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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 050 del 30/07/2008


MOZIONI

Mozione con procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento, per l'istituzione della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani

(1-00013 p.a.) (26 giugno 2008)

Approvata

ANDREOTTI, GASPARRI, FINOCCHIARO, QUAGLIARIELLO, ZANDA, LATORRE, MARCENARO, CENTARO, ALICATA, ALLEGRINI, AMATI, AMATO, AMORUSO, ASCIUTTI, BARELLI, BETTAMIO, BIANCO, BOLDI, BORNACIN, BOSCETTO, CABRAS, CALIGIURI, CAMBER, CARLONI, CASOLI, CASTRO, CECCANTI, CHIAROMONTE, COMPAGNA, CONTINI, COSTA, D'AMBROSIO LETTIERI, DE FEO, DE GREGORIO, DE LILLO, FASANO, FAZZONE, FLERES, FLUTTERO, FOLLINI, FONTANA, GALLO, GAMBA, GARAVAGLIA Mariapia, GERMONTANI, GHIGO, GIULIANO, GRAMAZIO, INCOSTANTE, LAURO, LICASTRO SCARDINO, LIVI BACCI, MALAN, MARINARO, MASSIDDA, MICHELONI, MUGNAI, MUSSO, NEGRI, NEROZZI, NESSA, ORSI, PALMIZIO, PERDUCA, PICCIONI, PICHETTO FRATIN, PISCITELLI, PONTONE, RIZZOTTI, RUTELLI, SALTAMARTINI, SANCIU, SANTINI, SARO, SARRO, SCANU, SOLIANI, TOMASSINI, TONINI, TOTARO, VETRELLA, VICARI, ZANETTA, BRICOLO, D'ALIA, DIVINA. - Il Senato,

        premesso che:

            i diritti umani sono patrimonio e conquista dell'umanità, e devono trovare corpo e tutela nelle Istituzioni di tutti i Paesi del mondo. Essi si sono recentemente sviluppati, determinando una consapevolezza sempre maggiore in ambito mondiale, anche se sfuggono ad una nomenclatura rigida, in quanto espressione della persona;

            l'Italia ha da sempre prestato molta attenzione e sensibilità nei confronti della difesa dei diritti umani e dei diritti delle persone e li ha cristallizzati nella Costituzione, all'articolo 2, secondo cui «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo»;

            tradizionalmente i temi dei diritti umani hanno avuto grande attenzione da parte del Senato, dei suoi Presidenti, di tutti i Gruppi parlamentari e dell'intera Assemblea;

            il Senato ha dedicato al tema dei diritti umani l'attività di un Comitato contro la pena di morte nella XIII legislatura, di una Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani nella XIV legislatura e l'istituzione di una Commissione speciale per la promozione e la tutela dei diritti umani nella XV legislatura;

            il Comitato contro la pena di morte, istituito dalla Presidenza del Senato nella XIII legislatura, ha seguito i progressi compiuti a livello internazionale nell'abolizione della pena di morte svolgendo un importante ruolo di stimolo, attraverso missioni in molti Paesi, per favorire le condizioni per la progressiva abolizione della pena capitale nel mondo, instaurando il dialogo non solo con i Governi, ma anche con esponenti della società civile e con i rappresentanti delle organizzazioni non governative presenti nei singoli Paesi;

            l'istituzione, nella XIV legislatura, della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, ad opera dell'Assemblea del Senato con l'approvazione della mozione 1-00020, ha risposto all'esigenza di proseguire, ampliandolo, l'importante lavoro del Comitato contro la pena di morte al fine di istituzionalizzare la trattazione organica e non frammentaria dei diritti umani;

            le priorità della Commissione sono state l'abolizione della pena di morte nel mondo, l'introduzione nel nostro ordinamento del reato di tortura, la tutela dei diritti del fanciullo, la promozione e l'attuazione del diritto di asilo, la lotta alla tratta degli esseri umani, la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione delle minoranze ed il divieto delle pratiche di mutilazione;

