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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 058 del 17/09/2008


 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del presidente SCHIFANI

 

La seduta inizia alle ore 16,08.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta del 2 settembre.

 

Comunicazioni della Presidenza

 

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

 

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,09 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sull'onorificenza attribuita al senatore di diritto e a vita Oscar Luigi Scalfaro

PRESIDENTE. Rinnova gli auguri per il novantesimo compleanno al senatore di diritto e a vita Oscar Luigi Scalfaro, al quale ha conferito oggi una medaglia in onore del genetliaco, alla presenza Presidente della Repubblica e di altri autorevoli rappresentanti delle istituzioni. (Applausi).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. Comunica che in data 16 settembre il Governo ha presentato il disegno di legge n. 1018, di conversione del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario.

Per un'informativa urgente del Governo sul recente accordo Italia-Libia

e sulla crisi dei mercati finanziari

BARBOLINI (PD). Sollecita un intervento del Governo per chiarire se il positivo trattato di cooperazione tra Italia e Libia, siglato alla fine di agosto, prevede il risarcimento degli imprenditori italiani che hanno subito espropri per ragioni politiche durante gli anni Ottanta e Novanta.

LANNUTTI (IdV). Chiede un intervento del Ministro dell'economia sulle possibili ripercussioni del fallimento della banca d'affari statunitense Lehman Brothers, che non sembra privo di conseguenze per il Tesoro e per i risparmiatori italiani. (Applausi del senatore Peterlini. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. La questione sarà affrontata nella prossima Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Calendario dei lavori dell'Assemblea

PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al programma dei lavori fino al mese di novembre ed al calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo dal 17 settembre al 2 ottobre. (v. Resoconto stenografico)

Informativa del Ministro degli affari esteri sui più recenti sviluppi della situazione politica internazionale e conseguente discussione

FRATTINI, ministro degli affari esteri. In relazione alla crisi del Caucaso, il Governo italiano ha sostenuto un'azione comune europea volta a garantire il rispetto delle regole del diritto internazionale, a difendere l'integrità territoriale della Georgia, a stabilizzare la regione e a sottrarla alla logica anacronistica delle sfere d'influenza, ma ha anche operato attivamente per evitare il ritorno ad un clima da guerra fredda, considerando la Federazione russa un partner internazionale di fondamentale importanza, la cui collaborazione è indispensabile per la stabilizzazione dell'Afghanistan, per la pacificazione del Medio Oriente e per il negoziato con l'Iran sul nucleare. In occasione della missione di Tiblisi e della visita a Mosca il Governo italiano ha ricevuto apprezzamento sia per aver contribuito in misura considerevole agli aiuti umanitari in Georgia sia perché la linea equilibrata sostenuta, contraria all'interruzione delle relazioni e a eventuali sanzioni nei confronti della Russia, è stata condivisa a livello europeo. L'Italia sostiene la proposta di un'indagine internazionale e partecipa alla missione europea che deve vigilare sul rispetto di due punti essenziali, il ritiro delle truppe russe dall'area di sicurezza e il non uso della forza da parte georgiana, e contribuirà ulteriormente organizzando a Roma una conferenza internazionale il 13 novembre prossimo. Nell'immediato futuro occorre inoltre avviare la Conferenza di Ginevra per la sicurezza dell'area e per l'emergenza rifugiati e impedire che si interrompano i negoziati sull'accordo di partenariato tra Russia e Unione europea. L'avvicinamento della Georgia all'Europa è positivo ma l'ingresso nell'Unione presuppone una maggiore apertura dei mercati e un'incisiva lotta alla corruzione. Sulla questione mediorientale, il Governo sostiene la prosecuzione dei negoziati tra palestinesi e israeliani e, per fugare le inquietudini legate alle elezioni statunitensi e al confronto interno tra Abu Mazen e Hamas, auspica che i punti di accordo già raggiunti siano formalizzati. Il ruolo svolto dalle truppe italiane all'interno della missione in Libano, che è stata prorogata di un anno, ha avuto un importante riconoscimento così come in Iraq è stato apprezzato il lavoro di addestramento delle forze di polizia. Il processo di riconciliazione nazionale in Libano deve essere accompagnato dall'apertura di un negoziato diretto con Israele e l'Italia opera affinché la Siria assuma un ruolo politico positivo abbandonando la posizione di appoggio acritico all'Iran. L'accordo di amicizia e cooperazione stretto con la Libia ha l'obiettivo di eliminare il contenzioso per aprire una nuova fase di relazioni bilaterali. Mentre sono stati già affrontati i temi della lotta all'immigrazione clandestina e del rafforzamento del partenariato energetico ed economico, il tema dei crediti vantati dalle aziende italiane sarà affrontato in un negoziato parallelo per ottenere esiti più favorevoli. Il Governo conferma tuttavia l'impegno a trovare una soluzione adeguata, che contempla anche l'approvazione di un legge nazionale. In relazione alla polemica sull'articolo del trattato che esclude l'utilizzo dei territori per atti ostili nei confronti dell'altra parte, è già stato precisato che il riferimento alla legalità internazionale fa salvi tutti i trattatati multilaterali sinora sottoscritti dall'Italia e che in ogni caso riferimento alla NATO è improprio, visto il carattere difensivo dell'Alleanza atlantica. Appare preoccupante la situazione dell'Afghanistan, dove si registra un incremento degli attacchi talebani: occorre rafforzare i progressi finora compiuti, sostenere la leadership afghana, vigilare sulle elezioni presidenziali e parlamentari che si terranno nei prossimi due anni, favorire un maggiore coordinamento tra i contingenti che partecipano alla missione militare e stabilizzare l'area ai confini con il Pakistan. In relazione alla prossima riunione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Governo italiano, che parteciperà alla seduta del Consiglio di sicurezza dedicata alla prevenzione dei conflitti, con particolare riferimento all'Africa, continua ad essere favorevole ad una riforma complessiva delle istituzioni dell'ONU. Infine, sul piano europeo, è prevedibile che il Trattato di Lisbona non entri in vigore prima delle elezioni europee del 2009 a causa delle difficoltà che si sono manifestate in Irlanda, Repubblica ceca e Polonia. Le priorità politiche sono costituite comunque da intese sulla politica energetica, sull'immigrazione e sulla sicurezza e la difesa comuni. (Applausi dai Gruppi PDL, LNP, PD e del senatore Astore).

