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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 058 del 17/09/2008


CONTINI (PdL). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, la capacità di intervento tempestivo dimostrata per la crisi georgiana e la disponibilità ad agire con concretezza ci ha offerto la grande possibilità di ospitare la Conferenza internazionale di novembre che farà seguito al Summit di Ginevra. È un appuntamento importante che servirà anche a dimostrare le potenzialità dell'Italia nella negoziazione internazionale.

Ritengo che vada mantenuta ferma la nostra posizione, già chiaramente emersa nel quadro europeo, di individuare le soluzioni idonee alla crisi in atto coinvolgendo tutti i soggetti, compresa la Russia, pur riaffermando tutti i principi di legalità a partire dal principio di diritto internazionale sulla intangibilità delle frontiere. La Russia è un interlocutore indispensabile per l'Europa; l'Italia deve adoperarsi anche perché possa riprendere il ruolo di partner esterno della NATO e compartecipare senza conflittualità ai riequilibri nell'area caucasica.

Per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, l'Italia è un attore internazionale di primo piano nell'area e, come tale, è opportuno che indirizzi la sua politica anche verso le realtà mediterranee più complesse e travagliate, come quella del Corno d'Africa e, in particolare, della Somalia.

La stabilizzazione di quella regione, oggi zona franca per il terrorismo ed altre forme di criminalità, aggiungerebbe un importante tassello alle strategie di sicurezza internazionale. L'attentato terroristico all'ambasciata degli USA nello Yemen, sta a dimostrare quanto ancora sia agguerrito il terrorismo internazionale.

Nel quadro geopolitico del Medio Oriente, ove l'Italia non abbandonerà il ruolo sempre svolto per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese, vanno considerate con la debita attenzione anche le relazioni che l'Iran sta rafforzando con i Paesi del Maghreb, la Libia, la Tunisia, la Siria, e da ultimo anche con la Russia, nonostante le divergenze sul programma nucleare iraniano. Sarebbe estremamente pericoloso il determinarsi di un nuovo fronte antioccidentale e che il Medio Oriente possa diventare teatro di una seconda guerra fredda.

Si ritiene che in questa fase in cui si stanno determinando i nuovi equilibri mondiali, l'Italia, all'interno del saldo legame di alleanza ed amicizia con gli Stati Uniti e del quadro comune dell'Unione europea, debba ritagliarsi un ruolo che si dimostri rilevante per impedire il congelamento di posizione e la formazione di blocchi contrapposti. La politica estera si presenta, alla luce di quanto sottolineato, un asse portante dell'azione di Governo per i prossimi anni.

Signor Ministro, grazie per l'intervento, al quale aderisco per la piena condivisione sul rilancio della nuova politica estera italiana. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alia. Ne ha facoltà.