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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 058 del 17/09/2008


LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e dello sviluppo economico - Premesso che:

l'annosa questione concernente la privatizzazione della compagnia aerea Alitalia (Linee aeree italiane S.p.A.) risale alla fine del 2006, quando il Governo Prodi decide di cedere la compagnia, vendendo il 30,1 per cento (poi innalzato al 39,9 per cento) del capitale azionario, facendo così scattare l'obbligatorietà dell'offerta pubblica di acquisto per il nuovo acquirente;

tale gara, tuttavia, fallisce successivamente a causa del ritiro di tutti i concorrenti, tra i quali si annovera l'AP Holding di Carlo Toto (holding che controlla AirOne), Texas Pacific Group e infine la compagnia Aereoflot;

nell'agosto 2007 il Ministero dell'economia e delle finanze attribuisce a Maurizio Prato pieni poteri per la gestione aziendale e l'individuazione del percorso da seguire per la privatizzazione;

in particolare, durante il Consiglio di amministrazione del 30 agosto 2007, viene approvato il piano di "sopravvivenza" 2008/2010 che prevede il ritorno ad un unico hub (Roma Fiumicino), ma tale decisione suscita numerose contestazioni da parte dei vertici istituzionali lombardi;

si giunge dunque al secondo tentativo di privatizzare la compagnia aerea Alitalia, e in tale frangente manifestano interesse le compagnie Air France- KLM (partner di Alitalia in SkyTeam), Lufthansa, AP Holding, Aeroflot, ed infine una cordata con rappresentante legale Antonio Baldassarre;

in data 21 dicembre 2007 il Consiglio di amministrazione di Alitalia individua in Air France- KLM l'interlocutore ideale con cui avviare una trattativa ed il 15 marzo 2008 viene formulata la proposta vincolante di Air France-KLM;

detta proposta prevede un'offerta pubblica di scambio sul 100 per cento delle azioni di Alitalia con una permuta di 160 azioni Alitalia per ogni azione Air France-KLM e un'offerta pubblica di acquisto sul 100 per cento delle obbligazioni convertibili Alitalia;

naturalmente, la sopra citata offerta risulta vincolata ad una serie di condizioni, tra cui: il raggiungimento di un accordo con i sindacati, l'impegno scritto del Governo a mantenere il portafoglio dei diritti di traffico di Alitalia, la sottoscrizione di un accordo con Aeroporti di Roma sui livelli di servizio necessari per l'attuazione del Business Plan 2008-2010, un accordo con Fintecna e Alitalia Servizi che preveda il rientro in Alitalia di attività come la manutenzione, la rinegoziazione di alcune clausole dei contratti di servizio ed infine il ritiro del contenzioso in essere con la Società esercizi aeroportuali (SEA);

tuttavia, a causa del mancato accordo con le parti sociali, il 21 aprile 2008 il Presidente di Air France Jean Cyril Spinetta annuncia il ritiro dell'offerta di acquisto;

successivamente il Consiglio dei ministri approva il decreto-legge 23 aprile 2008, n. 80, recante "Misure urgenti per assicurare il pubblico servizio di trasporto aereo", con cui il Governo dispone l'erogazione di un prestito a breve termine di 300 milioni di euro ad Alitalia, per consentire alla compagnia di far fronte ai propri pressanti bisogni di liquidità;

a tal fine il Governo e la compagnia Alitalia affidano il ruolo di advisor al gruppo bancario Intesa-Sanpaolo perché sia individuato il percorso da seguire per una nuova iniziativa di privatizzazione;

il progetto allo studio della banca, secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, prevede il ricorso al commissariamento e la successiva fusione con AirOne;

il 30 luglio 2008 il cosiddetto piano "Fenice" dell'advisor viene discusso dal Consiglio di amministrazione della compagnia aerea Alitalia;

tale progetto prevede la costituzione di una nuova compagnia dove far confluire una parte della vecchia, con un numero di esuberi pari a circa 5.000 unità e nella nuova società confluisce anche AP Hoding S.p.A., la società che controlla, come si è detto, la compagnia aerea Air One;

