VIZZINI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIZZINI (PdL). Signora Presidente, i senatori del Popolo della Libertà voteranno a favore del decreto-legge al nostro esame che rientra in una logica politica che ha portato il Governo e la nostra maggioranza ad assumere una serie di provvedimenti contro la criminalità organizzata per accrescere la sicurezza dei cittadini e migliorare la disciplina del modo di entrare e di vivere nel nostro Paese.
Si è fatta in quest'Aula una polemica lunga e fastidiosa, con argomentazioni contraddittorie, sull'uso dell'Esercito sul territorio. Ho ascoltato che è troppo poco datarlo al 31 dicembre, come se l'Esercito si potesse mandare sine die, e che non c'è bisogno poi di una verifica del compito svolto dai nostri militari per capire se bisogna continuare o no con l'uso dall'Esercito. Si è detto poco fa da parte di taluno che ci sono militari che passeggiano a Castel Volturno: ci vada lui, chi pensa questo, a passeggiare a Castel Volturno per mantenere l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini e combattere un cancro che si chiama camorra e che uccide le libertà degli uomini, che uccide gli uomini, che ruba il futuro alle giovani generazioni rispetto alle quali è sempre poco quello che si fa per mantenere l'ordine e la sicurezza! (Applausi dal Gruppo PdL).
I militari passeggiano, è stato detto; eppure, signora Presidente, questi nostri militari sono i militari delle missioni di pace, sono i militari che mantengono e difendono le democrazie giovani e traballanti in tutto il mondo e che diventano i signori nessuno quando li mandiamo a difendere le ferite della democrazia italiana, perché la criminalità organizzata è una ferita della nostra democrazia. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Boldi).
I rappresentanti del Governo e i relatori hanno fornito i dati del compito svolto e delle cose fatte dai militari. Davvero su questi temi il problema è chi la spara più grossa per andare all'esterno e non guardare concretamente quello che sul territorio si deve fare per combattere. Come fate a dire che il Governo non ha fatto nulla quando sono state varate norme sulla confisca dei patrimoni mafiosi, sull'apertura delle casseforti di Cosa nostra, della 'ndrangheta, della camorra che mai nessuno aveva fatto prima? (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Vallardi). Come fate a sostenere ciò quando le nostre proposte per l'inasprimento del 41-bis sono contenute negli emendamenti al disegno di legge sulla sicurezza che verrà in quest'Aula tra due settimane? Lo abbiamo stabilizzato nella legislatura tra il 2001 e il 2006 e adesso stiamo inasprendo queste norme.
Mi rivolgo agli amici del Governo: non curatevi troppo degli uffici giuridici che vi dicono che per decidere sul carcere duro i tribunali di sorveglianza debbono essere quelli di tutte le parti d'Italia, perché il procuratore Grasso è venuto in Commissione a riferire che ormai i detenuti cercano di farsi trasferire in funzione della giurisprudenza che si è creata, presentando in un posto anziché in un altro le domande per uscire dal regime del 41-bis. Portiamola a Roma questa competenza, creando un'unica giurisprudenza. Se poi qualcuno ritiene di dover adire la giurisdizione per discutere di questo, aspetteremo le sentenze della Corte costituzionale; ma in questo Parlamento deve essere dato ai criminali il segnale duro, forte e convinto che dalle carceri non si può continuare a comandare sul territorio. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). In questo contesto vanno inquadrate le norme di cui stiamo parlando e quelle contenute nel decreto-legge già approvato - che in molte parti è stato condiviso da tutte le forze presenti in Parlamento - che consentono di affrontare alcuni problemi contingenti.
Mi riferisco anche al problema dell'immigrazione: spendere per costruire nuovi centri significa anche salvaguardare la dignità di chi vi si trova e lo dico perché - badate bene - la Commissione affari costituzionali del Senato, che ho l'onore di presiedere, ha deliberato un'indagine conoscitiva sull'immigrazione per andare a vedere come vivono gli immigrati nei grandi centri e qual è il grado di integrazione. Vogliamo occuparci di tutto questo, perché siamo consapevoli che anche in questa direzione c'è molto da fare, e lo vogliamo fare.
E allora, se con il provvedimento oggi in esame, con il decreto-legge già approvato e con il disegno di legge che tra due settimane sarà discusso in quest'Aula, è possibile dare una risposta complessiva, spogliamoci dalle pregiudiziali politiche, in modo da capire come si affrontano problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri cittadini, la loro sicurezza, nonché il funzionamento di una democrazia ferita da organizzazioni criminali che ormai sono transnazionali. Altro che un problema di qualche Regione! Il traffico di cocaina tra gli Stati Uniti, l'America del Sud e l'Italia, attraverso la 'ndrangheta - che oggi la fa da padrona - è un fenomeno che richiede una grande collaborazione internazionale e la consapevolezza, da parte dello Stato, che questa è un'emergenza del Paese.
Per queste ragioni i senatori del Popolo della Libertà voteranno con convinzione questo decreto-legge, invitando contestualmente il Governo a tenere gli occhi aperti su altre nuove piaghe della delinquenza organizzata, quali il riciclaggio, ad esempio, che, insieme alle cosiddette aree grigie di cui ha parlato il procuratore Grasso, rappresenta oggi la nuova frontiera delle ricchezze mafiose che entrano nell'economia legale.
Per questi motivi il Governo avrà il nostro voto sul decreto-legge in esame e per questi motivi saremo lieti di trattare tra due settimane, in quest'Aula, tutti gli altri argomenti che abbiamo indicato per cercare di tirare fuori il nostro Paese da questa situazione. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e dai banchi del Governo).