Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1260
DIGILIO, relatore. La crisi abitativa rappresenta un'emergenza sociale di cui il Governo e la maggioranza hanno piena coscienza e che intendono affrontare nell'ambito di una valida ed efficace politica di welfare, discutendo di eventuali proposte di riforma, anche alla luce delle esperienze straniere e degli orientamenti dell'Unione europea. In molti Paesi europei il diritto alla casa fa infatti parte a pieno titolo della cittadinanza sociale, mentre in Italia la politica dell'edilizia residenziale pubblica nel corso degli anni è stata sempre più relegata ai margini dell'azione di Governo, sia da un punto di vista finanziario che sotto il profilo simbolico: infatti, mentre fino alla metà degli anni Ottanta lo Stato costruiva circa 30.000 alloggi l'anno, oggi ci si attesta al di sotto dei 2.000. Il decreto-legge in esame è pertanto un provvedimento di carattere urgente volto a fronteggiare l'emergenza, ma rappresenta al contempo l'inizio di una nuova stagione politica volta a soddisfare il diritto alla casa delle classi meno abbienti. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
MANTOVANI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Con la sostanziale convergenza di tutte le forze politiche sul riconoscimento della necessità e dell'urgenza di intervenire in merito al disagio abitativo, il provvedimento in esame da un lato favorisce le famiglie a basso reddito soggette a sfratto e dall'altro tutela i legittimi diritti dei proprietari delle abitazioni. In tale contesto, il Piano casa non rappresenta un mero proclama, ma uno strumento concreto, le cui modalità di attuazione vanno concordate con le Regioni e i Comuni, di realizzazione delle politiche a salvaguardia della famiglia, che costituiscono uno degli obiettivi fondamentali dell'azione del Governo. Dal momento che si discute di patrimonio pubblico è necessario intervenire con particolare rigore, anche abbattendo gli immobili mal costruiti, tenendo comunque sempre presenti le esigenze di contenimento della spesa pubblica. Manifesta infine la disponibilità del Governo a tornare in Parlamento per discutere in maniera più approfondita le questioni concernenti il disagio abitativo. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
AMATI, segretario. Dà lettura del parere espresso dalle Commissioni 1a e 5a sul disegno di legge in esame. (v. Resoconto stenografico).
PRESIDENTE. Passa all'esame degli ordini del giorno, ricordando che in Consiglio di Presidenza i senatori Segretari sono stati sollecitati ad intervenire per assicurare la regolarità delle operazioni di voto ritirando le schede cui non corrisponda un senatore votante. (Applausi del senatore Perduca).
DIGILIO, relatore. Esprime parere favorevole sugli ordini del giorno G104 e G114, parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno G100, G101, G103, G106, G107 e G110 e parere contrario sui restanti ordini del giorno.
MANTOVANI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. IL Governo accoglierebbe come raccomandazione l'ordine del giorno G100, se si sostituiscono nel dispositivo le parole «incroci i dati» con le parole «raffronti i dati certi e certificati»; accoglierebbe inoltre l'ordine del giorno G104, se si elimina la parola «più» al secondo capoverso del dispositivo. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G114 e, come raccomandazione, gli ordini del giorno G100, G101, G103, G106 e G107. Non accoglie i restanti ordini del giorno, compreso il G110.
MOLINARI (PD). Accoglie la modifica all'ordine del giorno G100. (v. testo 2 nell'Allegato A)
ORSI (PdL). Accoglie la modifica all'ordine del giorno G104. (v. testo 2 nell'Allegato A)
PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G100 (testo 2), G101, G102, G104 (testo 2), G106, G107 e G114 non sono posti ai voti.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore RUSSO (IdV), il Senato respinge l'ordine del giorno G102. Il Senato respinge l'ordine del giorno G105.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CINTOLA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge l'ordine del giorno G108.
