DIVINA, BRICOLO, TORRI, MURA, BODEGA, CAGNIN, MAZZATORTA, STIFFONI - Il Senato,
considerato che:
la pirateria è un crimine in tempo di pace a giurisdizione universale, previsto dal diritto consuetudinario in vigore, perseguibile in base agli articoli 105 e 110 della Convenzione di Montego Bay;
stando alle stime più recenti pubblicate dalla stampa internazionale, nel corso del 2008 sarebbero stati attaccati finora non meno di 120 mercantili in transito nel Golfo di Aden, un'arteria marittima di cruciale importanza per gli approvvigionamenti energetici dell'Europa;
sarebbero altresì state sequestrate almeno 15 navi, tra le quali la motonave ucraina "Faina", che recava un carico di armi pesanti dirette in Kenya e forse destinate a committenti nel Sudan meridionale in preparazione della possibile ripresa della locale guerra civile, e la petroliera saudita "Sirius Star";
non meno di 300 marinai sarebbero attualmente ostaggio dei pirati;
le azioni della pirateria mostrano un crescente grado di sofisticazione che lascia intravedere un preoccupante sviluppo delle capacità militari, come confermato in una recente intervista televisiva rilasciata dall'ammiraglio italiano Giovanni Gumiero alla nota emittente satellitare Cnn;
i pirati risultano attualmente basati principalmente nel Puntland, che corrisponde all'ex Somalia britannica, ma si temono collegamenti con gli elementi del network jihadista del terrore residenti in varie zone del Corno d'Africa;
in base alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu del 2 giugno 2008, n. 1816, che ha una validità di sei mesi, su cui si è registrato il consenso del Governo nazionale di transizione somalo, nonché alla risoluzione del 7 ottobre 2008, n. 1838, è stata avviata una missione atlantica, sotto il comando del predetto ammiraglio Giovanni Gumiero, che ha esercitato le proprie funzioni a bordo del cacciatorpediniere "De la Penne" fino alla conclusione dell'intervento, il 15 dicembre 2008;
i mezzi navali dello Standing Nato Maritime Group 2, nell'ambito del mandato ricevuto, sono stati autorizzati anche ad entrare in acque territoriali somale e ad usare tutti i mezzi necessari a reprimere gli atti di pirateria, in accordo con i principi della legalità internazionale, ma sarebbero emerse delle differenze nelle regole di ingaggio adottate dalle navi dei diversi Paesi;
in particolare, al cacciatorpediniere italiano sarebbero state consentite solo attività di difesa passiva, come l'interposizione tra le imbarcazioni dei pirati ed i mercantili bersaglio delle loro azioni criminali;
dall'8 dicembre 2008 è operativa la missione navale deliberata dall'Unione europea e nota con il nome di "Eunavfor Atalanta", alla quale partecipano con propri mezzi Francia e Gran Bretagna, mentre Belgio, Germania, Grecia, Spagna ed Olanda hanno preannunciato l'imminente invio di proprie navi o aerei;
a dispetto delle pressioni esercitate sul Governo italiano non risulta al momento in programma alcuna presenza nazionale nell'Eunavfor Atalanta;
il contrammiraglio britannico Philip Jones, comandante dell'Eunavfor Atalanta, ha reso noto che la missione europea potrà fare ricorso alla forza ed eventualmente arrestare i pirati, ma non condurre azioni a terra contro le loro basi;
operano nella medesima area e con le stesse finalità anche navi militari appartenenti alle Marine degli Stati Uniti, della Federazione russa e dell'Unione indiana,
impegna il Governo:
a sottolineare in tutte le sedi di merito l'esigenza che siano adottate e rispettate, da tutti i mezzi assegnati alla missione europea di contrasto alla pirateria, regole d'ingaggio che non si limitino alla difesa passiva del naviglio mercantile in transito nel Golfo di Aden, da assicurare comunque senza distinzioni di bandiera, ma contemplino anche attacchi alle imbarcazioni dei pirati;
a sollevare nelle sedi internazionali competenti, ed in primo luogo all'interno dell'Unione europea, un confronto sull'opportunità di estendere la lotta alla pirateria anche sul suolo della Somalia che ne ospita le basi;
a promuovere la costituzione di canali di coordinamento tra i comandi navali operanti nel Golfo di Aden e nelle acque adiacenti alla Somalia, in particolare tra quelli dell'Unione europea, degli Stati Uniti, della Federazione russa e dell'Unione indiana;
a sfruttare infine la comune lotta alla pirateria somala come uno strumento per favorire il riavvicinamento tra gli Stati Uniti e la Federazione russa.