            nello svolgimento della sua intensa attività e delle molte iniziative, la Commissione si è caratterizzata per una grande apertura alla società civile, realizzando un collegamento costante tra le istituzioni e le organizzazioni non governative e le molte associazioni che operano a tutela ed a difesa dei diritti umani;

            l'interesse che le attività della Commissione, nella loro peculiarità, hanno suscitato nel mondo universitario ed accademico costituisce un primo fondamentale passo per la promozione dell'approfondimento delle tematiche connesse alla tutela dei diritti umani anche al di fuori delle sedi a ciò deputate e, di conseguenza, un'occasione importante di divulgazione del tema dei diritti umani;

            le esperienze del Comitato contro la pena di morte della XIII legislatura e della Commissione straordinaria per i diritti umani della XIV legislatura hanno dimostrato come la materia dei diritti umani, e più in generale del rispetto dei diritti fondamentali della persona, siano estremamente complessi e richiedano un'attività specifica, coordinata ed organica;

        premesso inoltre che:

            l'impegno della Commissione per i diritti umani in materia di traffico degli esseri umani ha trovato coronamento nell'approvazione della legge 11 agosto 2003, n. 228, recante «Misure contro la tratta di persona»;

            altro importante successo dell'Italia e uno dei principali obiettivi della Commissione, che a tal fine si è adoperata nella sede della Commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, è stata l'approvazione della risoluzione per la moratoria contro la pena di morte nel mondo da parte dell'Assemblea generale dell'ONU il 18 dicembre 2007;

            la risoluzione è stata presentata dall'Italia e dall'Unione europea nell'ambito di un'alleanza che ha riunito molti Paesi di tutti i continenti del mondo, a testimonianza dell'universalità del tema e del sostegno alla moratoria nel mondo;

        considerato che:

            per effetto della globalizzazione l'accezione «diritti umani» si è molto ampliata fino a ricomprendere non solo i diritti legati al rispetto della vita dell'uomo e delle prerogative connesse con lo svolgimento della sua personalità, ma anche i diritti sociali ed i diritti collettivi;

            accanto al consolidamento del ruolo essenziale degli organismi umanitari internazionali, negli ultimi anni si è assistito al moltiplicarsi di associazioni, organismi ed enti la cui attività è centrata sulla difesa della persona e delle sue prerogative insopprimibili, nonché di organizzazioni non governative, vero asse di collegamento tra la società civile e le istituzioni;

            l'istituzione del Tribunale penale internazionale e del Consiglio per i diritti umani, già Commissione ONU sui diritti umani, rappresentano alcuni tra i più rilevanti progressi per l'affermazione di un sistema di giustizia sovranazionale e di strumenti efficaci di promozione e tutela dei diritti umani a livello globale;

        considerato inoltre che:

            il 10 dicembre 2008 ricorre il 60º anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948), primo documento che ha sancito universalmente i diritti spettanti all'essere umano;

            la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 ha posto in concreto il principio della difesa della dignità degli esseri umani come obiettivo primario da conseguire nell'ambito delle relazioni internazionali ed oltre gli spazi della sovranità dei singoli Stati;

            da allora il sistema internazionale di protezione dei diritti umani si è sviluppato in modo incisivo, non solo nell'ambito privilegiato delle Nazioni Unite, ma anche attraverso la stesura di apposite convenzioni e trattati internazionali;

            il 14 ed il 15 giugno 2007 si è svolta a Berlino la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni parlamentari dei diritti umani dell'Unione europea al fine di costruire una rete permanente dei responsabili dei diritti umani dei parlamenti europei;

        considerato infine che:

            l'Assemblea generale dell'ONU del 1993 ha impegnato gli Stati membri a istituire organismi nazionali autorevoli e indipendenti per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

