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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 046 del 23/07/2008


Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Procediamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2-bis del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

D'AMBROSIO (PD). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 2-bis.1, che propone la soppressione di questo articolo 2-bis. Noi non ci siamo meravigliati affatto quando è stata chiesta la norma bloccaprocessi: aveva un suo significato e quindi andava approvata così come è stata approvata e portata alla Camera dei deputati. Si aspettava che sortisse il suo effetto, cosa che è avvenuta, perché come tutti sappiamo ieri è stata approvata con legge ordinaria l'immunità per le quattro cariche dello Stato, cioè la possibilità di sospendere i procedimenti penali.

Qui vale la pena di ricordare che noi non siamo stati mai contrari ad una norma che attenuasse il conflitto tra la magistratura e il mondo politico. Siamo stati contrari (lo abbiamo detto con grande chiarezza) al fatto che questo conflitto venisse regolato con una legge ordinaria che rischia l'incostituzionalità per le ragioni che sono state ampiamente spiegate; avremmo invece preferito che si seguisse la strada maestra della legge costituzionale, in modo da avere un confronto serio su tali questioni.

Voglio dire anche ai colleghi della Lega che non siamo stati mai contrari a che si stabilissero delle priorità da parte del potere legislativo per le cause da trattare. Siamo noi magistrati i primi a subire vari attacchi per scelte che si dicono arbitrarie, che si dicono fatte in contrasto con l'obbligatorietà stessa dell'azione penale. Noi siamo contrari a questo articolo (l'ho chiarito già in Commissione) per il semplice fatto che la scelta viene limitata solo a determinati reati, quelli coperti da indulto; e qui, per la verità, ci meravigliamo dell'atteggiamento della Lega. Ieri mi si rimproverava di aver detto che loro erano cambiati: per la verità (lo ricorderanno anche loro), quando si trattò di parlare dell'indulto ci trovammo in perfetta sintonia, il senatore Castelli ed io, nell'opporvisi decisamente. Siccome adesso l'indulto verrebbe allargato a questo articolo, che chiedo venga abrogato, come ho già spiegato in sede di Commissione, perché farebbe uscire indenni altri imputati di gravi delitti; quindi, è chiaro che non possiamo che opporci.

Analogamente, dobbiamo opporci alla previsione di scaricare un'altra volta sui magistrati la scelta delle priorità e della sospensione del processo per 18 mesi. Tra l'altro, questa misura non risolve assolutamente niente, perché non fa altro che spostare la trattazione di questi processi di 18 mesi. A proposito della previsione di lasciare al giudice la facoltà di decidere la sospensione, mi domando se poi i giudici che hanno operato questa scelta, i capi degli uffici che hanno deciso di sospendere la trattazione di determinati processi saranno chiamati dal Ministero a rispondere della loro decisione, per avere provocato una richiesta di risarcimento dei danni da parte di chi avrà subito la sospensione del processo. Costui, infatti, come stabilisce la legge Pinto, potrà lamentarsi per la mancata trattazione in tempi ragionevoli del processo che lo riguarda.

Abbiamo criticato anche l'allargamento del patteggiamento, perché danneggia proprio le parti lese del processo. È inutile replicare che le parti lese possono ricorrere in sede civile. Mettetevi nei panni di una parte lesa che si sia costituita parte civile: magari il processo è all'ultima udienza, ma arriva il provvedimento di sospensione e a quel punto è costretta ad adire il giudice civile, anche se con termini dimezzati, ricominciando tutto daccapo, senza neanche poter utilizzare le prove già raccolte in sede penale. È ovvio che in questo modo la parte lesa viene danneggiata..

Propongo allora di stralciare questa parte, di non approvare l'articolo 2-bis e di esaminare insieme tutti i problemi, che vanno dalla facoltatività dell'azione penale, alla riforma del codice penale e di procedura penale, con il resto del disegno di legge sulla sicurezza, facendo un discorso serio e completo. (Applausi dal Gruppo PD).

DE SENA (PD). L'emendamento 2-bis.3 prevede l'inserimento, al comma 1 dell'articolo 132-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, dei processi per i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione.