PERDUCA (PD). Segnala che il numero delle tessere attivate nei dispositivi di voto è maggiore del numero dei senatori effettivamente presenti in Aula. (Commenti dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. La Presidenza è attenta a verificare la correttezza delle operazioni di voto. Sollecita i senatori Segretari ad intervenire ritirando le tessere cui non corrisponda la presenza di un senatore. (Applausi del senatore Perduca).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CINTOLA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge l'ordine del giorno G109.
GARRAFFA (PD). Segnala la presenza di una scheda cui non corrisponde alcun senatore.
PRESIDENTE. Invita la senatrice Segretario Amati a ritirare la tessera. (Il senatore Viceconte estrae la tessera dal dispositivo di voto). Invita ripetutamente il senatore Viceconte a consegnare la tessera alla senatrice Segretario. (Commenti dai banchi della maggioranza. Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).
BARBOLINI (PD). Stigmatizzando il comportamento del senatore Viceconte, il quale dopo aver occultato la tessera l'ha consegnata al senatore Sanciu, ribadisce la richiesta di introduzione del sistema di voto mediante il riconoscimento delle impronte digitali.
PRESIDENTE. Avverte che riferirà al presidente Schifani in merito al comportamento del senatore Viceconte. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Il senatore Viceconte chiede la parola). Passa alla votazione dell'ordine del giorno G110.
MAZZUCONI (PD). Ricorda al rappresentante del Governo che in Commissione sull'ordine del giorno G110, derivante dalla trasformazione di un emendamento, era stato espresso un parere favorevole, come riconoscimento per l'atteggiamento collaborativo dimostrato dall'opposizione.
PRESIDENTE. Chiede alla senatrice Mazzucconi se è disponibile a trasformare l'impegno dell'ordine del giorno in raccomandazione, come suggerito dal relatore.
MAZZUCONI (PD). E' disponibile all'accoglimento come raccomandazione.
PRESIDENTE. Poiché sull'ordine del giorno della senatrice Mazzuconi il relatore ha espresso parere positivo all'accoglimento come raccomandazione, ma il Governo ha espresso parere contrario, lo mette in votazione come raccomandazione.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD) e dal senatore RUSSO (IdV), il Senato respinge gli ordini del giorno G110, G111, G112 e G113.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione sugli emendamenti 1.1, 1.2, 1.100, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.11 e 1.12.
RUSSO (IdV). Gli emendamenti presentati dal Gruppo Italia dei Valori sono volti a migliorare l'impianto del disegno di legge, prevedendo in particolare detrazioni fiscali per i proprietari che fissano un canone di locazione contenuto, facilitazioni nell'accesso ai mutui per i lavoratori precari e un monitoraggio del patrimonio abitativo pubblico onde evitare abusi. Essendo stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati dall'Italia dei Valori, auspica che il Governo torni presto sulle questioni lasciate irrisolte. Manifesta rammarico per l'impossibilità di discutere approfonditamente i temi oggetto del provvedimento e per il ritardo con cui è pervenuto il parere sugli emendamenti espresso dalla Commissione bilancio. (Applausi dal Gruppo IdV).
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Ritira l'emendamento 1.101, ma ribadisce l'inopportunità di indirizzare le norme alle sole città capoluogo di provincia, producendo così effetti distorsivi e discriminanti per il resto del territorio italiano. Considerato inoltre il progressivo superamento della Provincia come livello di articolazione territoriale di riferimento, auspica che il Governo mantenga l'impegno assunto con l'accoglimento dell'ordine del giorno G114. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Astore).
DIGILIO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
MANTOVANI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Esprime parere conforme a quello del relatore.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori CINTOLA (UDC-SVP-Aut), INCOSTANTE (PD) e RUSSO (IdV) il Senato respinge gli emendamenti 1.102, 1.103, 1.13 e 1.0.100. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore RUSSO (IdV), ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge l'emendamento 1.8, identico all'emendamento 1.9. Il Senato respinge l'emendamento 1.10.
