il Ministro in indirizzo ha deciso di trasferire temporaneamente a Policoro (Matera) oltre duecento extracomunitari, prevalentemente di cittadinanza sudanese ed eritrea, richiedenti asilo politico e provenienti dai Centri di accoglienza richiedenti asilo (CARA) pugliesi;
la decisione di spostare temporaneamente gli immigrati nel comune jonico è stata assunta senza consultare e coinvolgere preventivamente gli enti e le comunità interessate;
la strisciante ed inutile strumentalizzazione di tale inatteso trasferimento avvenuto in questi giorni rischia di generare allarme sociale nella Città di Policoro ed in tutta l'area del metapontino;
bisogna sostenere la comunità locale che si è fatta carico di un'emergenza umanitaria di carattere nazionale ed evitare che la situazione legata all'emergenza immigrati diventi oggetto di speculazioni politiche;
è necessario, quindi, coinvolgere tutti gli organismi interessati, ciascuno per la propria parte di responsabilità, attraverso la convocazione di un tavolo istituzionale;
occorre rassicurare gli operatori turistici del posto sull'impatto dell'iniziativa di accoglienza degli immigrati sullo svolgimento della loro attività di impresa,
l'interrogante chiede di sapere:
per quali ragioni la decisione di trasferire gli immigrati nella città di Policoro sia stata assunta senza consultare preventivamente le autorità locali e le comunità interessate;
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario convocare un tavolo aperto a tutte le istituzioni interessate, Regione compresa, per ricercare soluzioni adeguate all'emergenza umanitaria;
se non ritenga opportuno offrire al Sindaco di Policoro e alla comunità locale rassicurazioni certe sulla durata del soggiorno degli immigrati, sul loro numero e sulla loro provenienza;
se non ritenga di dover rassicurare gli operatori economici e turistici della città jonica sull'eventuale impatto delle azioni di accoglienza umanitaria e sull'iniziativa locale per contenere eventuali ricadute negative sul tessuto economico e sociale.
(3-00219)