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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 128 del 21/01/2009


Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

DE LILLO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Considerato che:

il giorno 12 gennaio 2009, su "Radio 105" é andata in onda la consueta puntata dello "Zoo di 105", condotto da Marco Mazzoli con alcuni altri cabarettisti, che hanno parlato a lungo di come si devono seviziare gli animali, tra le matte risate di tutti loro; hanno raccontato di come inserire i gatti nel microonde per farli scoppiare; di come far scoppiare le rane inserendo loro una sigaretta accesa in bocca ed alcuni ascoltatori hanno telefonato dicendo che loro già lo facevano e di come fosse divertente; si affermava anche di come infilare vari oggetti nell'ano dei gatti soprattutto magari petardi, e così con lo stesso tono e con parole volgari per tutta la trasmissione;

la trasmissione radiofonica suddetta è tra le più ascoltate,

si chiede al Ministro in indirizzo, per quanto di propria competenza, quali azioni intenda intraprendere per evitare che prosegua nella trasmissione radiofonica "Zoo di 105" l'incitamento alla violenza sugli animali.

(4-01021)

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il 30 ottobre 2007 è stato approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di "programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato per l'anno 2007", con il quale è stato autorizzato l'ingresso in Italia di complessivi 170.000 lavoratori stranieri;

il 3 dicembre 2008 è stato approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2008) di "programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato per l'anno 2008";

in tale decreto si dà atto dell'esistenza di un elevato numero "di richieste di assunzione inviate agli sportelli unici per l'immigrazione, rimaste non soddisfatte dopo l'esaurimento delle quote relative alla programmazione transitoria per l'anno 2007" e pertanto si autorizza per l'anno 2008 un'ulteriore quota di ingressi di lavoratori extracomunitari (in una misura pari a 150.000 unità) da attingere dalle domande già presentate in precedenza ai sensi del "decreto flussi" per l'anno 2007;

l'articolo 4, comma 3, del decreto prevede che "nel caso in cui la domanda di nulla-osta al lavoro sia stata presentata da un datore di lavoro non comunitario, persona fisica, è necessario che il richiedente sia in possesso del titolo di soggiorno di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, o ne abbia presentato richiesta, alla data di pubblicazione del presente decreto";

avverso tale decreto è stato presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, e il Tribunale adito ha depositato in data 14 gennaio 2009 un'ordinanza cautelare in cui sospende l'applicazione del decreto ritenendo fondate le censure dedotte avverso il provvedimento nella parte in cui esso vieta ai cittadini stranieri extracomunitari in possesso del solo permesso di soggiorno di accedere al decreto flussi 2008;

pertanto come rilevato dal servizio immigrazione dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) si è creata una grave situazione di disparità posto che i termini per la presentazione delle domande sono scaduti il 3 gennaio 2009, disparità che - anche in ottemperanza alla ordinanza emessa - deve essere eliminata,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda fissare un nuovo termine di presentazione delle domande, per consentire la partecipazione al "decreto flussi" per l'anno 2008 anche ai datori di lavoro cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno.

(4-01022)

COSTA - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

attualmente la legislazione che regola l'automatismo delle prestazioni assistenziali e previdenziali tra lavoratori iscritti alle diverse casse previdenziali dell'INPS perpetua forti discriminazioni, anche in termini di accesso alle prestazioni e di esigibilità dei diritti sociali;

ai lavoratori iscritti alla gestione separata andrebbe garantita la piena fruizione dei diritti e delle prestazioni sociali loro riconosciute;

la rete di protezione sociale (oggi minima) riconosciuta ai lavoratori parasubordinati andrebbe estesa;

nel caso dei lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, l'esigibilità concreta delle già limitate prestazioni sociali e previdenziali cui possono accedere è subordinata all'effettivo versamento dei contributi da parte dei committenti;

che malgrado l'assoluta floridità economica della Gestione separata, è stata bloccata la proposta di estendere ai lavoratori parasubordinati il principio dell'automaticità delle prestazioni,

l'interrogante chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire con urgenza affinché vengano adottate opportune iniziative tese ad estendere e migliorare la rete di protezione sociale riconosciuta ai lavoratori parasubordinati, nonché a valutare l'opportunità dell'estensione del principio dell'automaticità delle prestazioni in tutti i casi in cui vi è obbligo al versamento della contribuzione tramite committente-datore di lavoro.

(4-01023)

MONTI, ADERENTI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

l'Ente nazionale di assistenza magistrale (ENAM) è nato dalla fusione dell'Istituto nazionale orfani dei maestri con l'Istituto nazionale di assistenza magistrale, stabilita con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 21 ottobre 1947, n. 1346, ratificato con la legge 21 marzo 1953, n. 190 e riordinato con la legge 20 marzo 1975, n. 70;

l'Enam è, oggi, un ente pubblico non economico, con personalità giuridica di diritto pubblico, ed è posto sotto la vigilanza del ministero dell'istruzione, università e della ricerca;

l'Enam presta assistenza al personale ispettivo, direttivo e docente della scuola elementare e materna, sia in attività di servizio che in pensione, nonché ai loro familiari;

il regolamento dell'Enam prevede le seguenti prestazioni assistenziali: climatico-termali; sanitarie; scolastiche; culturali; Cassa mutua di piccolo credito; per gli anziani; straordinaria; previdenziale;

è posto obbligatoriamente, ope legis, a carico del suddetto personale in servizio, iscritto d'ufficio all'Enam, un contributo mensile pari all'1 per cento dell'80 per cento della voce "stipendio";

considerato che:

in ossequio al principio della libertà di scelta del dipendente il pagamento di questo contributo dovrebbe essere facoltativo e non obbligatorio;

d'altro canto sarebbe auspicabile estendere questo tipo di assistenza al personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, affinché questi benefici non siano riservati solo ad una parte del corpo docente. Attualmente, ad esempio, un docente di scuola primaria che passi ad insegnare alla secondaria di primo e secondo grado, non è più obbligato a versare il contributo all'Enam, perché non può essere più beneficiario delle prestazioni dell'ente, mentre i direttori didattici delle scuole di grado inferiore che non vorrebbero pagare questo tipo di contributo, perché non intendono avvalersi dell'attività di assistenza, sono invece obbligati a farlo;

dai dati consultabili on line sul sito dell'Enam, si rileva una notevole disparità fra regioni del Nord e regioni del Sud, a vantaggio di queste ultime, relativamente alle erogazioni delle prestazioni assistenziali;

tale disparità non è giustificata da una contribuzione numericamente superiore al Sud;

tra l'altro non viene pubblicato il Bilancio dell'ente dal quale poter ricavare quanto versato mensilmente dal personale scolastico di ogni regione e provincia, né una comparazione di quanto ritorna in termini assistenziali al personale appartenente ad ogni singola regione e provincia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno estendere l'attività di assistenza fornita dall'Enam a tutto il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado;

se non ritenga opportuno rendere, in ogni caso, facoltativa l'iscrizione all'Enam;

se concordi sulla necessità di realizzare una gestione finanziaria a livello regionale, affinché il personale operante nella regione possa usufruire appieno delle risorse versate;

se ritenga ipotizzabile la realizzazione di un bilancio dell'ente stilato nel rispetto del criterio della trasparenza, eventualmente pubblicato on line, che evidenzi le poste di entrata ed uscita a livello regionale.

(4-01024)