Seguito della discussione del disegno di legge:
(1018) Conversione in legge del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario (Relazione orale) (ore 18,13)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1018.
Ricordo che nella seduta antimeridiana del 2 ottobre il relatore ha svolto la relazione orale ed è stata dichiarata aperta la discussione generale. Non essendovi altri iscritti a parlare, la dichiaro chiusa.
Ha facoltà di parlare il relatore.
MUGNAI, relatore. Signor Presidente, il relatore ha ascoltato con grande attenzione gli interventi che si sono susseguiti nella discussione generale e ritiene opportuno spendere qualche parola in merito a quanto è stato osservato in senso critico da uno solo dei colleghi intervenuti, il senatore Li Gotti, perché l'altro intervento, parzialmente dissonante rispetto al testo, ovvero quello del collega Galperti, in realtà ha sottolineato il portato positivo del provvedimento nel suo complesso e, al tempo stesso, il lavoro attento e accurato svolto in Commissione, che poi ha condotto a una serie di soluzioni migliorative del testo medesimo.
Gli assi portanti del lavoro svolto in Commissione si sono incentrati principalmente su tre aspetti.
Il primo è legato ad una migliore individuazione e specificazione del concetto di sede disagiata. Al riguardo, il relatore ritiene che la soluzione contenuta nell'emendamento presentato dal Governo, e approvato in Commissione, possa rappresentare, anche in rapporto alle proposte emendative presentate in Aula, il miglior compromesso possibile perché in effetti il provvedimento possa raggiungere i risultati sperati.
L'aver individuato quali requisiti di base non soltanto la mancata copertura dei posti messi a concorso nell'ultima pubblicazione, ma parimenti una quota di posti vacanti non inferiore al 20 per cento dell'organico (quindi una percentuale ampiamente superiore alla media di scopertura nazionale) consente, da un lato proprio per la sua flessibilità e maggiore latitudine applicativa, dall'altro in virtù della tipicità delle previsioni contenute, di poter ampliare la platea. In tal modo, peraltro, si evita che possano registrarsi quei criteri distorsivi, che invece purtroppo si sono spesso registrati in passato, anche in ragione delle modalità con le quali veniva individuato il carico di lavoro degli uffici. Ciò poteva determinare che un apparente carico di lavoro potesse poi non corrispondere realmente all'effettiva esigenza dell'ufficio, penalizzando nel contempo uffici decisamente più meritevoli.
Del resto, un riferimento troppo espresso a sedi aventi più diretto contatto con aree ad alta densità criminogena, legata a fenomeni di criminalità organizzata, sarebbe stato parimenti potenzialmente penalizzante, innanzi tutto perché le direzioni distrettuali antimafia hanno già organici largamente coperti. Ricordiamo infatti che questo provvedimento si rivolge fondamentalmente più alle esigenze della parte requirente che di quella giudicante, che se ne avvarrà in misura assolutamente residuale. In questo caso, al contrario, saremmo andati proprio ad incidere negativamente sulla sorte delle procure circondariali minori che non soltanto in quelle aree soffrono, e significativamente, di carenze di organico.
L'altro aspetto sul quale la Commissione si è lungamente soffermata, e che trova comunque un qualche riscontro in una reiterazione di proposte emendative sostanzialmente omologhe a quelle presentate in Commissione, è quello legato alla riserva di posti a favore di coloro che già in passato si sono trasferiti presso sedi disagiate, usufruendo di precedenti provvedimenti di identica natura, i quali godevano di una riserva assoluta in loro favore. Da un lato, ovviamente, vi era l'esigenza di tutelare in qualche modo le aspettative di quanti quella scelta avevano fatto confidando comunque in un domani di poter usufruire in qualche modo di un beneficio proporzionale alla loro precedente decisione, e dunque al sacrificio compiuto; dall'altro, però, vi era un'esigenza parimenti significativa.
Mantenendo una quota pari al 100 per cento, e quindi una riserva assoluta, di fatto si sarebbe andati a disincentivare altri soggetti che potevano comunque accettare il trasferimento nelle sedi disagiate e, quindi, apportare ulteriore linfa ai carenti organici delle sedi medesime.