 

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del ministro Frattini.

BRICOLO (LNP). Il Gruppo della Lega è favorevole all'accordo siglato con la Libia il 30 agosto scorso in quanto esso, ancorché piuttosto oneroso per l'Italia, garantirà al Paese adeguate forniture di gas e petrolio e contribuirà alla lotta all'immigrazione irregolare. Esso sarà tuttavia da ritenersi valido solo nella misura in cui la Libia rispetterà pienamente e con serietà l'impegno a contrastare i flussi migratori diretti verso l'Italia; per tale ragione, invita il Ministro a riferire periodicamente alle Camere in ordine all'osservanza dell'accordo. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

Presidenza del vice presidente NANIA

BONINO (PD). I più recenti avvenimenti internazionali testimoniano l'esigenza di operare all'interno di una solida dimensione europea, la quale rappresenta il solo strumento per affrontare in modo serio e costruttivo i problemi che si pongono all'orizzonte. Non appare infatti convincente la linea adottata dalla Russia la quale, nell'ambito di una politica estera fondata unicamente su rapporti bilaterali, ha deciso di non trattare con l'Europa in occasione della crisi georgiana. Invita pertanto il Governo ad attivarsi per dare nuovo impulso al processo di integrazione comunitaria, specie sul versante delle politiche dell'energia, dell'immigrazione e della difesa. (Applausi dal Gruppo PD).

