LANNUTTI (IdV). Con il decreto-legge in esame si addebitano ancora una volta alla collettività i costi della cattiva gestione di una società, in questo caso l'Alitalia, e il mantenimento a livelli esorbitanti dei compensi per i manager responsabili del suo fallimento, mentre gli utili derivanti dalla posizione di monopolio assicurata al vettore saranno riservati ad un ristretto numero di imprenditori privati. Si evidenziano inoltre, come in altri provvedimenti presentati dal Governo, macroscopiche carenze dal punto di vista della copertura del disegno di legge, che infatti hanno reso necessaria la correzione dell'addizionale comunale sui diritti d'imbarco. L'Unione europea è in procinto di avviare una procedura di infrazione a carico dell'Italia per il prestito ponte voluto dall'onorevole Berlusconi, la cui restituzione compete esclusivamente alla bad company di proprietà dello Stato, chiamato ancora una volta a pagare per responsabilità altrui. Tali considerazioni giustificano il severo giudizio sul provvedimento, che avrà gravi ripercussioni sulla credibilità delle istituzioni, asservite come sempre ad interessi di parte, e che tradisce l'idea di welfare della maggioranza: sottrarre risorse alle fasce più deboli della società per soccorrere le grandi aziende in crisi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).