Credo che questo emendamento sia coerente con tutta l'attività in corso relativamente alla rimodulazione della pubblica amministrazione. In questo contesto, ritengo sia necessaria anche una più ampia tutela della stessa pubblica amministrazione. L'emendamento, dicevo, è coerente con i provvedimenti in corso di esame nelle Aule parlamentari e presso le Commissioni per la rimodulazione della pubblica amministrazione e va ad inserirsi anche in quella piattaforma normativa che è all'esame della Camera dei deputati, per quanto riguarda lo sviluppo economico. Su questo argomento, il Partito Democratico dovrà dare il proprio contributo significativo in termini di collocazione della spesa, per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni, intese come vere protagoniste di una rivoluzione culturale in tema di sicurezza, ma nella sua accezione più ampia e moderna.

Sul fronte della sicurezza, per quanto riguarda il contrasto, ci sono soltanto da sottolineare delle eccezionalità, ma la partita vera si gioca sulla prevenzione generale. Da questo punto di vista, si dovrà operare una rivoluzione, un'inversione di tendenza, di cui la pubblica amministrazione dovrà sicuramente essere la protagonista. Ciò è auspicabile e noi nelle sedi competenti potremo dare i contributi più significativi, sulla base delle esperienze fatte sul territorio.

Anche alla luce della disponibilità che è stata manifestata più volte ieri dal senatore Boscetto nelle Commissioni riunite 1a e 2a, ritengo che si possa accettare questo emendamento, che è indirizzato ad una tutela della pubblica amministrazione, necessaria nelle sue più ampie esplicazioni per quanto riguarda le responsabilità dei livelli di competenza anche territoriale.

Signor Presidente, ritengo che il recupero di credibilità della pubblica amministrazione consenta anche l'auspicabile recupero di credibilità della politica, specialmente in quei territori particolarmente sensibili in termini di densità dell'aggressione criminale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti).

PERDUCA (PD). Signor Presidente, con la senatrice Poretti e la senatrice Bonino, la delegazione radicale nel Gruppo PD, abbiamo riproposto gli emendamenti 2-bis.100, 2-bis.101, 2-bis.102 e 2-bis.103 per continuare a marcare l'opposizione nei confronti di questo decreto-legge sulla sicurezza, che si caratterizza per voler sospendere e rimandare alcuni processi all'interno di un contesto in cui si aspirerebbe, invece, a garantire la sicurezza pubblica. Si dà così un ulteriore messaggio di come si intenda governare il Paese per i prossimi cinque anni. Si tratta tra l'altro di processi e di procedimenti che riguardano l'oligarchia politica, che è anche fonte di questa Italia mal gestita dal punto di vista dell'amministrazione della giustizia.

Il relatore Berselli ha dichiarato che il testo, paradossalmente - verrebbe quasi da dire - visto e considerato che il tempo potrebbe essere stato consigliere per i colleghi della Camera dei deputati, è tornato in Senato peggiorato. Ci pare che tutto ciò non appartenga né alla necessità, né all'urgenza del Paese: non tanto inasprire le misure di sicurezza, ma addirittura far lavorare il Parlamento per peggiorare norme già pessime portate all'attenzione di una delle due Camere. Sicuramente non è ciò che, come ricordava poco fa il senatore D'Ambrosio, è necessario ad una riforma generale della nostra giustizia.

Ieri, quando ci è stato fatto votare un altro provvedimento che certifica l'impunità per le alte cariche dello Stato, il ministro Alfano ha affermato che il discrimine tra conservatori e riformatori è la riforma della giustizia. Speriamo soltanto che queste norme, che siamo certi nei prossimi mesi manifesteranno la loro inefficacia, non siano il buongiorno per questo mattino di riforma assolutamente necessario per il nostro sistema. (Applausi dal Gruppo PD).

PARDI (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, attiro l'attenzione, dato il tempo limitato, soprattutto sull'emendamento 2-bis.6, che rappresenta il tentativo di inserire in una legge che consideriamo pessima criteri di razionalità riformistica, che riguardano essenzialmente l'introduzione di norme ordinatorie del processo, attraverso un programma razionale di udienze, con scansione dei tempi, con l'obiettivo di raggiungere la media europea, cioè due anni per il giudizio di primo grado, due anni per il giudizio di grado di appello e un anno per il giudizio davanti alla Corte di Cassazione. Questo è il senso centrale dell'emendamento 2-bis.6.

