PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi pregherei di prestare un attimo di attenzione. La Presidenza ha ascoltato con doverosa considerazione gli interventi svolti ieri sera in Aula dai senatori Legnini e Morando e dal presidente Azzollini, in ordine alla situazione che può determinarsi per la concomitanza tra la sessione di bilancio e l'esame dei provvedimenti all'ordine del giorno del Senato, e si era riservata di approfondire i temi e dare delle risposte. Do atto quindi ai senatori Legnini, Morando e Azzollini dei significativi rilievi di carattere metodologico sollevati, ed esprimo gli orientamenti della Presidenza al riguardo.
Per quanto riguarda la questione di proponibilità, riconosco al Presidente dell'8ª Commissione di aver valutato gli emendamenti presentati e successivamente approvati in quella sede secondo criteri conformi ad una prassi consolidata. Alla luce di tale prassi va considerata anche l'assenza di precedenti che vedano la Presidenza dichiarare improponibili emendamenti approvati dalla Commissione di merito a disegni di legge di conversione di decreti-legge. Pertanto ritengo non vi siano oggi le condizioni per pronunciare la improponibilità degli emendamenti della Commissione né di alcun altro emendamento presentato al provvedimento in esame. Ciò anche alla luce della considerazione che, non consentendo la prassi attuale di dichiarare inammissibili emendamenti già dichiarati ammissibili e accolti in Commissione, si verrebbe a creare una incomprensibile difformità fra tali emendamenti e quelli successivamente presentati in Assemblea da parlamentari sia dell'opposizione che della maggioranza.
Gli emendamenti presentati hanno tuttavia quantomeno aspetti di attinenza al contenuto del decreto-legge.
Una diversa decisione della Presidenza assumerebbe poi - tenuto conto della prassi più volte richiamata - un valore in un certo senso retroattivo riflettendosi sulle deliberazioni già assunte dalla Commissione. Pertanto, allo stato degli atti, essa non può venire adottata.
Per il futuro dei nostri lavori, con particolare riferimento alla sessione di bilancio, esprimo qui - e lo farò formalmente nei prossimi giorni - una forte raccomandazione ai Presidenti delle Commissioni in ordine ad un puntuale vaglio di ammissibilità degli emendamenti a decreti-legge anche sotto il profilo richiamato dalla recente giurisprudenza costituzionale circa la necessaria coerenza per materia con il testo. La Presidenza si riserva fin d'ora di valutare tali emendamenti con l'opportuno rigore, e di dichiararne se del caso l'improponibilità qualunque sia la loro provenienza, dunque anche se approvati in Commissione o proposti dal Governo.
Quanto poi ai profili finanziari - richiamati con acutezza dai senatori Morando ed Azzollini - esprimo un invito al Presidente della Commissione bilancio per un vaglio rigoroso e puntuale delle conseguenze finanziarie dei testi e degli emendamenti in discussione, avvalendosi il più possibile dell'ausilio informativo del Governo, al quale rivolgo il medesimo invito ad esprimere la più fattiva collaborazione con la Commissione bilancio.
In particolare, a parte la conseguenza procedurale in termini di improcedibilità per gli emendamenti sui quali la Commissione bilancio abbia già espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, rivolgo un appello al Governo affinché valuti se presentare, all'inizio della sessione di bilancio in Senato, un emendamento che allinei le tabelle del disegno di legge finanziaria con lo stato della legislazione vigente, in maniera da permettere al Senato stesso di esaminare testi improntati al criterio della veridicità.
Invito altresì il Governo ad informare con la maggiore tempestività possibile la sede propria della 5a Commissione, durante l'esame dei documenti di bilancio, circa lo stato degli emendamenti presentati ai vari provvedimenti in discussione. Ciò nel caso in cui gli emendamenti, avendo conseguenze finanziarie, vadano ad incidere direttamente sui documenti di bilancio e in particolare sul disegno di legge finanziaria. Il Governo infatti è a perfetta conoscenza anche dell'iter dei provvedimenti presso la Camera dei deputati. Il risultato di tale collaborazione dovrebbe ugualmente essere di improntare l'esame del disegno di legge finanziaria a criteri di piena consapevolezza dello stato dell'arte del momento.