Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (382 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 050 del 30/07/2008


Allegato B

 

Relazione orale del senatore Dini sul disegno di legge n. 937

La struttura della Convenzione è conforme agli schemi accolti dall'OCSE per gli accordi internazionali sulle doppie imposizioni.

L'ambito soggettivo di applicazione include le persone fisiche e giuridiche residenti in uno o entrambi gli Stati membri (articolo 1).

La sfera oggettiva di applicazione riguarda invece la tipologia di imposte considerate (articolo 2): esse sono sia quelle sul reddito sia quelle sul patrimonio, secondo la denominazione adottata nei due Stati. Occorre osservare che nel Protocollo aggiuntivo si stabilisce che la Convenzione si applica indipendentemente dall'effettiva vigenza di imposte sul patrimonio.

L'articolo 3 reca le definizioni generali e l'articolo 4 la nozione di soggetto residente in uno Stato contraente.

L'articolo 5 individua poi il concetto di stabile organizzazione, recependo il modello OCSE di convenzione contro la doppia imposizione. Tuttavia, come generalmente avviene per l'Italia, se ne discosta laddove esclude dall'elenco delle fattispecie in cui non si considera la sussistenza di una stabile organizzazione la combinazione di più ipotesi. Detta differenziazione risponde ad esigenze antielusive.

I successivi articoli disciplinano la tassazione dei redditi immobiliari (articolo 6) e i redditi d'impresa (articolo 7).

Per quanto concerne i redditi di capitale, specifiche disposizioni sono dedicate a dividendi (articolo 10), interessi (articolo 11) e royalties - canoni (articolo 12).

Con riferimento ai capital gains - utili di capitale - (articolo 13), il criterio di tassazione è conforme alle raccomandazioni formulate dall'OCSE e distingue tra plusvalenze relative a beni immobili, derivanti dall'alienazione di beni mobili ovvero

di navi o aeromobili, nonché di beni diversi. È altresì prevista una norma antielusiva relativamente all'alienazione di azioni o di diritti di godimento di una società.

Gli articoli 14 e 15 disciplinano rispettivamente il trattamento fiscale dei proventi delle professioni indipendenti e da lavoro subordinato, mentre l'articolo 17 riguarda i compensi di artisti e sportivi.

Particolare rilevanza rivestono le disposizioni in materia di trattamento dei redditi da pensione, poiché si prestano a operazioni elusive tramite mirati trasferimenti di residenza all'estero nelle more della maturazione dei requisiti per il pensionamento. In proposito, l'articolo 18 detta una disciplina - che si applica anche ai trattamenti di fine rapporto - che tutela il gettito per il Paese di originaria residenza del lavoratore.

Nella medesima ottica si richiama anche il punto 8 del Protocollo aggiuntivo, che detta una norma generale antielusiva, la quale attribuisce a Italia e Islanda la potestà di disconoscere benefici d'imposta e trattamenti fiscali di favore ove derivanti da mutamenti di residenza che risultino precisamente finalizzati a tale scopo.

Gli articoli 19 e 20 riguardano le funzioni pubbliche e professori ed insegnanti.

Con riferimento alle imposte sul patrimonio, la regola generale dettata dall'articolo 23 è quella della tassazione dei beni immobili nello Stato in cui sono situati.

L'articolo 24 riguarda invece i metodi per eliminare la doppia imposizione internazionale mediante meccanismi di crediti d'imposta.

Le successive disposizioni prevedono la possibilità, in caso di controversia, di ricorrere ad una procedura amichevole di conciliazione, anche mediante il compromesso ad arbitri (articolo 26) e assicurano lo scambio di informazioni tra Stati (articolo 27).

Il disegno di legge di autorizzazione alla ratifica, infine, si compone di tre articoli, rispettivamente concernenti l'autorizzazione alla ratifica dell'accordo, l'ordine di esecuzione e l'entrata in vigore della legge.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Andreotti, Caliendo, Caselli, Castelli, Ciampi, Contini, Cursi, Davico, Mantica, Mantovani, Martinat, Massidda, Messina, Mugnai, Palma e Viespoli.

 

E' assente per incarico avuto dal Senato il senatore Cantoni, per attività della 4a Commissione permanente.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Valentino Giuseppe, Ciarrapico Giuseppe

Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso (957)

(presentato in data 29/7/2008 ).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini (735-B)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo)

S.735 approvato dal Senato della Repubblica

C.1496 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati

(assegnato in data 30/07/2008 );

 

Commissioni 1° e 2° riunite

Sen. Li Gotti Luigi ed altri

Norme in materia di sensibilizzazione e repressione della discriminazione razziale, per l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654 (842)

previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 14° (Politiche dell'Unione europea)

(assegnato in data 30/07/2008 );

 

Commissioni 2° e 3° riunite

Sen. Casson Felice

Ratifica ed esecuzione della Convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dall'Assemblea Generale dell'ONU il 31 ottobre 2003 con risoluzione n. 58/4, firmata dallo Stato italiano il 9 dicembre 2003, nonché norme di adeguamento interno e modifiche al codice penale e al codice di procedura penale (816)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 14° (Politiche dell'Unione europea)

(assegnato in data 30/07/2008 ).

 

Disegni di legge, nuova assegnazione

Commissioni 1°, 5° e 6° riunite

in sede referente

Regione Lombardia

Nuove norme per l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (316)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

Già assegnato, in sede referente, alla (5° e 6° riun.)

(assegnato in data 30/07/2008 ).

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 3ª Commissione permanente Aff. esteri

 

in data 29/07/2008 il senatore Bettamio Giampaolo ha presentato la relazione unica 857 e 174-A sui disegni di legge:

Sen. Menardi Giuseppe ed altri

"Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di una gestione unificata del tunnel di Tenda e alla costruzione di un nuovo tunnel, fatto a Parigi il 12 marzo 2007" (174)

"Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di una gestione unificata del tunnel di Tenda e alla costruzione di un nuovo tunnel, fatto a Parigi il 12 marzo 2007" (857)

 

in data 29/07/2008 il senatore Amoruso Francesco Maria ha presentato la relazione 858-A sul disegno di legge:

"Ratifica ed esecuzione del secondo Protocollo alla Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari stabilito in base all'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea del 26 luglio 1995, fatto a Bruxelles il 19 giugno 1997" (858)

Affari assegnati

In data 29 luglio 2008 è stato deferito alla 13a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, l'affare concernente le problematiche legate all'inclusione dei sottoprodotti delle distillerie tra le biomasse combustibili (Atto n. 37).

