MERCATALI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MERCATALI (PD). Signor Presidente, onorevole Ministro, onorevole Sottosegretario, onorevoli colleghi, voteremo a favore del rendiconto 2007 e contro l'assestamento 2008. In momenti come questi, difficili, in cui i nostri cittadini, i nostri imprenditori, le nostre famiglie vivono con grande apprensione la situazione del Paese, la politica dovrebbe farsi carico di dare risposte con grande senso di responsabilità, a partire da quelle per affrontare la situazione economico-finanziaria a livello mondiale.
Con questa dichiarazione di voto, ma anche con i nostri interventi, credo sia emerso lo sforzo che stiamo facendo per dare un contributo, il contributo di un partito preoccupato ma responsabile, il contributo di chi sa che, in momenti come questi, se ci si ascolta è meglio.
Vorrei parlare del rendiconto 2007, l'ultimo rendiconto del Governo Prodi. Lungi da me fare un peana o incensare le cose che abbiamo fatto: non voglio farlo e non lo farò. Ci accontentiamo delle dichiarazioni scritte nella relazione dal ministro Tremonti, della certificazione della Corte dei conti e dei riconoscimenti dell'Europa. Bene, in un Paese normale, riconoscere questi fatti e accettare questi dati sarebbe già un bel passo in avanti.
L'Europa ha cancellato la procedura di disavanzo eccessivo aperta nei confronti del nostro Paese nel 2005; e nel 2005 non governava Prodi ma qualcun altro. La Corte dei conti ha certificato che il rapporto deficit-PIL è sceso dal 3,4 per cento del 2006 all'1,9 nel 2007: per la prima volta dal 2002, cioè da cinque anni a questa parte, rientriamo nei parametri di Maastricht, cioè andiamo sotto il 3 per cento del rapporto deficit-PIL, e per la prima volta, dopo due anni, si ricostituisce un robusto avanzo primario. Questo è quanto certifica la Corte dei conti.
Il ministro Tremonti, sì, l'onorevole Giulio Tremonti (è già stato letto, ma lo rileggo per alcuni senatori della maggioranza che sono intervenuti nel dibattito) non dichiara, ma scrive nella relazione al rendiconto 2007: «Il 2007 si è chiuso con i conti pubblici sensibilmente più favorevoli del previsto. È il risultato di una politica economica che ha perseguito l'obiettivo della crescita e del risanamento. Ai risultati ottenuti hanno concorso sia le entrate sia le spese e, per le entrate, il grosso contributo è venuto dai frutti della lotta all'evasione fiscale, mentre l'espansione della spesa primaria è stata rallentata». Ciò detto, o meglio scritto, da Tremonti.
Noi siamo ben coscienti dei problemi strutturali del Paese: tassazione troppo alta (oltre il 43 per cento), salari troppo bassi e famiglie che non ce la fanno più, evasione fiscale e sommerso più alto d'Europa. Il nostro sommerso, voglio ricordarlo, vale il 23 per cento del prodotto interno lordo; in Germania il 15, in Gran Bretagna il 10. Se a questo aggiungiamo che il nostro debito resta il più alto d'Europa, ci rendiamo conto che ciò che abbiamo fatto, certificato nel rendiconto 2007, è solo un piccolo passo rispetto al quale bisogna procedere.
Giustamente il ministro Tremonti pone l'obiettivo del risanamento dei conti e del contenimento della spesa primaria al centro delle iniziative del Governo, anche anticipando la manovra di stabilizzazione della spesa a luglio. Questo è già stato un primo passo molto importante. Ma in momenti come questi servono politiche, assieme, di rigore, di redistribuzione della ricchezza, di incentivo alla crescita. Rigore nella lotta all'evasione, al sommerso, al lavoro nero per essere in condizione di poter davvero diminuire le tasse e scendere in fretta dall'attuale 43 per cento. Redistribuzione della ricchezza vuol dire diminuire in primo luogo le tasse sui salari per alimentare la domanda interna e dare respiro alle famiglie e, al tempo stesso, incentivare la produttività attraverso la leva fiscale.
Certo, bisogna parlare anche di crescita, ma - come ha ben illustrato il collega Morando nella relazione di minoranza alla Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria - ciò significa fare una politica anticiclica e quindi non tagliare gli investimenti, bensì selezionare, darsi delle priorità al fine di migliorare la competitività del sistema Paese e investire nella ricerca e nella scuola. Sì, certo, un Paese che vuole crescere deve investire nella scuola, nell'energia, nei trasporti in primis. Il senatore Morando, nel dibattito sulla Nota di aggiornamento e gli altri senatori intervenuti hanno fatto proposte precise. I provvedimenti del Governo in questi primi sei mesi vanno in altra direzione: molti tagli e poco coraggio.
Signor Presidente del Consiglio, sia meno insofferente, meno stressato: ci ascolti e soprattutto ci rispetti. Il problema non è dialogare o non dialogare. Finiamola, cancelliamo questo inutile verbo dal vocabolario e usiamo quelli giusti; confrontiamoci, ascoltiamoci reciprocamente, discutiamo delle proposte, delle idee che abbiamo e cerchiamo in questo dibattito e confronto di essere tutti, destra e sinistra, all'altezza dei problemi del Paese, senza spocchia e senza presunzione. Forse così, signor Presidente del Consiglio, anche in momenti difficili come questi riusciremo a fare un servizio al Paese e ai nostri cittadini.
Voteremo per queste ragioni, come ho già preannunciato, a favore del rendiconto 2007 e contro l'assestamento 2008. (Applausi dal Gruppo PD).