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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 058 del 17/09/2008


MONGIELLO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

le organizzazioni professionali agricole e i produttori di uva da vino pugliesi hanno denunciato l'emersione di una grave crisi di settore collegata al crollo del prezzo pagato dalle aziende di prima trasformazione per la materia prima; tale prezzo, infatti, è passato dalla media di 30 euro per quintale del 2007 alla media di 14 euro per quintale attualmente pagato;

gli effetti di tale riduzione del prezzo sono ulteriormente aggravati dal contestuale incremento dei costi di produzione, in particolare di quelli direttamente o indirettamente riconducibili agli aumenti del gasolio e dei fitofarmaci;

la regione Puglia, tempestivamente intervenuta su sollecitazione anche degli enti locali in cui si trovano i maggiori bacini produttivi, allo scopo di tutelare la qualità del prodotto pugliese, ha opportunamente negato l'arricchimento del mosto, ma, per attenuare gli effetti della crisi in atto, ha concertato l'attivazione della distillazione preventiva e di crisi: provvedimento da cui si attende un incremento della domanda di materia prima e, quindi, un aumento del prezzo di quest'ultima;

come previsto dalla normativa di settore, i beneficiari di tale intervento sono cantine sociali e cooperative di produzione e, indirettamente, i soci che conferiscono le uve a tali soggetti economici, con ciò determinando una grave e immotivata discriminazione nei confronti di quei produttori che, anche per la non omogenea diffusione territoriale di organizzazioni del genere, vendono la materia prima ai trasformatori privati;

nello specifico, la pur positiva soluzione individuata dalla regione Puglia, risulterebbe particolarmente penalizzante per i bacini di Cerignola, e dell'intero Basso Tavoliere, e di San Severo, e dell'intero Alto Tavoliere, ossia i due principali poli produttivi pugliesi di uva per la vinificazione, giacchè in questi stessi distretti produttivi la gran parte della trasformazione viene effettuata da imprese e non da cantine sociali o da cooperative;

l'attuale crisi del settore vitivinicolo è paragonabile a quella esplosa nel 2005, che si concluse, appunto, con l'accesso generalizzato alla distillazione preventiva e di crisi e il riconoscimento, da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali, di un contributo de minimis ai produttori, pari a 1,5 euro a quintale, finalizzato a sostenere i costi di trasporto, mai effettivamente erogato,

si chiede di sapere:

quali misure e provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di includere i trasformatori privati nel decreto di attivazione della distillazione preventiva e di crisi;

in generale, se non ritenga doveroso erogare il contributo de minimis riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole e forestali nel 2005 e non ancora versato.

(3-00218)