MALAN - Ai Ministri degli affari esteri e della difesa - Premesso che:
secondo organi di informazione internazionali, giovedì 14 agosto 2008 il generale Claudio Graziano avrebbe dichiarato, in una conferenza stampa alle Nazioni Unite a New York, che Israele ha violato unilateralmente la risoluzione Onu 1701, e che si tratterebbe di "violazione permanente"; avrebbe altresì dichiarato che con le milizie sciite di Hezbollah vi sarebbe "un'eccellente cooperazione";
l'alto ufficiale si sarebbe rifiutato di commentare le nuove 'linee guida' del Governo libanese, tra le quali vi è l'affermazione che Hezbollah ha il diritto "di liberare le terre occupate", obiettivo che pare in contrasto logico con le affermazioni del generale Graziano secondo il quale "a parte i militari libanesi e quelli dell'Unifil nonché qualche cacciatore locale, nessun altro è armato a sud del fiume Litani";
non è purtroppo la prima volta che il comandante della missione Unifil rilascia dichiarazioni che, quanto meno, danno l'impressione di un appoggio unilaterale a una delle parti in causa;
è noto l'incidente avvenuto a fine marzo 2008 (e citato nel suo rapporto sulla situazione in Libano dal Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon), in cui i militari di Unifil avevano incontrato individui armati non identificati; secondo alcune fonti detti individui stavano trasportando esplosivi e minacciarono militari italiani;
nel giugno 2007 il generale Graziano ha anche affermato che Hezbollah non è disarmabile, mentre la risoluzione Onu 1559, esplicitamente richiamata dalla risoluzione 1701, prevede il disarmo di tutte le milizie in Libano;
a seguito delle ultime dichiarazioni, l'ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite ha incontrato il generale Graziano per chiarimenti;
nel novembre del 2007 il quotidiano "Al Akhbar" ha reso noto che nei giorni precedenti si era svolta, a sud del fiume Litani, una grande esercitazione di Hezbollah,
si chiede si sapere:
se i Ministro in indirizzo non ritengano che l'atteggiamento del generale Graziano dia alla presenza dei militari italiani in Libano un carattere diverso da quello che dovrebbe avere;
se siano stati compiuti passi per precisare che le dichiarazioni del Generale non rispecchiano quelle del Governo italiano;
se ritengano opportuno che il generale Graziano resti al suo posto.
(3-00204)
ZANDA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che il decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, ha dettato una nuova disciplina per la ristrutturazione delle grandi imprese in crisi, finalizzata a consentire il salvataggio e la cessione di Alitalia s.p.a. alla neo-costituita Compagnia aerea italiana s.r.l.,
si chiede di sapere se il Governo, considerata la straordinaria delicatezza della materia, in sede di definizione dell'operazione di ristrutturazione e cessione di Alitalia s.p.a. abbia preventivamente svolto ogni accertamento utile ad escludere l'emergenza di profili di possibile incompatibilità con la disciplina di cui alla legge n. 287 del 1990 in materia di abuso di posizione dominante e intese restrittive della libertà di concorrenza, nonché la sussistenza di conflitti di interessi con riferimento alla posizione dei singoli partecipanti alla cordata.