Presidenza della vice presidente MAURO (ore 11,35)

 

(Segue PARDI). Vorrei poi illustrare l'emendamento 2-bis.10, che assorbe il 2-bis.9 e che è analogo al 2-bis.3 illustrato prima dal senatore De Sena. Si tratta di inserire tra i reati assistiti dal criterio di priorità, rispetto ai quali quindi si deve necessariamente procedere e non stare fermi, quelli commessi contro la pubblica amministrazione e contro l'amministrazione della giustizia. Il senso dell'emendamento 2-bis.10 è evidente: introdurre il rispetto di un criterio di eticità, perché è inammissibile che si pensi di sospendere i processi proprio per reati commessi contro la pubblica amministrazione e contro l'amministrazione della giustizia; sarebbe un controsenso, proprio un'aporia logica che, in un certo senso, rappresenta lo specchio della natura di questo decreto-legge.

Vorrei anticipare l'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2-ter.

L'emendamento 2-ter.2 riguarda l'utilizzazione delle prove nel processo civile. È previsto l'inserimento di un periodo fondamentale: «La prescrizione riprende il suo corso dalla data di fissazione della prima udienza successiva alla cessazione del rinvio. Sono acquisite al fascicolo del dibattimento senza necessità di rinnovazione le prove già assunte», pena la perdita delle prove assunte in precedenza.

L'emendamento 2-ter.3, con cui concluderei questa mia breve esposizione, riguarda la tutela delle parti offese. Su tale questione vorrei fare una osservazione di tipo illustrativo. In Commissione non è stato possibile ottenere una valutazione degli effetti quantitativi di questo decreto, una volta che sarà a regime, perché è difficile valutare gli effetti dell'introduzione (che noi consideriamo un errore colossale) ovvero della reintroduzione del patteggiamento allargato, la rinnovazione quindi delle possibilità di patteggiamento, che costituiscono una sorta di indulto informale oppure di amnistia nascosta, se preferite. Come dicevo, è difficile valutare la somma di questi effetti con gli effetti dell'indulto. Però, nell'impossibilità di avere cifre ufficiali, vorrei sottoporre all'attenzione dell'Assemblea una ricerca condotta per «Il Sole 24 ORE», che non è certo sospettabile di atteggiamenti antigovernativi e che quindi forse può essere presa sul serio non come verità di fede, ma come elemento indicativo per ragionare su un argomento. Per il solo 2005, su circa 2.750.000 crimini di vario tipo e gravità denunciati, oltre due milioni sono quelli che possiedono in astratto i requisiti per rientrare nella sospensione; però la maggior parte di queste denunce sono contro ignoti e quindi destinate, per così dire, a scomparire nell'archiviazione. Ne rimangono, nel solo 2005, circa 250.000, che potrebbero essere così ripartite: circa 56.000 per furti; circa 49.000 per violenza privata e minaccia; circa 49.000 per falsità e sostituzione di persona; circa 42.000 per lesioni personali; circa 24.000 per il danneggiamento di cose e danni ad animali; circa 22.000 per truffa; circa 6.000 per contraffazioni e alterazioni.

Noi, di solito, veniamo considerati dei maledetti giustizialisti. Allora non dirò qui che di questi 250.000 processi rimangono, per così dire, virtualmente liberi e sgravati gli imputati. Attiro l'attenzione, invece, su un fatto che anche in sede logica è molto più grave: di questi 250.000 processi saranno le parti lese a subire i danni della sospensione per 18 mesi.

Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 11,40)

 

(Segue PARDI). Molti di questi processi non potranno ripartire, i magistrati saranno cambiati; molti di questi processi andranno alla prescrizione; molti di questi processi avranno una fine di vanificazione silenziosa. Ebbene, noi, per il solo 2005, abbiamo circa 250.000 parti lese che rischiano, con un certo realismo, di non ottenere giustizia. In questo senso, l'emendamento che noi presentiamo e che vogliamo rafforzare, è il 2-ter.3 che riguarda la tutela delle parti offese.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

VIZZINI, relatore. Il parere è contrario a tutti gli emendamenti.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo si associa al parere del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2-bis.1.

