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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 070 del 09/10/2008


Discussione e approvazione del disegno di legge:

(1054) Ratifica ed esecuzione del Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, relativo all'adozione di un emblema aggiuntivo (Protocollo III), fatto a Ginevra l'8 dicembre 2005 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 12,45)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1054, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, senatore Amoruso, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

AMORUSO, relatore. Signor Presidente, il provvedimento reca «Ratifica ed esecuzione del Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, relativo all'adozione di un emblema aggiuntivo (Protocollo III), fatto a Ginevra l'8 dicembre 2005».

La Croce Rossa e la Mezzaluna Crescente sono da sempre dei simboli di pace, assistenza medica e aiuto umanitario. Esse sono fortemente radicate nella società e nella cultura dei rispettivi territori di riferimento. A tale proposito dobbiamo anche ricordare la sezione israeliana che usa quale simbolo la Stella di David. Non a caso i principi fondamentali che ne ispirano l'azione sono nell'ordine: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità.

È proprio per sottolineare questi valori con sempre maggiore forza - nonostante la crescente difficoltà di rapporto tra popoli che purtroppo contraddistingue la nostra epoca - che l'Italia è chiamata a ratificare il III Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, fatto a Ginevra l'8 dicembre 2005, relativo all'adozione di un simbolo aggiuntivo.

Questo terzo emblema sottolinea ulteriormente la neutralità e l'indipendenza dì Croce Rossa e Mezzaluna Crescente. E tuttavia, come è bene emerso nei dibattiti in Commissione esteri sia alla Camera che al Senato, i simboli preesistenti non scompaiono, ma resteranno quali simboli ufficiali. In altre parole, il nuovo simbolo (rappresentato da un cristallo rosso) potrà incorporare al suo interno la Croce Rossa, la Mezzaluna crescente o, nel caso di Israele, la Stella di David.

Questo aspetto ha una grande valenza non solo formale, ma anche eminentemente politica. Infatti, come afferma il preambolo del Protocollo in questione, il nuovo simbolo rafforza «il valore protettivo ed il carattere universale» dell'assistenza medica e umanitaria internazionale. Dall'altra parte, però, il mantenimento dei simboli originari significa che sul piano culturale la volontà di aiutare in ogni modo - anche sul piano dei simboli - la comprensione reciproca non equivale per forza a un abbandono di simboli a noi cari. Ciò è di grande importanza soprattutto in Europa.

Con la ratifica del nostro Parlamento si può essere certi che l'Italia saprà dare un forte contributo ideale e concreto al ruolo dell'assistenza umanitaria internazionale introdotta dalla Convenzione di Ginevra del 1949. E quindi, di riflesso, dare un sostegno decisivo al ruolo della Croce Rossa (presente con le sue sedi in ormai 150 Paesi in ogni parte del mondo, Oceania compresa), a cui l'Italia è peraltro legata da un forte legame affettivo e ideale sin dalla nascita del primo comitato nazionale nell'ormai lontano 1864. E allo stesso tempo saprà anche dare un sostegno al ruolo altrettanto importante giocato dalla Mezzaluna Crescente e dalla sezione israeliana nella consapevolezza che la prima - pur con dimensioni e mezzi più ridotti rispetto alla Croce Rossa e con una presenza meno capillare (solo 40 Nazioni) - conduce il proprio ruolo con grande coraggio ed efficienza, trovandosi ad operare in Paesi in guerra come la Somalia o il Sudan, mentre la seconda lavora in una situazione di perenne emergenza.

II disegno di legge in esame si compone di tre articoli recanti, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica, l'ordine di esecuzione e l'entrata in vigore.

Il Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, relativo all'adozione di un emblema aggiuntivo, si inquadra nell'ambito delle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949, le quali costituiscono il quadro complessivo del diritto internazionale umanitario che tutela le persone che non partecipano o non partecipano più ad un conflitto armato, cioè i civili e i prigionieri.

