DELLA SETA (PD). Il decreto-legge in esame, pur rappresentando un provvedimento necessario (e condivisibile alla luce delle modifiche apportate alla Camera con il contributo dell'opposizione), risulta largamente insufficiente a fronteggiare l'emergenza abitativa del Paese, specie in ragione del crescente disagio socio-economico in cui versano numerose famiglie italiane. Come stabilito dalla Corte costituzionale, è infatti del tutto insensato continuare con la pratica delle proroghe periodiche e sistematiche degli sfratti senza intervenire con misure di carattere strutturale per una convincente politica di edilizia popolare: l'assenza di un'adeguata offerta di housing sociale e di case in affitto a prezzi agevolati rappresenta un problema per numerose famiglie a basso reddito. Inoltre, la domanda di case in acquisto a basso prezzo determina l'edificazione di case costruite sempre più lontano dai centri urbani e secondo standard energetici scadenti che producono un impatto negativo sull'ambiente e sul territorio. Anziché promuovere il Piano casa annunciato mesi fa dal Governo, fondato su un'impronta eccessivamente centralistica e rimasto peraltro fino ad oggi completamente inattuato, sarebbero auspicabili una nuova legge urbanistica che consenta ai Comuni di acquisire a basso costo suoli edificabili e la riforma della fiscalità comunale, che costringe oggi i Comuni a costruire prescindendo dall'utilità sociale del nuovo costruito. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).