BODEGA (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BODEGA (LNP). Signor Presidente, non parlerò di quarto, quinto o sesto potere. Voglio invece brevemente testimoniare e ricordare la figura di Carlo Caracciolo.
La scomparsa di Carlo Caracciolo rappresenta sicuramente una perdita per il mondo della cultura, la perdita di un uomo che ha saputo caratterizzare la propria vita con l'impegno antifascista (come ha ricordato lei, signor Presidente, è stato partigiano in Val d'Ossola) e con l'impegno nelle successive battaglie per la democrazia.
Come è stato già ricordato, fu il fondatore del quotidiano «la Repubblica» e de «L'espresso». Ebbe intuizioni ed ebbe anche un grande coraggio, anche quando le sue creature - specie agli esordi, agli inizi - vissero momenti di difficoltà.
Un uomo partito con il solo patrimonio dell'intelligenza (faceva parte di un famiglia nobile) e dell'ambizione: infatti, è diventato un editore di successo. Si dichiarava uomo di sinistra, ma non comunista ed era capace di onestà intellettuale e di rispetto dei ruoli.
Il suo legame di parentela con Gianni Agnelli non condizionò mai le sue scelte, che lo videro sempre esprimersi in libertà e autonomia di pensiero. Due personaggi legati non solo da un intreccio familiare, ma anche da una vecchia complicità giovanile.
Quindi, fu un uomo di cultura e un signore nello stile, senza fronzoli, che è stato al centro della cultura e dell'evoluzione del Paese. Impegnato per la politica, ma non in politica, condizione che gli permise di essere libero editore anche se fortemente connotato sul piano ideologico. Noi della Lega lo sappiamo bene, viste anche le considerazioni e i diversi attacchi che il nostro movimento ha subito da quelle testate. Ma tant'è!
Scompare un'altra figura fortemente impegnata sul piano civile, nella quale le passioni sapevano essere il motore per caratterizzare una vita significativa e densa di emozioni ed avvenimenti. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e della senatrice Serafini Anna Maria).