MORANDO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORANDO (PD). Signor Presidente, pochissimi minuti per una dichiarazione di voto su questo emendamento, ma vale anche per il prossimo: essi sono dal mio punto di vista due emendamenti particolarmente apprezzabili, anche se so che non saranno approvati per la decisione della maggioranza di difendere il testo, così come è uscito dalla Camera dei deputati, perché cercano - signor Presidente, richiamo anche la sua attenzione perché temo che di questa norma sentiremo ancora parlare - di precisare l'ambito di applicazione della norma contenuta nell'articolo 1-quater, che a mio giudizio è una vera e propria enormità.
Vorrei che fosse chiaro che cosa stiamo votando e cosa contiene questa norma: si riferisce al soggetto che ha fatto un mutuo ed è attualmente proprietario di una casa su cui vi è l'ipoteca relativa allo stesso mutuo, che non ha pagato le rate e ha la casa sottoposta a procedura esecutiva immobiliare o concorsuale.
Ebbene, in questo caso, purché la casa non sia di categoria catastale A1 e A2, cioé una casa di grandissimo lusso, dice la norma che è possibile che un ente pubblico, l'Istituto autonomo case popolari o come si chiama adesso - non è importante - interviene e compra la casa.
Fin qui si dice che è un aiuto alle famiglie in difficoltà, quindi l'Istituto autonomo case popolari interviene, compra la casa e si fa carico naturalmente di lasciare il mutuatario all'interno della stessa facendogli pagare un canone sociale. Il canone sociale che viene pagato non va però all'Istituto autonomo case popolari, ma alla banca che aveva erogato il mutuo e l'istituto case popolari, cioè un soggetto pubblico, ci mette la differenza fino ad arrivare al concorso dell'intero canone di mutuo. Una volta fatto questo, alla fine, l'Istituto autonomo case popolari arriverà naturalmente a pagare l'intero mutuo, nel frattempo si sarà fatto carico dei costi di manutenzione della casa e così via e, in ultimo, esaurite tali operazioni potrà cedere, alle condizioni particolarmente vantaggiose a cui - come voi sapete - tale istituto può cedere la casa agli inquilini che hanno pagato l'affitto, di nuovo in proprietà la casa al mutuatario.
La norma non contiene, signor Presidente, alcun riferimento alle condizioni sociali in cui si deve trovare la famiglia (ecco perché l'emendamento in questione è particolarmente importante), ma ciò che è più grave, signor Presidente, è che la norma è potenzialmente criminogena, perché non prevede una data di riferimento che sia tale, per cui l'intervento è a valere su condizioni che si sono già determinate nel passato. Potremmo avere un Enrico Morando che abita in un tale Comune e che decide adesso di non pagare più la rata del mutuo e poi si mette a brigare per fare in modo che l'Istituto autonomo case popolari paghi per suo conto la rata del mutuo, salvo, tra dieci anni, ricomprarsi la casa da capo. Ma ci rendiamo conto di quali sono le conseguenze in termini di trattamento delle persone per bene in questo Paese, di coloro che sputano sangue ma poi alla fine la rata del mutuo la pagano? Trovo che tale norma, così come scritta, sia veramente preoccupante.
Signor Presidente, e termino, se lo Stato dicesse che ci sono migliaia di famiglie che purtroppo hanno comprato la casa, hanno acceso un mutuo e non sono in grado di pagarlo, potremmo prevedere un intervento pubblico, con necessaria copertura, tale per cui, per un periodo di tempo "x", lo Stato subentra nel pagamento di una quota rilevante del mutuo fissata per legge; si fissano per legge le condizioni di status e di reddito alle quali le famiglie devono rispondere per poter beneficiare di tale intervento e si stabilisce che le famiglie in questione pagheranno almeno la quota capitale, ad esempio tra sette, cinque o quattro anni, quando l'intervento avrà esaurito l'urgenza anche di tipo sociale che ha oggi.
Si prevede invece una norma di questo tipo, senza alcuna limitazione, signor Presidente. Si tratta poi di una norma patentemente scoperta; l'imbarazzo dei colleghi della maggioranza e del Governo nel dichiarare che una norma del genere non comporta oneri per la finanza pubblica è evidente dal parere della Commissione bilancio che la collega senatrice Segretario ha appena letto; un parere di maggioranza, perché l'opposizione si è ovviamente pronunciata per un parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, per patente scopertura della norma.
Se il Governo accettasse di introdurre almeno una data dopo la quale tale procedura non sia più attivabile, vi sarebbe allora una mitigazione degli effetti di tale norma, riferendosi la stessa solo a casi che si sono aperti nel passato. Ma l'idea di lasciare aperta la norma per i casi che si determineranno nel futuro, signor Presidente, è veramente imbarazzante.
Finisco dicendo: attenzione, se qualche istituto autonomo case popolari si metterà a fare questa operazione, nel giro di sei mesi spenderà tutti i soldi che deve utilizzare per costruire le case popolari ai poveracci.
Mi chiedo se non sia il caso di introdurre una piccola modifica, in modo che il provvedimento torni alla Camera dei deputati solo per tale variazione e con ciò chiudere la questione. Temo che se invece non si interviene, di questa norma sentiremo parlare ancora a lungo. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).