 

Interpellanze

CIARRAPICO, GRAMAZIO, DE GREGORIO, TOTARO, TOFANI, PARAVIA, CALIGIURI, GERMONTANI, AMORUSO, FASANO, ALLEGRINI, VALDITARA, SPEZIALI, DI GIROLAMO Nicola, D'AMBROSIO LETTIERI, DIGILIO, COLLINO, SACCOMANNO, CORONELLA, PALMIZIO, BARELLI - Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per i rapporti con le Regioni e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'Amministrazione della Provincia di Latina, la Giunta regionale del Lazio, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente hanno autorizzato la realizzazione, nella città di Aprilia (Latina), di un impianto Turbogas;

il Sindaco di Aprilia, l'unica autorità sanitaria in loco responsabile della salvaguardia ambientale e della salvaguardia sanitaria, non risulta abbia preso provvedimenti adeguati per verificare, ad oggi, che la concessione per la realizzazione e l'esercizio di detto impianto Turbogas rilasciata dalle suindicate autorità locali sia conforme e confacente, nell'interesse dei cittadini di Aprilia;

le stesse autorità di cui sopra non sembra abbiano effettuato rilevazioni, in momento coevo, della reale attuale situazione della città di Aprilia e dell'area immediatamente circostante e comunque interessata all'impatto con la realizzazione dello stesso impianto Turbogas istituito ed attualmente in fase di realizzazione,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, non ritengano di verificare, anche attraverso il coinvolgimento del Prefetto di Latina, il corretto adempimento da parte del Sindaco pro tempore di Aprilia delle norme preposte alla tutela sanitaria ed ambientale, nonché di adottare le opportune iniziative.

(2-00023)

Interrogazioni

VICECONTE, LATRONICO - Al Ministro delle infrastrutture e trasporti - Premesso che:

nei giorni scorsi è stato riscontrato un grave cedimento strutturale del viadotto "Fiumara di Tito" più conosciuto come "Ponte di Picerno";

il cedimento è stato tale da comportare, dopo le verifiche dei tecnici dell'Anas, la completa chiusura del viadotto per lo "scoppio" di una trave ed il grave danneggiamento di molte altre, danni che potrebbero portare all'abbattimento dell'infrastruttura con la conseguente chiusura del tratto per alcuni anni;

tale ponte fa parte del raccordo autostradale "Potenza-Sicignano degli Alburni" dell'austostrada A3 e collega la Basilicata con la Campania e quindi con il nord del Paese;

tale ponte rappresenta un'infrastruttura fondamentale per la viabilità generale ed è strategico per l'economia della Basilicata, vista la preponderanza nel nostro Paese del trasporto su gomma;

dopo la chiusura del ponte, tutto il traffico era stato deviato sulla ex strada statale 94, (via di comunicazione piena di curve strette), provocando forti disagi agli automobilisti e soprattutto ai camionisti;

a seguito della riunione del Comitato operativo per la viabilità, tutti i mezzi di trasporto delle merci sono stati poi deviati su un percorso alternativo costituito dalla strada statale 95 e dall'ex strada statale 19-ter,

gli interroganti chiedono di sapere:

se risulti ai Ministri in indirizzo che l'Anas intenda mettere in atto specifici progetti, ed eventualmente quali siano, per realizzare in primo luogo un intervento conservativo del Ponte di Picerno;

se sia prevista una riunione tecnica tra Governo, Anas e istituzioni regionali per ricercare un'idonea soluzione al problema;

quali interventi urgenti, anche finanziari, e in che tempi, il Governo intenda intraprendere per ripristinare al più presto il raccordo autostradale.

(3-00178)

LATRONICO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

negli ultimi anni in Italia ed in particolare in Basilicata il settore cunicolo attraversa una profonda crisi;

le difficoltà che il comparto sta vivendo sono dovute sia al radicale mutamento dei prodotti alimentari consumati dagli italiani sia ad una minore propensione all'acquisto di alimenti freschi a favore di quelli congelati, nonché, infine, all'aumento costante delle importazioni agricole che impongono ai produttori italiani la progressiva rincorsa di standard di organizzazione aziendale diversi da quelli nazionali;

detta situazione ha determinato la grave difficoltà degli allevatori di conigli da carne, in particolare di quelli lucani, a collocare sul mercato la loro produzione che risulta, quindi, spesso, invenduta;

tenuto conto che:

in Italia il settore cunicolo potrebbe assumere un ruolo sempre più importante nel comparto zootecnico;

in particolare, in Basilicata l'allevamento del coniglio da carne comprende già oggi 12.450 fori fattrici per circa 700.000 conigli macellati all'anno;

nei comuni della Basilicata aziende agricole avvedute e moderne hanno organizzato una imprenditoria dinamica che impiega centinaia di persone;

è necessario quindi attivare ogni misura utile per la ripresa economica e produttiva delle imprese colpite dalla crisi di mercato e limitare i danni economici ed occupazionali,

l'interrogante chiede di sapere:

quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per arginare la crisi che le imprese del settore cunicolo italiano attraversano;

se ritenga indispensabile promuovere la deliberazione dello stato di crisi del comparto dell'allevamento del coniglio da carne;

se, al fine di favorire una rapida ripresa del settore, ritenga opportuno attivare, ai sensi dell'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il Fondo per le crisi di mercato e procedere all'accoglimento delle domande di sostegno avanzate dalle aziende.

(3-00179)

LATRONICO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

il Centro di riferimento oncologico della Basilicata (CROB) con sede presso lo stabilimento ospedaliero di Rionero in Vulture è stato istituito con legge della regione Basilicata n. 13 del 23 maggio 1989;

la regione Basilicata ha sostenuto il riconoscimento del centro come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) con le deliberazioni della giunta n. 347 del febbraio 2001 e n. 861 del giugno 2007;

la richiesta di riconoscimento formulata per la trasformazione del CROB in IRCCS trova rispondenza nelle strategie della programmazione sanitaria regionale volte a rafforzare la disciplina oncologica sia in termini di prevenzione sia in termini di assistenza, ricovero e cura di alta specialità, a cui affiancare anche attività di ricerca;

la Conferenza Stato-Regioni ha approvato la richiesta di riconoscimento quale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico;

l'Ospedale oncologico regionale, istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, è stato istituito il 10 marzo 2008 con decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 25 marzo 2008;

considerato che:

l'istituto deve costituire per il territorio regionale un presidio integrato per la prevenzione, cura e riabilitazione nel campo oncologico, sviluppare la ricerca e i servizi già esistenti nella logica di una programmata e razionale estensione degli stessi anche attraverso la sperimentazione e valutazione di nuovi percorsi clinico-assistenziali;

sarebbe necessario, quindi, verificare l'iter procedurale di riconoscimento del CROB come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico;

sarebbe altresì opportuno conoscere i criteri e le modalità di organizzazione, di gestione e di funzionamento dell'istituto;

l'interrogante chiede di sapere:

quale sia lo stato di attuazione del suddetto decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 25 marzo 2008 che ha portato al riconoscimento del Centro di riferimento oncologico della Basilicata in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico;

quali siano i criteri e le modalità di organizzazione, di gestione e di funzionamento dell'Istituto medesimo.

(3-00180)

LATRONICO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

il decreto legislativo 625 del 1996 "Attuazione della direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi" disciplina le procedure e il meccanismo per la quantificazione dell'ammontare degli idrocarburi estratti nel territorio nazionale e il conseguente valore delle aliquote del prodotto;

la norma assegna all'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia - Dipartimento per la competitività, Direzione generale per l'energia e le risorse minerarie (UNMIG), istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, il compito di certificare la congruità sia della quantità fisica sia dei conseguenti valori finanziari del greggio estratto nel territorio nazionale;

in particolare, per ciascuna concessione di coltivazione di idrocarburi, il rappresentante unico (rappresentante della concessione di coltivazione) comunica mensilmente all'UNMIG i quantitativi degli idrocarburi prodotti e di quelli avviati a consumo per ciascuno dei titolari;

considerato che:

il responsabile della corretta misurazione delle quantità prodotte e avviate al consumo è il rappresentante unico della concessione;

la normativa vigente non consente, quindi, alle Regioni interessate dalle attività estrattive come la Basilicata, in cui solo nell'anno 2007 si sono estratti più di 4 milioni di tonnellate di greggio (oltre l'80 per cento dell'intera produzione nazionale di petrolio), di ottenere dall'UNMIG i dati relativi alle estrazioni quotidiane degli idrocarburi;

non disponendo di autonome strutture di controllo, le Regioni non sono in grado di contestare ufficialmente alle compagnie petrolifere eventuali errori commessi nel calcolo delle royalties;

è opportuno, quindi, assicurare una verifica più attenta dell'esattezza dei dati comunicati dalle compagnie petrolifere e una maggiore trasparenza nell'attività di accertamento sull'effettiva estrazione e produzione di petrolio sulle quali si applicano le royalties a favore delle Regioni,

l'interrogante chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda verificare le modalità e le procedure di controllo e di certificazione dei quantitativi di idrocarburi prodotti e avviati al consumo e di calcolo delle royalties;

se ritenga di intervenire al fine di assicurare una disciplina più attenta all'esattezza dei dati comunicati dalle compagnie petrolifere e garantire una maggiore trasparenza nell'attività di accertamento sulle estrazioni e produzioni di petrolio e di calcolo delle royalties.

(3-00181)

SBARBATI - Al Ministro dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:

la collaborazione tra risorse esistenti è un passo necessario per raggiungere la massa critica necessaria a sostenere il Paese sul piano internazionale. Nel settore spaziale, terreno di cultura e di ricerca avanzata, l'esigenza pone in primo piano il ruolo delle università;

il decreto legislativo n. 128 del 2003, che dal 1° gennaio 2004 ha trasferito la gestione della Base spaziale di Malindi dall'Università "La Sapienza" di Roma all'Agenzia spaziale italiana (ASI), ad avviso dell'interrogante, ha sicuramente mancato gli obiettivi di collaborazione e di sviluppo che vi erano stati enunciati. Di fatto, durante i tre anni trascorsi, l'ASI non è stata in grado di condurre alcuna iniziativa in tal senso, per contro l'Università è stata privata della facoltà di usare liberamente le proprie attrezzature e danneggiata nei rapporti internazionali e nello svolgimento dei compiti istituzionali;

gli orientamenti espressi nella manovra finanziaria e i possibili mutamenti nella struttura e nelle linee programmatiche dell'ASI indicano come opportuno un provvedimento di riforma del decreto legislativo n. 128 che riconduca ad una gestione efficiente e ad un effettivo rilancio della Base di Malindi e restituisca all'Università l'autonomia istituzionale che le è stata sottratta;

a giudizio dell'interrogante, il riequilibrio del rapporto fra l'ASI e l'Università può essere raggiunto attraverso la costituzione di un Consorzio entro cui ciascuno dei due enti possa esercitare le funzioni più adatte alle proprie competenze. La varietà e la consistenza delle risorse investite dall'Università "La Sapienza" per la Base di Malindi appaiono sufficienti a stabilire fin da ora una confacente distribuzione dei ruoli, affidando all'ASI le responsabilità del segmento di lancio e all'Università la responsabilità delle Stazioni di terra,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare iniziative, anche normative, per affrontare la questione esposta in premessa;

quale sia la valutazione del Governo in merito alla possibilità di costituire un Consorzio tra i due enti;

se non ritenga opportuno che, nell'attesa di una riformulazione del decreto legislativo n. 128 del 2003, l'ASI sospenda le iniziative che dovessero essere in contrasto con l'Università e prive del necessario coordinamento e non si proceda in forma autonoma alla negoziazione di accordi relativi ad attività sulla Base di Malindi che conducano alla ulteriore erosione dei programmi e dei diritti dell'Università.

