FLERES, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, avevo iniziato la mia relazione citando Giolitti, il quale sosteneva che agli uomini politici che passano dalla critica all'azione, assumendo responsabilità di Governo, si muove spesso l'accusa di mutare le loro idee, mentre essi, in realtà, le limitano adattandole alla possibilità dell'azione nelle condizioni in cui si deve svolgere necessariamente. Volevo infatti invitare i colleghi dell'opposizione ad osservare la realtà nella quale ci troviamo avendo nella loro memoria le altrettante difficoltà affrontate quando erano alla guida del Paese. Avrei dovuto, invece, citare Marinetti, il quale sosteneva che il comunismo è l'esasperazione del cancro burocratico che ha sempre roso l'umanità.
Dico questo perché avevo creduto giusto, negli emendamenti formulati, di tener conto di tutta una serie di osservazioni svolte dall'opposizione nel corso dei lavori della Commissione e anche in Aula quando, per esempio nell'emendamento 3.900, avevo inserito, anche in virtù dell'esito degli incontri svoltisi in sede di Governo con le autonomie locali e con le Regioni in particolare, la modifica del termine e un chiarimento esplicito al non voler determinare la riduzione del numero delle scuole, intese come plessi. Insomma, si trattava di una serie di procedimenti, di percorsi, di suggerimenti che presupponevano un mutato atteggiamento da parte dell'opposizione. (Brusìo).