CONTINI (PdL). La Conferenza internazionale di novembre rappresenta un'importante opportunità per l'Italia e nel corso di essa il Governo dovrà adoperarsi al fine di individuare le soluzioni atte a risolvere la crisi georgiana, difendendo il rispetto della legalità internazionale ma favorendo il coinvolgimento attivo della Russia, la quale rappresenta un interlocutore indispensabile per l'Europa. L'Italia, in quanto attore internazionale di primo piano nell'area mediterranea, dovrebbe inoltre indirizzare la propria politica estera verso le realtà più complesse, come quella del Corno d'Africa, senza al contempo abbandonare il ruolo da sempre svolto nella risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Richiama infine l'attenzione del Governo sulle relazioni che l'Iran sta rafforzando con la Russia e con alcuni Paesi del Maghreb, ritenendo estremamente pericoloso il determinarsi di un nuovo fronte antioccidentale. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). In ordine alla crisi del Caucaso, destano preoccupazione la debolezza dimostrata dall'Europa nella sua politica estera comune e il comportamento della Russia la quale, riconoscendo le due Regioni secessioniste e firmando con esse degli accordi militari, appare intenta a favorire nei Paesi confinanti la nascita di Governi filorussi e ad attentare all'integrità territoriale di quegli Stati che non si piegano alla sua politica. È pertanto opportuno che l'Italia si adoperi per rendere più forte ed autorevole la politica dell'Unione europea, consolidando al contempo il legame con gli Stati Uniti e rafforzando il proprio ruolo nell'ambito della NATO. E' encomiabile lo sforzo che l'Italia sta compiendo per contribuire alla pacificazione nell'area mediorientale ed è da considerarsi positivo il risultato negoziale raggiunto con la Libia, che ha un ruolo indispensabile per il contrasto all'immigrazione clandestina, posta tuttavia l'esigenza di un più forte intervento dell'Unione europea nel regolamentare e controllare i flussi migratori. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).

PEDICA (IdV). Invita il Governo ad approfondire le cause politiche ed economiche sottese al conflitto georgiano, il quale non rappresenta una semplice dimostrazione di forza da parte di Mosca ma la messa in atto di una strategia volta a ricreare una zona di influenza russa nella regione. Di fronte a questa ed alle altre rilevanti questioni internazionali, è auspicabile che nel futuro l'Europa operi in modo più compatto ed univoco. In occasione del conflitto nel Caucaso l'Europa non è stata infatti in grado di esprimere con forza una posizione condivisa ed è probabilmente questa la causa per cui si è giunti ad una soluzione non pienamente soddisfacente, posto che in forza dell'accordo sottoscritto l'8 settembre scorso gli osservatori civili europei che si stanzieranno in Georgia saranno di fatto i testimoni dell'istituzionalizzazione del controllo russo su parte del territorio della repubblica caucasica. Stigmatizza infine il comportamento del Presidente del Consiglio il quale, oscurando l'intera struttura diplomatica e scavalcando il Parlamento, attua una gestione personalistica ed improvvisata della politica estera. Criticabile è anche l'esito delle trattative con la Libia: l'ammontare delle risorse che verranno trasferite a Tripoli è ingiustificato ed inopportuno, nel momento in cui il Governo scarica sui lavoratori il peso del risanamento dei conti pubblici. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

DIVINA (LNP). La recente crisi in Georgia è conseguenza diretta della dissoluzione dei Paesi comunisti dell'Europa dell'Est e degli avvenimenti che hanno coinvolto i Balcani: il precipitoso riconoscimento dell'indipendenza kosovara, caldeggiato dagli Stati Uniti, rende infatti difficile giustificare un diverso trattamento rispetto alle richieste indipendentiste di Ossezia e Abkhazia, appoggiate dalla Russia. L'unica soluzione percorribile per pacificare la regione, rispettando la sovranità nazionale georgiana e le istanze autonomistiche presenti all'interno dei suoi confini, è quella di riconoscere un ampia facoltà di autogoverno ai territori in questione, garantendo così la pacifica e ordinata convivenza tra i vari gruppi etnici, rispettandone l'autonomia linguistica e migliorando la qualità di vita della popolazione, sul modello di quanto fatto in Italia per risolvere la questione altoatesina. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