(3-00208)
LATRONICO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
gli ultimi atti giudiziari emessi dalla Procura della Repubblica di Catanzaro relativi all'inchiesta "Toghe lucane", prima ancora di essere notificati agli indagati, sono apparsi sulla stampa;
ancora una volta si assiste alla pubblicazione di notizie riservate prima che i diretti interessati ne abbiano avuto formale conoscenza, in violazione del segreto istruttorio che protegge l'attività giudiziaria nella delicatissima fase delle indagini preliminari e, al tempo stesso, dell'interesse del cittadino inquisito all'accertamento della verità che deve essere sancito da una sentenza definitiva, prima della quale la presunzione di innocenza deve accompagnare ogni accusato;
le esigenze di segretezza e il correlato divieto di pubblicità delle attività investigative e anche processuali si fondano su valori meritevoli di tutela, quali la speditezza ed efficienza delle indagini, la presunzione di non colpevolezza dell'accusato, la corretta formazione del convincimento del giudice;
le regole di giustizia prevedono che per ogni notitia criminis vi è il dovere di indagare per accertare la verità garantendo a chi è coinvolto nell'inchiesta giudiziaria la possibilità di difendersi fin dalle prime battute e con il giusto riserbo della fase istruttoria;
considerato che:
il diritto di cronaca va garantito ma, come ogni diritto, esso deve essere iscritto entro precise regole;
la fuga di notizie dell'indagine "Toghe lucane" è, invece, l'esempio di quell'alterazione oggi esistente delle dinamiche che dovrebbero governare le indagini giudiziarie a carico di persone la cui rettitudine e dignità è da tutelare fino a prova del contrario, che può essere accertata solo da un giudice terzo;
è quindi doveroso verificare eventuali responsabilità degli uffici titolari dell'inchiesta in ordine alla fuga di notizie coperte da segreto istruttorio,
l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso avviare un'indagine amministrativa per verificare eventuali responsabilità degli uffici titolari dell'inchiesta "Toghe lucane" per la fuga di notizie coperte da segreto istruttorio.
(3-00209)
LATRONICO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e trasporti e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
l'invaso di Monte Cotugno in agro di Senise (Potenza) con i suoi 530 milioni di metri cubi di capacità, rappresenta il punto nodale dello schema idrico jonico del fiume Sinni;
le portate derivate della diga sono destinate a usi plurimi (potabile, irriguo, industriale) delle regioni Basilicata e Puglia;
ad oggi, però, non è stata ancora completata la galleria di collegamento Sarmento-Sinni, opera i cui lavori hanno avuto inizio nel 1979 e il cui progetto, nel corso degli anni, è stato ripetutamente sospeso e rivisto con l'avvicendamento di diverse ditte appaltatrici;
attualmente non risultano ultimate le opere di adduzione all'invaso di Monte Cotugno cui sono destinate le acque derivate dalla traversa;
l'infrastruttura è manchevole di interventi riguardanti gli ultimi 400 metri, il cui costo è stato calcolato in non più di cinque milioni di euro;
considerato che:
la costruzione della traversa del Sarmento e della connessa galleria di derivazione garantirebbe l'invasamento di circa 100 milioni di metri cubi di acqua all'anno;
l'acqua che verrebbe invasata, e che attualmente, invece, finisce in mare, è pari ad un terzo del prelievo annuo della regione Puglia;
la realizzazione dell'opera consentirebbe, quindi, di potenziare la disponibilità delle risorse idriche esistenti in territori come la Basilicata e la Puglia che nel corso degli ultimi anni hanno subito crisi idriche di rilevanti dimensioni che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione economica con particolare riguardo al settore maggiormente a rischio, quello agricolo,
l'interrogante chiede di sapere:
quali siano le ragioni del mancato completamento della condotta idrica Sarmento-Monte Cotugno;
quali azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare nell'immediato per potenziare la disponibilità delle risorse idriche esistenti nei territori delle regioni Basilicata e Puglia e per evitare che consistenti quantitativi di acqua vengano dispersi;
se non ritengano necessario garantire tempi certi di realizzazione della traversa del Sarmento.