            i Parlamenti di numerosi Paesi europei, come Germania, Irlanda, Francia, Spagna, Ungheria, e di altri Paesi, come l'Australia e il Canada, hanno ritenuto di dare vita a Commissioni che, in forma permanente, si occupano di diritti umani;

            occorrerà procedere in futuro alla costituzione in Senato di un organismo permanente, in modo tale da onorare la tradizione di questo ramo del Parlamento nell'impegno per la promozione e la tutela dei diritti fondamentali delle persone;

            rilevata per tutti i suddetti motivi l'esigenza di istituire, anche in questa legislatura, un organismo che rappresenti per il nostro Paese l'assunzione di un impegno nella difesa e nella promozione dei diritti umani sia dentro che al di fuori dei confini nazionali, nonché un punto di riferimento di una nuova forte crescita culturale e democratica dell'Italia,

            delibera di istituire una Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, costituita da 25 componenti in ragione della consistenza dei Gruppi stessi. La Commissione elegge tra i suoi membri l'Ufficio di Presidenza composto dal Presidente, da due Vice Presidenti e da due Segretari. La Commissione ha compiti di studio, osservazione e iniziativa, per lo svolgimento dei quali può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi e con organismi internazionali; a tal fine la Commissione può effettuare missioni in Italia o all'estero, in particolare presso Parlamenti stranieri anche, ove necessario, allo scopo di stabilire intese per la promozione dei diritti umani o per favorire altre forme di collaborazione. Per il raggiungimento di queste finalità essa, quando lo ritenga utile, può svolgere procedure informative ai sensi degli articoli 46, 47 e 48 del Regolamento; formulare proposte e relazioni all'Assemblea, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, del Regolamento; votare risoluzioni alla conclusione dell'esame di affari ad essa assegnati, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento; formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni, anche chiedendone la stampa in allegato al documento prodotto dalla Commissione competente, ai sensi dell'articolo 39, comma 4, del Regolamento;

            delibera inoltre di intraprendere l'iter di costituzione della Commissione permanente dei diritti umani.

Mozione per l'istituzione del comitato per le questioni degli italiani all'estero

(1-00020) (29 luglio 2008)

V. testo 2

FINOCCHIARO, GASPARRI, ZANDA, QUAGLIARIELLO, BRICOLO, BELISARIO, D'ALIA, DIVINA, PEDICA, MICHELONI, RANDAZZO, GIAI. - Il Senato,

        premesso che:

            nel corso della XIV e della XV legislatura è stato istituito dal Senato, per decisione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il Comitato per le questioni degli italiani all'estero, con il compito di approfondire il tema della condizione, dei problemi e delle aspettative delle collettività italiane residenti all'estero;

            durante la XIV legislatura il Comitato ha svolto sopralluoghi nei principali Paesi d'accoglienza dell'emigrazione italiana, per verificare la situazione delle comunità italiane residenti all'estero al fine di acquisire elementi conoscitivi sulle problematiche e le aspettative delle stesse e di contribuire alla loro soluzione con interventi sulle autorità locali e sulle istituzioni nazionali, anche attraverso proposte di iniziative legislative;

            obiettivo del Comitato istituito nella XV legislatura è stato l'approfondimento di temi come la riforma dei servizi consolari, la promozione della lingua e della cultura italiane, la riforma della legge sulla cittadinanza, l'assistenza sociale per gli italiani all'estero indigenti, i passaporti e le carte d'identità, le convenzioni bilaterali per la previdenza degli emigrati e degli immigrati, nonché il sostegno dell'impresa italiana sui mercati internazionali;

            una delle prime questioni affrontate dal Comitato è stata quella della regolarità delle elezioni politiche del 2006, con cui è iniziato il dibattito sulle procedure del voto all'estero, evidenziando la necessità di una modifica della legge n. 459 del 2001 a partire dall'esigenza di garantire maggiore certezza riguardo al voto espresso per corrispondenza e di istituire comitati elettorali presso i consolati;