MARCENARO (PD). La crisi georgiana segna l'avvio di una nuova fase di instabilità internazionale, conseguente al crollo dell'illusoria dottrina unilateralista dell'amministrazione americana, culminata nella catastrofica guerra irachena e per gran parte sostenuta dall'attuale maggioranza. L'Italia, fin dal prossimo G8, dovrà essere dunque protagonista, all'interno del suo sistema di alleanze, di un cambio di rotta della politica occidentale, che valorizzi l'unità politica dell'Europa e costruisca una nuova governance multilaterale di cui anche la Russia sia protagonista. L'applicazione dei punti dell'accordo russo-georgiano a cui ha lavorato il presidente francese Sarkozy è da considerarsi fondamentale, ma allo stesso tempo è necessario sancire il diritto del ritorno in patria dei rifugiati e non essere indulgenti nei confronti di eventuali nostalgie russe per una politica che limiti di fatto la sovranità di altri Stati. Destano inoltre preoccupazione le recenti notizie provenienti dall'Afghanistan, dove non si riesce ad affiancare alla strategia militare una chiara strategia politica, che rafforzi il ruolo del Governo Karzai, punti a ridurre al minimo l'esposizione al rischio dei civili, offra un efficace sostegno alla costruzione dello Stato e tenti di coinvolgere nel negoziato il più vasto novero di gruppi etnici, sociali e politici. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).

BETTAMIO (PdL). Nella crisi georgiana è fondamentale che l'Unione europea mantenga una posizione unitaria ed equilibrata, finalizzata all'applicazione dell'accordo Sarkozy tra le due Nazioni coinvolte. Il Governo italiano, che ha mantenuto un costante dialogo con il Parlamento, ha contribuito attivamente alla discussione del problema nei consessi internazionali ed ha offerto un appoggio equilibrato alla sovranità territoriale georgiana, senza mai compromettere il dialogo aperto con la Russia. L'accordo recentemente concluso tra l'Italia e la Libia è finalizzato non solo ad offrire sostegno economico ed infrastrutturale, ma anche ad indurre Tripoli al disarmo e alla pacifica integrazione nelle organizzazioni internazionali. Quanto alla situazione afghana, infine, sono inevitabili le preoccupazioni dovute alla ripresa dell'influenza talebana e al difficile amalgama tra le missioni internazionali Enduring Freedom ed ISAF, l'una dal più spiccato carattere militare e l'altra finalizzata al peace-keeping. Forte e costante è comunque il sostegno italiano alla stabilizzazione del Paese. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sull'informativa del Ministro degli affari esteri.

Discussione della mozione n. 10, del senatore Villari ed altri, sulla liberalizzazione del mercato del gas

Approvazione della mozione n. 10 (testo 2)

VILLARI (PD). La mozione, che giunge alla discussione in un testo modificato sul quale auspica un'ampia convergenza di maggioranza e opposizione, impegna il Governo a costituire una borsa del gas, analoga a quella già esistente per il settore elettrico, e ad assumere le iniziative necessarie al fine di liberalizzare e rendere più concorrenziale e trasparente il mercato, superando l'attuale condizione di monopolio che va a detrimento dei consumatori finali. È inoltre dimostrato che la condizione monopolistica del mercato rende il sistema energetico più vulnerabile in caso di situazioni emergenziali e peggiora la dipendenza energetica del Paese: negli ultimi anni, infatti, si è dimezzata la produzione interna di gas e sono conseguentemente raddoppiate le importazioni. Se dunque la creazione di un sistema più concorrenziale, coerente con la normativa comunitaria e con le ripetute indicazioni dell'Autorità di settore e dell'Antitrust, che dia una soluzione chiara al problema della separazione proprietaria tra le società che importano e vendono il gas e le società che ne gestiscono le reti di trasporto, non può risolvere da sola tutti i problemi energetici del Paese, di certo può dare un contributo importante a limitare i costi che gravano sui consumatori e a migliorare la politica energetica italiana. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Auspica il voto unanime del Senato sulla mozione, che meritoriamente invita ad accelerare il processo di liberalizzazione del mercato del gas: la separazione societaria delle attività di trasporto e di importazione e vendita del gas, infatti, non potrà che comportare un abbassamento dei costi per i consumatori finali. È infatti compito del legislatore porre le condizioni per un corretto funzionamento del mercato, liberandolo da incrostazioni monopolistiche, secondo i dettami di una vera politica economica liberale, molto diversa dal neostatalismo compassionevole propugnato dall'attuale Ministro dell'economia. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, IdV e PD).