QUAGLIARIELLO (PdL). Chiede rimanga agli atti che il voto da lui espresso sugli emendamenti 1.8 e 1.9 è risultato favorevole per un mero errore tecnico, mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.100, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.11 e 1.12 sono improcedibili. Passa all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti ai restanti articoli del decreto-legge.
MAZZUCONI (PD). L'ordine del giorno G1-quater.100 chiarisce l'ambito di applicazione dell'articolo 1-quater.
DIGILIO, relatore. Propone di non accogliere l'ordine del giorno G1-bis.100 ed esprime parere contrario sugli emendamenti 1-ter.100 e 1-ter.0.100. Propone al Governo l'accoglimento dell'ordine del giorno G1-quater.100.
MANTOVANI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Il Governo concorda con il relatore non accoglie l'ordine del giorno G1-bis.100 ed accoglie dell'ordine del giorno G1-quater.100.
Il Senato respinge l'ordine del giorno G1-bis.100.
MORANDO (PD). Invita a votare per i due emendamenti presentati all'articolo 1-ter e coglie l'occasione per sottolineare l'importanza del successivo ordine del giorno G1-quater.100. Esso precisa l'ambito di applicazione dell'articolo, in base al quale gli immobili sottoposti a procedure esecutive o concorsuali occupati da mutuatari insolventi possono essere acquistati dagli Istituti autonomi per le case popolari, che stipuleranno contratti di locazione sostenibili in favore degli stessi mutuatari, a cui gli immobili potranno successivamente essere rivenduti. La norma è evidentemente carente di copertura e prosciugherà le risorse degli Istituti che se ne vorranno avvalere. Dal momento che essa è potenzialmente utilizzabile da chiunque e vale anche per situazioni di insolvenza determinatisi dopo l'entrata in vigore della legge, se ne potranno avvalere anche soggetti che non si trovano in una situazione di disagio, al fine di liberarsi dal mutuo, pagare per un determinato periodo di tempo un canone agevolato, e ricomprare successivamente l'immobile dall'Istituto case popolari ad un prezzo ridotto. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
D'ALI' (PdL). Dichiara il voto contrario agli emendamenti 1-ter.100 e 1-ter.0.100 ed anticipa il favore del Gruppo all'ordine del giorno G1-quater.100, riservandosi ulteriori chiarimenti in fase di dichiarazione di voto finale.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore RUSSO (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 1-ter.100 e 1-ter.0.100.
MAZZUCONI (PD). Non essendo intenzione della maggioranza modificare il provvedimento in esame per non correre il rischio di far decadere il decreto, sottolinea l'importanza dell'ordine del giorno 1-quater.100, che impegna il Governo a modificare l'articolo, chiarendone l'ambito di applicazione. L'ordine del giorno specifica infatti che la disciplina in esso recata si deve applicare solo in favore dei soggetti che versano in condizioni di particolare disagio, dovuto all'esiguità del reddito o alla composizione del nucleo familiare, e per le sole situazioni determinatesi anteriormente all'entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Data l'importanza della materia, anche se il Governo lo ha accolto, chiede che il Senato possa comunque esprimersi votando l'ordine del giorno. (Applausi della senatrice Incostante).
RUSSO (IdV). Chiede di aggiungere all'ordine del giorno la firma di tutti i componenti del Gruppo.
Il Senato approva l'ordine del giorno G1-quater.100.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
PINZGER (UDC-SVP-Aut). Esprime il voto favorevole del Gruppo al provvedimento, che è finalizzato a limitare gli effetti potenzialmente devastanti dell'attuale emergenza abitativa, ma che rischia di offrire una risposta limitata e insufficiente. È ad esempio un fatto negativo che si sia persa l'occasione di impiegare i fondi già stanziati dal Governo Prodi in favore di coloro che si trovano in difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo. Il Piano casa previsto dal Governo, dunque, dovrà essere capace di rilanciare finalmente l'edilizia residenziale pubblica, per offrire una risposta definitiva ad un grave problema sociale ed aiutare la ripresa economica, destinando alle politiche abitative anche una parte dei fondi stanziati per le infrastrutture. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut e del senatore Pardi).
