D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, intanto vorrei ringraziare il collega Villari per averci sottoposto questa mozione che noi, come Unione di Centro, sottoscriviamo e voteremo perché riteniamo sia importante che il Parlamento si occupi delle liberalizzazioni vere. Credo che il processo relativo alla liberalizzazione del mercato del gas sia troppo lento. Il fatto di parlare di una direttiva comunitaria che risale al 1998 e che, pur essendo stata recepita nel 2000, a distanza di dieci anni ancora non trova piena e compiuta attuazione sul territorio nazionale ci fa riflettere su come il sistema delle liberalizzazioni sia male interpretato nel nostro Paese.
Neldibattito svoltosi in precedenza sull'informativa del ministro Frattini in materia di politica estera del Governo ci si è soffermati sulla crisi del Caucaso.
Il tema del conflitto in quell'area geografica è proprio il monopolio energetico. Noi dipendiamo dalla Russia, la quale ha la necessità di controllare tutte le vie di comunicazione e di trasporto del gas in Europa perché così diventa il soggetto unico monopolista che può determinare il prezzo del gas. Stessa identica cosa le famiglie italiane hanno subito e subiscono con l'aumento del prezzo del petrolio. Ora, l'idea dell'introduzione della borsa del gas va invece nel senso totalmente opposto, cioè va nel senso di introdurre nel nostro Paese un sistema che pare abbia cominciato a funzionare con la Borsa elettrica e che consente di dare un po' di respiro alle famiglie italiane.
Signor Presidente, qualche sera fa il presidente del Consiglio, l'onorevole Berlusconi, in una trasmissione televisiva, intervistato sui problemi del carovita, ha affermato che il Governo non può intervenire e non può regolare il prezzo dei beni di consumo perché questi obbediscono alla logica corretta del mercato della domanda e l'offerta. Pertanto, poiché non siamo statalisti e poiché il nostro non è un Paese di tradizione sovietica, non possiamo intervenire fissando noi il prezzo del pane e dei generi di prima necessità. Però possiamo intervenire in altro modo e questo è uno dei modi in cui dovremmo intervenire, ossia creando condizioni di libero mercato per abbassare il livello delle bollette e delle tariffe che, per servizi di questa natura, di approvvigionamento energetico ad esempio, ma non solo, i cittadini italiani pagano.
Presidenza della vice presidente BONINO (ore 18,13)
(Segue D'ALIA). Questo è un modo molto semplice, al quale dovremmo associare ad esempio un discorso diverso sulle liberalizzazioni per quanto riguarda le società partecipate dagli enti locali, cioè dovremmo cominciare ad immaginare che l'unico strumento che abbiamo per una reale ed autentica politica del reddito nel nostro Paese è quello di introdurre finalmente un sistema di liberalizzazioni che almeno renda il cittadino consumatore meno onerato del costo e dei prezzi che è costretto a pagare, così come le famiglie italiane.
Certamente, vedendo ad esempio la vicenda Alitalia, non ci sembra che si vada in questa direzione. Ci auguriamo che il voto unanime del Senato sulla mozione in esame possa essere uno stimolo forte perché questa idea di un neostatalismo compassionevole del ministro Tremonti sia abbandonata, per concentrarci invece sui problemi seri che riguardano le famiglie italiane. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD, e IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà.