magari ogni settimana, alle interrogazioni. Se sarà necessario per consentirci una certa regolarità, chiederemo quali delle interrogazioni che sono state presentate sono ancora attuali o abbiano ancora un senso ed un significato. Certamente questa che lei ricordava lo ha senz'altro.
Per quanto riferito alle due questioni non legate alle interrogazioni che sono state sollevate dal senatore Perduca, come ha già detto il senatore Ceccanti, è stato espresso un parere giuridico dalla Giunta per il Regolamento del Senato e dalla Giunta per il Regolamento della Camera in cui si prende atto che la Commissione non può svolgere le sue funzioni. Immagino che ci si interroghi su cosa sia giusto e possibile fare per consentire alla Commissione di vigilanza di operare e su questa base i Presidenti stanno procedendo in ordine alla richiesta di rinnovo. È stata inviata una lettera ai vecchi commissari della commissione per informarli di ciò. Quindi, si è provveduto ad informarli in maniera diretta e personale e da domani credo sarà pronto anche il resoconto formale per cui anche i senatori e i deputati che non facevano parte della Vigilanza potranno conoscere le motivazioni e le valutazioni che hanno portato, sulla base del parere, a questa decisione.
Per quanto attiene, invece, alla questione posta dal senatore Gramazio, mi pare si trattasse soprattutto di una sollecitazione affinché anche i senatori, come è stato fatto da alcuni parlamentari e da autorità importanti dello Stato, procedano ad un impegno perché la vicenda di Cesare Battisti non si chiuda e possa essere estradato in Italia. Condividiamo il giudizio dato dal Presidente della Repubblica per primo: il nostro è uno Stato di diritto ed in uno Stato di diritto, nella reciprocità dei rapporti tra i vari Stati, chi è condannato all'ergastolo per omicidio deve poter essere estradato. Questa è la valutazione ed è anche la mia convinzione.