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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 063 del 01/10/2008


ORDINI DEL GIORNO

G100 (testo 2)

LE COMMISSIONI RIUNITE

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 999, di conversione del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, recante disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi;

        premesso che,

            la crisi di Alitalia ha già danneggiato pesantemente il sistema aeroportuale milanese; il dehubbing di Malpensa ha infatti ridotto fortemente il traffico passeggeri ed ha messo in discussione il ruolo dello scalo varesino quale grande aeroporto internazionale ed intercontinentale;

            l'aggravamento della crisi e le ipotesi di soluzione in discussione hanno, inoltre, determinato minacce di forte ridimensionamento dell'aeroporto di Linate;

        ritenuto che:

            Milano e la Lombardia non possono, anche e in particolare nella prospettiva di Expo 2015, vedere declassato sia il ruolo di Malpensa che quello di Linate;

            il declassamento del ruolo di Malpensa produrrebbe un danno ingente alle prospettive di sviluppo del territorio circostante e dell'intera regione;

            la destinazione di Linate all'unico ruolo di stazione della navetta Milano-Roma porterebbe ad una competizione perdente con la nuova linea dell'alta velocità ferroviaria che dal 2009 collegherà Milano a Roma in 2 ore e 59 minuti e comporterebbe la perdita del ruolo di city airport che Linate oggi svolge proficuamente a vantaggio del sistema economico milanese e lombardo,

        impegna il Governo:

            ad attuare un piano di coordinamento degli aeroporti del Nord Italia, al fine di razionalizzare l'uso delle attuali strutture e di dare un servizio migliore ai tanti utenti della classe business e non, oggi costretti a partire da altri scali europei per raggiungere le destinazioni intercontinentali;

            a negoziare o rinegoziare il più presto possibile, anche alla luce degli effetti del protocollo «open skies» siglato da Stati Uniti e Unione europea per liberalizzare i trasporti merci e passeggeri nel cielo sopra l'oceano Atlantico, accordi bilaterali con i Paesi esteri interessati a utilizzare attivamente lo scalo di Malpensa, così da consentire a questo di ampliare il suo portafoglio voli;

            a sostenere gli investimenti finalizzati al collegamento tra la rete delle ferrovie Nord Milano e la rete ferroviaria nazionale nella stazione di Milano Centrale e al collegamento con la linea alta velocità Torino-Milano-Venezia;

            a garantire un opportuno sostegno ai lavoratori colpiti da situazioni di crisi occupazionale nel corso della complessa e difficile fase di rilancio dello scalo, partendo da un appropriato ricorso alle risorse finanziarie e agli strumenti di intervento previsti dall'ultima legge finanziaria;

            a confermare l'attuale ruolo di Linate per consentire a Milano e alla Lombardia di lavorare con successo alla preparazione di Expo 2015.

________________

(*) Accolto dal Governo

G101

MURA, STIFFONI, CAGNIN, MONTI, RIZZI (*)

Non posto in votazione (**)

Il Senato,

        premesso che,

            in data 30 marzo 2008, Alitalia ha posto in atto la decisione di non continuare a svolgere il ruolo di hub carrier sull'aeroporto di Malpensa, concentrando sull'aeroporto di Fiumicino la quasi totalità dei propri voli intercontinentali;

            tale decisione ha determinato un crollo del traffico passeggeri su Malpensa, pari a circa il trenta per cento del totale, non compensato dall'aumento dell'undici per cento dei passeggeri in transito sull'aeroporto di Fiumicino;

            tutto ciò ha significato una perdita netta di milioni di passeggeri, su base annua, i quali hanno preferito servirsi di altri aeroporti europei, con un conseguente danno per il Paese in termini di diminuzione in termini di PIL e di imposte, quantificabile in oltre un miliardo di euro;

            a seguito di tale unilaterale decisione, la SEA, insieme alla sua controllata SEA handling, ha convenuto in giudizio Alitalia, presso il tribunale di Busto Arsizio, chiedendo un risarcimento pari a 1.250 milioni di euro per danno emergente e lucro cessante;

            detto contenzioso è ancora in essere e può costituire un ulteriore aggravio per il bilancio di Alitalia;

            la scelta di Alitalia, da un lato ha penalizzato fortemente tutto il territorio dell'Italia del Nord, che si è trovata e si trova, tuttora, in parte privata della possibilità di efficaci collegamenti internazionali, dato questo ancor più dannoso oggi, atteso che Milano è stata scelta come sede di Expo 2015, con l'attesa di decine di milioni di visitatori, che giungeranno da ogni parte del mondo;

            il dubbio, espresso peraltro da molti osservatori, che questa scelta fosse stata dettata da ragioni diverse da quelle relative ad una efficace politica aziendale, è risultato suffragato dal fatto che tale decisione non ha risollevato Alitalia dallo stato di crisi in cui versa, atteso che la compagnia ha presentato comunque, in data 29 agosto 2008, ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza presso il tribunale di Roma;

            il piano industriale presentato dalla CAI SpA prevede il ritorno a Malpensa di 14 collegamenti intercontinentali su di un totale di 18, dimostrando patentemente che i voli devono essere organizzati là dove si verifica la domanda;