(3-00210)
MAGISTRELLI, AMATI, SBARBATI - Al Ministro delle infrastrutture e trasporti - Premesso che:
numerosi articoli apparsi recentemente sulla stampa hanno segnalato il pericolo di un grave peggioramento del servizio ferroviario nelle tratte Ancona-Roma e Perugia Roma;
in particolare, il 6 settembre 2008 gli organi di stampa locali hanno estesamente ripreso una denuncia delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dei trasporti delle Marche e dell'Umbria, secondo cui l'attivazione dell'alta velocità sarebbe destinata ad avere forti e negative ripercussioni nei collegamenti, da e per Roma, con le due regioni;
in base ai programmi di Trenitalia Spa e RFI Spa risulterebbe infatti che non potranno accedere ai tracciati utilizzati dall'alta velocità (tratta "Direttissima" Orte-Roma) i treni dalle Marche e dall'Umbria non appartenenti a tale categoria. Tali treni sarebbero dunque dirottati sulla vecchia linea lenta, aumentando così i tempi di percorrenza di circa 45 minuti;
considerato che l'orario ferroviario consultabile fino a dicembre 2008 sul sito di Trenitalia non prevede mutamenti di orario dei treni,
si chiede di sapere:
se al Ministro in indirizzo risultino fondate le preoccupazioni manifestate dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori dei trasporti delle Marche e dell'Umbria e, in tal caso, se egli non ritenga che una riduzione dei collegamenti ferroviari con Roma rappresenterebbe un'inaccettabile penalizzazione per i territori interessati, anche sul piano turistico ed economico, nonché per i cittadini utenti che si recano nella capitale;
in particolare, quali iniziative intenda mettere in atto per scongiurare tale eventualità;
inoltre, quale sia a tutt'oggi lo stato di avanzamento dei lavori di potenziamento della tratta ferroviaria Orte-Falconara e della galleria di Cattolica.
(3-00212)
VILLARI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Ministro dell'economia e delle finanze Tremonti hanno rilasciato, a borsa aperta, dichiarazioni rassicuranti sulla sorte della compagnia aerea di bandiera;
le dichiarazioni in questione hanno spinto tanti risparmiatori ad investire in azioni Alitalia;
successivamente, per evitare speculazioni, il titolo in borsa è stato sospeso;
i risparmiatori non hanno potuto quindi vendere o comprare le azioni, subendo così perdite elevate;
nel corso della trasmissione televisiva "Matrix" del 3 settembre 2008 il ministro Brunetta ha definito "speculatori" quanti hanno investito in azioni Alitalia,
si chiede di sapere quale sia la posizione del Governo nei confronti di quanti hanno investito in azioni Alitalia, orientati anche dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi e del ministro Tremonti.
(3-00213)
VILLARI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
le dichiarazioni pubbliche degli esponenti della maggioranza hanno avuto sempre come leitmotiv l'indispensabile ''italianità'' della principale compagnia aerea nazionale;
il 5 settembre 2008, il giornale economico francese "La Tribune" ha dato notizia di una presunta proposta riservata formulata il 27 agosto dai dirigenti di Banca Intesa SanPaolo alla compagnia franco-olandese Air France-KLM;
in base a quanto scritto dal giornale francese banca Intesa Sanpaolo avrebbe offerto a Air France-KLM una iniziale partecipazione tra il 10 e il 20 per cento di Alitalia, per giungere poi nel 2013 alla maggioranza del capitale;
considerato che la vicenda Alitalia sta vivendo un'ennesima delicatissima fase, con il destino di tanti lavoratori ancora non definito tra esuberi ed esternalizzazioni e, contemporaneamente, investitori e risparmiatori che hanno il diritto di conoscere con la massima chiarezza il progetto industriale di Alitalia,
si chiede di sapere:
se corrisponda a verità l'intenzione, sempre ribadita dal Governo, di mantenere italiana la proprietà della compagnia;
se il Governo ritenga opportuno fare definitivamente chiarezza sulla questione, in nome della necessaria trasparenza su un'operazione che coinvolge gli interessi dei lavoratori di Alitalia e dei risparmiatori, nonché l'immagine del Paese.
