negli ultimi anni si è determinata una progressiva e consistente riduzione dei trasferimenti di risorse economiche per i costi di funzionamento delle Autorità di bacino nazionali a valere sui capitoli del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (2004 - 816.000, 2005 - 510.000, 2006 - 286.000, 2007 - 286.000, 2008 - 195.000);
la riduzione delle risorse disponibili è stata affrontata dalle diverse Autorità di bacino, in osservanza anche dalle varie disposizioni normative assunte nel tempo, attraverso azioni di razionalizzazione e riduzione delle spese per i consumi intermedi, aderendo tra l'altro alle diverse convenzioni della società Concessionaria servizi informativi pubblici (Consip);
alcune Autorità hanno inoltre realizzato significative riduzioni delle spese per gli affitti delle sedi;
ulteriori consistenti riduzioni di fondi per le spese di funzionamento di tutte le Autorità di bacino nazionali, a fronte dell'aumento costante dei costi dei servizi, hanno, tuttavia, determinato, un quadro debitorio assai critico e la necessità di richiedere al Ministero dell'ambiente e al Ministero dell'economia e delle finanze, in data 22 aprile 2008, l'accesso al fondo di riserva per le spese impreviste, di cui all'art. 9 della legge 5 agosto 1978, n. 468;
i fondi ottenuti, per un importo pari a 500.000 euro, sarebbero stati ripartiti direttamente dalla Direzione generale della difesa del suolo del Ministero dell'ambiente, senza attivare le consuete modalità di consultazione delle Autorità di bacino;
tale suddivisione sarebbe del tutto incongruente con le dimensioni territoriali e con il quadro delle criticità presenti nei fiumi e nei bacini di competenza delle diverse Autorità di bacino: il Po e l'Adige, per esempio, hanno ricevuto circa il 3 per cento della somma a disposizione, mentre l'Autorità di Bacino del Liri, Garigliano e Volturno circa il 50 per cento (con detti fondi tali Autorità avrebbero coperto le spese correnti dell'esercizio 2008, tralasciando quelle degli anni precedenti);
detta ripartizione parrebbe, ad avviso dell'interrogante, prescindere da qualunque valutazione relativa gli sforzi messi in atto dalle diverse Autorità per contenere la spesa corrente e in particolare quella derivante dalla locazione della sede;
in considerazione di tale situazione, c'è il forte rischio che le Autorità di bacino dei due fiumi più importanti, il Po e l'Adige, bacini, com'è noto, caratterizzati da rilevanti problemi per quanto riguarda sia la risorsa idrica sia la sicurezza idraulica, nel 2009 non siano in grado di operare sia per la mancanza di risorse che per il peso del debito finanziario accumulato negli scorsi anni,
si chiede di conoscere quali siano i criteri che la Direzione generale della difesa del suolo ha utilizzato per la ripartizione dei fondi e, nel caso in cui il riparto non corrisponda a criteri di equità e di coerenza con le dimensioni territoriali e con il quadro delle criticità presenti nel territorio delle diverse Autorità, come il Ministro in indirizzo intenda porre rimedio alla situazione creatasi, al fine di evitare il rischio di una sostanziale grave e pericolosa paralisi operativa delle Autorità di bacino del Po e dell'Adige a fronte della necessità di garantire il fondamentale contributo all'azione di prevenzione del rischio idrogeologico che tali amministrazioni svolgono sul territorio di competenza.
(4-00513)