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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 087 del 06/11/2008


GIARETTA, relatore di minoranza. Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, nella nostra relazione avevamo sollevato sostanzialmente due questioni che riguardavano l'impianto federalista di questo provvedimento, dicendo che la norma sul ridimensionamento della rete scolastica e quella sull'ICI dimostravano la presenza di un centralismo inaccettabile. Il dibattito che si è svolto in quest'Aula ci dà a mio parere ragione nell'esprimere questo giudizio.

La motivazione è evidente: riguardo alla norma sulla scuola, le considerazioni che abbiamo fatto in questa sede, e naturalmente anche quelle fatte fuori di qui dalle Regioni, hanno convinto la maggioranza e il relatore che non raccontavamo bugie, né cercavamo ventose per arrampicarci, ma descrivevamo una realtà. Questa realtà è emersa e la maggioranza è stata costretta a cambiare radicalmente l'impostazione dell'articolo 3, impostando l'azione di ridimensionamento in un rispetto più corrispondente ai principi costituzionali di leale cooperazione tra i diversi livelli istituzionali. Noi pensiamo che questo sia stato un passo in avanti positivo e importante e riteniamo quindi di aver fatto bene a condurre una battaglia politica in quest'Aula.

Naturalmente ciò richiede una piena responsabilizzazione del livello regionale nel dare attuazione a quei principi di razionalizzazione della rete scolastica, che sono indubbiamente necessari e pone anche un problema che segnaliamo e che segnaleremo nel corso dell'esame degli emendamenti. In questo modo quegli obiettivi di risparmio finanziario per il 2008 che erano contenuti nel decreto-legge n. 112 potranno non realizzarsi. Non è questo lo strumento che consentirà di realizzare quei risparmi. C'è pertanto un problema di mancata coerenza della manovra.

In merito al tema dell'ICI ho sostenuto, senatore Fleres, che di furto si tratta e sia il dibattito che si è svolto in Aula e in Commissione sia i documenti che il Governo ha presentato confermano questa mia tesi. Il motivo è molto semplice. La nota presentata dall'ufficio legislativo del Ministero dell'economia, alla fine di un certo ragionamento, accerta che ci sono 915 milioni in conto residui che i Comuni perdono. Poi però, per un miracolo, questi 915 milioni diventano improvvisamente 260. Si dice, infatti, che tra questi 915 ci sono anche ruoli sgravati, somme non riscuotibili o prescritte. Cari colleghi, chiunque di noi abbia amministrato la cosa pubblica sa che il problema è che non tutti questi residui possono essere realizzati, ma che ne venga realizzato solo un terzo dell'importo complessivo questo francamente nessuno lo può credere.

Quindi, è accertato che c'è un furto di qualche centinaio di milioni di euro a danno dei Comuni. Ed è pure confermato con chiarezza che tale somma che viene sottratta ci sarà nel 2008 e in tutti gli anni successivi. Ciò si evince dalla lettura di questo documento, ma anche dall'emendamento 2.900 che il relatore ha presentato e che è privo di copertura finanziaria, per cui vedremo che fine farà.

 

FLERES, relatore. Quell'emendamento è stato ritirato.

 

GIARETTA, relatore di minoranza. È stato ritirato per motivi di copertura ma in esso si dice che poiché c'è un minor gettito ICI sull'abitazione principale si prevedeva un'integrazione di un maggior onere in diretta conseguenza dei minori trasferimenti attribuiti dal Ministero dell'interno.

In conclusione - insisto - si tratta veramente di un federalismo strano. Andrà a finire che i Comuni che hanno redatto bilanci veritieri, cioè hanno inserito previsioni di entrata ICI corrette, non gonfiandole artificialmente, saranno penalizzati, mentre quelli che hanno redatto bilanci allegri, inserendovi entrate inconsistenti saranno premiati. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore). È del tutto sbagliata una politica delle autonomie e del federalismo fatta in questo modo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).

 

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.