(3-00214)
ADAMO - Al Ministro dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:
la circolare ministeriale n. 20 del 17 dicembre 2007, nel regolare le modalità di iscrizione alle scuole dell'infanzia, riservata "ai bambini nati dal 1° gennaio 2003 al 30 aprile 2006 e appartenenti a nuclei familiari residenti a Milano alla data di iscrizione", subordina espressamente la possibilità di accesso alla scuola materna da parte di minori stranieri subordinata al requisito della titolarità di regolare permesso di soggiorno delle rispettive famiglie "entro la data del 29 febbraio 2008";
con ordinanza 2380/2008, il Tribunale civile di Milano ha avuto modo di rilevare come la posizione del minore - nell'ambito della regolamentazione del soggiorno dello straniero sul territorio dello Stato - appaia del tutto peculiare ed autonoma rispetto a quella dei suoi familiari. Al divieto di espulsione del minore extracomunitario, previsto dall'art. 19, comma 2, lett. a), del decreto legislativo n. 286 del 1998, corrisponde infatti il diritto del minore stesso ad ottenere un permesso di soggiorno fino al raggiungimento della maggiore età (art. 28, comma 1, lett. a), del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999); e dunque, indipendentemente dalla posizione giuridica dei genitori, non è possibile ritenere un minore straniero in stato di irregolarità quanto alla sua presenza sul territorio dello Stato;
giudicando in relazione alla preclusione opposta dal Comune di Milano all'iscrizione alla scuola materna di bambini in ragione della condizione di irregolarità dei rispettivi genitori, il Tribunale di Milano ha dichiarato l'incompatibilità della suddetta previsione sia con l'obbligo di tenere in primaria considerazione l'interesse superiore del minore (art. 3, comma 1, della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia), sia con le norme di cui all'art. 43, del decreto legislativo n. 286 del 1998 riguardanti il divieto di trattamenti discriminatori, che abbiano l'effetto di «compromettere (…) il godimento o l'esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica»;
in ragione di tali motivazioni, il Tribunale di Milano ha ordinato al Comune la cessazione del comportamento discriminatorio e la rimozione dei suoi effetti;
analoga determinazione è stata assunta dall'allora Ministro dell'istruzione Fioroni, il quale in seguito alla suddetta sentenza ha richiamato il Comune di Milano, in quanto gestore delle scuole paritarie, ad ottemperare al principio di diritto statuito dall'autorità giudiziaria,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo abbia dato disposizioni in materia al Comune di Milano in quanto gestore delle scuole paritarie, e se queste siano state trasmesse ai dirigenti delle scuole per l'infanzia;
se siano state riaperte le iscrizioni per i minori precedentemente esclusi;
qualora non siano state dettate disposizioni specifiche in materia, quali provvedimenti di competenza intenda assumere, nei confronti del Comune di Milano, al fine di garantire a ciascun minore presente sul territorio nazionale - a prescindere dalla regolarità della condizione di soggiorno dei rispettivi genitori - il diritto allo studio, alla formazione e all'istruzione in condizione di parità rispetto ai minori aventi cittadinanza italiana.
(3-00215)
LATRONICO - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
la Pfizer, multinazionale statunitense del farmaco, ha un proprio stabilimento in territorio di Pisticci scalo (Matera), dedicato esclusivamente alla produzione della "Dalbavancina";
la multinazionale ha attualmente ritirato, per ulteriori approfondimenti, la documentazione regolatoria del prodotto;
tale decisione pone in serio rischio la continuità del sito di Pisticci che attualmente impiega più di quaranta lavoratori, ai quali si aggiungono trenta lavoratori dell'indotto;
lo stabilimento di Pisticci è stato finanziato al sessanta per cento con i fondi pubblici del Bando Valbasento;
il bando citato era destinato ad incentivare nuove iniziative industriali nelle aree di Pisticci e Ferrandina per rilanciare le attività produttive e l'occupazione del territorio;
la paventata chiusura dello stabilimento della Pfizer è, invece, la conferma di quel processo di destrutturazione imprenditoriale della Valle del Basento la quale, negli anni, sta assistendo ad un inarrestabile smantellamento del suo sistema produttivo;
considerato che:
è necessario vigilare affinché qualunque soluzione non si trasformi in un ulteriore impoverimento delle reti imprenditoriali della Regione Basilicata, comprese quelle che non sono insidiate da crisi di mercato o perdite di esercizio;
è opportuno, quindi, adottare ogni utile iniziativa al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento di Pisticci e garantire i livelli occupazionali,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza della situazione denunciata in premessa;
quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per scongiurare la chiusura dello stabilimento della Pfizer di Pisticci scalo e tutelare gli oltre settanta lavoratori;
quali azioni intendano adottare per fermare il processo di destrutturazione imprenditoriale della Valle del Basento che sta condannando alla desertificazione il sistema produttivo lucano.