 

LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

PARDI (IdV). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PARDI (IdV). Signor Presidente, è una questione di galateo nei confronti della senatrice Della Monica, ma anche di logica.

Ho rinunciato ad illustrare l'emendamento 2-ter.4 perché doveva illustrarlo la senatrice, ma mi sembra che in questa maniera le venga impedito. Quindi, chiedo che venga presa in considerazione l'illustrazione della senatrice.

 

PRESIDENTE. Potrà farlo in seguito. È d'accordo, senatrice Della Monica?

 

DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, avendo firmato l'emendamento 2-ter.4 in Commissione, vorrei sottoscriverlo anche in questa sede. Per questo ero d'accordo con il senatore Li Gotti che lo avrei illustrato.

PRESIDENTE. Non appena arriveremo all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2-ter ne terremo conto.

Riprendiamo la votazione della prima parte dell'emendamento 2-bis.1.

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-bis.1, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, fino alle parole «Sopprimere l'articolo».

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

281

Senatori votanti

279

Maggioranza

140

Favorevoli

117

Contrari

156

Astenuti

6

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 2-bis.1 e l'emendamento 2-bis.100.

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.2, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.7, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.8, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.6, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.13, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.9, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

L'emendamento 2-bis.101 è inammissibile in quanyo privo di portata modificativa.

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 2-bis.10, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori, fino alle parole «pubblica amministrazione».

Non è approvata.

 

Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 2-bis.10 e l'emendamento 2-bis.102.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-bis.3.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-bis.3, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

283

Senatori votanti

281

Maggioranza

141

Favorevoli

116

Contrari

157

Astenuti

8

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-bis.4, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.11, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2-bis.103, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-bis.5.

CHIURAZZI (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CHIURAZZI (PD). Signor Presidente, desidero allegare la mia dichiarazione di voto agli atti.

 

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-bis.5, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

286

Senatori votanti

285

Maggioranza

143

Favorevoli

126

Contrari

159

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-bis.12, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2-ter del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

GALPERTI (PD). Signor Presidente, vorrei illustrare gli emendamenti 2-ter.10 e 2-ter.12 per confermare quanto abbiamo già sostenuto in Commissione e che, per la verità, già altri colleghi hanno ribadito in Aula. Il provvedimento al nostro esame, con la norma relativa al patteggiamento, in realtà, pregiudica i diritti al risarcimento della persona offesa e, a nostro avviso, ne complica anche in maniera sostanziale le aspettative rispetto ad una richiesta di giustizia.

Per questa ragione, con l'emendamento 2-ter.10 proponiamo di modificare l'articolo aggiungendo, al comma 6, l'espressione «sempre che la parte offesa non si opponga», oppure, con l'emendamento 2-ter.12, con la medesima ratio, di aggiungere, allo stesso comma, il seguente periodo: «L'ammissibilità della richiesta di cui al periodo precedente è subordinata al risarcimento del danno da parte dell'imputato». Con queste proposte si va, a nostro avviso, in direzione della tutela dei cittadini e si soddisfano le richieste di maggiore sicurezza e le aspettative in ordine alla certezza del diritto ed anche della pena per chi sbaglia, che molti, a partire dai colleghi della maggioranza, hanno in quest'Aula sostenuto. Era mia intenzione richiamare una maggiore esigenza di efficacia della giustizia, di protezione delle fasce più deboli e di tutela per chi ha subito un danno da un reato. Se è vero che sono questi princìpi ad improntare la riforma al nostro esame, accogliendo le sostanziali modifiche da noi proposte andremo proprio in questa direzione. Pur mantenendo inalterato l'impianto, si darebbe una raddrizzata ad un provvedimento verso il quale abbiamo manifestato più di una critica. Le proposte che sono state formulate e sostenute con forza, proprio rispetto all'esigenza di difendere i più deboli e colpire le azioni rivolte verso i cittadini meno tutelati, accogliendo gli emendamenti 2-ter.10 e 2-ter.12, si tradurrebbero in fatti concreti.