            altra questione affrontata dal Comitato nel corso degli incontri con il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) è stata la necessità di procedere alla riforma delle leggi istitutive del CGIE e dei Comites, al fine di affidare un nuovo ruolo a questi tradizionali organi di rappresentanza;

            premesso inoltre che la fine anticipata della XV legislatura ha interrotto il lavoro svolto dal Comitato impedendo di raggiungere i risultati auspicati all'inizio e lasciando aperte questioni importanti come la riforma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sulla cittadinanza, la riforma e la razionalizzazione della rete consolare, rese necessarie dalla inadeguatezza dello standard dei servizi consolari rispetto a quello di altri Consolati, nonché la riforma della legge n. 153 del 1971 sulla diffusione e la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo anche nelle sue diverse forme e rappresentazioni identitarie regionali;

        considerato che:

            nella XV legislatura l'elezione dei senatori nella Circoscrizione estero, avvenuta per la prima volta con le elezioni del 2006, ha consentito al Parlamento la possibilità di creare un nuovo rapporto con i connazionali residenti all'estero, evidenziando, al contempo, la necessità e l'utilità di rafforzare tali legami attraverso l'istituzione di un'apposita sede istituzionale dedicata allo studio, al monitoraggio ed all'analisi della condizione degli italiani residenti all'estero;

            l'Italia, a causa dei grandi flussi migratori che l'hanno interessata tra la fine del XIX e la metà del XX secolo, è lo Stato europeo con il più alto numero di cittadini residenti all'estero, pari ad oltre 3,6 milioni;

            alla luce dell'importante ruolo svolto dal Comitato per le questioni degli italiani all'estero nelle due passate legislature, l'istituzione anche nella XVI legislatura di un analogo Comitato rappresenta l'impegno del Senato della Repubblica a mantenere vivo il collegamento con i nostri connazionali all'estero ed a continuare nello svolgimento delle funzioni volte a soddisfare le legittime aspettative dei connazionali, nella consapevolezza che gli italiani residenti all'estero sono per l'Italia una risorsa economica, sociale, culturale e politica,

            delibera di istituire il Comitato per le questioni degli italiani all'estero, composto da nove senatori, sei dei quali eletti all'estero e tre appartenenti a Gruppi non rappresentati, nel rispetto del principio di proporzionalità. Il Presidente del Comitato è nominato dal Presidente del Senato al di fuori dei predetti componenti;

            il Comitato elegge tra i suoi membri due Vice Presidenti ed un Segretario;

            il Comitato ha compiti di studio, approfondimento, indirizzo e iniziativa sulle questioni degli italiani residenti all'estero (CGIE), sulla base del programma dallo stesso definito, anche attraverso incontri e confronti con le Comunità italiane all'estero ed incontri con il Governo, le Regioni, le amministrazioni pubbliche, il Consiglio generale degli italiani all'estero e le principali associazioni e istituzioni degli italiani all'estero.

(1-00020) (29 luglio 2008) (testo 2)

Approvata

FINOCCHIARO, GASPARRI, ZANDA, QUAGLIARIELLO, BRICOLO, BELISARIO, D'ALIA, DIVINA, PEDICA, MICHELONI, RANDAZZO, GIAI. - Il Senato,

        premesso che:

            nel corso della XIV e della XV legislatura è stato istituito dal Senato, per decisione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il Comitato per le questioni degli italiani all'estero, con il compito di approfondire il tema della condizione, dei problemi e delle aspettative delle collettività italiane residenti all'estero;

            durante la XIV legislatura il Comitato ha svolto sopralluoghi nei principali Paesi d'accoglienza dell'emigrazione italiana, per verificare la situazione delle comunità italiane residenti all'estero al fine di acquisire elementi conoscitivi sulle problematiche e le aspettative delle stesse e di contribuire alla loro soluzione con interventi sulle autorità locali e sulle istituzioni nazionali, anche attraverso proposte di iniziative legislative;