(3-00216)
SCANU - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della difesa e per i rapporti con il Parlamento - Premesso che:
da organi di stampa si apprende che sarebbero in atto programmi di riqualificazione e potenziamento dell'area addestrativa del poligono di Teulada (Cagliari) che sembrerebbero ispirati a decisioni tecnico-militari assunte unilateralmente;
su impulso del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Prodi, il Governo e la Regione Sardegna, con il concorso attivo delle componenti sociali rappresentative, hanno istituito un tavolo per ridefinire la presenza militare nella regione;
sono stati sottoscritti alcuni impegni, in parte realizzati e in parte ancora da realizzare, per dare un'adeguata soluzione al problema delle servitù militari in Sardegna;
ciò è ampiamente giustificato dalla condizione in cui, nel tempo, si è venuta a trovare la regione Sardegna, che ospita oltre il 60 per cento delle servitù militari dell'intero Paese che incidono pesantemente sull'inero territorio (a titolo di esempio, il solo poligono di Teulada occupa 7.200 ettari) ed in particolare nelle province di Cagliari, Sassari, Nuoro ed Oristano;
vi è l'assoluta necessità di dare un'efficace continuità al confronto istituzionale, già avviato, per realizzare il piano di revisione delle servitù militari in Sardegna, al fine di individuare soluzioni di comune soddisfazione che tengano conto delle esigenze della difesa nazionale e di quelle del territorio,
si chiede di sapere:
se il Governo intenda, al più presto, fissare e rendere noto al Parlamento un calendario per la ripresa del confronto istituzionale;
se il Ministro della difesa intenda riferire alle competenti Commissioni parlamentari circa le posizioni che il suo dicastero assumerà in quella sede di confronto, con particolare attenzione agli impegni già presi che devono essere garantiti sulla base di un principio di continuità amministrativo-istituzionale.
(3-00217)
MONGIELLO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
le organizzazioni professionali agricole e i produttori di uva da vino pugliesi hanno denunciato l'emersione di una grave crisi di settore collegata al crollo del prezzo pagato dalle aziende di prima trasformazione per la materia prima; tale prezzo, infatti, è passato dalla media di 30 euro per quintale del 2007 alla media di 14 euro per quintale attualmente pagato;
gli effetti di tale riduzione del prezzo sono ulteriormente aggravati dal contestuale incremento dei costi di produzione, in particolare di quelli direttamente o indirettamente riconducibili agli aumenti del gasolio e dei fitofarmaci;
la regione Puglia, tempestivamente intervenuta su sollecitazione anche degli enti locali in cui si trovano i maggiori bacini produttivi, allo scopo di tutelare la qualità del prodotto pugliese, ha opportunamente negato l'arricchimento del mosto, ma, per attenuare gli effetti della crisi in atto, ha concertato l'attivazione della distillazione preventiva e di crisi: provvedimento da cui si attende un incremento della domanda di materia prima e, quindi, un aumento del prezzo di quest'ultima;
come previsto dalla normativa di settore, i beneficiari di tale intervento sono cantine sociali e cooperative di produzione e, indirettamente, i soci che conferiscono le uve a tali soggetti economici, con ciò determinando una grave e immotivata discriminazione nei confronti di quei produttori che, anche per la non omogenea diffusione territoriale di organizzazioni del genere, vendono la materia prima ai trasformatori privati;
nello specifico, la pur positiva soluzione individuata dalla regione Puglia, risulterebbe particolarmente penalizzante per i bacini di Cerignola, e dell'intero Basso Tavoliere, e di San Severo, e dell'intero Alto Tavoliere, ossia i due principali poli produttivi pugliesi di uva per la vinificazione, giacchè in questi stessi distretti produttivi la gran parte della trasformazione viene effettuata da imprese e non da cantine sociali o da cooperative;
l'attuale crisi del settore vitivinicolo è paragonabile a quella esplosa nel 2005, che si concluse, appunto, con l'accesso generalizzato alla distillazione preventiva e di crisi e il riconoscimento, da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali, di un contributo de minimis ai produttori, pari a 1,5 euro a quintale, finalizzato a sostenere i costi di trasporto, mai effettivamente erogato,
si chiede di sapere:
quali misure e provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di includere i trasformatori privati nel decreto di attivazione della distillazione preventiva e di crisi;
in generale, se non ritenga doveroso erogare il contributo de minimis riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole e forestali nel 2005 e non ancora versato.
