Dichiarazione di voto della senatrice Bugnano sulla mozione 1-00010 (testo 2)
I costi energetici lievitano di giorno in giorno sia per i cittadini che per le imprese.
Il peso del gas naturale rappresenta da solo il 60 per cento circa della spesa totale delle famiglie per l'energia, ma il salasso, nel confronto europeo, non riguarderebbe solo il discorso delle famiglie ma anche e soprattutto quello delle imprese, considerato che il prezzo pagato da quelle più piccole e medie per l'energia si colloca sui livelli più elevati in Europa.
L'apertura del mercato a nuovi attori e lo sviluppo della concorrenza sono le misure che in definitiva favoriscono gli utenti, come dimostra la netta diminuzione dei prezzi dell'energia elettrica registrata nei giorni scorsi dalla Borsa elettrica, con un abbattimento medio dell'1,5 per cento dei costi. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas in diverse circostanze ha segnalato al Parlamento e al Governo la necessità di introdurre anche per il settore del gas, come è già accaduto per quello dell'energia elettrica, una separazione proprietaria tra chi gestisce i monopoli tecnici e chi si occupa di libere attività in competizione. Nella segnalazione al Parlamento del 27 gennaio 2005 veniva sottolineato come, per creare una vera concorrenza nel mercato del gas, fosse necessario ridimensionare la posizione dominante dell'ENI in tutte le fasi della filiera di questo settore.
L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha recentemente ribadito che il settore in questione è ancora caratterizzato da una "sostanziale assenza di significativi sviluppi concorrenziali" e da una "insoddisfacente dinamica dei prezzi e del grado di mobilità" dei clienti finali. II problema di fondo è legato al fatto che il mercato del Gas risulta ancora dominato e controllato dall'ENI ed i risultati che l'Italia ha raggiunto sino ad oggi debbono essere considerati purtroppo ancora al di sotto delle aspettative.
A ciò si aggiunge che se con il decreto legislativo n. 164 del 2000 si era cercato di intaccare il monopolio esistente, adesso, a ben otto anni di distanza dall'emanazione di tale normativa, si rischia purtroppo di tornare indietro se è vero come è vero che l'Unione europea, come sottolineato nel testo della mozione Villari ed altri, ha scelto di non rendere obbligatoria la separazione proprietaria delle reti: un fatto che corrisponde sicuramente ad una reale battuta d'arresto nella liberalizzazione del settore.
Il 9 luglio scorso, infatti, il Parlamento europeo si è espresso a favore sulla possibilità che la rete del gas possa essere affidata a un gestore di trasmissione indipendente, interno all'impresa ma totalmente separato a livello contabile e societario, in alternativa alla separazione proprietaria. Per capirci, in Italia, l'Eni potrebbe anche non più vendere Snam Rete Gas, mentre l'uscita di ENI dal capitale Snam Rete Gas è stato sempre considerato un passo necessario per garantire la neutralità dell'operatore di rete.
In questo modo non si fa altro che rafforzare la posizione monopolistica di ENI in beffa a quanto recentemente dichiarato dal Garante per l'Energia e per il Gas secondo il quale "la separazione proprietaria resta la soluzione migliore per assicurare più concorrenza, sicurezza degli approvvigionamenti e un adeguato sviluppo delle infrastrutture".
Per queste ragioni è necessario che il Governo italiano intervenga al più presto nelle sedi opportune per consentire il completamento in Italia di un percorso liberale per una vera separazione dei monopoli a rete nel settore del gas, come già accaduto nel settore elettrico.
Per queste ragioni Italia dei Valori darà il suo voto favorevole alla mozione.