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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 082 del 30/10/2008


VALDITARA (PdL). Signor Presidente, onorevole Sottosegretario, onorevoli colleghi, sono molto riconoscente verso chi oggi ha voluto sollevare questo drammatico problema perché in questo modo ha certamente voluto contrastare un silenzio compiacente troppo diffuso. Ci consente e mi consente dunque di stigmatizzare l'ignavia di questo Occidente, che pure deve tanto al cristianesimo, e non perché, come talvolta si sente dire con un'affermazione del tutto sbagliata, il cristianesimo sarebbe la religione dell'Occidente. Il cristianesimo è universale: Cristo non veniva da Atene, non veniva da Roma, invitò i suoi discepoli a predicare a tutte le genti. Semmai l'universalismo romano, come diceva lo stesso La Pira, ha consentito al cristianesimo di diffondersi in gran parte del mondo antico. Questa ignavia è inaccettabile perché rinnega quel debito enorme di riconoscenza che tutto l'Occidente, credenti o non credenti, ha verso il cristianesimo. La consapevolezza che la vita è un valore inalienabile, il primato della persona, la concezione della libertà innanzi tutto come libertà della coscienza sono principi universali, senza i quali oggi troveremmo normale lo sterminio, il terrorismo, la discriminazione sociale o razziale, la soppressione delle libertà individuali.

E, non a caso, è proprio in quei Paesi dove il cristianesimo non ha contribuito alla formazione di una civiltà condivisa che quei metodi sono oggi ancora così diffusi e legittimi. Sono principi, d'altro canto, che nel corso dei secoli noi abbiamo compreso ed acquisito con grande fatica e grandi contraddizioni, perché forti erano gli stimoli e le resistenze di una cultura «altra», e che quando abbiamo misconosciuto hanno generato mostri dal nome sinistro: lager e gulag. È il rispetto di quei principi che qualifica il grado di evoluzione di una civiltà; rinnegarli o non difenderli significa rinnegare noi stessi e legittimare implicitamente la società dei gulag e dei lager. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Astore. Ne ha facoltà.