Il III Protocollo, approvato nella Conferenza appositamente convocata a Ginevra l'8 dicembre 2005 dal Governo svizzero, è stato aggiunto per regolamentare l'utilizzo dell'emblema della Croce Rossa, la cui riconoscibilità è fondamentale ai fini della salvaguardia delle persone e degli obiettivi civili perseguita con le Convenzioni di Ginevra e i Protocolli aggiuntivi.

Il Protocollo è entrato in vigore il 14 gennaio 2007, è firmato da 84 Stati e ratificato da 28 di essi ed è stato introdotto per regolamentare e dirimere le dispute sull'uso protettivo e distintivo dell'emblema della Croce Rossa, che ha la finalità di segnalare in caso di guerra che persone, unità sanitarie e mezzi di trasporto sono protetti dalle Convenzioni di Ginevra e dai relativi Protocolli aggiuntivi.

Il nuovo emblema, il cristallo rosso, è composto da un riquadro rosso di forma quadrata poggiato su una punta, su sfondo bianco. La forma e il nome derivano da un'accurata selezione per l'individuazione di un simbolo privo di connotazioni religiose o politiche, e quindi utilizzabile in tutto il mondo. (Brusìo).

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Amoruso, ho cercato di non interromperla, ma devo chiedere all'Aula di fare un po' di silenzio e di attenzione. Le ratifiche sono questioni importanti; chi non è interessato può uscire, però è giusto che le relazioni si possano svolgere e che gli interventi si possano effettuare, altrimenti si sospendono le sedute e si riprendono poi.

AMORUSO, relatore. Signor Presidente, venendo incontro anche alle esigenze dei colleghi, vista l'ora, nel chiedere l'approvazione del provvedimento le chiedo di poter allegare agli atti della seduta la parte restante del mio intervento, che consegno per iscritto.

La necessità di svolgere la relazione derivava solo dalla circostanza che la Croce Rossa è un'istituzione importantissima e ritenevo pertanto necessario un momento di attenzione in più.

PRESIDENTE. L'autorizzo in tal senso e la ringrazio, senatore Amoruso; ha ragione lei.

Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Bettamio. Non essendo presente in Aula, si intende che abbia rinunziato ad intervenire.

È iscritta a parlare la senatrice Garavaglia Mariapia. Ne ha facoltà.

*GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, ringrazio lei e ringrazio il relatore. Non posso esimermi dal parlare su questo argomento: ho rappresentato l'Italia, anzi il mondo, perché l'Italia mi ha sostenuto come Vice presidente mondiale della Federazione internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (approfitto per invitare gli stenografi ad utilizzare semplicemente l'espressione «Mezzaluna Rossa», non «Mezzaluna Crescente»).

Questa è una ratifica alla quale l'Italia ha collaborato in maniera molto fattiva e la Croce Rossa italiana, ricordiamolo in quest'Aula (è forse l'unica occasione nella quale potremo parlarne approfonditamente, anche se non ci riusciremo a causa del tempo limitato), è tra i cinque soci fondatori del Movimento Internazionale di Croce Rossa, quel movimento che porta come simbolo protettivo la sola croce di quattro braccia eguali in campo bianco, con la scritta della prima convenzione istitutiva della Croce Rossa, il 22 agosto 1864.

I Protocolli di Ginevra, come questo Protocollo aggiuntivo, hanno reso vivo e vitale il cosiddetto Diritto Internazionale Umanitario, che credo sia la protezione più alta di cui possano beneficiare le persone quando sono vulnerabili, in caso di guerra o di catastrofi naturali.