(3-00183)

SBARBATI - Al Ministro dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:

Thales Alenia Space Italia (TASI), nella sua sede di Torino, sta svolgendo un ruolo di capo commessa industriale e assumerà responsabilità diretta della fase di atterraggio sul pianeta Marte, nell'ambito del programma ExoMars (missione europea per l'esplorazione di Marte, approvata alla Conferenza ministeriale del 2005) già in fase avanzata, che vede il nostro Paese impegnato sia sul piano operativo che economico;

TASI rappresenta un centro di eccellenza nella ricerca applicata all'esplorazione dell'Universo, robotica e abitata, considerati campi strategici di sviluppo nei programmi dei prossimi venti anni dell'ESA (Agenzia spaziale europea) e della NASA;

più del 50 per cento dei moduli pressurizzati del progetto della Stazione spaziale internazionale sono stati progettati e prodotti presso lo stabilimento TASI di Torino che è anche uno dei soggetti indicati a sviluppare le future soluzioni europee per il trasporto dell'uomo nello spazio;

in Piemonte è presente un polo d'eccellenza per le tecnologie innovative nel settore aerospaziale che potrebbe dar vita a un Distretto aerospaziale piemontese al quale potrebbero collaborare ALTEC, PMI e il Politecnico di Torino, oltre alle università del Piemonte, che già attuano una sinergia sul progetto finalizzato all'esplorazione robotica e/o abitata della Luna e/o di Marte;

l'industria aerospaziale italiana si è guadagnata una notevole autorevolezza a livello mondiale anche per i successi ottenuti nel campo delle missioni scientifiche umane e nell'esplorazione dell'Universo, tema quest'ultimo centrale nella programmazione delle principali agenzie aerospaziali del mondo;

la competitività di questo settore a così alta tecnologia e specializzazione è raggiunto solo grazie ad un continuo sforzo di ricerca e sviluppo che non può basarsi solo su investimenti interni delle aziende e che in tutti i Paesi più avanzati viene sostenuto anche da commesse pubbliche in campo scientifico,

si chiede di sapere:

come il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di evitare che la maggior parte del finanziamento pubblico sia destinata alle applicazioni pratiche e commerciali delle tecnologie spaziali (le telecomunicazioni, programma Galileo per la navigazione e programmi per l'osservazione della terra) e sottratta all'esplorazione;

se intenda garantire la leadership italiana nel programma ExoMars (finanziamento assunto nel 2005 dal precedente Governo Berlusconi, pari a 240 milioni di euro, pari al 37 per cento del totale) che, alla luce della revisione dei costi, necessita di un finanziamento aggiuntivo di circa 100-150 milioni di euro per dare continuità all'attività di ricerca fino al 2016, oltre al mantenimento del ruolo di capo commessa industriale al TASI. Questo impegno darebbe visibilità all'Italia a livello internazionale e ragione all'investimento e agli sforzi fatti finora.

(3-00184)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

MONGIELLO - Al Ministro per le pari opportunità - Premesso che:

la stampa, non solo sportiva, ha dato grande rilevanza alla notizia dell'esclusione della campionessa di tiro Elsa Caputo, tesserata per il gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, dalla squadra che parteciperà alle Olimpiadi di Pechino in rappresentanza dell'Italia;

in un documento ufficiale, la Segreteria generale del Sindacato autonomo di polizia avanza il dubbio che tale esclusione sia riconducibile ad un'azione discriminatoria nei confronti delle donne da parte degli organismi responsabili delle selezioni per la composizione della squadra nazionale;

qualora tale denuncia rispondesse al vero, la gravità della decisione sarebbe amplificata dall'essere stata adottata nell'ambito di un prestigioso corpo dello Stato,

si chiede di sapere quali misure e provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per verificare la fondatezza della denuncia pubblicamente espressa dal Sindacato autonomo di polizia al fine di evitare al nostro Paese una pessima figura a livello internazionale.

(3-00182)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

DE CASTRO, ANDRIA, MONGIELLO, PERTOLDI, PIGNEDOLI, DI NARDO - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

la dieta mediterranea rappresenta una risorsa di sviluppo sostenibile molto importante per tutti i Paesi del Mediterraneo, per l'incidenza economica e culturale che riveste il cibo nell'intera regione e per la capacità di ispirare un senso di continuità ed identità per le popolazioni locali;

il Parlamento italiano, con la legge 27 settembre 2007, n.167, ha ratificato la "Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale" approvata dall'UNESCO il 17 ottobre 2003 nel corso della sua 32a sessione;

l'Italia ha avviato insieme alla Spagna, alla Grecia e al Marocco l'iter per la presentazione all'UNESCO della candidatura della dieta mediterranea all'inserimento nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità;

la proposta di candidatura si colloca nel quadro di sviluppo della dichiarazione congiunta di cooperazione sancita a Roma il 18 aprile 2008 da Grecia, Italia, Marocco e Spagna, per la promozione della dieta mediterranea e la tutela della qualità e della competitività delle produzioni agroalimentari, in riferimento anche al rapporto profondo delle comunità rurali con il territorio;

considerato che:

con la mozione 1-00009, approvata all'unanimità dall'Assemblea del Senato nella seduta antimeridiana n. 28 del 26 giugno 2008, il Senato ha impegnato il Governo a sviluppare - d'intesa con la Spagna, la Grecia e il Marocco e nel rispetto rigoroso delle scadenze previste per la redazione e la presentazione del progetto di candidatura - tutte le iniziative necessarie per l'inserimento della dieta mediterranea nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità e a predisporre - come previsto dagli articoli 11, 12, 13, 14, 15 della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, di concerto con le Regioni, gli Enti locali e le organizzazioni di settore - tutti i provvedimenti necessari per la salvaguardia e la valorizzazione della Dieta Mediterranea nel territorio nazionale;

la presentazione del documento finale, secondo quanto disposto dal calendario per la pianificazione del progetto di candidatura, dovrà avvenire entro il mese di settembre 2008;

le iniziative concrete si stanno concentrando sulla definizione congiunta del progetto di candidatura che dovrà contenere azioni dettagliate, programmi e strategie di ogni tipo, volte a garantire la protezione, la valorizzazione e la promozione del Patrimonio immateriale di cui si predispone la candidatura, anche in riferimento alla predisposizione, raccolta, sistematizzazione ed adozione di inventari;

considerato, inoltre, che:

per quanto riguarda la gestione operativa delle attività necessarie alla predisposizione del dossier di candidatura, il Ministero per i beni e le attività culturali, per le materie di competenza, dovrà assicurare le funzioni, le strutture e gli strumenti di salvaguardia della dieta mediterranea;

il Ministero per i beni e le attività culturali è altresì l'amministrazione preposta alla presentazione del dossier di candidatura della dieta mediterranea a patrimonio immateriale dell'umanità;

il sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Francesca Martini, in una recente intervista, propone la dieta padana in alternativa alla dieta mediterranea, candidata a diventare patrimonio immateriale dell'umanità,

si chiede di sapere quali siano, nell'ambito degli adempimenti di competenza, le iniziative concrete poste in atto per far fronte agli impegni assunti dal Governo con la mozione bipartisan 1-00009 approvata all'unanimità il giorno 26 giugno 2008 nella seduta antimeridiana n. 28 del Senato.

