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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 058 del 17/09/2008


Per un'informativa urgente del Governo sul recente accordo Italia-Libia
e sulla crisi dei mercati finanziari

PRESIDENTE. I senatori Barbolini e Lannutti hanno chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori. Prego i colleghi, ove possibile, di rinviare il loro intervento a conclusione dell'esame del primo punto all'ordine del giorno. In sede di Conferenza dei Capigruppo si è infatti deciso di concentrare i tempi della discussione in modo da venire incontro ad esigenze di carattere istituzionale del Ministro degli affari esteri che lo costringeranno a lasciare l'Aula fra un'ora e mezzo o al massimo due ore.

BARBOLINI (PD). Signor Presidente, in realtà il mio intervento non supererà il minuto e mezzo. Se mi concede la parola, avrò modo di spiegare le motivazioni connesse alla necessità di intervenire ora.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARBOLINI (PD). La ringrazio, Presidente. Ho insistito ad intervenire ora, alla presenza del ministro degli affari esteri Frattini perché, nell'incontro del 29 agosto scorso tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il colonnello Gheddafi, si è firmato un trattato di amicizia e cooperazione che chiude - si spera - un lungo periodo di problematicità nelle relazioni tra Libia e Italia.

Èun fatto positivo, che tuttavia non pare ricomprenda la questione del risarcimento spettante alle imprese italiane che hanno operato in Libia nel dopoguerra ed i cui beni sono stati confiscati o sequestrati negli anni Ottanta e Novanta dalle autorità libiche per motivi puramente politici.

Per la soluzione della questione, che - lo sottolineo - registra una comunanza di sensibilità di maggioranza e opposizione, già nella scorsa legislatura e in questa sono incardinati disegni di legge che hanno raccolto le sollecitazioni dell'AIRIL, l'Associazione italiana per i rapporti italo-libici, per un atto di risarcimento e giustizia.

Cogliendo l'occasione di questo dibattito e confidando nella sua sensibilità, signor Presidente, sollecito il Governo a riferire in Aula o in Commissione - so che si ipotizza per il 6 ottobre - se tale questione è affrontata e come nel trattato e, in ogni caso, se lo stesso Governo intenda contribuire attivamente - come auspico - al varo del provvedimento bipartisan di cui si è avviato l'iter parlamentare. Signor Presidente, sarebbe grave se, mentre si apre una nuova fase di rapporti con la Libia, non trovasse spazio l'attenzione verso connazionali che avevano meritoriamente esportato attività imprenditoriali in Libia e ne hanno inopinatamente ricavato danni economici oltre che traversie personali e familiari.

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, di fronte al crac della Lehman Brothers (abbiamo visto quello che sta succedendo negli Stati Uniti: il crac del secolo, oltre 460 miliardi di dollari), non è vero che i risparmiatori italiani siano immuni, come afferma il Governatore della Banca d'Italia, perché ci sono risparmiatori che sono coinvolti, che avevano in mano quei titoli, oltre ai fondi pensione, oltre al Tesoro che, secondo un'agenzia, la Bloomberg, sarebbe esposto in un miliardo di euro in derivati della Lehman Brothers. Sappiamo che erano le banche di riferimento del Tesoro, insieme a Goldman Sachs, a JP Morgan e Merrill Lynch.

Signor Presidente, con il suo permesso, vorrei sapere se è possibile che il Ministro dell'economia venga in Aula a rassicurare i risparmiatori, perché questo crac incide su lacrime e sangue delle famiglie, sui mutui, sull'Euribor che aumenta, e la responsabilità ancora una volta è delle banche centrali e di quella peste del XXI secolo denominata "derivati".

Termino il mio intervento, signor Presidente, con un dato: l'economia reale è misurata dal prodotto interno lordo, 55.000 miliardi di dollari, quello prodotto da tutto il mondo; i prodotti derivati non iscritti in bilancio sono qualcosa come 800.000 miliardi di dollari. (Applausi del senatore Peterlini. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Senatore Lannutti, la Presidenza si fa carico della sua richiesta, confidando sulla certezza che in occasione della prossima Conferenza dei Capigruppo sia formalizzata anche in quella sede. Lì avremo la presenza del Ministro per i rapporti con il Parlamento, al quale potremo chiedere la disponibilità del Governo.