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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 069 del 08/10/2008


ORDINE DEL GIORNO

G100

PARAVIA

V. testo 2

Il Senato

        premesso che:

            nell'interpellanza 2-00024, ancora priva di risposta, si rilevava che il precedente Ministro dell'Economia, On. Tommaso Padoa Schioppa, assieme al Governo Prodi, e disattendendo le obbligazioni già contratte dai singoli ministeri in materia sia di opere appaltate che di altri obblighi, con i commi 36 e seguenti, dell'articolo 3, della Legge n. 244 del 24-12-2007 (Finanziaria 2008), ha ridefinito i termini e la relativa applicazione della cosiddetta «perenzione amministrativa»;

            lo stesso comma 36 dell'articolo 3 della legge finanziaria 2008 ha determinato una riduzione, da sette a tre anni, del termine di conservazione in bilancio dei residui passivi in conto capitale. Tale disposizione è entrata in vigore il 28 dicembre 2007 e pertanto i suoi effetti si sono dispiegati su tutti i residui iscritti in bilancio al 31 dicembre 2007;

            tale provvedimento ha prodotto, per decine di migliaia di imprese, l'impossibilità di incassare correntemente le somme relative a opere eseguite, a forniture di beni e servizi, a finanziamenti per programmi di investimento e altro;

            le procedure per ripristinare i diritti delle imprese prevedono un iter tortuoso, che sembra essere stato concepito al fine di allungare ulteriormente i pagamenti: la richiesta del creditore dopo il vaglio dell'ufficio competente per territorio viene inoltrata al rispettivo ministero che dopo un primo parere di conformità della Ragioneria generale dello Stato si trasforma in una richiesta di reiscrizione in bilancio che produce la predisposizione del relativo decreto e che, dopo la firma del Ministro, viene inviata alla Corte dei Conti per la registrazione; solo dopo la restituzione alla Ragioneria dello Stato, quest'ultima lo ritrasmette al ministero competente per l'ulteriore richiesta da parte di questi, sempre alla Ragioneria dello Stato, «della materializzazione della moneta» atta a pagare le aziende, se nel frattempo non fallite;

            le piccole e medie imprese, spesso poco patrimonializzate e già colpite dall'oppressione fiscale, stanno subendo ora gli effetti perversi di Basilea 2 e quindi si trovano in crisi di liquidità;

            pende presso la Commissione Europea, a seguito di specifiche denunce di associazioni e/o aziende italiane, una procedura relativa ai lunghi tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione,

        considerato che:

            la Corte dei Conti, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2007, ha affermato che «il drastico taglio dei residui passivi è in buona parte apparente: l'eliminazione dal conto del bilancio di oltre 28.400 milioni di residui passivi, legata al nuovo regime della perenzione, non esclude che - per far fronte alle richieste dei creditori - debba essere reiscritta in bilancio una consistente quota delle relative somme, per ora trasferite nel conto del patrimonio»;

        impegna il Governo:

            ad adeguare il fondo per la riassegnazione dei residui passivi perenti per l'anno 2008, ora esaurito, al fine di poter soddisfare tutti i pagamenti da tempo scaduti;

            a prevedere, nell'ambito della manovra Finanziaria per il 2009, ulteriori interventi volti a sanare le ricadute negative delle note misure di cui al più volte citato comma 36 articolo 3 Legge n. 244 del 24-12-2007, anche mediante l'iscrizione, nell'indicato fondo, di sufficienti disponibilità;

            a semplificare l'iter procedurale finalizzato al pagamento a favore delle imprese, di somme dovute, ancorché inserite nell'elenco dei residui passivi;

            a rivedere i termini della perenzione dei residui passivi elevandoli da 3 a 5 anni.

G100 (testo 2)

PARAVIA

Non posto in votazione (*)

Il Senato

        premesso che:

            nell'interpellanza 2-00024, ancora priva di risposta, si rilevava che il precedente Ministro dell'Economia, On. Tommaso Padoa Schioppa, assieme al Governo Prodi, e disattendendo le obbligazioni già contratte dai singoli ministeri in materia sia di opere appaltate che di altri obblighi, con i commi 36 e seguenti, dell'articolo 3, della Legge n. 244 del 24-12-2007 (Finanziaria 2008), ha ridefinito i termini e la relativa applicazione della cosiddetta «perenzione amministrativa»;

            lo stesso comma 36 dell'articolo 3 della legge finanziaria 2008 ha determinato una riduzione, da sette a tre anni, del termine di conservazione in bilancio dei residui passivi in conto capitale. Tale disposizione è entrata in vigore il 28 dicembre 2007 e pertanto i suoi effetti si sono dispiegati su tutti i residui iscritti in bilancio al 31 dicembre 2007;

            tale provvedimento ha prodotto, per decine di migliaia di imprese, l'impossibilità di incassare correntemente le somme relative a opere eseguite, a forniture di beni e servizi, a finanziamenti per programmi di investimento e altro;

            le procedure per ripristinare i diritti delle imprese prevedono un iter tortuoso, che sembra essere stato concepito al fine di allungare ulteriormente i pagamenti: la richiesta del creditore dopo il vaglio dell'ufficio competente per territorio viene inoltrata al rispettivo ministero che dopo un primo parere di conformità della Ragioneria generale dello Stato si trasforma in una richiesta di reiscrizione in bilancio che produce la predisposizione del relativo decreto e che, dopo la firma del Ministro, viene inviata alla Corte dei Conti per la registrazione; solo dopo la restituzione alla Ragioneria dello Stato, quest'ultima lo ritrasmette al ministero competente per l'ulteriore richiesta da parte di questi, sempre alla Ragioneria dello Stato, «della materializzazione della moneta» atta a pagare le aziende, se nel frattempo non fallite;

            le piccole e medie imprese, spesso poco patrimonializzate e già colpite dall'oppressione fiscale, stanno subendo ora gli effetti perversi di Basilea 2 e quindi si trovano in crisi di liquidità;

            pende presso la Commissione Europea, a seguito di specifiche denunce di associazioni e/o aziende italiane, una procedura relativa ai lunghi tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione,

        considerato che:

            la Corte dei Conti, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2007, ha affermato che «il drastico taglio dei residui passivi è in buona parte apparente: l'eliminazione dal conto del bilancio di oltre 28.400 milioni di residui passivi, legata al nuovo regime della perenzione, non esclude che - per far fronte alle richieste dei creditori - debba essere reiscritta in bilancio una consistente quota delle relative somme, per ora trasferite nel conto del patrimonio»;

         invita il Governo a valutare l'opportunità di:

            adeguare il fondo per la riassegnazione dei residui passivi perenti per l'anno 2008, ora esaurito, al fine di poter soddisfare tutti i pagamenti da tempo scaduti;

            prevedere, nell'ambito della manovra Finanziaria per il 2009, ulteriori interventi volti a sanare le ricadute negative delle note misure di cui al più volte citato comma 36 articolo 3 Legge n. 244 del 24-12-2007, anche mediante l'iscrizione, nell'indicato fondo, di sufficienti disponibilità;

            semplificare l'iter procedurale finalizzato al pagamento a favore delle imprese, di somme dovute, ancorché inserite nell'elenco dei residui passivi;

            rivedere i termini della perenzione dei residui passivi elevandoli da 3 a 5 anni.

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(*) Accolto dal Governo