 

Presidenza della vice presidente BONINO

LANNUTTI (IdV). I consistenti aumenti delle tariffe di fornitura del gas verificatisi negli ultimi anni sono anche il frutto dell'incompleta liberalizzazione del settore e dell'insufficiente apertura del mercato a nuovi attori, come recentemente sottolineato dall'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato. Desta preoccupazione, in proposito, la decisione dell'Unione Europea di non rendere obbligatoria la separazione proprietaria tra società di gestione della rete di distribuzione e società di vendita al consumatore, decisione che sembra costituire un passo indietro nel processo di liberalizzazione del mercato. Sarebbe pertanto auspicabile un impegno concreto da parte del Governo italiano nel favorire tale processo, procedendo in primo luogo a separare la proprietà di Snam Rete Gas dall'ENI, che esercita di fatto un monopolio nel settore, e a costituire una borsa del gas analoga a quella esistente per il settore elettrico. Inoltre, per alleggerire i costi sostenuti dagli utenti finali, è indispensabile porre in essere interventi in grado di colmare gli attuali ritardi infrastrutturali del Paese, tramite la costruzione di gasdotti e di rigassificatori, e ridurre in modo significativo il prelievo fiscale sui consumi. Esprime infine apprezzamento sulla mozione in esame, che persegue tali finalità, auspicandone l'approvazione all'unanimità. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

MAZZATORTA (LNP). La mozione in esame è condivisibile nelle sue linee generali, ma non appare in grado di conseguire concretamente l'obiettivo della riduzione dei prezzi finali del gas, così come non sono state in grado di farlo le politiche energetiche attuate dai Governi di centrosinistra nel corso degli anni, che si sono rivelate fallimentari e incapaci di liberalizzare effettivamente il settore. Più affidabile ed efficace appare invece l'azione del Governo in carica, fondata su un serio piano energetico. È comunque importante che, nel cercare di superare l'attuale situazione di monopolio del mercato del gas, non si riduca l'ENI ad una società di dimensioni eccessivamente ridotte, tanto da farle perdere peso ed importanza nei negoziati con i colossi internazionali del settore; sarebbe altresì importante procedere ad una più ampia differenziazione dei fornitori internazionali, in modo da non subire i contraccolpi di eventuali crisi geopolitiche. È inoltre indispensabile che, nel rimodulare l'incidenza del prelievo fiscale sui consumi, si proceda ad una omogeneizzazione delle aliquote delle accise, attualmente più svantaggiose per il Nord Italia. (Applausi dal Gruppo LNP).

MORANDO (PD). In Italia non esiste un vero mercato del gas, in quanto l'ENI, di cui è pur apprezzabile la dinamicità imprenditoriale, monopolizza l'intera filiera. Eppure un mercato aperto e funzionante in tale settore sarebbe di vitale interesse per il sistema Paese, che a livello energetico dipende dal gas in misura maggiore rispetto ad altri Paesi. La separazione proprietaria tra società di gestione della rete e società di vendita, presupposto indispensabile per la realizzazione di tale mercato, non deve quindi essere necessariamente imposta dall'Unione Europea, ma deve essere autonomamente perseguita dall'Italia in quanto funzionale agli interessi del Paese. Esprime pertanto pieno sostegno alla mozione in esame, auspicando che il Governo stabilisca quanto prima, all'interno di un testo di legge, la data entro cui deve essere emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri volto alla realizzazione della separazione proprietaria tra ENI e Snam Rete Gas, sulla base di quanto previsto dalla legge finanziaria per il 2007. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

VETRELLA (PdL). Il settore del gas naturale presenta una struttura produttiva estremamente complessa, che richiede investimenti significativi, tecnologie avanzate e tempi lunghi per la realizzazione delle infrastrutture. La domanda di gas è in costante aumento, principalmente a causa della crescente richiesta di energia elettrica; al contempo, i fornitori internazionali sono pochi, hanno una notevole forza contrattuale e non sono soggetti alla legislazione europea. In tale contesto, l'ENI ha svolto negli anni una funzione di primaria importanza, garantendo la quasi totalità degli approvvigionamenti, degli stoccaggi e della distribuzione. Le problematiche presenti e future andrebbero pertanto affrontate all'interno di un progetto complessivo di acquisizione dell'energia da diverse sorgenti, nell'ottica della massima efficienza del sistema, senza trascurare, per quanto riguarda specificamente il settore del gas, la possibilità per l'Italia di svolgere un ruolo di hub nei confronti di altri Paesi europei. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.