Risulta infatti difficile capire perché, pur non essendo condivisibile l'impianto e la ratio di un provvedimento che nasce per sospendere i processi, esso debba andare ad ostacolare le azioni e le istanze risarcitorie delle vittime dei reati, tenuto conto anche della grande vastità e natura delle fattispecie di reato che ivi sono previste.

MARITATI (PD). Signor Presidente, la discussione generale ha posto in evidenza aspetti molto singolari del decreto-legge oggi in conversione. Vi è stato chi ha affermato che il potere legislativo ha operato con il presente atto un'azione di coordinamento con l'azione giudiziaria (politica e giustizia si sarebbero coordinate) e chi invece si è irritato perché si continua a parlare di salvaprocessi o di affossaprocessi. A mio avviso, ciò che la maggioranza ha voluto fare, ancora una volta, basandosi sulla forza dei numeri, è assolutamente negativo per l'amministrazione della giustizia.

Non credo che qualcuno di voi - colleghi della maggioranza - possa realmente ritenere che ai fini della sicurezza serva ciò che avete scritto e ancora una volta imposto. L'amministrazione della giustizia ha bisogno di interventi radicali. Si tratta di una strada dissestata quanto importante su cui ci ostiniamo - in questo caso soprattutto voi vi ostinate - ad operare interventi maldestri che, invece di agevolare il percorso, lo rendono sempre più accidentato. Questo è un caso evidente: alcuni criteri da voi previsti sono già in vigore da moltissimo tempo e quindi mi chiedo a cosa essi servano; altri, poi, non servono a nulla, se non a complicare la vita degli utenti della giustizia.

Si afferma che, poiché la giustizia è intasata e non può dare una risposta, si opera una sorta di congelamento di un numero di processi indeterminato ma elevatissimo (i colleghi dell'Italia dei Valori ne hanno ricordato il numero che, però, io ritengo sia addirittura molto superiore a quello citato): vorrei capire cosa vuol dire sospendere i processi. Se si prevede che questi processi non darebbero nulla di concreto, si intervenga allora in maniera diversa. Non si può dire ad una parte dei cittadini italiani che non daremo risposta alla loro richiesta di giustizia perché abbiamo da fare altro! Nel corso dei lavori, ormai avviati, dell'Assemblea avete presentato un emendamento che puntava a bloccare un numero rilevantissimo di processi soltanto perché volevate affossarne uno in particolare; oggi, però, avete mutato direzione perché quel processo è stato affossato per altra via. Continuate a commettere errori gravissimi a danno della democrazia e della funzionalità del sistema giustizia.

Passo all'illustrazione dell'emendamento 2-ter.6. Il processo non si sospende se l'imputato si oppone, ma vorrei sapere se il processo riguarda solo l'imputato. Peraltro, il processo viene instaurato dal pubblico ministero, cioè dall'interesse collettivo. Nel processo c'è spesso una parte lesa: vogliamo riconoscere la stessa posizione alla parte lesa ed al pubblico ministero? Allora, se c'è l'opposizione del pubblico ministero, dell'imputato o della parte lesa il processo non si sospende e va avanti. Vorrei capire, poi, per quale motivo il processo non si sospende più se il dibattimento è stato dichiarato chiuso; se, però, un processo arriva alla fase dibattimentale, cioè alla fase culminante, dopo aver superato una serie di problematiche, di procedure e di ostacoli indefiniti, si può sospendere per un anno e mezzo. L'emendamento 2-ter.7 mira, dunque, ad evitare che si sospendano i processi giunti nella fase dibattimentale. (Applausi del senatore Perduca).

BIANCO (PD). Signor Presidente, il provvedimento in esame è molto importante perché affronta una delle questioni più delicate per la vita del Paese, quella attinente alla sicurezza, che è stata oggetto di precisi impegni in sede di confronto tra le forze politiche, sia da parte della coalizione che ha vinto le elezioni che da parte dell'opposizione e segnatamente del Partito Democratico. A noi, dunque, dispiace profondamente che rispetto a tale tema non sia stato possibile ottenere in quest'Aula una collaborazione più intensa e più proficua di quella che purtroppo registriamo.

Voglio ricordare ai colleghi che nella Commissione affari costituzionali, in sede di esame dei presupposti di necessità e di urgenza, i senatori dell'opposizione hanno espresso un voto favorevole circa la sussistenza dei requisiti di urgenza e di necessità, pur marcando critiche molto ferme in relazione ad alcuni aspetti. Mi riferisco, in particolare, all'introduzione dell'aggravante per gli immigrati clandestini; al cambio della denominazione dei centri di permanenza temporanea a prescindere dal fatto che venisse cambiata la disciplina dei centri stessi; alla brutta normativa (ritenuta confusa e contraddittoria anche dai colleghi della maggioranza) in materia di requisizione degli immobili ceduti a qualunque titolo agli immigrati clandestini. Come ben ricorderà il senatore Boscetto che ne era relatore, fu assunto l'impegno da parte del Governo e dei colleghi della maggioranza a riconsiderare queste norme. Il nostro atteggiamento fu costruttivo, legato anche al fatto che molte delle norme che oggi stiamo esaminando erano oggetto di un analogo decreto-legge, poi non convertito dalle Camere, varato sotto il Governo Prodi e predisposto dall'allora ministro dell'interno Giuliano Amato.

Non ci sono state queste condizioni. Le modalità di esame e la valutazione complessiva del decreto-legge peggiorarono drasticamente quando i due Presidenti delle Commissioni 1a e 2a, che sono anche relatori, hanno introdotto nel provvedimento una brutta norma, la cosiddetta saltaprocessi. Il nostro atteggiamento fu quindi molto critico. La Camera dei deputati ha poi modificato ampiamente il decreto-legge e credo lo abbia fatto anche sotto la spinta dell'opposizione e dell'opinione pubblica, nonché a seguito dell'esame rapidissimo da parte del Parlamento del cosiddetto lodo Alfano. Il testo torna oggi all'esame definitivo dell'Assemblea del Senato per quanto riguarda le modifiche proposte dalla Camera.

Signor Presidente, non ci sono le condizioni e, pur ribadendo la nostra valutazione positiva su alcune modifiche apportate dalla Camera che hanno eliminato quella norma particolarmente grave, diamo un giudizio critico su alcune disposizioni introdotte dall'altro ramo del Parlamento. Tuttavia, in questa sede vogliamo sottolineare un aspetto particolare, su cui credo convenga riflettere anche la stessa maggioranza. Mi riferisco al fatto che, nell'articolazione della possibilità di organizzare in modo diverso lo svolgimento dei processi, non sia stata tutelata in modo adeguato la figura della parte lesa, cioè della parte civile, e si assegni esclusivamente all'imputato la facoltà di scegliere una modalità o un'altra.

Mi rivolgo ai due relatori, al collega Berselli, che vedo presente, e al collega Vizzini, ma anche al senatore Boscetto, capogruppo in 1a Commissione del Popolo della Libertà, per dire che ieri in sede di esame del provvedimento da parte delle Commissioni riunite ci è stato rivolto un appello, ma ci è stata anche comunicata una disponibilità. Infatti, pur condividendo nel merito l'obiezione che abbiamo rivolto, in particolare quella attinente alla mancata tutela di una posizione di riguardo nei confronti della persona offesa, ci è stato detto che se avessimo ritirato l'emendamento 2-ter.5 e lo avessimo trasformato in un ordine del giorno in cui il Governo si impegna, anche a partire dal disegno di legge sulla sicurezza che stiamo esaminando in questi giorni, a reintrodurre norme che valorizzino la figura della persona offesa, il Governo e la maggioranza erano disponibili ad accoglierlo.

Pertanto, per verificare se c'è fino in fondo questa disponibilità o se è stata solo un'affermazione di buona volontà, ritiro l'emendamento 2-ter.5 a condizione che il Governo e il relatore accolgano un ordine del giorno, che presenterò subito, con il quale il Governo si impegna, già dall'esame dei prossimi disegni di legge in materia, a introdurre norme che salvaguardino la possibilità della parte offesa di essere tutelata in modo adeguato.

