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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 058 del 17/09/2008


MARTINAT, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Signora Presidente, con la mozione in esame viene affrontata la questione dell'apertura del mercato del gas a nuovi soggetti, al fine di rompere il monopolio esistente nel settore e favorire lo sviluppo della concorrenza e viene chiesta la costituzione della borsa del gas, per favorire gli utenti finali. Tali tematiche consentono di esprimere, anche in questa sede, le valutazioni e gli intendimenti del Governo al riguardo.

Per quanto concerne la costituzione della borsa del gas, si precisa che il Ministero dello sviluppo economico concorda, pienamente, sull'opportunità di sviluppare una borsa del gas naturale in Italia, intesa come luogo o mercato centralizzato, dove siano concentrate, al fine di facilitarne gli scambi, la domanda e l'offerta.

Nel precisare che è intendimento del Ministero adottare tutte le misure e le iniziative necessarie per promuovere concretamente l'avvio di tale borsa, si fa osservare, tuttavia, che per la realizzazione della borsa del gas è necessario favorire l'attuarsi di alcuni presupposti, tra i quali: poter disporre di un'adeguata offerta; poter disporre di adeguate infrastrutture; poter disporre di nuove capacità di stoccaggio.

Relativamente alla necessità di disporre di un'adeguata offerta, si fa presente che un'adeguata disponibilità dell'offerta e liquidità delle forniture di gas è, attualmente, molto limitata in relazione all'effettiva capacità delle infrastrutture del sistema del gas sia per quanto riguarda l'approvvigionamento (produzione e importazione) che lo stoccaggio.

Occorre, altresì, far presente che, per assicurare al sistema del gas un'evoluzione rispetto all'attuale mercato regolamentato per l'effettiva costituzione della borsa del gas, sono necessari due requisiti base: un'eccedenza della quantità di gas offerta rispetto alla domanda ed una pluralità di soggetti venditori, il cui numero stimoli la concorrenza necessaria anche a contenere i prezzi.

Al riguardo, si precisa che, a seguito delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 23, della legge n. 239 del 2004, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha già adottato un programma di interventi per giungere ad un mercato centralizzato del gas naturale mediante la delibera n. 22 del 2004. In base a tale delibera, in Italia già opera il punto di scambio virtuale (PSV), costituito da una piattaforma informatica operante sulla rete di trasporto della società Snam Rete Gas, gestore della rete di trasporto nazionale, ove è possibile effettuare scambi bilaterali di gas.

L'attuale volume di scambi al PSV risulta pari a circa 1,2 miliardi di metri cubi al mese, frazionati in migliaia di transazioni, rispetto ad un consumo annuale di circa 85 miliardi.

Al fine di facilitare il percorso di evoluzione del PSV verso un mercato centralizzato, il Ministero dello sviluppo economico ha emanato due decreti. Con il primo decreto del 12 luglio 2007 il Ministero ha disciplinato l'obbligo di offerta al PSV di una parte delle aliquote del prodotto della coltivazione di giacimenti di gas che ciascun titolare è tenuto a corrispondere allo Stato. Con il secondo decreto del 19 marzo 2008 è stato stabilito l'obbligo dell'offerta al PSV di una quota delle importazioni di gas da Paesi non appartenenti all'Unione europea - praticamente tutti - relative a nuove autorizzazioni, variabile dal 10 al 5 per cento a seconda del Paese di produzione e della durata del contratto.

Le quote relative alla produzione nazionale di gas dovrebbero comportare un'offerta annuale al PSV pari a circa 250 milioni di metri cubi, mentre per le importazioni è prevista un'offerta di circa 1,2 miliardi annui.

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas, proseguendo il percorso già delineato, ha pubblicato il 19 giugno 2008 un documento di consultazione nel quale propone alcune soluzioni da adottare, anche in relazione alle modalità attuative dei due citati decreti, al fine di trasformare il PSV in una piattaforma organizzata di scambio del gas.

Il Ministero ritiene che sia necessario integrare i due decreti sopra citati con una serie di indirizzi e criteri sull'ulteriore evoluzione di tale piattaforma «organizzata» verso una borsa del gas. Per tale borsa occorrerà anche individuare un soggetto indipendente, dotato delle adeguate capacità tecniche e finanziarie, tenuto anche conto della necessità di assicurare la presenza di un servizio di copertura dai rischi di controparte, che, nel caso del gas, possono assumere livelli estremamente elevati, considerato che, diversamente dal sistema elettrico, quello del gas si basa per l'87 per cento sulle importazioni dall'estero e non su una produzione nazionale.

L'attuale situazione del sistema del gas, che non consente di disporre di sufficiente liquidità per sviluppare efficacemente una borsa, appare, comunque, destinata ad evolversi positivamente. Infatti, per quanto riguarda la necessità di disporre di adeguate infrastrutture, secondo i presupposti indicati, si precisa che per le infrastrutture di importazione saranno attivi, a partire dal prossimo ottobre, il potenziamento del gasdotto di importazione di gas dall'Algeria (TTPC) e quello di importazione dalla Russia (TAG).

È prevista, inoltre, la realizzazione di nuovi gasdotti, fra i quali quelli in fase di sviluppo più avanzato sono il GALSI dall'Algeria via Sardegna e l'ITGI dai Paesi del Caspio via Turchia e Grecia, la cui operatività è comunque prevista intorno al 2012.