(1-00076)
SOLIANI, GARAVAGLIA Mariapia, RUSCONI, CERUTI, FRANCO Vittoria, MARCUCCI, SERAFINI Anna Maria, VITA, ZAVOLI - Il Senato,
premesso che:
la presenza degli allievi stranieri nelle scuole italiane è ormai da considerarsi un fenomeno strutturale destinato ad aumentare nei prossimi anni; infatti, secondo i dati forniti dal Ministero dell'istruzione, università e ricerca relativi all'anno scolastico in corso, nella scuola italiana si registra la presenza di circa 630/650.000 alunni stranieri, di 191 nazionalità diverse e distribuiti in ogni ordine e grado di scuola;
la realizzazione dell'integrazione degli alunni stranieri non può prescindere dalla necessità di attuare in tutto il sistema scolastico nazionale modelli educativi che favoriscano il riconoscimento della diversità come un arricchimento dei saperi e l'intercultura come obiettivo;
considerato che:
l'articolo 3 della Costituzione riconosce il diritto all'eguaglianza senza distinzione di sesso, di razza, di lingua e di religione e affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana;
l'articolo 34 della Costituzione sancisce il principio del libero accesso all'istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione;
la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione sui diritti dell'infanzia sanciscono la pari dignità umana e il diritto universale dell'istruzione,
impegna il Governo:
a riconoscere l'insegnamento dei valori costituzionali posti a fondamento della Repubblica e la conoscenza dei diritti umani tutelati dalle fonti del diritto nazionali, comunitarie e internazionali quali elementi costitutivi dell'educazione scolastica, essenziali ai fini dell'educazione alla cittadinanza e al pluralismo culturale e per la promozione del dialogo interculturale e interreligioso;
a prevedere la possibilità di ammissione in corso d'anno scolastico dei minori immigrati secondo i criteri e con le modalità riservati ai minori italiani;
a garantire che la frequenza dei cicli di istruzione nelle scuole avvenga nell'ambito di classi miste per genere, etnia, lingua, religione;
a potenziare l'attività didattica e del curricolo tenuto conto dei minori immigrati che frequentano i cicli di istruzione presso le scuole italiane, finalizzati all'apprendimento della lingua e della cultura italiana compresa la conoscenza e la condivisione dei valori costituzionali fondanti la Repubblica e l'interculturalità;
a potenziare l'organico funzionale degli insegnanti attraverso il ricorso a mediatori culturali e linguistici, anche di origine extracomunitaria;
a dotare le scuole di libri di testo e altri strumenti didattici che facilitino l'apprendimento della lingua italiana, e delle lingue parificate nelle regioni a statuto speciale, nonché l'interculturalità;
a realizzare un piano di formazione degli insegnanti e di tutto il personale della scuola, con l'obiettivo dell'integrazione dei minori immigrati e dell'interculturalità, anche in collaborazione con università, enti, istituti di ricerca ed associazioni;
a promuovere, nell'ambito di ciascuna comunità scolastica, iniziative aperte alle famiglie degli studenti italiani e immigrati, volte all'accoglienza, alla tutela della cultura e alla conoscenza delle lingue di origine degli studenti immigrati, nonché alla realizzazione di attività interculturali comuni anche con il coinvolgimento delle associazioni degli immigrati, con le rappresentanze diplomatiche o consolari dei Paesi di appartenenza e le organizzazioni di volontariato e del terzo settore operanti sul territorio;
a promuovere azioni volte a favorire la partecipazione attiva degli studenti immigrati e delle rispettive famiglie alle attività della scuola e della comunità locale, anche attraverso l'attivazione di corsi di lingua italiana e delle lingue parificate nelle regioni a statuto speciale, e di educazione civica per adulti, mirati in particolare alle madri immigrate, con il coinvolgimento degli enti e delle associazioni di volontariato e del terzo settore operanti sul territorio;
a realizzare un'offerta didattica valida per gli immigrati adulti regolarmente soggiornanti che intendano conseguire il titolo di studio della scuola dell'obbligo e attivazione, su base comunale, di iniziative per l'accoglienza degli immigrati adulti regolarmente soggiornanti, mediante l'attivazione di corsi di alfabetizzazione nelle scuole elementari e medie;
a prevedere iniziative per promuovere l'educazione interculturale, attraverso la predisposizione di appositi spazi formativi nell'ambito della programmazione televisiva pubblica, nonché di programmi didattici multimediali, anche con l'utilizzo della rete Internet e della rete televisiva digitale;
a potenziare l'attività degli istituti di cultura italiana all'estero volta all'offerta di corsi di lingua italiana nei Paesi da cui ha origine l'immigrazione;
in definitiva, a prevedere ogni iniziativa atta a prevenire il formarsi di stereotipi e pregiudizi nei confronti di persone e culture e a superare ogni forma di visione etnocentrica, realizzando un'azione educativa che sostanzia i diritti umani attraverso la comprensione e la cooperazione fra i popoli nella comune aspirazione allo sviluppo e alla pace.
(1-00077)