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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 079 del 28/10/2008


PERDUCA, PORETTI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

da molteplici articoli e siti internet si apprende della preoccupante condizione in cui si trovano a vivere i cristiani iracheni. Tra le voci più allarmanti quella di padre Amer Youkhanna, sacerdote caldeo di Mosul, il quale non esita ad utilizzare la parola "sterminio";

sulla stessa posizione si sono allineate le dichiarazioni di altri esponenti del mondo cristiano-iracheno, come monsignor Louis Sako, arcivescovo caldeo di Kirkuk, monsignor Shleimun Warduni, patriarca Vicario di Baghdad e monsignor Philip Najim, procuratore caldeo presso la Santa Sede. Quest'ultimo ha invocato la necessità che il Governo iracheno si impegni a garantire la protezione di tali minoranze, non semplicemente in qualità di minoranze, ma anche e soprattutto in qualità di cittadini che hanno bisogno e vogliono vedersi assicurata la protezione da parte del Governo dell'Iraq;

le informazioni raccolte ed analizzate in Iraq evidenziano come i cristiani subiscono continue violenze dalle molestie ai rapimenti, fino a torture e uccisioni; a fronte di tutto ciò si riscontra un generale disinteresse dei media nei confronti di questo stato di cose che rischia di minare ulteriormente il già difficile cammino verso la creazione di istituzioni democratiche che la nazione irachena sta tentando di intraprendere,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti tale condizione dei cristiani in Iraq, se sia in possesso di ulteriori informazioni relative a tali violenze e se la loro portata possa essere considerata come vero e proprio sterminio come denunciato dal sacerdote caldeo padre Amer Youkhanna;

se il Ministro ritenga che questo aumento di persecuzioni possa essere messo in relazione con il processo all'ex Ministro degli esteri di Saddam Hussein, il cristiano Tarek Aziz;

considerato anche il rinnovato impegno della cooperazione italiana in Iraq, se, dopo aver accertato la veridicità di tali denunce, il Ministro non ritenga opportuno sollevare la questione con la rappresentanza diplomatica irachena in Italia, nonché farsi carico, con gli altri Stati membri dell'Unione europea, di un sostegno coordinato alla causa di questi cittadini iracheni che invocano una maggiore attenzione internazionale sia da parte dei governi presenti in Iraq che da parte dei principali forum internazionali.

(4-00727)