TORRI (LNP). Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, già nel suo intervento svolto venerdì 31 ottobre alla Camera come in quello di oggi, caro Sottosegretario, ricostruendo gli avvenimenti di piazza Navona ha ampiamente dimostrato come le Forze di polizia siano state impiegate con oculatezza e come con il loro comportamento abbiano sicuramente evitato disordini che sarebbero stati maggiori se non fossero intervenute. Lo schieramento era forte quanto bastava per l'esercizio delle normali funzioni di deterrenza nei confronti dei più facinorosi, senza dare in alcun modo l'impressione di essere in procinto di limitare il diritto di manifestare: questo malgrado la dichiarata intenzione degli studenti e di chi era solidale con loro di condizionare il voto sulla legge Gelmini; riteniamo infatti che probabilmente l'assembramento fatto dinanzi al Senato cercasse di condizionare un po' il voto.
Ringraziamo il Sottosegretario per aver confermato questa versione dei fatti ribadendo quanto già detto in precedenza. Ne approfittiamo anche per rinnovare il nostro sostegno, come Lega Nord, alle forze dell'ordine ed al ministro dell'interno Maroni.
Tornando ai fatti, mentre manifestiamo tutto il nostro sostegno anche ai 334 uomini delle forze dell'ordine intervenuti in piazza Navona, non possiamo tuttavia esimerci dal proporre all'Assemblea alcuni spunti di riflessione. Il primo concerne soprattutto l'interpretazione del giudizio politico da dare sugli avvenimenti cui abbiamo assistito.
Era certamente un diritto degli studenti manifestare liberamente il proprio dissenso, non certo quello di arrivare a forme di violenza. Si dovrà accertare la verità ed in particolare capire se si sia infiltrato qualcuno nelle manifestazioni e con quali scopi. In piazza Navona sono giunte persone che poco hanno a che fare con la scuola e l'università e molti invece con l'attività politica extraparlamentare. Da un lato, sono apparsi ragazzi a volto scoperto ma armati di spranghe; dall'altro, si sono osservati giovani vestiti in modo tale da non consentire l'identificazione, contravvenendo alle norme di legge che vietano di indossare caschi, passamontagna e quant'altro occulti l'identità personale. Questi avvenimenti non capitano spontaneamente ma sono frutto di scelte di cui vorremmo capire le ragioni e gli obiettivi.
La nostra sensazione è che qualcuno abbia inteso dimostrare di essere pronto a sfruttare la protesta studentesca per promuovere politiche di altra natura e magari pilotare la trasformazione delle agitazioni in un progetto politico ben diverso. Molti cattivi maestri di pensiero hanno evocato gli spettri del Sessantotto e del Settantasette. I ragazzi hanno fatto ampiamente intendere di non voler percorrere la stessa strada, scontrandosi con le intenzioni di soggetti e gruppi intenzionati a cambiare la natura del loro movimento.
Il fatto che a piazza Navona c'erano persone che con il decreto Gelmini non avevano nulla a che fare lo conferma. I filmati che abbiamo visto in televisione nei giorni scorsi tendono a conferire veridicità alla sua ricostruzione, signor Sottosegretario. Le forze dell'ordine non hanno certamente provocato gli scontri, come qualcuno voleva sottintendere, ma sono intervenute per separare le diverse fazioni. Siamo grati al Ministro dell'interno per l'equilibrio dimostrato nella gestione degli eventi e altresì per la determinazione dimostrata nel voler difendere la legalità anche in questo frangente. Siamo con lui anche sulla linea di intransigenza a difesa del diritto allo studio ed alla frequenza alle lezioni di tutti coloro che non intendono oggi, come nell'immediato futuro, accettare la logica delle proteste e delle occupazioni.
Siamo preoccupati per il rischio che si verifichino infiltrazioni simili, come quelle di piazza Navona. Si è già avuta notizia di insegnanti che hanno in qualche modo costretto psicologicamente i loro studenti ad abbandonare le aule per occupare le piazze. Questo non è un buon segno. La Lega Nord non apprezza questa protesta e la modalità che sta assumendo; non sono utili alla trasformazione del Paese ed al suo progresso civile e si ritiene che la loro strumentalizzazione sia politicamente pericolosa e dannosa per gli stessi interessi a medio e lungo termine dei giovani studenti. Lo hanno ben capito coloro che per studiare sopportano i sacrifici economici personali maggiori.
Cari colleghi, avendo due figli che stanno completando la loro formazione ne ho la percezione immediata e diretta. Mio figlio è iscritto ad un istituto professionale di Stato della provincia di Bergamo, sicuramente non d'élite, i cui studenti non hanno mai manifestato in piazza; non hanno mai scioperato nei giorni scorsi, anzi, lo sciopero è stato fatto da parte dei professori, che hanno anche pronunciato frasi del tipo: «Beh, adesso gli faremo vedere noi al Governo».
Mia figlia, che appartiene alla categoria degli studenti lavoratori, ergo frequenta una scuola dello stesso livello di quella di mio figlio, quindi molto pubblica, mi ha detto che le stesse situazioni le ha vissute lei. Per cui è molto diversa la posizione degli studenti che vogliono studiare e non hanno tempo da perdere da quella di coloro che vogliono protestare; è un dato che dovrebbe far riflettere tutti e la dice lunga su quello che è accaduto a piazza Navona e con il volersi appropriare di proteste che sostanzialmente sono dei ragazzi e non dei partiti politici.(Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà.