Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.
Presidenza del presidente SCHIFANI
LUSI (PD). L'emendamento 1.4 è volto a porre i costi della gestione commissariale voluta dal Governo in capo al bilancio dello Stato. Peraltro la possibilità per l'Esecutivo di stabilire il numero dei subcommissari fa presagire una gestione politica delle nomine i cui costi verrebbero scaricati sulle Regioni commissariate, determinando in ogni caso un inutile aggravio per i contribuenti.
ASTORE (IdV). L'emendamento 1.2 ha lo scopo di ripristinare una norma della finanziaria 2008 con la quale gli amministratori regionali che hanno prodotto deficit vengono esclusi dalla possibilità di acquisire il ruolo di commissari ad acta, preposti alla gestione del piano di rientro dal disavanzo. Le norme recate dall'articolo 1 sul ruolo e sulla funzione dei subcommissari appaiono ambigue e contribuiscono ad incrementare le spese a carico delle amministrazioni locali. (Applausi dal Gruppo IdV).
VITALI (PD). L'emendamento 1.3 propone di sopprimere la norma che prevede la possibilità da parte del Consiglio dei Ministri di nominare i subcommissari, dal momento che ciò rappresenterebbe un'invasione nelle competenze delle Regioni in materia sanitaria, sanzionabile dalla Corte costituzionale.
PISTORIO (Misto-MPA). L'emendamento 1.10 ripropone il contenuto dell'ordine del giorno G301, sollecitando una maggiore attenzione alla situazione della Regione Sicilia, il cui disavanzo è reso ancor più grave dalla mancata attuazione della norma che riconoscerebbe alla Regione stessa la retrocessione di una più alta percentuale del gettito delle accise sui prodotti petroliferi. (Applausi dai Gruppi Misto-MPA, PD e UDC-SVP-Aut).
LUMIA (PD). Illustrando l'emendamento 1.500, denuncia la beffa perpetrata ai danni delle Regioni meridionali, le quali, oltre a vedere inutilizzati i fondi FAS a causa dell'inerzia del Governo e degli amministratori regionali, se li vede sottratti per finalità diverse da quelle per le quali sono costituiti. Sollecita quindi la maggioranza a liberarsi dell'ambiguità e a sostenere concretamente le norme a favore dello sviluppo del Mezzogiorno. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
POLI BORTONE (PdL). Nel sottoscrivere gli emendamenti 1.701, 1.0.17 e 1.0.14, evidenzia che il Sud non può continuare ad essere considerato come un'area sottosviluppata bisognosa di assistenza. Se gli amministratori meridionali del centrosinistra fossero stati più responsabili e propositivi nella programmazione, i fondi FAS avrebbero contribuito al rilancio dell'economia del territorio; occorre quindi promuovere un federalismo concreto. (Vivi applausi dai Gruppi PdL e LNP. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
FLERES, relatore. Invita a ritirare l'emendamento 1.10 (identico all'1.500) perché la questioni relative alla finanza regionale vanno affrontate in modo organico nell'ambito della riforma per il federalismo. Invita inoltre a ritirare gli emendamenti 1.701, 1.0.12, 1.0.7, 1.0.8, 1.0.9, 1.0.500, 1.0.13, nonché gli emendamenti 1.0.1 e 1.0.10 che potrebbero essere trasformati in ordini del giorno. Si rimette al Governo sugli emendamenti 1.0.5, 1.0.6, 1.0.16, 1.0.17, 1.0.14 e 1.0.15. Esprime parere contrario sulle restanti proposte di modifica.
CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Condivide il parere del relatore e, per quanto riguarda le proposte sui quali si è rimesso al Governo, chiede l'accantonamento degli emendamenti 1.0.5 e 1.0.6 ed esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.0.16, 1.0.17, 1.0.14 e 1.0.15.
Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore LEGNINI (PD), il Senato respinge gli emendamenti 1.1 e 1.3. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore GIAMBRONE (IdV), sono quindi respinti gli emendamenti 1.2, 1.200 e 1.201. Il Senato respinge inoltre gli emendamenti 1.4, 1.6, 1.300 e 1.8. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), sono respinti anche gli emendamenti 1.5, e 1.9.
PISTORIO (Misto-MPA). Mantiene l'emendamento 1.10 che manifesta un'esigenza diffusa anche tra i senatori siciliani del Popolo della libertà. Si tratta di un atto di giustizia nei confronti della Regione siciliana cui è dovuto un risarcimento per l'aumento unilaterale da parte dello Stato della quota di partecipazione alla spesa sanitaria e per le diseconomie legate alle raffinerie dei prodotti petroliferi. (Applausi dal Gruppo PD).
CUFFARO (UDC-SVP-Aut). Dichiarando voto favorevole all'emendamento 1.10 ricorda che tutte le forze politiche si impegnarono a restituire alla Regione siciliana i 900 milioni derivanti dall'incremento del contributo alla spesa sanitaria. La mancata approvazione della proposta, unitamente ai tagli ai trasferimenti, inciderà molto negativamente sui servizi ospedalieri. Replicando alla senatrice Poli Bortone, osserva che le carenze infrastrutturali del Mezzogiorno non sono imputabili esclusivamente ai governi locali e che l'utilizzo del FAS per finalità diverse dallo sviluppo delle aree sottoutilizzate demolisce l'unico tassello esistente del federalismo. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).
FINOCCHIARO (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 1.500. Di fronte ad un provvedimento centralista, che lede l'autonomia delle Regioni e utilizza le risorse destinate agli investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per finanziare la spesa corrente, è irricevibile l'invito del Governo a rinviare ad un'organica riforma federalista l'emendamento sulla retrocessione delle accise, a favore del quale si è battuta fin dalla scorsa legislatura. E' giusto incentivare comportamenti amministrativi virtuosi, ma la senatrice Poli Bortone dimentica che senza risorse non sussistono possibilità di sviluppo e di gestione responsabile per il Mezzogiorno. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Peterlini).
GARAVAGLIA Massimo (LNP). E' contrario agli emendamenti in votazione perché premiano la cattiva gestione di entrate proprie delle Regioni e di fondi europei. E' giusto invece affrontare organicamente, e non solo rispetto a un singolo territorio, la proposta di una fiscalità di vantaggio per esternalità negative. (Applausi dal Gruppo LNP).
FERRARA (PdL). L'emendamento per la restituzione del gettito delle accise alla Regione siciliana, facendo leva sulla differenza tra previsioni di competenza e previsioni di cassa, rappresenta un imbroglio, che ha avuto occasione di denunciare anche nella scorsa legislatura. Non è vero che il Governo Prodi ha aiutato il Mezzogiorno: il Fondo per la aree sottoutilizzate non ha funzionato per carenza di progettualità e, per nascondere le inefficienze della macchina amministrativa statale, le risorse non utilizzate sono state fatte figurare come risparmi. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 1.10 (identico all'1.500)
PRESIDENTE. L'emendamento 1.701 è ritirato.
TOMASSINI (PdL). Ritira l'emendamento 1.0.1 e presenta l'ordine del giorno G1.0.1. Ritira anche l'emendamento 1.0.12.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.0.1 non è posto in votazione.
LEGNINI (PD). Dichiara voto favorevole all'emendamento 1.0.3, che anticipa risorse per risanare strutturalmente il servizio sanitario regionale dell'Abruzzo. Le recenti vicende giudiziarie, che hanno coinvolto i vertici della Regione, traggono origine dall'enorme deficit sanitario accumulato soprattutto negli anni in cui la Giunta regionale era guidata dal centrodestra. L'Abruzzo, che non ha beneficiato del prestito concesso dal Governo Prodi per il ripiano dei disavanzi, ha registrato nel corso dell'anno un rilevante extradeficit ed è stato commissariato. Poiché, considerata la situazione economica generale, non è possibile aumentare le imposte su famiglie e imprese, chiede al Governo come intenda risolvere il problema. (Applausi dal Gruppo PD).
SACCONI, ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Il problema evidenziato dall'emendamento 1.0.3 è all'esame del Governo, che non è certo indifferente di fronte all'enorme debito accumulato dalla Regione Abruzzo a causa delle scelte effettuate dalla Giunta uscente. Il livello del debito è rimasto infatti molto elevato, nonostante sia stato già effettuato un primo finanziamento a fondo perduto, in connessione ad un piano di risanamento che non è stato mai rispettato, causando così la necessità di procedere al commissariamento. Occorre dunque risolvere i problemi strutturali che hanno causato l'esorbitante disavanzo della sanità abruzzese, legati ad un'organizzazione ospedaliera pletorica ed inefficiente, prima di versare altri fondi che rischierebbero di non cagionare gli effetti auspicati. (Applausi dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo).
LEGNINI (PD). Apprezza l'interessamento del Ministro alla vicenda, ma ritiene che il suo intervento non fornisca una vera risposta né al problema dell'extradeficit accumulato dalla Regione né a quello del reperimento delle risorse necessarie ad una politica di risanamento strutturale. Smentisce, infine, il mancato conseguimento di tutti gli obiettivi del piano di risanamento, che sono stati invece rispettati fino ai primi mesi del 2008.
PASTORE (PdL). È soddisfatto dell'intervento del Governo, che si mostra disponibile a favorire il superamento della situazione di crisi abruzzese, incidendo però sulle cause strutturali del disavanzo.
LANNUTTI (IdV). Il Governo, il cui consenso si va via esaurendo proprio per l'incapacità di ascoltare le esigenze della popolazione, si mostra insensibile verso il problema del deficit abruzzese, che saranno gli incolpevoli cittadini a dover ripianare. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). L'auspicabile approvazione dell'emendamento 1.0.3 sottrae alle possibili strumentalizzazioni della prossima campagna elettorale regionale un argomento polemico e consente di garantire i servizi essenziali in campo sanitario. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).
MARAVENTANO (LNP). I cittadini abruzzesi hanno la responsabilità di aver votato amministratori incapaci, come spesso accade in tante Regioni meridionali, ai cui ammalati viene negata un'assistenza decorosa a causa degli sprechi e delle inefficienze delle amministrazioni. (Applausi dal Gruppo LNP e PdL. Congratulazioni. Commenti del senatore Cuffaro).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 1.0.3, con conseguente preclusione della seconda parte e dell'emendamento 1.0.4.
CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Invita al ritiro degli emendamenti 1.0.5, 1.0.6, 1.0.7 e 1.0.8 in quanto è già stato costituito un apposito tavolo tecnico che si impegnerà a trattare le questioni connesse alla trasmissione dei dati delle ricette farmaceutiche.
D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Il tavolo tecnico non può effettuare alcuni necessari interventi di natura legislativa; ritiene dunque che gli emendamenti possano essere ritirati, ma ne chiede la trasformazione nell'ordine del giorno G1.700 di analogo contenuto.
CASERO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G1.700.
TOMASSINI (PdL). Ritira gli emendamenti 1.0.9, 1.0.500 e 1.0.13, nonché l'emendamento 1.0.10 che trasforma nell'ordine del giorno G1.0.10, che il Governo ha dichiarato di accogliere.
Il Senato approva l'emendamento 1.0.16 (testo corretto) identico all'emendamento 1.0.17 (testo corretto).
MARINO Ignazio (PD). Dichiara il voto contrario all'emendamento 1.0.14, che dilaziona oltre misura il termine entro cui le strutture sanitarie sono tenute a predisporre gli spazi necessari all'attività medica libero-professionale intramuraria. Ricorda infatti l'importanza dell'approvazione unanime della legge n. 120 del 2007, che regolamenta la libera professione dei medici negli ospedali pubblici, consentendone lo svolgimento all'interno di strutture adeguate, purché il numero di prestazioni effettuate privatamente non superi quello delle prestazioni pubbliche. Sottolinea infine l'esigenza di contrastare l'altissima evasione fiscale connessa all'attività medica privata eseguita fuori dagli ospedali. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e della senatrice Giai).
IZZO (PdL). Chiede di aggiungere la firma agli emendamenti 1.0.14 e 1.0.15.
TOMASSINI (PdL). Le norme relative alla creazione di spazi per lo svolgimento dell'attività libero-professionale intramuraria, per quanto condivisibili, non possono essere attuate nell'immediato e quindi la proroga del termine è necessaria per ragioni di realismo, anche a causa del forte disavanzo sanitario di alcune Regioni, che non consente di considerare prioritaria tale esigenza.
ASTORE (IdV). Con la proroga proposta si vanificano gli effetti della legge sulla libera professione intramuraria, che ha raggiunto un giusto compromesso tra la salvaguardia della libertà dei medici e il diritto dei pazienti a godere di prestazioni a costi ragionevoli. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
PROCACCI (PD). Visto che il dibattito ha toccato diversi aspetti dello sviluppo economico meridionale, coglie l'occasione per invitare la Presidenza a calendarizzare quanto prima una discussione sugli annosi problemi del Mezzogiorno, che non possono essere affrontati in modo fazioso, ma che richiedono un dialogo approfondito e sereno tra maggioranza e opposizione, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, che consenta al Senato di dare il proprio fattivo contributo. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Pistorio).
PRESIDENTE. Prestando massima attenzione al tema sollevato dal senatore Procacci, farà in modo che l'Assemblea affronti quanto prima tale importante tematica, cercando di far emergere uno sforzo comune ed unitario nella costruzione di un Paese solidale, capace di aiutare la crescita dei territori più svantaggiati (Applausi).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'emendamento 1.0.14, identico all'emendamento 1.0.15.
FLERES, relatore. Chiede di accantonare l'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 2.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni accantona l'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 2 e passa all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3.
Avverte che alle ore 13,30 il sottosegretario di Stato per l'interno Palma riferirà all'Assemblea a proposito degli incidenti recentemente avvenuti in piazza Navona nel corso di una manifestazione studentesca.
RUSCONI (PD La presentazione di un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 3, rappresenta un'importante vittoria non solo per l'opposizione, ma anche per le Regioni e gli enti locali che hanno difeso le prerogative garantite loro dalla Costituzione, nonché per le famiglie, gli studenti e gli insegnanti che si sono opposti fermamente alla norma. (Applausi dal Gruppo PD).
FLERES, relatore. Sottolinea l'importanza dell'emendamento 3.900, che viene incontro alle richieste avanzate da Regioni ed enti locali.
BASTICO (PD). Esprime soddisfazione per la presentazione da parte del relatore di un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo, che premia l'impegno dell'opposizione a salvaguardia delle scuole dei piccoli centri e delle competenze regionali in materia di organizzazione scolastica. La soluzione adottata, che per il prossimo anno mantiene l'attuale configurazione dell'organizzazione dei plessi scolastici, avrà dunque il voto favorevole del Partito Democratico. Il subemendamento 3.900/1 propone però di dimezzare i tagli alla pubblica istruzione disposti dalla legge n. 133 del 2008, onde evitare che i mancati risparmi derivanti dall'approvazione dell'emendamento del relatore vengano compensati gravando su altri settori della scuola come, ad esempio, l'istruzione professionale. (Applausi dal Gruppo PD).
Presidenza della vice presidente MAURO
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiede anzitutto alla Presidenza di disporre che l'espressione del parere da parte della 7a Commissione sul Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico avvenga dopo l'acquisizione del parere espresso dalla Conferenza unificata sul medesimo documento, come già è stato disposto dal presidente Fini presso la Camera dei deputati (dove peraltro ciò è previsto da una specifica norma regolamentare). Osserva quindi che la presentazione dell'emendamento 3.900 da parte del relatore conferma la validità delle osservazioni formulate dalle forze di opposizione in merito ai macroscopici vizi di costituzionalità dell'articolo 3 del testo in esame e rappresenta una vittoria politica di tali forze nell'interesse della Costituzione. Illustra infine l'emendamento 3.900/2, volto ad evitare che il ridimensionamento della rete scolastica determini la chiusura di edifici scolastici nelle isole minori e nei Comuni montani, dove tali istituti garantiscono spesso l'unica possibilità di accedere al diritto all'istruzione. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e IdV).
PRESIDENTE. La questione sollevata dal senatore D'Alia sarà sottoposta al presidente Schifani.
ADAMO (PD). Si associa alla richiesta del senatore D'Alia, già formulata ieri dalla senatrice Finocchiaro, in merito all'acquisizione del parere della Conferenza unificata sul Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico. Osserva che con l'approvazione dell'emendamento 3.900 la materia affrontata dall'articolo 3 del decreto-legge verrà riportata su un corretto binario istituzionale. Illustra quindi gli emendamenti 3.900/4, che intende modificare la norma che cancella l'attuale normativa sull'obbligo scolastico e sulle modalità di frequenza nella scuola della formazione professionale, e 3.900/5, volto a rendere più agevole la destinazione al fondo per l'incentivazione del personale della scuola del 30 per cento delle economie di spesa conseguite.
Presidenza del presidente SCHIFANI
PRESIDENTE. Propone all'Assemblea di procedere all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3, senza effettuare votazioni, fino alle ore 13,30, quando avrà luogo l'informativa del Governo sugli incidenti verificatisi a Roma. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito.
Presidenza della vice presidente MAURO
BENEDETTI VALENTINI (PdL). A differenza di quanto hanno sostenuto diversi esponenti dell'opposizione, il Governo e la maggioranza non hanno alcun bisogno di aiuti o di suggerimenti per capire quale sia la linea politica giusta su cui muoversi. Già in sede di esame del decreto-legge Gelmini il Governo si era impegnato a stabilire intese con le Regioni e gli enti locali in materia di articolazione degli istituti scolastici sul territorio e a salvaguardare la presenza di tali istituti nei centri minori. Il Governo e la maggioranza, pertanto, con la presentazione dell'emendamento 3.900 non hanno fatto nessuna marcia indietro; si tenga inoltre conto del fatto che, nel medesimo emendamento, è previsto che il dimensionamento delle istituzioni scolastiche avvenga sulla base di parametri fissati da un provvedimento emanato da un precedente Governo di centrosinistra, nei confronti del quale alcune Regioni si sono mostrate a lungo inadempienti.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Il Gruppo Lega Nord Padania è favorevole all'emendamento 3.900, che riconduce giustamente la materia della riorganizzazione degli istituti scolastici in capo alle competenze regionali. È tuttavia evidente che, finché non si realizzerà il federalismo fiscale, le Regioni continueranno a fornire risposte differenziate in termini di efficienza. Fa notare quindi al senatore D'Alia che la proposta contenuta nell'emendamento 3.900 (testo 2), con cui si intende impedire la chiusura di edifici scolastici nelle isole minori e nei Comuni montani, prevarica le competenze regionali e non è coerente con i principi del federalismo. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.