Oggi alla Federazione Internazionale di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa sono iscritti quasi tutti i Paesi che siedono all'ONU; siamo arrivati a quota 186. Ogni Paese ha il suo emblema distintivo, per cui la Croce Rossa italiana ha la croce a quattro braccia uguali in campo bianco, i Paesi musulmani hanno la Mezzaluna Rossa, che, come il nostro, non è un simbolo religioso (quello della Croce Rossa è un simbolo che rende omaggio alla bandiera svizzera essendo il rovescio della bandiera di tale nazione). Tuttavia, con la guerra turca il nostro simbolo, la Croce Rossa in campo bianco, ricordava troppo i crociati ed i simboli religiosi, per cui fu approvato un prodotto aggiuntivo al fine di utilizzare il simbolo della Mezzaluna da parte dei Paesi musulmani che intendessero farlo. Si pensi che non è sempre così: infatti, l'India utilizza il simbolo della croce rossa, per intenderci, ed anche l'Indonesia.

Quindi, non tutti i Paesi sono passati poi nella loro scelta dell'emblema distintivo alla Mezzaluna Rossa. In caso di guerra e per garantire la neutralità vale solo e soltanto il simbolo della Croce Rossa di Ginevra, l'unica neutrale che in "franchising", per così dire, garantisce la neutralità.

Noi - i Paesi come l'Italia, la Francia e gli altri 184 - abbiamo il nostro simbolo distintivo. Ma il principio dell'universalità, uno dei sette principi della Croce Rossa era ferito, sinceramente ferito, perché non comprendeva Israele, nonostante abbiamo visto attentati e guerre con le immagini che i telegiornali ci hanno rinviato immagini in cui apparivano le ambulanze pure con la Stella di Davide ed anche la Mezzaluna, come è accaduto per la recente guerra in Libano. Però, la Stella di Davide non partecipava ancora alla famiglia dei simboli distintivi. È stata una lunghissima discussione, abbiamo sciupato (credo di poter dire così) del tempo prezioso nella ricerca del simbolo che diventasse protettivo per tutti.

Poiché Israele non poteva far valere il suo simbolo si è lavorato a lungo sul design: si era pensato ad un accento circonflesso, ma ricorda il simbolo militare dei gradi; si era pensato a due accenti circonflessi e veniva in mente una famosa casa automobilistica; si era pensato a un diamante rosso, ma si pensava ai diamanti sporchi di sangue dell'Africa Occidentale. Alla fine è emerso questo rombo equilatero a fasce rosse, con al centro un rombo pure equilatero bianco, nel quale ogni Paese può inserire il proprio simbolo distintivo.

Quello che voglio dire è che mi compiaccio che siamo arrivati, onorevole Craxi, cara Sottosegretaria, a questa ratifica. Il rammarico è che della Croce Rossa e del suo valore di protezione altissima sotto tutti i cieli e per tutte le circostanze, nel nostro Parlamento raramente abbiamo potuto parlare. Questa è una circostanza fortunata.

Quindi, oltre al compiacimento perché siamo arrivati a questa ratifica e al ringraziamento al relatore, mi ha fatto piacere anche ricordare che abbiamo una responsabilità particolare come Paese nel consesso di questo movimento umanitario, il più importante, il primo e il più numeroso, fatto da circa 120 milioni di volontari, che siede come osservatore all'ONU (ho avuto il privilegio anche di avere questa rappresentanza). (Applausi).

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Poiché il relatore non intende intervenire in replica, ha facoltà di parlare la rappresentante del Governo.

CRAXI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Intervengo brevemente solo per dire che il Protocollo è conforme ai principi costituzionali e comunitari del nostro ordinamento e, poiché non introduce alcun obbligo, non necessita di alcuna normativa aggiuntiva.

La firma di questo Protocollo rappresenta un passo in avanti nel campo del diritto umanitario e do ragione alla senatrice Garavaglia quando dice che il nostro Paese è stato parte attiva e si è impegnato in un'azione di sensibilizzazione per l'adozione di questo III Protocollo.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli.

Metto ai voti l'articolo 1.

È approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 2.

È approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 3.

È approvato.

Passiamo alla votazione finale.

LIVI BACCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LIVI BACCI (PD). Signor Presidente, dopo le bellissime parole della senatrice Garavaglia non aggiungo altro a nome del Partito Democratico e chiedo di allegare agli atti il testo del mio intervento.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.

È approvato.