Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (875 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 047 del 23/07/2008


Integrazione all'intervento del senatore Randazzo nella discussione generale del disegno di legge n. 759

E non è senza legittimo orgoglio potersi qualificare cittadini di una patria comune, quale l'Unione europea, retta sui valori fondanti del Trattato in esame; che, fra l'altro, nel suo preambolo dichiara di "ispirarsi alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili, della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza e dello stato di diritto";

che all'articolo 21 dell'allegata Carta dei diritti fondamentali recita: "È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata in particolare sul sesso, la razza, il colore della pelle, o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione, le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale";

che all'articolo 167 prescrive: "L'Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune";

che, respingendo il concetto di "Fortezza Europa", apre in sempre più ampia misura l'Unione al mondo e propone la figura di un Ministro degli esteri che, per distinguerlo dai 27 omologhi dei Paesi dell'Unione Europea, avrà il titolo di "Alto rappresentante per la politica estera e sicurezza comune".

Un Trattato che, infine, nel suo lungo ma dettagliato e chiarissimo articolato, ribadisce e consacra tutti i principi e le funzioni dell'Unione europea già in atto da decenni, aggiunge nuovi principi e funzioni in risposta alle cangianti realtà nazionali e globali, non mortifica le identità nazionali, lascia più ampi spazi agli interventi dei Parlamenti nazionali sui meccanismi delle decisioni comunitarie, modifica, riforma, potenzia gli organi istituzionali, dal Parlamento Europeo alla Commissione, al Consiglio, al Consiglio d'Europa, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, alla Banca centrale europea, alle altre agenzie, agli uffici dei 27 Commissari preposti ai vari settori delle politiche comuni.

II Trattato di Lisbona è il documento ai cui valori, insieme di unità e di pluralismo, ci richiameremo tutti noi nel lasso di tempo che ci resterà da vivere nel ventunesimo secolo, e si richiameranno le nuove generazioni di italiani cittadini europei.