            obiettivo del Comitato istituito nella XV legislatura è stato l'approfondimento di temi come la riforma dei servizi consolari, la promozione della lingua e della cultura italiane, la riforma della legge sulla cittadinanza, l'assistenza sociale per gli italiani all'estero indigenti, i passaporti e le carte d'identità, le convenzioni bilaterali per la previdenza degli emigrati e degli immigrati, nonché il sostegno dell'impresa italiana sui mercati internazionali;

            una delle prime questioni affrontate dal Comitato è stata quella della regolarità delle elezioni politiche del 2006, con cui è iniziato il dibattito sulle procedure del voto all'estero, evidenziando la necessità di una modifica della legge n. 459 del 2001 a partire dall'esigenza di garantire maggiore certezza riguardo al voto espresso per corrispondenza e di istituire comitati elettorali presso i consolati;

            altra questione affrontata dal Comitato nel corso degli incontri con il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) è stata la necessità di procedere alla riforma delle leggi istitutive del CGIE e dei Comites, al fine di affidare un nuovo ruolo a questi tradizionali organi di rappresentanza;

            premesso inoltre che la fine anticipata della XV legislatura ha interrotto il lavoro svolto dal Comitato impedendo di raggiungere i risultati auspicati all'inizio e lasciando aperte questioni importanti come la riforma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sulla cittadinanza, la riforma e la razionalizzazione della rete consolare, rese necessarie dalla inadeguatezza dello standard dei servizi consolari rispetto a quello di altri Consolati, nonché la riforma della legge n. 153 del 1971 sulla diffusione e la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo anche nelle sue diverse forme e rappresentazioni identitarie regionali;

        considerato che:

            nella XV legislatura l'elezione dei senatori nella Circoscrizione estero, avvenuta per la prima volta con le elezioni del 2006, ha consentito al Parlamento la possibilità di creare un nuovo rapporto con i connazionali residenti all'estero, evidenziando, al contempo, la necessità e l'utilità di rafforzare tali legami attraverso l'istituzione di un'apposita sede istituzionale dedicata allo studio, al monitoraggio ed all'analisi della condizione degli italiani residenti all'estero;

            l'Italia, a causa dei grandi flussi migratori che l'hanno interessata tra la fine del XIX e la metà del XX secolo, è lo Stato europeo con il più alto numero di cittadini residenti all'estero, pari ad oltre 3,6 milioni;

            alla luce dell'importante ruolo svolto dal Comitato per le questioni degli italiani all'estero nelle due passate legislature, l'istituzione anche nella XVI legislatura di un analogo Comitato rappresenta l'impegno del Senato della Repubblica a mantenere vivo il collegamento con i nostri connazionali all'estero ed a continuare nello svolgimento delle funzioni volte a soddisfare le legittime aspettative dei connazionali, nella consapevolezza che gli italiani residenti all'estero sono per l'Italia una risorsa economica, sociale, culturale e politica,

            delibera di istituire il Comitato per le questioni degli italiani all'estero, composto dai sei senatori eletti all'estero e da sette senatori nominati dal Presidente sulla base delle designazioni dei Gruppi, assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun Gruppo. Il Presidente del Comitato è nominato dal Presidente del Senato al di fuori dei predetti componenti;

            il Comitato elegge tra i suoi membri due Vice Presidenti ed un Segretario;

            il Comitato ha compiti di studio, approfondimento, indirizzo e iniziativa sulle questioni degli italiani residenti all'estero (CGIE), sulla base del programma dallo stesso definito, anche attraverso incontri e confronti con le Comunità italiane all'estero ed incontri con il Governo, le Regioni, le amministrazioni pubbliche, il Consiglio generale degli italiani all'estero e le principali associazioni e istituzioni degli italiani all'estero .