RUSSO (IdV). Il Gruppo voterà a favore del provvedimento, pur evidenziando che al Senato non è stato concesso un tempo sufficiente per analizzarlo e svolgere un dibattito approfondito sull'emergenza abitativa. Si continuano a prorogare la sospensione dei provvedimenti esecutivi di sfratto, in favore però di una platea di beneficiari che i provvedimenti che si susseguono ogni anno riducono progressivamente; servirebbe invece un intervento politico organico, che incida sulla dinamica dei prezzi degli immobili, al fine di rendere nuovamente accessibile l'acquisto della casa ai cittadini della classe media. (Applausi dal Gruppo IdV). Chiede di allegare ai Resoconti il testo completo della dichiarazione di voto. (v. Allegato B).
LEONI (LNP). Dichiara il voto favorevole del Gruppo Lega Nord, augurandosi che il Parlamento discuta al più presto di un disegno di legge per la casa la cui attuazione sarà facilitata dal federalismo fiscale. (Applausi dal Gruppo LNP).
MAZZUCONI (PD). L'emergenza abitativa è in realtà un problema ricorrente, che deriva dall'esiguità del patrimonio di edilizia sociale, dalle condizioni di povertà di un crescente numero di affittuari, dall'aumentata incidenza sul reddito disponibile del canone di locazione. Il disagio abitativo, che ha una portata ampia e non coinvolge soltanto le categorie considerate dal decreto-legge, va affrontato con un piano casa che valorizzi il ruolo dei Comuni e sia capace di riutilizzare aree edificate male o dimesse e di affrontare i temi del risparmio energetico e dell'architettura sostenibile. Il Partito Democratico, che ha chiesto un dibattito parlamentare sulle politiche abitative per progettare il riordino della normativa complessiva, voterà a favore del decreto, considerandolo tuttavia solo un tassello di un grande mosaico, nel quale ridefinire per intero la questione della casa e dare risposte vere e soddisfacenti ai cittadini. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
D'ALI' (PdL). Annunciando il voto favorevole del Gruppo, lamenta il fatto che il Senato abbia avuto a disposizione un tempo limitato per esaminare il decreto-legge. Tale circostanza altera in modo inaccettabile il bicameralismo perfetto e incide negativamente sulla qualità della legislazione: l'Assemblea, per l'approssimarsi della scadenza del decreto-legge, non ha potuto sopprimere l'articolo 1-quater introdotto dalla Camera dei deputati, che dà luogo a problemi interpretativi e applicativi. Invita perciò il Governo a provvedere all'abrogazione della norma nell'ambito di un prossimo disegno di legge, sottolineando l'impegno assunto dall'Esecutivo a varare un piano casa prima di rinnovare un'eventuale ulteriore proroga degli sfratti, che mina la certezza del diritto e genera tensioni sociali. Osserva, infine, che la scarsa consistenza del patrimonio di edilizia pubblica in Italia è il risvolto dell'elevata percentuale di proprietari dell'abitazione. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Condivide le considerazioni espresse da alcuni degli intervenuti sulla inadeguata ripartizione, tra i due rami del Parlamento, dei tempi di esame dei decreti-legge.
Il Senato approva il disegno di legge, composto del solo articolo 1.
D'ALI' (PdL). Chiede alla Presidenza se l'applicazione delle disposizioni per garantire la regolarità delle operazioni di voto preveda anche il ritiro delle tessere che rimangono inserite nel dispositivo in assenza del senatore, ma che non partecipano al voto e se risponda alla prassi la messa in votazione di un ordine del giorno accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda le operazioni di voto, esse risulterebbero certamente più serene se nei dispositivi rimanessero solo quelle dei senatori che partecipano fisicamente alla votazione: riferirà comunque al presidente Schifani la questione posta dal senatore D'Alì. Ha ritenuto di mettere in votazione l'ordine del giorno G110 e di interpretare la volontà della proponente, stante il diverso parere espresso dal relatore e dal Governo.