MARTINAT, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Il Ministero dello sviluppo economico concorda pienamente sull'opportunità di sviluppare una borsa del gas naturale in Italia e intende adottare tutte le misure necessarie per promuoverne concretamente l'avvio. A tal fine, è stato istituito il punto di scambio virtuale (PSV), costituito da una piattaforma informatica operante sulla rete di trasporto della società Snam Rete Gas, ove è possibile effettuare scambi bilaterali di gas, nella prospettiva di un'evoluzione di tale piattaforma verso una borsa del gas. L'attuale situazione del sistema del gas, che non consente di disporre di sufficiente liquidità per sviluppare efficacemente una borsa, appare destinata ad evolversi positivamente sulla base dei progetti di potenziamento ed ampliamento della rete infrastrutturale di trasporto (gasdotti e rigassificatori) e di stoccaggio del gas. Per quanto riguarda l'assetto del mercato del gas e la questione della separazione tra i soggetti gestori delle reti di trasporto e gli altri soggetti operanti nel settore energetico, in sede europea è stata avanzata da Francia e Germania una terza opzione (oltre alle due, inizialmente avanzate dalla Commissione, di separazione proprietaria e di separazione tra proprietà e gestione), consistente in complesse modalità di gestione e controllo in grado di garantire un funzionamento delle società che gestiscono le reti equivalente ad una separazione proprietaria. L'Italia, nel negoziato attualmente in corso, potrebbe accettare tale opzione, a patto che essa sia corredata da una serie di garanzie che assicurino l'effettiva indipendenza dei soggetti gestori delle reti. Esprime infine parere favorevole in merito all'approvazione della mozione n. 10 (testo 2).

PRESIDENTE. Passa alla votazione della mozione.

BUGNANO (IdV). Consegna il testo dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta odierna. (v. Allegato B)

CAGNIN (LNP). La Lega Nord voterà a favore della mozione nella consapevolezza, tuttavia, che la costituzione di una borsa del gas è iniziativa di non facile attuazione nel breve periodo a causa della debolezza europea sul fronte dell'approvvigionamento energetico. In presenza di una situazione di monopolio di compagnie di Stato di Paesi produttori esterni all'Unione europea, provvedimenti di liberalizzazione del mercato interno rischiano di frammentare la produzione e di indebolire la capacità di contrattazione. Il piano energetico varato dal Governo segna peraltro un'inversione di tendenza rispetto alla mancanza di una politica nazionale per alleggerire la dipendenza dall'estero. (Applausi dal Gruppo LNP).

RANUCCI (PD). Affinché l'operazione di liberalizzazione abbia successo e sia evitata la ricostituzione di monopoli, occorre assicurare un'adeguata liquidità alla borsa del gas, sviluppare capacità infrastrutturali e garantire la separazione tra venditore e distributore. Il Gruppo del PD voterà a favore della mozione, che favorisce la trasparenza e la concorrenza. Consegna il testo dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta. (v. Allegato B) (Applausi dal Gruppo PD).

MESSINA (PdL). Nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo alla mozione, sottolinea che per ridurre il prezzo del gas sono necessari complessi interventi volti a garantire al Paese una maggiore disponibilità di risorge energetiche. (Applausi dal Gruppo PdL).

 

Il Senato approva all'unanimità la mozione n. 10 (testo 2). (Applausi dal Gruppo IdV).

Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, nuova convocazione

PRESIDENTE. La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi è nuovamente convocata per la sua costituzione domani alle ore 10.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Essendo stati esauriti gli argomenti oggi all'ordine del giorno, la seduta di domani non avrà più luogo. Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 24 settembre.

 

La seduta termina alle ore 19,10.