(3-00218)
LATRONICO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il Ministro in indirizzo ha deciso di trasferire temporaneamente a Policoro (Matera) oltre duecento extracomunitari, prevalentemente di cittadinanza sudanese ed eritrea, richiedenti asilo politico e provenienti dai Centri di accoglienza richiedenti asilo (CARA) pugliesi;
la decisione di spostare temporaneamente gli immigrati nel comune jonico è stata assunta senza consultare e coinvolgere preventivamente gli enti e le comunità interessate;
la strisciante ed inutile strumentalizzazione di tale inatteso trasferimento avvenuto in questi giorni rischia di generare allarme sociale nella Città di Policoro ed in tutta l'area del metapontino;
bisogna sostenere la comunità locale che si è fatta carico di un'emergenza umanitaria di carattere nazionale ed evitare che la situazione legata all'emergenza immigrati diventi oggetto di speculazioni politiche;
è necessario, quindi, coinvolgere tutti gli organismi interessati, ciascuno per la propria parte di responsabilità, attraverso la convocazione di un tavolo istituzionale;
occorre rassicurare gli operatori turistici del posto sull'impatto dell'iniziativa di accoglienza degli immigrati sullo svolgimento della loro attività di impresa,
l'interrogante chiede di sapere:
per quali ragioni la decisione di trasferire gli immigrati nella città di Policoro sia stata assunta senza consultare preventivamente le autorità locali e le comunità interessate;
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario convocare un tavolo aperto a tutte le istituzioni interessate, Regione compresa, per ricercare soluzioni adeguate all'emergenza umanitaria;
se non ritenga opportuno offrire al Sindaco di Policoro e alla comunità locale rassicurazioni certe sulla durata del soggiorno degli immigrati, sul loro numero e sulla loro provenienza;
se non ritenga di dover rassicurare gli operatori economici e turistici della città jonica sull'eventuale impatto delle azioni di accoglienza umanitaria e sull'iniziativa locale per contenere eventuali ricadute negative sul tessuto economico e sociale.
(3-00219)
ADAMO - Al Ministro dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:
la vicenda dell'istituto superiore paritario "Studium" di Milano, riferita in più occasioni dagli organi di stampa, solleva importanti questioni che vanno al di là dei rilievi penali e della mera cronaca giornalistica, evidenziando in modo emblematico la mancanza di un sistema adeguato di controllo e valutazione delle scuole private paritarie;
non si può spiegare altrimenti il fatto che gli studenti dell'istituto e i rispettivi genitori abbiano avuto contezza, soltanto nei primi giorni di settembre 2008, della inoperatività della scuola che frequentavano, per la quale avevano pagato regolarmente la retta d'iscrizione, vedendosi così costretti a rivolgersi alla Direzione scolastica regionale, che risultava totalmente all'oscuro;
solleva inoltre preoccupazione la notizia secondo cui, dei 28 insegnanti in servizio presso l'istituto, ben 25 si sarebbero licenziati entro il mese di giugno 2008 e vi sarebbe stato un avvicendamento nella titolarità della gestione della scuola;
qualora la notizia secondo cui risulterebbero in servizio solo otto ispettori per le scuole pubbliche e private della Lombardia corrispondesse al vero, essa rivelerebbe la grave inefficienza che caratterizza il sistema di controllo e valutazione del servizio scolastico in tale regione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo abbia avviato un'indagine interna per l'accertamento dei fatti in premessa e delle eventuali responsabilità, nonché quale esito abbia avuto tale indagine;
quali provvedimenti intenda assumere per tutelare gli studenti e le loro famiglie nei confronti di istituti che, avendo acquisito la qualifica di scuola paritaria, dovrebbero essere in grado di assicurare la stessa affidabilità della scuola pubblica.