Rivolgendomi ai colleghi che hanno presentato proposte emendative a tale riguardo, credo che l'emendamento approvato dalla Commissione rappresenti il migliore bilanciamento possibile, innanzi tutto perché introduce una sorta di riserva assoluta per tutte le sedi nelle quali i posti messi a concorso siano uno o due, ovverosia la maggior parte delle sedi in questione. Infatti, le sedi nelle quali il numero di posti supera le due o tre unità, fino ad arrivare ad un massimo di dieci, sono molto poche; quelle che superano le sei-sette unità in relazione ai posti messi a concorso si possono veramente contare sulla punta delle dita di una mano.
Quindi, in realtà, l'impianto dell'emendamento approvato in Commissione non solo garantisce sostanzialmente per la maggior parte di quelle sedi disagiate nelle quali questi posti saranno messi a concorso una riserva assoluta a favore di quanti già godevano in precedenza di questo beneficio, ma in più prevede - lo sottolineo - che, laddove i posti messi a concorso siano dispari e comunque superiori a uno o due, l'eccedenza dovuta al numero dispari vada comunque a favore dei soggetti aventi diritto.
Ciòsignifica che in ogni caso si tutelano ampiamente quanti avevano questa riserva a loro favore in precedenza, nella maggior parte dei casi in modo assoluto e comunque per le sedi più grandi, così da garantire una quota più che ampia, al tempo stesso però stimolando eventuali altri soggetti che possono avere particolari competenze ed elevata professionalità a dare a loro volta un prezioso apporto per la copertura degli organici carenti.
Vi è un'ultima questione sulla quale la Commissione si è lungamente soffermata e che ha trovato un'eco assolutamente non condivisibile nell'intervento del collega Li Gotti: far sì che le risorse che andranno a confluire all'interno del Fondo unico giustizia, come viene tecnicamente denominato dal provvedimento, siano per una riserva ragionevole comunque canalizzate e a disposizione di tutte le articolazioni nelle quali si articola il settore della giustizia.
Rispetto alla formulazione originaria - e onestamente, senza alcuna annotazione polemica, non capiscole inquietudini che hanno connotato l'intervento del senatore Li Gotti - quella finale è, a sommesso avviso del relatore, quella che più di ogni altra garantisce che effettivamente si vada in quella direzione. Infatti, anche la soluzione intermedia (che comunque lasciava una quota di riserva che poteva essere significativa al Ministero dell'economia) è stata superata con l'ultima formulazione della proposta emendativa del relatore, fatta poi propria dalla Commissione, nella quale l'intero complesso delle risorse, che sappiamo essere assolutamente rilevanti (e in questo attingo anche alle stime che lo stesso collega Li Gotti ha fatto, forte delle sue precedenti esperienze di Governo), avrà due uniche destinazioni, che in realtà sono poi strettamente correlate e concatenate l'una con l'altra: da un lato il Ministero della giustizia in tutte le sue esplicazioni, dall'altro il Ministero dell'interno per una peculiare utilizzazione delle risorse medesime. Ricordo il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime di reati di tipo mafioso.
È stata eliminata nella definitiva formulazione della proposta emendativa ogni riserva a favore del Ministero dell'economia. Il che significa che queste somme necessariamente non potranno che confluire nelle casse ed essere ripartite con una riserva minima di un terzo tra il Ministero della giustizia per tutte le sue attività e i suoi compiti istituzionali e il Ministero dell'interno, con un temperamento che, contrariamente a quanto sembra adombrare nell'unico intervento maggiormente critico il collega Li Gotti, è assolutamente di reciprocità. Infatti le esigenze urgenti in situazioni gravi ed eccezionali riguardano sia il Ministero dell'interno sia il Ministero della giustizia.