a fine agosto 2008 il Consiglio di amministrazione Alitalia si riunisce per esaminare la situazione finanziaria e dopo un'analisi sulle recentissime modifiche introdotte dal Governo con decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, recante "Disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi", il Consiglio di amministrazione chiede la dichiarazione di insolvenza al Tribunale di Roma e la nomina di un commissario al Governo;

successivamente, il Governo nomina commissario il professor Augusto Fantozzi e il 1° settembre 2008 la Compagnia aerea italiana (CAI), guidata da Roberto Colaninno, recapita al commissario un'offerta per l'acquisizione di asset da Alitalia S.p.A.;

inizia dunque una faticosa trattativa tra la CAI, il Governo ed i sindacati: una trattativa che ad oggi non trova ancora conclusione definitiva;

considerato che:

secondo quanto appreso dalla stampa nazionale di queste ultime settimane, con la nuova società CAI, i voli a lungo raggio avranno tra le 13 e le 16 destinazioni, contro le 15 previste dal piano proposto in precedenza dal presidente Spinetta;

in questo modo per i passeggeri italiani aumenterà inevitabilmente la necessità di fare scalo a Parigi, Francoforte o Londra, sia per i voli internazionali sia per i voli intercontinentali;

con il nuovo piano, la flotta di Alitalia risulterà drasticamente ridimensionata, perchè la compagnia risultante dall'integrazione di Alitalia con AirOne, sempre secondo notizie di stampa, sarà dotata di circa 139 aerei, ovvero 100 in meno rispetto alle 238 macchine impiegate dai due vettori (il piano proposto del presidente Spinetta prevedeva invece l'utilizzo di 137 velivoli, circa 40 in meno della flotta posseduta da Alitalia);

ancora non si comprendono i motivi per ai quali la compagnia Alitalia, già dotata di 175 aerei, e quindi più della flotta giudicata necessaria dal nuovo piano Fenice, dovrebbe subire l'aggiunta dei ben 60 aereoplani di AirOne, senza contare che l'unione della compagnia Alitalia con il suo principale concorrente, ovvero la compagnia AirOne, determinerebbe la costituzione di una situazione di monopolio del tutto incompatibile con i principi fondamentali della disciplina antitrust;

ancor oggi non si ha conoscenza dell'ammontare effettivo della somma con cui la CAI si impegnerà ad intervenire su Alitalia;

secondo le notizie diffuse dai media , il piano attuale prevede un impegno finanziario degli investitori italiani, che corrisponderebbe a meno della metà di quello dei francesi;

in particolare, il nuovo progetto Fenice non spiegherebbe quale sia il beneficio portato da AirOne in Alitalia;

in un articolo de "Il Sole-24 ore" dell'estate 2008, segnatamente del 25 luglio 2008, si sostiene addirittura che nel 2007 il gruppo AP Hoding S.p.A., controllante di AirOne, abbia perso 32 milioni di euro e che i debiti del gruppo AP Holding siano arrivati a 1,1 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2008;

alla luce di tali notizie sembrerebbe che il nuovo piano Fenice abbia l'obiettivo di salvare il tracollo finanziario di AirOne piuttosto che quello di Alitalia;

ad avviso dell'interrogante, il nuovo piano con CAI non migliora in alcun modo la situazione che si sarebbe potuta determinare nei mesi scorsi con Air France, perché molti appaiono, invece, gli aspetti in senso peggiorativo sia per la compagnia aerea, sia per i lavoratori, sia per i consumatori, sia per i contribuenti, sia per i creditori e gli azionisti,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero quanto descritto in premessa;

quali saranno i vantaggi derivanti dalla scelta prevista nel piano Fenice di far confluire AirOne nella compagnia di nuova costituzione;

quali siano i gruppi bancari con cui AirOne ha formalizzato impegni di carattere finanziario;

quale sia la reale esposizione debitoria di AirOne nei rapporti con tali gruppi ed in particolare con il gruppo bancario Intesa-San Paolo.

(3-00223)