a seguito di un provvedimento adottato dall'autorità giudiziaria, gli impianti di produzione di cloro-soda della Caffaro di Torviscosa (Udine) sono stati posti sotto sequestro preventivo per violazione alle norme in materia ambientale riscontrate in alcune fasi del ciclo produttivo;
l'interruzione dell'attività negli stabilimenti delle Industrie Caffaro di Torviscosa, oltre a determinare il ridimensionamento occupazionale presso l'azienda, rischia di avere pesanti ripercussioni anche su altre aziende collegate alla medesima per tipo di produzione. Fra queste, si segnalano in particolare, la Bracco Spa (con 140 dipendenti a Torviscosa), la Serichim, la Lavanderia Adriatica, il Consorzio Depurazione Laguna, la Caffaro di Brescia e altre ancora per un totale, tra diretto e indotto, di circa 1.000 dipendenti;
il polo chimico di Torviscosa è fra i più importanti del nostro Paese e ha già subito, negli anni scorsi, un pesante ridimensionamento sul piano occupazionale con negativi riflessi sociali nell'area territoriale della Bassa Friulana e nella provincia di Udine;
considerato che:
occorre procedere all'immediata costituzione di un tavolo di concertazione, con la partecipazione dei Ministeri competenti, della Regione Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Udine, dei rappresentanti dei lavoratori e della direzione delle Industrie Caffaro per evitare, nel rispetto dell'attività della magistratura e in coerenza con le prescrizioni normative in materia, la chiusura irreversibile dello stabilimento Caffaro di Torviscosa e delle attività indotte;
risulta indispensabile ridefinire un progetto di sviluppo nazionale del comparto chimico che tenga conto delle opportunità di sviluppo di attività produttive ad alto contenuto innovativo e della tutela della salute e dell'ambiente,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti intendano assumere i Ministri in indirizzo al fine di evitare la chiusura dello stabilimento della Caffaro di Torviscosa e la perdita di numerosi posti di lavoro non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche in altre unità produttive collegate e ubicate in altre regioni;
se intendano predisporre un apposito progetto strategico per il comparto chimico del Paese finalizzato al rilancio del settore, ad una maggiore di tutela della salute dei lavoratori occupati in tale ambito e ad una più efficace tutela dell'ambiente.
(4-00516)