            in ogni caso, quale che sia la definizione della procedura relativa ad Alitalia, è necessario, al fine di non provocare ulteriori danni al Paese, consentire all'aeroporto di Malpensa di operare nel migliore dei modi al servizio della comunità, anche al fine di salvaguardare migliaia di posti di lavoro, atteso che i lavoratori di Malpensa hanno pari dignità rispetto a quelli di Alitalia;

            il fine suddetto si concretizza solo dando la possibilità ad altre compagnie nazionali ed internazionali di effettuare collegamenti con Paesi esteri;

        rilevato che:

            sono decine i vettori che hanno manifestato interesse ad effettuare nuovi collegamenti con Malpensa o ad incrementare la frequenza di quelli già esistenti;

            in base alle norme internazionali vigenti, ciò è realizzabile unicamente attraverso la stipula di nuovi accordi bilaterali tra Governi,

        impegna il Governo:

            ad attivarsi sollecitamente al fine di concludere nuovi accordi bilaterali con i Paesi delle compagnie interessate, al fine di giungere, nel tempo più breve possibile, ad una situazione di piena operatività dell'aeroporto di Malpensa.

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

(**) Accolto dal Governo

G102 (testo 2)

FILIPPI MARCO, BUBBICO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, VILLARI, VIMERCATI, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, ROSSI PAOLO, SANGALLI, SBARBATI, TOMASELLI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 999, di conversione del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, recante disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi;

        premesso che:

            l'aggravarsi della crisi Alitalia rischia di determinare un danno irreparabile per il trasporto aereo italiano, con conseguenze drammatiche per i 20.000 lavoratori coinvolti;

            la crisi di Alitalia ha prodotto e produrrà nei prossimi mesi grave pregiudizio al sistema aeroportuale italiano, coinvolgendo importanti sistemi regionali di rilievo nazionale e con pesanti ripercussioni sugli aeroporti di Roma e di Milano, città che rischiano di essere private di efficienti connessioni aeree nazionali, internazionali ed intercontinentali;

        tenuto conto che:

            il sistema turistico, vitale per l'economia italiana, ne uscirebbe pesantemente colpito;

            il sistema delle imprese verrebbe fortemente ostacolato nello sviluppo dei rapporti con i mercati mondiali,

        impegna il Governo:

            a limitare le restrizioni alla libera concorrenza allo stretto necessario per lo start-up della nuova compagnia, al fine di tutelare i diritti dei cittadini consumatori;

            a garantire che la ricerca del partner internazionale da parte di CAI avvenga secondo logiche di mercato e di profittabilità al fine di consentire il miglior sviluppo possibile del trasporto aereo italiano;

            a disporre tutti i provvedimenti necessari per affrontare la crisi occupazionale generata dalla vicenda di Alitalia nel personale degli aeroporti e nell'indotto.

________________

(*) Accolto dal Governo

G103

ARMATO, BUBBICO, FILIPPI MARCO, ANDRIA, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA, FOLLINI, INCOSTANTE, MUSI, SIRCANA, VILLARI

Accantonato

Il Senato

        in sede di esame del disegno di legge n. 999, di conversione del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, recante disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi;

        premesso che,

            Atitech è una società di rilievo internazionale, con sede a Napoli Capodichino, specializzata nella manutenzione di aeromobili quali MD 80, DC-9, B-737, A-320 e ERJ 145 e 170, non solo di proprietà di AIitaIia ma anche di altre compagnie nazionali ed estere;

            la suddetta società, nata nel 1994 a seguito della fusione di ATI con Alitalia, impiega attualmeme 750 lavoratori, fra cui operai specializzati in elettronica e meccanica, operai strutturalisti addetti ad interventi sulle cellule degli aerei e tecnici addetti all'addestramento, che nel loro insieme formano una struttura con professionalità in grado di garantire la piena efficienza dei velivoli sui quali intervengono;

            Atitech ha raggiunto un livello di professionalità e capacità di intervento riconosciute a livello internazionale tale da consentirle non solo di offrire servizi di manutenzione globale, ma anche di pianificazione della gestione tecnica della flotta e di soddisfare le varie esigenze delle compagnie aeree;

            l'Atitech, insieme ad altre imprese operanti nell'indotto del settore del trasporto aereo, fa parte del Polo aeronautico campano, che rappresenta uno dei distretti industriali di maggior prestigio della Campania e del Mezzogiorno;

            considerato che l'aggravarsi della crisi Alitalia rischia di determinare un danno irreparabile per tutto il settore del trasporto aereo italiano, con conseguenze drammatiche anche per società altamente specializzate come Atitech e per i lavoratori da questa impiegati;

            nel mercato europeo ed extracomunitario vi sono pochi poli manutentivi con un livello qualitativo paragonabile a quello offerto dal Polo aeronautico campano, assolutamente competitivo e idoneo ad attrarre commesse da tutti i paesi, soprattutto del Mediterraneo;

        impegna il Governo:

            a promuovere una forte iniziativa volta ad includere l'Atitech nel perimetro industriale della nuova compagnia di bandiera in via di formazione e a garantire il mantenimento in servizio di tutti i lavoratori da questa impiegati;

            a disporre tutti i provvedimenti necessari per rilanciare il Polo aeronautico campano, messo in crisi dalla recente vicenda di Alitalia.