AZZOLLINI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AZZOLLINI (PdL). Signor Presidente, naturalmente il mio Gruppo voterà a favore sia del rendiconto che dell'assestamento di bilancio.
Èevidente dall'assestamento che il Governo insiste su una rappresentazione piuttosto chiara e prudente delle grandezze di finanza pubblica. Non si può non evidenziare innanzi tutto come nell'assestamento siano registrate minori entrate; questo proprio perché si tiene ben conto del ciclo economico, che diventa peggiore di quello previsto e che quindi produrrà quasi certamente minori entrate.
Si prevede altresì un aumento cospicuo della spesa per interessi proprio perché, anche in questo caso, già si registra l'aumento dei tassi di interesse conseguente alla situazione a tutti nota. A tale proposito, riflettendo anche su alcune questioni sviluppate nel corso del dibattito svolto questa mattina, sottolineo la necessità di un uso rigoroso della finanza pubblica perché lo stock del debito italiano, che - come è noto - abbiamo ereditato, registra un aumento significativo dell'onere per interessi non appena il tasso di interesse stesso aumenta, seppure di poco. Naturalmente il nostro Governo ha registrato in assestamento questa maggiore spesa prevedibile.
Ancora oggi la situazione evolve per certi versi in modo imprevedibile. Pertanto è possibile che nel corso dell'anno si evidenzino ancora nuovi scostamenti; purtuttavia, l'assestamento che il Governo ha presentato innanzi al Parlamento cerca di tenere conto in maniera prudenziale di questi fenomeni ed in tal senso registra - ribadisco - in maniera corretta gli aggregati di finanza pubblica.
Molti colleghi, anche nel dibattito, hanno giustamente continuato ad accennare alla situazione e alle misure messe in atto dal Governo con il decreto-legge n. 112 del 2008. Indubbiamente i tagli previsti con tale provvedimento non piacciono ad alcun Governo, ma l'evolvere della situazione economica mondiale ed italiana ha confermato la nostra ipotesi di rigore. Oggi ci avrebbe fatto seriamente del male non avere i conti a posto. Il tentativo che abbiamo compiuto, e che sta riuscendo, di tenere i conti fa sì che in qualche modo l'economia italiana resti, se non al riparo, quanto meno coinvolta il meno possibile nei fenomeni negativi. Questo è il punto di fondo.
È evidente che il nostro Governo, in particolare all'interno del consesso europeo, si pone il problema di come riavviare lo sviluppo e di come ragionare sugli investimenti e sui redditi più bassi. È del tutto chiaro, però, che queste azioni saranno possibili soltanto a due condizioni: innanzi tutto, l'attuale turbolenza dei mercati finanziari si deve rasserenare affinché si possa ragionare sul medio termine; in secondo luogo, a quell'ora i conti pubblici dovranno essere a posto. Da quel momento è chiaro che il nostro Governo - speriamo in maniera coordinata a livello europeo - potrà sviluppare le manovre per riavviare gli investimenti e per riparare ai danni arrecati dall'attuale situazione ai redditi più bassi.
Questo disegno ci sembra coerente e non a caso stamani l'impostazione del Governo italiano di agire a livello europeo è stata sostanzialmente condivisa dall'opposizione. Si sottolinea che al momento tale azione non è stata ancora avviata, ma è evidente che, trattandosi di azioni da concertare tra Governi, si deve ricercare un accordo.
In ogni caso, l'azione del Governo italiano continua ad essere incisiva in questo senso: non si avventura - a mio avviso correttamente - in manovre frammentarie e di carattere immediato, che potrebbero essere travolte nel corso non dei giorni, ma delle ore successive, ma in questo momento tiene ferma la barra. Nella fattispecie, assesta i conti in maniera prudenziale, corregge le previsioni a ribasso del ciclo, si attrezza a questa evenienza e naturalmente si pone il problema del riavvio dello sviluppo in modo coerente con misure che anche temporalmente devono essere compiute al momento giusto.
Non c'è dubbio - diceva il senatore Nicola Rossi stamattina - che i tempi in questa vicenda sono determinanti. Siamo d'accordo al riguardo, ma non vi è dubbio che negli intendimenti del Governo la questione dei tempi è ben presente e che le azioni che individuerà saranno intraprese in un quadro di più serena situazione dei mercati finanziari mondiali e di migliore conoscenza delle misure necessarie per il breve e, soprattutto, per il medio termine.
In questo contesto ci pare di poter serenamente dare il nostro voto favorevole sia al rendiconto che alle disposizioni per l'assestamento. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).