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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 069 del 08/10/2008


Seguito della discussione del documento:

(Doc. LVII, n. 1-bis) Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 (Relazione orale)

Approvazione della proposta di risoluzione n. 2

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana si è conclusa la discussione ed hanno avuto luogo le repliche dei relatori e del rappresentante del Governo, che ha accettato la proposta di risoluzione n. 2. Passa quindi alla votazione.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Annuncia il voto contrario sulla proposta di risoluzione n. 2, che approva acriticamente la Nota di aggiornamento al DPEF. Tale documento, in cui sono riviste al ribasso le stime di crescita del PIL per i prossimi anni, testimonia il fallimento della politica economica del Governo, come delineata in particolare dal decreto-legge n. 112. Nonostante gli impegni assunti, non è stata ridotta la pressione fiscale, che anzi risulta aumentata in rapporto al PIL, mentre i tagli lineari alla spesa pubblica, oltre a colpire giustamente i settori improduttivi, ricadono anche su quei comparti di spesa che invece dovrebbero servire a rilanciare l'economia. In tale contesto, le famiglie italiane incontrano sempre maggiori difficoltà, oltre che per la crescita dell'inflazione e della disoccupazione, anche per gli effetti della crisi finanziaria internazionale su una realtà economica strutturalmente debole quale quella italiana. Su tale ultima questione è auspicabile che il Governo metta al corrente urgentemente il Parlamento e si adoperi a cercare ampie convergenze al fine di adottare le misure necessarie per invertire la tendenza in atto. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut e del senatore Lannutti).

MASCITELLI (IdV). La Nota di aggiornamento al DPEF conferma la positiva eredità del Governo Prodi, che ha operato sulla strada del risanamento strutturale dei conti pubblici, e mette in evidenza la fase di sostanziale stagnazione dell'economia. L'Italia è sull'orlo della recessione e tale condizione dovrebbe essere affrontata con piglio deciso dall'autorità politica, controllando lo stato di salute del sistema bancario, abbassando la pressione fiscale e migliorando la trasparenza delle istituzioni e dei prodotti finanziari. Di fronte all'aumento dell'inflazione e alla frenata della crescita, dunque, il Governo dovrebbe rivedere seriamente le sue stime e mettere in campo una politica economica che aiuti la fascia più debole della popolazione, che vede diminuire più che proporzionalmente il proprio potere d'acquisto rispetto alla media, dal momento che l'inflazione colpisce soprattutto i beni di prima necessità. Il Gruppo voterà dunque contro la proposta di risoluzione accettata dal Governo, chiedendo all'Esecutivo maggiore chiarezza e una correzione degli indirizzi di politica economica al fine di promuovere più sviluppo e maggiore equità sociale. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

GARAVAGLIA Massimo (LNP). Va accolta positivamente la recente notizia del taglio del tasso di interesse effettuato dalla Banca centrale europea, di cui si gioveranno in modo particolare le piccole e medie imprese e i commercianti. Per fronteggiare la crisi economica, a livello europeo, potrebbe essere utile anche rivedere il Patto di stabilità al fine di favorire gli investimenti. Per quel che riguarda l'intervento da attuare a livello nazionale, si registra un generale accordo sulla necessità di abbassare la pressione fiscale: tale obiettivo potrà essere conseguito grazie alla riduzione della spesa, da operare non attraverso tagli orizzontali, ma con una maggiore razionalizzazione della macchina amministrativa, che potrà discendere da una corretta attuazione del federalismo. Esso consentirà infatti di snellire la burocrazia, di offrire risorse omogenee e sufficienti per il mantenimento dei servizi pubblici essenziali, di combattere l'evasione fiscale e di responsabilizzare gli amministratori locali. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

LEGNINI (PD). Va contrastata la tesi, espressa dal sottosegretario Vegas nella sua replica, secondo cui gli obiettivi di finanza pubblica possono rimare sostanzialmente immutati nonostante il peggioramento degli obiettivi di crescita dell'economia e le conseguenze della crisi internazionale in atto. La sfiducia ad essa conseguente e la carenza di liquidità comporteranno infatti una contrazione degli investimenti e dei consumi, da cui deriverà un peggioramento dei dati macroeconomici, che rende non credibili gli obiettivi di finanza pubblica indicati. Il Governo, inoltre, non ha predisposto un'efficace politica economica anticiclica, né sembra intenzionato a sfruttare il senso di responsabilità dell'opposizione, che si è dichiarata disponibile a tracciare una strategia economica condivisa. Non ci si può infatti limitare a rassicurare i risparmiatori sulla solidità del sistema bancario, ma occorre contrastare la spirale depressiva che rischia di innescarsi nell'economia. Il Partito Democratico propone di farlo non attraverso il classico strumento keynesiano dell'aumento della spesa pubblica, non percorribile a causa dell'enorme livello del debito pubblico e dei vincoli di Maastricht, ma attraverso la riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e sulle pensioni e il rifinanziamento degli investimenti pubblici in infrastrutture materiali e immateriali, per aumentare il prodotto interno lordo e migliorare la competitività del Paese. Il Gruppo voterà pertanto convintamente contro la risoluzione della maggioranza. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

BONFRISCO (PdL). La grave crisi dei mercati finanziari in atto testimonia le colpe della politica, che si è dimostrata incapace di gestire i problemi della globalizzazione e della finanza e che ha operato in maniera corriva agli interessi dei grandi banchieri, creando nocive distorsioni nella concorrenza e nel mercato del credito. A tutto ciò si somma la mancanza di responsabilità dimostrata dalle grandi banche e l'inerzia di chi avrebbe dovuto vigilare sui mercati finanziari, impedendo il diffondersi dei prodotti derivati denunciato con forza dall'opposizione di centrodestra nella passata legislatura. La Nota di aggiornamento registra i primi segni dell'andamento negativo dei mercati azionari ed è coerente con la politica economica responsabile e prudente attuata dal Governo, che sta agendo da protagonista nello scenario interno ed internazionale per contrastare la crisi. Alla luce della situazione attuale va infatti giudicata positivamente la politica economica del Governo che, attraverso il decreto-legge n. 112, ha abbattuto i costi, riqualificato la spesa e previsto il blocco dell'utilizzo dei derivati da parte degli enti locali. Dichiara il voto favorevole del Gruppo alla proposta di risoluzione n. 2. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva la proposta di risoluzione n. 2. Sono conseguentemente precluse le proposte di risoluzione nn. 1 e 3.