Non voglio attingere soltanto ad un criterio di ragionevolezza e verosimiglianza perché è evidente ed intuibile che mai si potrà arrivare ad un totale azzeramento dei fondi per l'uno o per l'altro Dicastero, perché ciò cozza insanabilmente, oltre che con un principio di assoluta ragionevolezza, anche con un principio di logica verosimiglianza. Ma vi è da dire che vale solo in casi urgenti, gravi ed eccezionali la tipizzazione dell'ipotesi nella quale vi possa essere uno storno a favore o dell'uno o dell'altro e non soltanto dell'uno (da intendersi in questo caso, recependo l'inquietudine del collega Li Gotti, individuato nel Ministero dell'interno). Si tratta quindi di una concorrenza di fattori che credo rappresenti di per sé la migliore garanzia che solo in codeste situazioni si debba comunque intervenire necessariamente, e non soltanto attingendo ai fondi speciali di cui stiamo parlando ma ad ogni altra possibile risorsa disponibile nel Paese.
Credo quindi che anche da questo punto di vista il lavoro svolto in Commissione con il concorso di tutti i componenti e con una fattiva attenzione dei rappresentanti del Governo possa essere considerato estremamente proficuo e un ulteriore passo in avanti. Oggi sappiamo che questi fondi, soprattutto se così ingenti come lo stesso senatore Li Gotti ha ricordato, andranno necessariamente da una parte al Ministero della giustizia e dall'altra al Ministero dell'interno per compiti che comunque geneticamente sono correlati e hanno un'interazione diretta con il Ministero della giustizia ed i suoi compiti istituzionali e comunque con il sistema giustizia nel suo complesso, con una riserva di un terzo che solo nella concorrenza di situazioni assolutamente eccezionali, tali quindi da superare non soltanto il ristretto ambito del quale stiamo parlando, potrebbe vedere una diversa ripartizione che è ragionevole ritenere non possa mai ridursi a zero.
A sommesso avviso del relatore, quindi - e in questo rivolgo un invito a una riflessione a tutti i componenti della Commissione giustizia in particolare e a tutti i colleghi presenti in Aula - il lavoro svolto è stato di particolare rilievo.
Pertanto, oltre agli emendamenti approvati in Commissione e quella parte di emendamenti che per un'ottimizzazione del testo il Governo e il relatore hanno ritenuto di presentare all'Aula, credo non abbia senso accoglierne altri, proprio perché quanto abbiamo prodotto rappresenta verosimilmente il migliore dei risultati possibili che ci permetterà finalmente di andare a coprire rapidamente e non più, come avveniva in passato, con giovani magistrati sicuramente pieni di entusiasmo ma certamente totalmente carenti di esperienza sedi che spesso presentano gravi problemi per quanto riguarda l'amministrazione della giustizia.
Ci permetterà di farlo con incentivi significativi ma parimenti sostenibili, soprattutto in una misura tale da garantire che vi possano essere elevati apporti di professionalità, proprio perché il venir meno di una riserva assoluta oltre certe quote, in particolare per quelle grandi sedi dove innegabilmente un apporto di professionalità e di esperienza maggiori possono essere importanti, potrebbe vedere fortemente motivati ad accettare il provvedimento di trasferimento magistrati esperti. Soprattutto - ripeto - il lavoro svolto ci permetterà di poter dire che oggi abbiamo fatto un significativo e concreto passo in avanti perché finalmente ciò che la giustizia ha "prodotto" in senso economico alla giustizia largamente rimanga. E se non andrà alla giustizia andrà al Ministero dell'interno per le finalità particolari indicate, che comunque sono correlate al mondo della giustizia. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, è stato già ricordato dal relatore che il provvedimento all'esame del Parlamento risponde ad esigenze di funzionalità degli uffici giudiziari segnalate da più parti: dai consigli dell'ordine degli avvocati, dagli stessi uffici giudiziari e dal Consiglio superiore della magistratura.
Il provvedimento si snoda su tre linee fondamentali: individua le sedi disagiate secondo criteri diversi da quelli fin qui adottati; non è limitato ad alcune zone territoriali d'Italia, ma si riferisce a tutti gli uffici giudiziari italiani, anche delle Regioni del Nord; individua i destinatari della disciplina di incentivo e stabilisce il trattamento riservato ai magistrati, identificando anche sedi a copertura immediata, secondo una disciplina di particolare efficacia, al fine di garantirne al più presto la copertura.
Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 18,30)
(Segue CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia). Il lavoro svolto dalla Commissione, come ha posto in evidenza il relatore, ha permesso di trovare delle soluzioni, con l'apporto fondamentale dell'opposizione oltre a quello della maggioranza, che tenessero conto di vari interessi specifici, consentendo una copertura senza incidere su diritti costituzionalmente garantiti e, nello stesso tempo, garantendo la funzionalità del sistema.
Per quanto concerne Equitalia Giustizia, il provvedimento interviene a disciplinare meglio quanto era stato già approvato da questo Parlamento nel luglio 2008. Anche in questo caso, con l'apporto di tutti i Gruppi, si è determinata una nuova disciplina rispetto all'originario testo del decreto-legge, tale da garantire una effettiva ripartizione tra Ministero dell'interno e Ministero della giustizia per soddisfare i fini istituzionali del Ministero della giustizia ed i bisogni di sicurezza del Ministero dell'interno, modificando il testo originario e garantendo così una effettiva destinazione di quei soldi che Equitalia Giustizia dovrebbe consentire di incassare al più presto.
Signor Presidente, credo che dovremmo rinviare ad un'altra seduta l'esame degli emendamenti che propongono di inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 1, non esprimendo oggi il parere sugli stessi. Occorrono, infatti, alcuni momenti di ulteriore controllo e verifica dei dati al fine di esprimere un parere che sia condiviso e nello stesso tempo fondato su elementi di fatto.
Per tale ragione, quindi, avendone già parlato con il relatore, sarebbe opportuno che noi esprimessimo il parere su tutti gli emendamenti all'articolo 1, eventualmente iniziandone anche la votazione, ma rinviando ad altra seduta l'espressione dei pareri sugli emendamenti aggiuntivi all'articolo 1.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendendo atto della richiesta del sottosegretario Caliendo di non esprimere pareri e di fermarsi all'esame e alla votazione degli emendamenti all'articolo 1, prima di procedere vorrei armonizzare i lavori della seduta in funzione di tale richiesta.
Propongo pertanto all'Assemblea di fermarci all'esame degli emendamenti all'articolo 1, anche perché successivamente intenderei convocare la Conferenza dei Capigruppo per affrontare il tema relativo all'informativa che il ministro Tremonti dovrebbe dare domani all'Assemblea. Siccome i tempi del ministro Tremonti sono molto stretti, ho bisogno che la Conferenza dei Capigruppo disciplini, regolamenti e accetti quelle che possono essere le dinamiche della comunicazione che darà domani il Governo.
Quindi, se siete d'accordo, procediamo con l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1, poi ci fermiamo e la Conferenza dei Capigruppo è automaticamente convocata immediatamente dopo.
Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito.
Invito il senatore Segretario a dar lettura dei pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti.
BUTTI, segretario. «La 1a Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Esaminati altresì gli emendamenti ad esso riferiti esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, osservando, quanto all'emendamento 1.0.100, che non appare pertinente la consultazione della Conferenza Stato-Regioni in sede di emanazione da parte del Governo del Regolamento di cui al comma 3, in ragione della materia oggetto della disposizione, da ricondursi alla competenza legislativa esclusiva statale».
«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 2.1, 2.2 (testo corretto) e 2.0.100. Esprime parere di semplice contrarietà sulla proposta 1.0.1. Esprime parere non ostativo sulle restanti proposte emendative, ad eccezione che sulla proposta 1.0.100 sulla quale il parere è rinviato».
«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sulle proposte 3.1 e 1.2/1.
Resta sospeso il parere sugli emendamenti 1.0.100, 2.1000 e 2.1000/1».
«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti 1.0.100, 2.1000, 2.1000/1, 1.0.1/1 e 2.2a/1, trasmesse dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo ad eccezione delle proposte 1.0.100, sulla quale il parere è reso a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dopo il comma 3 sia aggiunto il seguente: "3-bis. Agli oneri derivanti dai commi precedenti, pari a 7,2 milioni di euro per l'anno 2008 e a 36 milioni di euro per l'anno 2009, si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 relativa al Fondo per le aree sottoutilizzate, per un importo pari a 21,6 milioni di euro per l'anno 2008 ed a 86,4 milioni di euro per l'anno 2009 al fine di compensare gli effetti in termini di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni.", 2.1000, sulla quale il parere è reso a condizione che, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dopo la lettera b) sia aggiunta la seguente: "c) all'entrata del bilancio dello Stato" e 2.1000/1 sulla quale il parere è contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione».
