a firma del giornalista Marco Lillo, sul settimanale "L'espresso" in edicola il 23 ottobre 2008 è stato pubblicato un articolo riguardante alcune verifiche patrimoniali svolte nell'ambito di un'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di più soggetti per il presunto reato di traffico illecito di rifiuti a fini di profitto;
nell'articolo compare una intervista al Professor Giuseppe Petrella, attuale direttore del comitato di indirizzo degli Istituti fisioterapici ospitalieri (IFO) di Roma, nella quale si ricorda una indagine alla quale egli fu sottoposto nell'anno 2005 essendo stato intercettato allorché interveniva per orientare la nomina di un dirigente di Azienda sanitaria locale nella stessa regione Campania. Tale intervento è effettivamente ammesso da Petrella nell'intervista;
gli IFO, dei quali il professor Petrella dirige il comitato di indirizzo, sono un ente di diritto pubblico con il compito di gestire due realtà di rilievo anche per il territorio nazionale aventi sede in Roma, l'Istituto nazionale tumori Regina Elena e l'Istituto dermatologico San Gallicano, riconosciuti sin dal 1939 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS);
gli IFO, al pari degli altri IRCCS, sono enti a rilevanza nazionale dotati di autonomia e che operano secondo standard di eccellenza, perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale nel campo biomedico e in quello dell'organizzazione e gestione dei servizi sanitari, unitamente a prestazioni di ricovero e cura di alta specialità ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 288 del 2003,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga che le dichiarazioni rese alla stampa dal professor Petrella, nelle quali egli stesso ammette e rivendica talune sue specifiche condotte in materia di nomine nella sanità campana, siano compatibili con il delicato ruolo che egli ricopre nella pubblica sanità e quali iniziative ritenga opportuno assumere, per quanto di propria competenza, al fine di prevenire ogni possibile ricaduta negativa sulla gestione sanitaria pubblica e sulla conseguente qualità dei servizi erogati ai cittadini.
(4-00791)