(3-00220)
SBARBATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e trasporti e per le politiche europee - Premesso che:
nel mese di giugno 2009 è previsto il vertice del G8 tra gli otto paesi più industrializzati del mondo, che si dovrebbe tenere nell'isola di La Maddalena, nel nord della Sardegna;
con l'urgenza di realizzare le infrastrutture connesse con tale vertice entro la data di svolgimento dello stesso, l'operazione di cui sopra è stata affidata ad un commissario (il dott. Guido Bertolaso), consentendo così la deroga delle normali procedure di gara previste dalle normative comunitarie, e permettendo l'assegnazione di appalti con affidamento praticamente diretto;
dalla stampa si apprende che tra le opere infrastrutturali previste e finanziate in riferimento al suddetto vertice ve ne sarebbero alcune, come ad esempio l'arretramento della stazione ferroviaria di Olbia, che non potranno vedere neanche l'inizio dei loro lavori entro la data di svolgimento del vertice, sia per il loro mancato inserimento nella pianificazione regionale e locale, sia per la mancanza assoluta di progetti di livello esecutivo, sia ancora per la non intervenuta cessione delle aree su cui dovrebbero sorgere le opere,
si chiede di sapere quali provvedimenti intenda prendere il Governo per evitare che tali eventi straordinari siano utilizzati per aggirare le normative in vigore sugli appalti, ed impedire che si inneschino cortocircuiti economici in grado di favorire il soddisfacimento illecito di interessi del tutto personali, a discapito della comunità.
(3-00221)
SBARBATI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
dagli organi di stampa si apprende dell'utilizzo improprio di melamina, composto chimico utilizzato per produrre plastica, colle e resine sintetiche, nell'industria alimentare, nello specifico, in aggiunta al latte in polvere destinato all'alimentazione dei neonati e per preparare prodotti per l'alimentazione di animali da compagnia (cani e gatti) e mangimi per l'allevamento allo scopo di rendere tali alimenti apparentemente più ricchi di calcio;
questa pratica è da tempo in uso in Cina, e ha già prodotto effetti devastanti negli anni scorsi, a partire dal 2004, e oggi torna agli onori della cronaca per cifre che è difficile tacere: 3 morti, 158 ricoverati con blocco intestinale acuto e 6.244 intossicati di cui 1.327 ancora gravi;
il mercato cinese è il secondo mercato al mondo di latte in polvere per bambini. La ditta produttrice, la Sanlu, compagnia controllata dalla neozelandese Fonterra, non è la sola a utilizzare questa pratica scorretta. Sono stati condotti test che hanno portato a individuare altre 22 aziende che hanno aggiunto melamina in 69 diverse marche di latte in polvere;
esistono riscontri sui decessi di molti animali negli Stati Uniti che sono da ricondurre a mangimi con contenuto di melamina importati dalla Cina;
considerata la vastità della comunità cinese in Italia (in alcune province della Toscana raggiunge percentuali vicine al 40 per cento della popolazione residente) e la diffusione di negozi che commercializzano prodotti importati da tale Paese,
si chiede di sapere:
se esista un sistema di controlli tale da escludere che nel nostro Paese si possano acquistare prodotti con contenuto di melamina;
se si possa escludere la presenza di tale prodotto in generi alimentari destinati all'alimentazione di neonati;
come l'assunzione di melamina possa essere rilevata nel corpo umano e quali conseguenze, in assenza di sintomi di malessere manifesti, possa avere sulla salute;
se risultino denunciati strani casi di malore o decesso nei neonati che possano essere ricondotti all'assunzione di melamina;
poiché i prodotti che contengono melamina sono stati destinati anche all'esportazione con il coinvolgimento di colossi quali la Fonterra, per cui il prodotto segnalato negli USA per la presenza di melamina potrebbe essere giunto attraverso passaggi successivi anche in Italia, se il Ministro in indirizzo intenda avviare con urgenza una verifica accurata per escludere la presenza in Italia di prodotti destinati all'alimentazione umana e animale contenenti melamina.
(3-00224)