NESPOLI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
la Giunta regionale della Campania, mediante delibera n. 2189 del 31 dicembre 2005, ha provveduto al licenziamento in tronco del dottor Domenico Pirozzi dalle funzioni di Direttore generale degli ospedali riuniti di Salerno;
le motivazioni poste alla base del licenziamento sono risultate del tutto infondate poiché anche l'eventuale presenza del dott. Pirozzi in seno al Consiglio d'amministrazione della San Paolo Belsito non prefigurava e non prefigura motivi di incompatibilità alcuna dello stesso con l'incarico di Direttore generale di una azienda ospedaliere di altra provincia;
anche le già note, all'atto di nomina, due sentenze penali surrettiziamente, poi, citate dalla Giunta regionale della Campania (appellate e, successivamente, riformate da parte del giudice d'Appello) a carico del dottor Pirozzi (peraltro, trattasi di sentenze per le quali il Giudice aveva disposto la sospensione condizionale della pena) non cagionavano e non cagionano alcuna incompatibilità;
il dottor Pirozzi, negli anni, ha maturato ottime esperienze professionali presso il Monaldi, il Policlinico "Federico II" di Napoli e l'Azienda ospedaliera di Salerno riducendo, nei bilanci delle Azienda citate, disavanzi e sprechi per circa 6 milioni di euro a controprova, inequivocabile, dell'altissimo livello professionale e manageriale dello stesso;
le iniziative amministrative di rimozione dall'incarico del dottor Pirozzi messe in atto dalla Giunta regionale della Campania risultano, pertanto, manifestamente viziate da premesse e motivazioni del tutto in fondate, strumentali e non rispondenti ad alcuna fonte di diritto,
si chiede di sapere quali iniziative di competenza si intendono adottare al fine di verificare la legittimità degli atti compiuti dalla Giunta regionale della Campania e, altresì, porre in essere tutte le iniziative utili affinché la regione Campania, ancor prima che si prefiguri un oneroso contenzioso tra le parti, disponga l'annullamento della citata deliberazione e reintegri nell'incarico di Direttore generale dell'azienda ospedaliera "S. Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno".
(3-00261)
NESPOLI - Al Ministro delle infrastrutture e trasporti - Premesso che:
nel 1997 la società Wasteels International Italia si aggiudicò il servizio di scorta delle vetture letto dei treni internazionali di Trenitalia;
tra questi era annoverato anche il treno 286/287 Napoli - Monaco di Baviera - Napoli;
a questo si è poi aggiunto in via sperimentale, il collegamento Roma - Nizza - Roma con prolungamento a Napoli;
nel settembre 2007 TreniItalia cominciò l'affidamento del servizio espletato dalla Wasteels sul treno 286/287 alla Società DB, ovvero alle "Ferrovie" tedesche;
dopo le inevitabili procedure di mobilità del personale di Napoli si è, in fine, addivenuti finanche alla chiusura dell'unità produttiva del capoluogo campano con il trasferimento di tutto il Personale presso la sede di Roma;
dal 14 gennaio al 7 febbraio 2008 il personale veniva posto in cassa integrazione guadagni a zero ore;
il 9 aprile 2008 la Wasteels Italia apriva una nuova procedura di mobilità anche per il personale delle attività produttive di Milano e Roma;
ad oggi, e fino al 31 dicembre 2008, solamente i lavoratori dell'ex unità produttiva di Napoli non avranno alcuna possibilità di maturare un solo giorno di sevizio mentre sono impropriamente utilizzati, dalla sede di Roma, gli "addetti di bordo" in luogo degli assistenti di bordo,
si chiede di sapere quali celeri iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di affrontare e risolvere la vicenda occupazionale dei 37 lavoratori della Wasteels i quali hanno sempre garantito un'altissima professionalità nei servizi offerti e che si ritrovano, oggi, senza alcuna certezza di un'occupazione lavorativa futura.
(3-00262)
NESPOLI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
la delibera della Giunta regionale della Campania n. 601 dell'11 aprile 2008 (Bollettino Ufficiale della Regione Campania del 18 maggio 2008) circa "I criteri di riparto del fondo nazionale per le politiche sociali" ed il successivo decreto dirigenziale n. 620 del 3 luglio 2008 di "Assegnazione delle risorse agli Ambiti Territoriali" programmavano e disponevano le somme finalizzate, tra gli altri obiettivi, a lenire il disagio sociale presente nelle realtà territoriali della regione Campania;
i criteri adottati non risultano minimamente sostenere, nell'iniziativa, i territori con maggiore concentrazione urbana e densità abitativa più esposti al disagio sociale ma, anzi, li penalizzano pesantemente;
ancora una volta, ed in dispregio alla netta contrarietà espressa dalla Conferenza dei Sindaci, si è preferito privilegiare, quale parametro di riferimento di riparto delle risorse, l'estensione territoriale in luogo del più consono ed opportuno requisito delle densità di popolazione;
alla luce ed in conseguenza di tale premessa si sono verificate delle sperequazioni tali da sostanziare una sproporzione di risorse da erogare ai diversi ambiti a tutto svantaggio di quelli che comprendono pochi comuni, ma molto popolosi, distribuiti su di un territorio ristretto ove, invece, è noto, si annidano i maggiori squilibri sociali con il fisiologico e più alto numero di famiglie disagiate presenti in graduatorie per il cosiddetto "reddito di cittadinanza",
si chiede di sapere quali iniziative di competenza si intendano adottare perché si possa porre rimedio, magari inducendo a modificare la delibera della Giunta regionale ed il conseguente decreto dirigenziale citati, a tale incredibile ed evidente sperequazione ed a porre in essere ogni celere ed improcrastinabile azione tesa a porre gli ambiti territoriali nelle più favorevoli condizioni di assistenza a favore del crescente numero di famiglie attanagliate dal disagio sociale ed economico.
(3-00263)