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G100, che si intende illustrato, su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, avevo già rappresentato in Commissione, ma probabilmente è sfuggito, che il Governo accoglie l'ordine del giorno, ma con la seguente modifica: sostituire le parole «ad inserire gli agenti del Corpo forestale dello Stato» con le altre «a valutare l'opportunità di inserire gli agenti del Corpo forestale dello Stato». Questa indicazione era già emersa in Commissione, ma probabilmente non è stata riportata.
PRESIDENTE. Essendo accolto dal Governo, l'ordine del giorno G100 (testo 2) non viene pertanto posto in votazione.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.
Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.
Procediamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, mi limito a ritirare l'emendamento 1.1 (testo corretto).
DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, vi è stata una serrata discussione nel corso dell'esame in Commissione, con alcuni risultati positivi. Noi riteniamo che il criterio attraverso il quale viene selezionata la sede disagiata debba essere maggiormente ancorato a parametri oggettivi e non possa discostarsi da quanto in precedenza era stabilito, anche per non creare situazioni di disparità di trattamento.
Sotto questo profilo recentemente si è espressa l'Associazione nazionale magistrati (ma anche il Consiglio superiore della magistratura, se non ricordo male), paventando la possibilità di una discrasia tra situazioni precedenti che si erano create e situazioni che si verrebbero a creare con il diritto attuale, con la conseguenza che ci potrebbero essere disparità di trattamento che potrebbero farsi valere da parte dei magistrati anche nelle sedi giudiziarie.
Quindi, lo scopo dell'emendamento 1.9 è, da una parte, quello di ancorarsi a un parametro oggettivo e, dall'altro, quello di evitare un contenzioso che, da un certo punto di vista, potrebbe aggravare la situazione delle sedi disagiate piuttosto che risolverla come noi abbiamo proposto.
L'emendamento 1.6 si intende illustrato.
VALENTINO (PdL). Do per illustrato l'emendamento 1.100, mentre ricordo che l'emendamento 1.101 è stato trasformato in ordine del giorno.
COMPAGNA (PdL). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per illustrare l'emendamento 1.16 che cerca di ripristinare coerenza tra una disposizione legislativa introdotta nel luglio del 2007 e la sentenza della Corte costituzionale n. 245, anch'essa del 2007.
Di cosa si tratta? Ai magistrati ingiustamente sospesi dal servizio a causa di un processo penale conclusosi in seguito con sentenza di assoluzione, il legislatore attorno al 2003-2004 aveva assicurato o il ripristino o il prolungamento del servizio, anche al di là del limite ordinario di collocamento a riposo, per l'intero arco del periodo della sospensione ingiustamente subita. Il legislatore, invece, nel 2007 sovrapponendo ripristino e prolungamento ha determinato un'evidente contraddizione perché ha finito con rialzare il muro del settantacinquesimo anno. Questo muro ha finito così con l'essere muro di sbarramento alla partecipazione ai concorsi per il conferimento delle funzioni direttive. Ciò ovviamente pone nel nulla quanto, come dicevo, é stato affermato dalla Corte costituzionale in una sentenza del 3 luglio 2007, nella quale si dice che l'unico limite compatibile con il principio di ragionevolezza è quello che il magistrato possa assicurare la funzione alla quale aspira per una certa durata.
Per eliminare, quindi, queste contraddizioni di durata e per realizzare quella garanzia dei diritti costituzionalmente garantiti, che giustamente citava il sottosegretario Caliendo, raccomando all'attenzione dell'Aula l'emendamento 1.16.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
MUGNAI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.2/1, 1.4, 1.6, 1.8, 1.9, 1.10, 1.100, 1.11 e 1.13. Il parere è favorevole sugli emendamenti 1.2, 1.7, 1.15 e 1.16.