È anche prevista l'entrata in esercizio, nei primi mesi del 2009, del terminale di rigassificazione di GNL al largo di Rovigo, cui si potranno aggiungere nei prossimi anni ulteriori progetti di terminali di rigassificazione, fra i quali quello in costruzione al largo di Livorno. E forse, senatore Morando, se non avessimo perso due anni di tempo, qualche altro rigassificatore avrebbe potuto partire (lo dico a mo' di battuta, come considerazione a latere). (Commenti del senatore Morando).

Anche il terzo dei citati presupposti, la necessità di disporre di nuove capacità di stoccaggio, è da considerarsi elemento necessario per un efficiente funzionamento di una borsa del gas. Le attuali capacità di stoccaggio sono sufficienti per la sola tutela del mercato civile e non consentono un uso commerciale dello stoccaggio stesso.

La situazione è però destinata a evolversi positivamente, ma in maniera più lenta rispetto all'apporto dei gasdotti. Sono, infatti, in corso di completamento alcune complesse procedure autorizzative, dove si è resa obbligatoria la valutazione di impatto ambientale e secondo le più recenti disposizioni del decreto legislativo n. 4 del 2008, per la conversione in stoccaggio di giacimenti di gas naturale esauriti. In particolare, è in fase di ultimazione il procedimento per il conferimento di una nuova concessione nella Regione Emilia-Romagna per lo stoccaggio di gas naturale nei giacimenti di San Potito e Cotignola, che entrerà in esercizio, prevedibilmente, nel 2012.

Essendo state ultimate favorevolmente le procedure di valutazione di impatto ambientale molto velocemente, il Ministero si attiverà anche per conferire entro sei mesi dalla presentazione del progetto definitivo una concessione nella Regione Molise per l'utilizzo del giacimento di Sinarca, con una capacità di 320 milioni di metri cubi, e un'ulteriore concessione nella Regione Lombardia per stoccare fino a 800 milioni di metri cubi di gas naturale nel giacimento di Cornegliano.

Ulteriori progetti di potenziamento di impianti di stoccaggio esistenti, già valutati favorevolmente dal Ministero, sono all'attenzione della Commissione VIA per le concessioni esistenti di Settala, in Lombardia, e Collalto, nel Veneto.

Per quanto sopra illustrato, si può affermare che l'aumento della disponibilità e della liquidità di gas derivante dalle realizzazione di tali infrastrutture porrà le premesse per lo sviluppo della borsa del gas e sarà determinante per lo sviluppo della concorrenza nel settore del gas e il superamento della situazione di assetto tuttora quasi monopolistico del mercato, con l'ingresso di nuovi operatori sul mercato, nonché degli stessi Paesi produttori.

Con riferimento all'assetto del mercato del gas si fa presente quanto segue.

Nell'ultimo Consiglio energia, svoltosi a Lussemburgo lo scorso 6 giugno, è stato sottoposto all'esame dei Ministri europei dell'energia il pacchetto legislativo sulla liberalizzazione del mercato interno dell'energia.

Nel corso del dibattito sulla questione relativa alla separazione effettiva tra i soggetti gestori delle reti di trasporto e i soggetti produttori/importatori/venditori di elettricità o gas, oltre i due sistemi di separazione proposti originariamente dalla Commissione (separazione proprietaria e separazione tra proprietà e gestione), si è sviluppata la cosiddetta terza opzione, proposta da Francia e Germania, Paesi contrari alla separazione proprietaria.

Tale opzione consiste nel consentire a una impresa verticalmente integrata nel settore energetico di mantenere il controllo della società di gestione delle reti, ma introducendo una complessa serie di modalità operative di gestione e controllo sull'operato di quest'ultima (poteri di voto nel consiglio di amministrazione, regime di incompatibilità, monitoraggio da parte dei regolatori, obbligo di piani di potenziamento trasparenti, eccetera) che dovrebbero garantire un suo funzionamento nei confronti del mercato equivalente a una separazione proprietaria.

Si sono, pertanto, formati due gruppi di Paesi, il primo dei quali, più a favore della liberalizzazione, ritiene che la terza opzione, complessa e di difficile verifica, sia accettabile solo a queste tre condizioni: che sia considerata come una deroga alle due soluzioni originarie; che sia introdotta solo per il settore del gas, considerato che esso è più critico a livello europeo e ad un meno avanzato stadio di liberalizzazione; che si proceda entro un termine ragionevole a una revisione delle direttive in caso tale sistema si riveli poco efficace.

I Paesi contrari alla separazione proprietaria ritengono, invece, che le tre modalità di separazione siano del tutto equivalenti e che, pertanto, la terza via possa essere applicata anche al settore elettrico e che la revisione possa essere compiuta dopo cinque anni.

L'Italia, nel negoziato ancora in corso, potrà accettare anche la terza opzione corredata da una serie di garanzie che assicurino una effettiva indipendenza dei soggetti che gestiscono le reti energetiche, considerato anche che l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha già emanato alcune delibere che hanno introdotto un sistema di separazione gestionale sostanzialmente analogo alla terza via.

Signora Presidente, in merito agli impegni posti dalla mozione in oggetto, dopo le modifiche sostanziali che hanno investito soprattutto la seconda parte, il Governo si dichiara favorevole ad entrambi i punti. Infatti, il primo, inerente la borsa del gas, trovava il Governo sostanzialmente d'accordo, anche se avremmo preferito inserire: «potenziando il sistema delle infrastrutture», come avevo detto nel mio intervento; il Governo si dichiara altresì favorevole al secondo punto, così come è stato rimodulato complessivamente.