(4-00444)

GARAVAGLIA Mariapia - Al Ministro dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:

la sentenza n. 161 del 2008 della Corte costituzionale mira ad assicurare il rispetto dei principi in tema di conferimento di incarichi dirigenziali anche nella scuola, ai sensi dell'articolo 19, commi 5, 5-bis e 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001;

le Amministrazioni, al fine di reintegrare il personale dirigenziale cessato anticipatamente ai sensi dell'articolo 2, commi 159 e 161, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 24 novembre 2006, n. 286, prevedono il superamento del limite percentuale per il conferimento di detti incarichi previsto dal citato articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001;

l'inquadramento nei ruoli dei dirigenti di seconda fascia dell'Amministrazione richiedente dovrà avvenire entro il limite dei posti disponibili della relativa dotazione organica, quindi gli interessati saranno tenuti - entro un anno - alla frequenza di un corso di alta formazione previsto per l'accesso alla dirigenza ai sensi dell'articolo 19, comma 14, della legge n. 448 del 2001, appositamente istituito, al termine del quale sarà previsto un esame-colloquio,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda dare corso agli attesi inquadramenti.

(4-00445)

RUSCONI - Ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:

il 21 luglio 2008 i lavoratori della ERC di Calolziocorte (Lecco) - azienda che opera nel settore magnetico e nell'elettronica con 280 dipendenti, di cui 240 donne - sono stati informati dalla direzione aziendale che la ditta è stata messa in liquidazione. La società ha motivato tale scelta in relazione alle difficoltà di tenuta del mercato e della situazione finanziaria;

allo stato attuale non è dato sapere se per la ERC sia stata avviata la procedura di fallimento, o se sia ancora possibile trovare un acquirente. L'unica certezza è che i lavoratori sono in cassa integrazione a zero ore a partire da lunedì 28 luglio 2008;

particolarmente problematica è la situazione dei 70 lavoratori provenienti dalla ex Ken Electric di Cisano Bergamasco, assunti dalla ECR un anno fa con contratto a tempo determinato accompagnato da un impegno scritto di assunzione a tempo indeterminato. Il contratto a termine di questi lavoratori scade il prossimo 4 settembre 2008 e, essendo stata messa in liquidazione la società, ora non ci sarebbero le basi per far fronte a tale impegno. Per i dipendenti della ex Ken Electric, dunque, rischierebbe di essere precluso lo strumento della cassa integrazione per cessata attività, e resterebbe solo la mobilità;

la messa in liquidazione della ERC rappresenta l'ennesimo colpo che riceve l'occupazione e il sistema produttivo nel territorio lecchese, dopo la crisi della Riello, le difficoltà alla Leuci, dopo il ricorso alla cassa integrazione in tante altre piccole aziende del territorio,

si chiede di sapere quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere per scongiurare la chiusura di questa azienda e tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti.

(4-00446)

BALBONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nella regione Emilia Romagna sono presenti quattro Nuclei sommozzatori dei Vigili del fuoco (a copertura dei quattro turni previsti), due con sede a Bologna, uno a Ravenna e uno a Ferrara;

in funzione di una riorganizzazione e razionalizzazione dei Nuclei sommozzatori dei Vigili del fuoco, si sarebbe deciso di estinguere lo storico nucleo di Ferrara;

detta estinzione del nucleo di Ferrara dovrebbe attuarsi attraverso il lento esaurimento del nucleo estense attraverso la mancata sostituzione del personale in quiescenza (allo stato il nucleo consta di soli quattro componenti rispetto ai circa dieci presenti nei nuclei di Ravenna e di Bologna);

il territorio estense, sulla cui superficie quasi la metà dei canali presenti è attigua a strade provinciali e comunali, comprende circa 4.000 chilometri di rete idrica ed è attraversato per un lungo tratto dal fiume Po che, come è noto, è spesso a rischio di esondazione;

nel territorio estense si è registrato il più alto numero di interventi (circa il 55 per cento dell'intera regione Emilia Romagna) posti in essere con altissima professionalità dal nucleo dei Vigili del fuoco di Ferrara, specializzati soprattutto per le acque cieche e altamente inquinate del Po;

i costi per il mantenimento operativo del nucleo di Ferrara, che comunque presta servizio in tutta la Regione, ammonterebbero a circa 0,00634 euro per ogni cittadino all'anno,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e, in caso alternativo, se ritenga di dover intervenire al fine di scongiurare la chiusura dello storico Nucleo sommozzatori dei Vigili del fuoco di Ferrara.

(4-00447)

ALLEGRINI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

una paradossale disparità di trattamento punisce tutti i cittadini di Tuscania (Viterbo) che nel dopo terremoto svolsero il servizio civile impegnandosi nei lavori della ricostruzione o nei servizi di pubblica utilità;

l'incredibile scoperta è stata fatta da un cittadino che, all'atto della presentazione di una domanda di ricongiunzione di contributi all'INPS di Viterbo, si è inteso rispondere che il servizio civile svolto a Tuscania non dà diritto ai contributi figurativi come per tutti gli altri obiettori di coscienza o volontari in missioni umanitarie;

ciò è quanto prevede la circolare INPS del febbraio 1984 avente per oggetto: "Servizio civile prestato nei comuni terremotati ai sensi della legge 30 novembre 1970, n. 953, e 20 dicembre 1971, n. 1155. Esclusione dell'accreditamento di contributi figurativi";

la disparità di trattamento viene chiaramente espressa nella circolare quando fa riferimento ad un altro atto dell'Istituto previdenziale, la circolare n. 548 del 14 gennaio 1981, nella quale viene precisato che i periodi di servizio militare non armato o di servizio sostitutivo civile prestati ai sensi della legge 15 dicembre 1972, n. 772, sono equiparati al servizio militare e quindi gli interessati possono godere del diritto all'accredito dei contributi figurativi;

