con la legge n. 448 del 1998, articolo 45, comma 3, si provvede alla concessione di benefici economici alle emittenti televisive locali;
la materia è regolamentata attraverso il decreto ministeriale 5 novembre 2004, n. 292, (pubblicato nella Gazzetta Ufficialen. 285 del 4 dicembre 2004) ed il decreto ministeriale del 31 gennaio 2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 85 del 10 aprile 2008);
il Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) della regione Puglia ha redatto la graduatoria delle sedici emittenti televisive ammesse ad ottenere il finanziamento pari, come previsto, ai quattro quinti dell'intera somma destinata alla Puglia;
ad avviso dell'interrogante, il Corecom avrebbe dovuto verificare, con tutti i mezzi, la veridicità della documentazione allegata, anche in presenza di autocertificazione, soprattutto in merito al rispetto dell'articolo 1, comma 4, lettera a), del decreto ministeriale del 31 gennaio 2008 che stabilisce che la domanda deve contenere "la dichiarazione di essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali";
è evidente che l'emittente debba essere in possesso del richiamato requisito della "regolarità previdenziale" all'atto della presentazione della certificazione o autocertificazione (considerato che esso risulta soddisfatto anche nei casi in cui siano state concordate forme di rateizzazione);
laddove la regolarizzazione dovesse avvenire successivamente all'atto della presentazione della domanda, si avrebbe come effetto una dichiarazione evidentemente mendace (con tutte le eventuali conseguenze anche di carattere penale) ed una distorsione del mercato, perché, attraverso una indebita erogazione di fondi pubblici, si sanerebbe una situazione debitoria precedente che, laddove onestamente dichiarata, avrebbe impedito l'accesso alla fruizione dei fondi pubblici stessi;
non è esatto, come qualcuno sostiene, che il Corecom non abbia gli strumenti per effettuare le verifiche (nel qual caso, se così fosse, il Corecom si rivelerebbe un organo di dubbia utilità), espressamente previsti dall'articolo 1, comma 7, del decreto ministeriale 31 gennaio 2008;
il problema va affrontato con urgenza e con chiarezza, a tutela di quella etica della comunicazione, talora invocata a sproposito, in virtù della quale devono intervenire esempi comportamentali corretti e buone prassi da offrire in termini emulativi agli operatori economici e culturali,
l'interrogante chiede di sapere se il Governo intenda assumere iniziative volte a verificare le modalità relative all'erogazione di contributi pubblici alle emittenti televisive locali di Puglia. Ciò, al fine di fugare ogni dubbio su una vicenda che tanto turbamento sta provocando fra gli onesti operatori televisivi pugliesi che effettivamente erano in regola, all'atto della richiesta di contributo, con tutti i requisiti stabiliti dalla legge.
(4-00520)