Do quindi corso all'invito formulato ieri dal senatore Boscetto, credo a nome del Popolo della Libertà, e aspettiamo di vedere se il Governo e i relatori lo accoglieranno.

LUSI (PD). Signor Presidente, nell'illustrare l'emendamento 2-ter.11 mi permetto di ascriverle la necessità di rimarcare che questa è un'altra di quelle occasioni in cui si misura la volontà della maggioranza di migliorare un provvedimento da essa proposto con il contributo dell'opposizione. Il comma 6 dell'articolo 2-ter di per sé è buono, ma il problema è che non è completo, come in parte alcuni colleghi più autorevoli di me hanno già detto. Infatti, la riapertura dei termini per il patteggiamento mira sì ad incentivare lo sfoltimento dell'arretrato processuale velocizzandone il percorso, ma non vede il giusto contrappeso nella tutela, in questa fattispecie, delle costituite parti civili.

Probabilmente subordinare l'accesso all'articolo 444 del codice di procedura penale per l'imputato che è in una fase avanzata del dibattimento, ancorché tardivo, senza che l'imputato abbia previamente risarcito il danno o provveduto ad eliminare conseguenze dannose non risolve nel completo quel problema chiamato parità di trattamento nei confronti di tutte le parti processuali. Questo lei lo sa bene, Presidente, perché è autorevole principe del foro, ma lo sanno molti suoi colleghi presenti in quest'Aula e nell'altro ramo del Parlamento.

Questa è una di quelle occasioni perse in cui la maggioranza avrebbe potuto prospettare, attraverso la proposta del Governo in questo caso, un'operazione estremamente innovativa da questo punto di vista, e cioè che il patteggiamento si trasformasse da quello che oggi è in una dichiarazione vera e propria di responsabilità penale dell'imputato. Lei sa bene e voi sapete bene, colleghi della maggioranza esperti di questa materia, che se così fosse, se cioè la norma si trasformasse in una vera e propria dichiarazione di responsabilità penale dell'imputato, non vi sarebbero più problemi per le costituite parti civili. Esse sarebbero in re ipsa tutelate proprio perché avrebbero un accesso e una progressione estremamente più diretta, più velocizzata in quell'altra sede, quella del processo civile, dove dovrebbe arrivare il risarcimento del danno.

Se su questo aspetto si fosse aperti, se veramente si volesse migliorare il provvedimento da voi proposto, faremmo tutti un servizio al Paese. Vi chiedo la cortesia di ragionarci. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti).

DELLA MONICA (PD). Signor Presidente, mi rivolgo a lei e ai colleghi, e ancora una volta penso di fare una testimonianza esclusivamente per la storia, perché ormai parliamo in solitario. La mia testimonianza è la seguente. Ho sottoscritto l'emendamento 2-ter.4 del senatore Li Gotti e del Gruppo Italia dei Valori perché prevede che il rinvio dei processi per fatti commessi, tra l'altro, fino al giugno 2006 ed indultabili non avvenga «per i processi relativi ai delitti di maltrattamenti in famiglia, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico, violenza sessuale, ai reati di atti sessuali con minorenne e di corruzione di minorenne», oltre ai reati contro la pubblica amministrazione e, in particolare, «peculato, corruzione, malversazione a danno dello Stato, indebita percezione di erogazione a danno dello Stato, concussione e corruzione in atti giudiziari».

Anche in questo caso viene in rilievo l'interesse della parte offesa. Talvolta si parla di una parte offesa privata, altre volte di una parte offesa pubblica, ma tutto ciò non rileva, se non si è ritenuto di inserire questi fatti così gravi in cui una parte offesa non ha la possibilità di far sentire la sua voce tra quelli che sono oggetto di un rinvio e per cui invece non è prevista un'eccezione.