nella circolare n. 33 si può leggere testualmente: "In relazione ad alcune incertezze manifestatesi, si ritiene opportuno fornire ulteriori chiarimenti in merito al servizio civile prestato in taluni comuni terremotati tra i quali Tuscania e Arlena di Castro ai sensi, rispettivamente, della legge 30 novembre 1970, n. 953, e della legge 20 dicembre 1971, n. 1155. Al riguardo, si richiama l'attenzione sulla circostanza che, benché tali servizi vengano qualificati servizio civile ammesso come sostitutivo di quello militare, si tratta di servizi civili che comportano oneri retributivi e previdenziali";

in relazione a tali servizi, è esclusa, pertanto, la possibilità di accreditare contributi figurativi;

l'ingiustizia appare ancora più evidente se si approfondiscono i contenuti della deliberazione del Consiglio dei ministri del 30 marzo 1988, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 28 luglio 1988, nella quale viene stabilito che anche gli obiettori di coscienza che, per questa loro posizione, chiedono di svolgere un servizio sostitutivo civile hanno gli stessi diritti riconosciuti ai cittadini che prestano il servizio militare vero e proprio;

il servizio civile è equiparato, ai fini amministrativi e previdenziali, a quello di leva e come tale valido per la determinazione dell'anzianità contributiva ai fini del trattamento previdenziale;

sia che il servizio militare o civile sia svolto in costanza di rapporto di lavoro, sia che venga effettuato prima di iniziare l'attività lavorativa, il periodo relativo viene accreditato sul conto assicurativo del lavoratore,

l'interrogante chiede di conoscere in che modo il Governo intenda intervenire, con urgenza, per rimediare a questa incredibile incongruenza normativa che discrimina e punisce tutti quei cittadini che nel dopo terremoto di Tuscania svolsero meritoria opera di servizio civile impegnandosi nella ricostruzione della città o in lavori di pubblica utilità.

(4-00448)

CASOLI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

alcune località di villeggiatura delle Marche nel periodo estivo con l'arrivo dei vacanzieri vedono triplicata la popolazione;

in particolare, la città di Senigallia (Ancona) registra l'arrivo di circa 70.000 turisti che si aggiungono ai 45.000 residenti; dal computo sono assenti i visitatori del fine settimana;

nel contempo le forze di polizia presenti sul territorio rimangono carenti e ciò, in considerazione anche dell'aumento in questi ultimi anni della micro-criminalità, aumenta la preoccupazione e l'allarme in tutta la cittadinanza;

in particolare, la città di Senigallia dispone di una sola volante della Polizia di Stato;

negli ultimi tempi, stante il crescente problema del vandalismo e dei gruppi di sbandati e tossicodipendenti che, di notte, si riversano sull'arenile, alcuni volontari hanno organizzato pacifiche "ronde civiche" (costituite anche da operatori balneari e consiglieri comunali) che coadiuvano l'azione delle forze dell'ordine;

tenuto conto che:

a Senigallia è presente il reparto mobile della Polizia di Stato che consta di oltre cento agenti;

detti agenti della Polizia di Stato, se non impegnati in incarichi e missioni connesse al loro servizio, potrebbero ben essere impiegati per controllare il territorio della città e contribuire ad incrementare il livello di sicurezza di tutti i cittadini,

l'interrogante chiede di sapere:

se e in che modo il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di far fronte al problema della sicurezza nella città di Senigallia e nelle altre località turistiche delle Marche;

in particolare, se, a tal fine, intenda disporre anche l'impiego degli agenti operativi del Reparto mobile della Polizia di Stato quando gli stessi non sono impegnati in incarichi o missioni connessi al loro servizio.

(4-00449)

BIANCONI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

il data 16 luglio 2008 è stata depositata presso il Comune di Cesena (Forlì-Cesena), denuncia di inizio attività necessaria per iniziare i lavori di riqualificazione del capannone sito in via Longo a Torre del Moro e, da quello che risulta anche in questi giorni sui quotidiani, tali lavori dovrebbero permettere che il capannone diventi una sorta di Moschea della comunità islamica locale, che avrebbe acquistato l'immobile, all'interno della quale dovrebbero svolgersi molteplici attività non solo di culto;

a seguito della destinazione d'uso di questo capannone i residenti, gli artigiani e piccoli imprenditori della zona di Torre del Moro sono molto preoccupati per il degrado che potrebbe subire la zona e quindi di conseguenza anche il valore delle loro proprietà, vista la limitata futura capacità di mobilità, di trasporto e di parcheggio in considerazione dell'elevato numero di persone che andrebbero ad essere presenti costantemente nella zona. Tutto questo non potrà che avere pesanti ripercussioni anche sugli spostamenti dei cittadini di Cesena che lavorano in quella zona, nella quale sono concentrate numerose aziende artigiane;

nello Statuto dell'Associazione, che controllerà di fatto la nuova moschea, si indica, tra le finalità, l'organizzazione di campagne di vaccinazione dei bambini contro le malattie infettive, nonché la messa in funzione di ambulatori e centri di assistenza, con gravi implicazioni sotto un profilo medico-sanitario,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto illustrato e quali eventualmente siano i provvedimenti che intende attuare a scopo preventivo;

se al Ministro risultino altre associazioni islamiche che nei loro statuti prevedono tra gli scopi quello dell'assistenza sanitaria e ambulatoriale, che di fatto il nostro Stato demanda ad apposite strutture, eventualmente anche private, ma che devono rispondere a precise norme, soprattutto di carattere igienico-sanitario;

se non si ravvisi un serio pericolo per la sicurezza fisica delle persone che dovessero rivolgersi a tali ambulatori per richiedere prestazioni mediche quali, oltretutto, la vaccinazione dei bambini;

se non ritenga necessario porre in essere delle indagini in tutti questi luoghi di culto presenti sul nostro territorio per verificare se al loro interno vi siano degli ambulatori medici o strutture atte a fornire ai propri aderenti cure mediche ed assistenza sanitaria.

(4-00450)

BIONDELLI - Al Ministro dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:

la chiesa parrocchiale S.Agnese di Bogogno (Novara) ha ristrutturato l'asilo parrocchiale "Maria Bambina" con una spesa superiore ai 200.000 euro e ha ottenuto dal Ministero dell'istruzione, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, il decreto di riconoscimento di scuola dell'infanzia paritaria n. 3395 del 4 luglio 2008 per una monosezione di 18 alunni avendo tutti i requisiti di legge richiesti dalle normative e rispettando gli standard di superficie previsti (indice di superficie netta totale metri quadrati 158,39 come da decreto ministeriale 18 dicembre 1975, tab. 5);

la predetta scuola è convenzionata da parecchi anni con il Comune di Bogogno;

gli abitanti del Comune di Bogogno sono ora 1.159;

il Comune di Bogogno, a sua volta, ha ricavato nell'edificio della scuola primaria (elementare), che ospita 50 alunni, una sezione di scuola d'infanzia statale che può ospitare fino a 25 bambini in un'unica aula di circa 40 metri quadrati con all'interno i servizi igienici di circa 10 metri quadrati e senza antibagno senza rispettare i requisiti minimi richiesti dalle normative e gli standard di superficie previsti;

risulta che i ragazzi frequentanti la scuola primaria sono privati di spazi necessari e dovranno condividere gli stessi locali, e più precisamente che il locale adibito a mensa deve essere utilizzato anche come dormitorio per i bambini della Scuola d'Infanzia e l'attività didattica della scuola primaria è programmata per tener conto della presenza e di non arrecare disturbo, per le diverse esigenze, dei bambini della scuola d'infanzia specialmente quando riposano;

le esigenze degli alunni delle due scuole sono completamente differenti anche sotto l'aspetto didattico;

nella predetta scuola d'infanzia statale, priva dei requisiti più sopra indicati, sono iscritti 15 alunni ai quali è offerto un servizio non adeguato e rispondente alle norme sulla sicurezza e salute dei bambini;

l'apertura della scuola d'infanzia statale, priva dei requisiti minimi richiesti, impedisce alla scuola cattolica d'infanzia paritaria di continuare la sua attività poiché non ci sono altri bambini;

l'Ente pubblico, oltre a far rispettare, deve per primo applicare e rispettare le norme di legge sull'attivazione di qualsiasi servizio pubblico nell'interesse dei suoi utilizzatori;

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che nel Comune di Bogogno, paese di soli 1.159 abitanti e dove già esiste una scuola d'infanzia paritaria recentemente autorizzata dal Ministero, è funzionante una scuola d'infanzia statale fino ad un massimo di 25 bambini senza l'osservanza dei requisiti minimi richiesti dalle normative nonché degli standard di superficie previsti e quali iniziative intenda assumere.

(4-00451)

BIANCHI - Ai Ministri dell'istruzione, università e ricerca e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con la legge 27 dicembre 2006, n. 296 è stato avviato dal precedente Governo un processo di stabilizzazione del personale precario del comparto scuola, attraverso la programmazione di assunzioni a tempo indeterminato da effettuarsi in tre anni (dal 2007 al 2009), consistenti, per quanto riguarda il personale docente, in 150.000 unità e, per quanto riguarda il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in 20.000 unità;

finalità dichiarata della richiamata normativa è stata quella di dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico del comparto scuola e di evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere più funzionali gli assetti scolastici, nonché di attivare azioni tese ad abbassare l'età media del personale docente;

secondo quanto stabilito dalla medesima legge 27 dicembre 2006, n. 296, le graduatorie permanenti dei docenti di cui all'articolo 1 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, sono state trasformate in graduatorie ad esaurimento, che (secondo quanto stabilito anche dal decreto del 16 marzo 2007 del Dipartimento per l'istruzione - Direzione generale del comparto scuola del Ministero della pubblica istruzione) hanno validità per gli anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009 e sono utilizzate per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente nell'ambito del 50 per cento dei posti disponibili (ovvero del 100 per cento in caso di esaurimento della corrispondente graduatoria di merito del concorso ordinario del 1999);

con decreto ministeriale 3 luglio 2007, n. 56, il Ministro pro tempore della pubblica istruzione, in attuazione di quanto previsto dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, provvedeva a determinare il contingente di personale educativo ed ATA da assumere a tempo indeterminato, necessario per l'anno scolastico 2007/2008, in 50.000 unità per il personale docente e in 10.000 unità per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario;

inoltre, con la legge 24 dicembre 2007, n. 244 il precedente Governo è intervenuto al fine di stabilizzare circa 17.000 insegnanti di sostegno e incrementare di ulteriori 10.000 unità le assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA stabilite con la legge 27 dicembre 2006, n. 296;

l'attuale Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha firmato il 10 luglio 2008 il decreto n. 61, con cui, in attuazione di quanto previsto dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha provveduto a determinare il contingente di personale educativo ed ATA da assumere a tempo indeterminato, necessario per l'anno scolastico 2008/2009, in 25.000 unità per il personale docente e in 7.000 unità per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario;

tuttavia, la manovra finanziaria del Governo, attualmente all'esame del Parlamento, prevede una serie i misure volte alla riorganizzazione del servizio scolastico, anche attraverso una riduzione dell'organico dei docenti e del personale ATA. In particolare, l'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, così come modificato nel corso dell'esame in prima lettura dalla Camera dei deputati, dispone:

il ridimensionamento delle dotazioni organiche dei docenti attraverso l'incremento graduale, a partire dall'anno scolastico 2009-2010, del rapporto alunni/docente nel prossimo triennio scolastico (fino al raggiungimento di un punto entro l'anno scolastico 2011-2012);

il ridimensionamento del personale ATA, attraverso la riduzione del 17 per cento della consistenza accertata nell'anno scolastico 2007/2008, da conseguire nel triennio 2009-2011;

con la direttiva europea 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 - recepita in Italia con il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 - si è data attuazione all'accordo quadro CES, UNICE, CEEP sul lavoro a tempo determinato, prevedendo il divieto dell'abuso da parte del datore di lavoro, sia privato che pubblico, nella ripetizione di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato e si è imposto alle legislazioni nazionali di adottare misure atte a prevenire e a sanzionare l'effettuazione di tale abuso;

nel settore dell'impiego del personale docente della scuola statale, in cui vi sono situazioni di personale assunto a tempo determinato da circa 20 anni, si configura una mancata attuazione di detto decreto legislativo e, conseguentemente, della direttiva comunitaria in materia di lavoro a tempo determinato, il che rende possibile (anche in base a quanto stabilito dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 4 giugno 2006 - c.d. sentenza Adeneler - § 124) il ricorso al Giudice del Lavoro "allo scopo di realizzare in concreto i risultati perseguiti dalla direttiva comunitaria", chiedendo che venga dichiarata la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato,

