esiste già da tempo un'associazione onlus, l'Associazione italiana Tinnitus-Acufene (AIT), che si occupa di studi e ricerche sulle patologie dell'acufene, volgarmente conosciuta come il ronzio agli orecchi;
tale associazione vanta quasi 2.000 iscritti in tutta Italia e secondo i sondaggi i portatori di acufene sono oltre 3 milioni. Le numerose telefonate e lettere che pregano tale associazione di andare avanti nella ricerca spingono la stessa a chiedere un intervento esterno per la sopravvivenza della ricerca stessa;
tale disturbo, in apparenza banale, tende invece a creare un vero e proprio stato invalidante, coinvolgendo l'assetto psicologico ed emozionale della persona, la sua vita di relazione, il ritmo sonno-veglia, le attitudini lavorative ed il livello di attenzione e concentrazione, inducendo e potenziando stati ansioso-depressivi, interferendo quindi sulla qualità della vita stessa;
la persistenza dell'acufene nel tempo e la sua dimensione fortemente invalidante, possono portare a stati di estrema depressione che hanno avuto anche drammatiche conseguenze;
ritenuto quasi paradossale che si trascuri un problema di salute che colpisce un numerosa parte degli italiani, senza che si sia a tutt'oggi provveduto a programmare un aiuto economico affinché tale ricerca possa continuare e, anzi, possa essere sempre più proficua viaggiando così a ritmi più elevati,
si chiede si sapere se il Ministro in indirizzo non reputi assolutamente necessario prevedere, il prima possibile, stanziamenti di fondi di sovvenzione e sostentamento per la suddetta associazione, in virtù del fatto che essa si regge soltanto grazie alle quote associative non avendo contributo alcuno.
(4-00792)