Esprimo, altresì, favorevole sulla trasformazione dell'emendamento 1.101 in ordine del giorno.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore, mentre per quanto concerne l'emendamento 1.101, trasformato in ordine del giorno, chiedo che venga apportata la seguente modifica: sostituire le parole «criterio di prevalenza rispetto agli altri elementi di valutazione», perché sarebbe un criterio contra legem, con le altre: «criterio di necessaria e specifica valutazione».
PRESIDENTE. Senatore Valentino, accetta le modifiche proposte dal Governo all'ordine del giorno da lei presentato?
VALENTINO (PdL). Signor Presidente, accolgo l'invito del Governo.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.100 (testo 2) non verrà posto ai voti.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.2/1.
GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.2/1, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
270 |
|
Senatori votanti |
269 |
|
Maggioranza |
135 |
|
Favorevoli |
118 |
|
Contrari |
151 |
Il Senato non approva.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.2, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4.
GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.4, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
264 |
|
Senatori votanti |
263 |
|
Maggioranza |
132 |
|
Favorevoli |
117 |
|
Contrari |
146 |
Il Senato non approva.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.6.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.6, presentato dal senatore D'Ambrosio e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
266 |
|
Senatori votanti |
264 |
|
Maggioranza |
133 |
|
Favorevoli |
116 |
|
Contrari |
148 |
Il Senato non approva.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PISCITELLI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISCITELLI (PdL). Signor Presidente, desidero solo far presente che nella precedente votazione ho erroneamente votato a favore, mentre intendevo esprimere voto contrario.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Metto ai voti l'emendamento 1.7, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.8.
GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.8, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
270 |
|
Senatori votanti |
266 |
|
Maggioranza |
134 |
|
Favorevoli |
115 |
|
Contrari |
151 |
Il Senato non approva.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.9.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.9, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
INCOSTANTE (PD). Presidente, votiamo ognuno per sé!
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
269 |
|
Senatori votanti |
268 |
|
Maggioranza |
135 |
|
Favorevoli |
119 |
|
Contrari |
149 |
Il Senato non approva.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.10.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.10, presentato dai senatori D'Ambrosio e Della Monica.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
269 |
|
Senatori votanti |
267 |
|
Maggioranza |
134 |
|
Favorevoli |
118 |
|
Contrari |
149 |
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.100, presentato dal senatore Valentino.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.11.
GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
270 |
|
Senatori votanti |
269 |
|
Maggioranza |
135 |
|
Favorevoli |
121 |
|
Contrari |
148 |
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.13.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.13, presentato dalla senatrice Della Monica e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
267 |
|
Senatori votanti |
266 |
|
Maggioranza |
134 |
|
Favorevoli |
120 |
|
Contrari |
146 |
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.15, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Ricordo che l'emendamento 1.1 (testo corretto) è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.16.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.16, presentato dal senatore Compagna.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
|
Senatori presenti |
271 |
|
Senatori votanti |
270 |
|
Maggioranza |
136 |
|
Favorevoli |
159 |
|
Contrari |
111 |
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1018
PRESIDENTE. A questo punto, proporrei di sospendere la seduta in quanto fra cinque minuti esatti si terrà la Conferenza dei Capigruppo; al termine, ne comunicheremo all'Aula l'esito. È però evidente che, accogliendo la proposta del Governo, le votazioni e l'espressione dei pareri sugli emendamenti aggiuntivi all'articolo 1 verranno rinviati alla seduta antimeridiana di domani.
CASSON (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASSON (PD). Signor Presidente, prima di sospendere la seduta vorrei soltanto invitare, così come cautamente ha fatto il Governo, ad un attento esame dell'ammissibilità dell'emendamento 1.0.100 perché, oltre che problemi di bilancio contiene problemi di legittimità costituzionale quanto all'afferenza del contenuto al testo del disegno di legge, ai tempi che sono previsti e all'urgenza, così come richiesta dall'articolo 77 della Costituzione.
PRESIDENTE. La Presidenza valuterà senz'altro questi aspetti.
Rinvio il seguito della discussione del disegno in titolo ad altra seduta.
Sospendo pertanto la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18,53, è ripresa alle ore 19,30).
Presidenza della vice presidente MAURO