si chiede di sapere:

se e quali misure urgenti i Ministri in indirizzo ritengano opportuno adottare al fine di risolvere l'annoso problema del precariato nel comparto scuola e dare attuazione al programma di assunzioni a tempo indeterminato stabilito ed avviato dal precedente Governo;

quale sorte subiranno le graduatorie ad esaurimento previste dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 e composte, secondo quanto risultante da un'analisi effettuata dal Ministero della pubblica istruzione lo scorso gennaio 2008, da ben 342.000 docenti precari;

quali misure i Ministri intendano assumere per garantire l'effettiva attuazione della direttiva europea 1999/70/CE ed evitare che si ripetano i casi di docenti precari da ben venti anni;

quali misure si intendano adottare per assicurare la stabilizzazione del personale docente di sostegno e la sua adeguata consistenza organica, in applicazione e nel rispetto, in particolare, dei principi sull'integrazione degli alunni diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104.

(4-00452)

BIANCONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nel Comune di Cesena (Forlì-Cesena) è stato acquistato un capannone di 500 metri quadrati, sito in via Longo n. 315, in zona artigianale Torre del Moro, adibito precedentemente ad attività artigianale, per costruire il centro islamico della città;

un'associazione islamica ha presentato una dichiarazione di inizio attività (Dia), riguardante il suddetto capannone artigianale, per trasformarlo in centro di cultura islamica, scuola, biblioteca e centro di preghiera;

l'acquisto del capannone sarebbe avvenuto grazie ad una raccolta di denaro tra i componenti della Comunità islamica della zona e con gli aiuti dati da cittadini italiani e stranieri sotto forma di donazioni di solidarietà. A tal fine sono stati raccolti circa 375.000 euro, una cifra spropositata rispetto alla dimensione della suddetta comunità presente nel territorio di Cesena;

la trattativa per l'acquisto dell'immobile, inoltre, come da testimonianza del precedente proprietario, è stata condotta da quattro persone di origine africana, che hanno dichiarato di voler utilizzare lo stabile come deposito di automezzi utili alla loro attività di corrieri. Al momento del rogito davanti al notaio, invece, si sarebbe presentato il legale rappresentante del Centro di cultura e studi islamici dell'Emilia Romagna, Youcef Matouk, e solo allora il proprietario si è reso conto di essere stato vittima di un inganno: il fabbricato sarebbe stato adibito a centro islamico cesenate, con notevoli problemi per il cambiamento di destinazione dello stabile;

la richiesta di Dia, che è stata presentata al Comune di Cesena e che potrebbe essere approvata con modalità di silenzio-assenso, fa riferimento alla sede di un'associazione culturale, mentre è assolutamente chiaro, anche desumendolo dalle dichiarazioni dei rappresentanti del Centro islamico, che l'immobile sarà utilizzato per l'attività di preghiera del venerdì. Avendo questa attività carattere puramente religioso, l'autorizzazione rilasciata dalle autorità comunali sarà - a parere dell'interrogante - chiaramente violata. Dal punto di vista urbanistico, infatti, l'attività di preghiera renderebbe necessaria la richiesta per un luogo di culto, in questo caso di una moschea, rendendo quindi necessaria la variazione del Piano regolatore del comune;

la trasformazione del fabbricato in un luogo di culto e di preghiera causerebbe certamente problemi di ordine e sicurezza pubblica, in primo luogo perché comporterebbe un afflusso ingente di persone in orario lavorativo ed in secondo luogo per l'esistenza nella zona industriale di Torre del Moro di una cronica carenza di parcheggi, che verrebbe ulteriormente acuita dalla presenza del luogo di culto;

la Comunità islamica di Cesena, inoltre, è associata da tempo all'Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii) - storicamente legata ai Fratelli Musulmani e ad altri gruppi di fondamentalisti islamici ed il rappresentante ha più volte dichiarato di non voler condannare pubblicamente il terrorismo suicida come pratica di lotta religiosa. Quanto appena specificato aggrava in modo drammatico il pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini cesenati non solo nella zona di Torre del Moro, ma in tutta la città e la regione Emilia Romana;

nello stesso Statuto si citano altre attività come la creazione di scuole, asili, centri di formazione tecnica e professionale;

numerose moschee, in buona parte controllate da esponenti dell'Ucoii, sono state spesso sospettate di essere al centro di attività eversive;

esponenti politici del centro-destra del Comune di Cesena hanno chiesto alla Giunta comunale di indire un referendum locale, per consultare democraticamente la cittadinanza sulla questione della «moschea», ma le autorità comunali hanno respinto questa richiesta, sottovalutando la preoccupazione e le proteste dei cittadini, che dovranno convivere con questa difficile realtà senza aver avuto alcuna garanzia in merito,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto illustrato;

se vi siano ulteriori e nuove circostanze che ritenga di voler esporre;

se intenda effettuare approfondimenti sul rispetto della normativa vigente in materia di creazione di nuovi luoghi di culto;

se sia a conoscenza dei rapporti che intercorrono tra i luoghi di culto musulmani presenti nel territorio cesenate e l'Ucoii che, ad avviso dell'interrogante, costituisce un'organizzazione caratterizzata da elementi di pericolosità per via della contiguità con appartenenti al fondamentalismo islamico;

se non ritenga che le attività svolte dall'Associazione, che gestirà il luogo di culto di Cesena, siano in contrasto con competenze destinate, in modo esclusivo, allo Stato italiano;

se non ritenga opportuno verificare la provenienza delle risorse utilizzate per l'acquisto dell'immobile sopra indicato;

se non intenda avviare un piano nazionale di controllo capillare delle attività praticate all'interno di moschee e centri culturali islamici, per identificare eventuali pericolosi esponenti della rete del fondamentalismo islamico internazionale;

se vi siano dati certi su quante siano le moschee e le scuole coraniche sul nostro territorio nazionale, da quali organizzazioni siano gestite e quanti siano gli imam presenti in Italia;

se e quali azioni intenda porre in essere, al fine di evitare che talune moschee presenti sul territorio nazionale si trasformino in zone franche per estremisti che predicano l'odio religioso e l'estremismo contro la civiltà occidentale e contro la nostra società.

(4-00453)