Vorrei aggiungere che colgo quest'occasione per esporre una riflessione che mi ero prefissata di dire fin da questa mattina. Oggi approviamo un decreto‑legge che, come tutti i decreti, ha avuto una corsia di sessanta giorni, mentre il disegno di legge ne ha avuta una di soli venti giorni. Se in questo decreto-legge noi avessimo voluto accettare gli emendamenti che l'opposizione proponeva e, in particolare, quelli relativi alle violenze contro le donne e i minori, oggi noi avremmo potuto dire che stavamo finalmente per approvare norme che colmano una lacuna legislativa per fatti che sono grandemente lesivi delle parti offese e per cui tutt'oggi continuano a essere consumati reati in danno delle donne e dei minori. Non voglio sostenere che il disegno di legge in esame non si stia discutendo anche in sede di Commissione, ma desidero sottolineare che oggi si conclude un iter che avrebbe potuto consentire di colmare una lacuna. Di fronte a ciò, credo che la maggioranza porti davvero una responsabilità. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

BERSELLI, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Anch'io, signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati.

BIANCO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BIANCO (PD). Signor Presidente, vorrei dare lettura dell'ordine del giorno G2-ter.5 nel quale è stato trasformato l'emendamento 2-ter.5, che ho ritirato:

«Il Senato, impegna il Governo a presentare in sede di esame del disegno di legge n. 733 sulla sicurezza emendamenti tendenti a tutelare la posizione della parte offesa in sede di adozione delle misure tendenti ad assicurare una rapida definizione dei processi per reati per i quali è prevista una trattazione prioritaria, di cui agli articoli 2-bis e 2-ter del presente disegno di legge».

È un ordine del giorno che va esattamente nella stessa direzione di quanto avevamo precedentemente illustrato.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno testé presentato.

 

BERSELLI, relatore. Signor Presidente, chiedo di poterlo esaminare.

 

PRESIDENTE. Procediamo nel frattempo con le votazioni.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.1, identico all'emendamento 2-ter.104.

 

CASSON (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Casson, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-ter.1, presentato dal senatore Casson e da altri senatori, identico all'emendamento 2-ter.104, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

284

Senatori votanti

283

Maggioranza

142

Favorevoli

121

Contrari

156

Astenuti

6

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.2.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-ter.2, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

283

Senatori votanti

282

Maggioranza

142

Favorevoli

118

Contrari

156

Astenuti

8

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.6, identico all'emendamento 2-ter.3.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-ter.6, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori, identico all'emendamento 2-ter.3, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

287

Senatori votanti

286

Maggioranza

144

Favorevoli

120

Contrari

160

Astenuti

6

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Passiamo ora all'ordine del giorno G2-ter.5, presentato dal senatore Bianco, sul quale invito nuovamente il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

BERSELLI, relatore. Signor Presidente, questo ordine del giorno ci trova sostanzialmente d'accordo, sia per le ragioni che avevamo esposto in Commissione e che sono state ricordate dal presidente Bianco, sia per intima convinzione.

Chiediamo però al senatore Bianco di aggiungere l'avverbio «ulteriormente» dopo le parole «emendamenti tendenti a». Per il resto, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Senatore Bianco, come si esprime in merito alla modifica suggerita dal relatore Berselli?

 

BIANCO (PD). La accolgo, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. Qual è il parere del rappresentante del Governo?

CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Accolgo l'ordine del giorno così come riformulato.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2-ter.5 (testo 2) non verrà posto in votazione.

Metto ai voti l'emendamento 2-ter.105, presentato dal senatore Perduca e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.7.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-ter.7, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

285

Senatori votanti

284

Maggioranza

143

Favorevoli

119

Contrari

159

Astenuti

6

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-ter.4, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.8.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-ter.8, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

287

Senatori votanti

286

Maggioranza

144

Favorevoli

118

Contrari

162

Astenuti

6

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-ter.9, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2-ter.13, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.10.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-ter.10, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

286

Senatori votanti

284

Maggioranza

143

Favorevoli

125

Contrari

159

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.11.

 

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2-ter.11, presentato dal senatore Bianco e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Proclamo il risultato della votazione mediante procedimento elettronico:

Senatori presenti

286

Senatori votanti

284

Maggioranza

143

Favorevoli

124

Contrari

160

 

Il Senato non approva.

  

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 692-B

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-ter.12, presentato dal senatore Casson e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2-ter.14, presentato dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Non è approvato.